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    Sardegna orientale - Gurthadalla Sa Giuntura
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martedì 30 settembre 2014
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Pischina Gurthadalla e laghetto Sa Giuntura da Urzulei

Oggi è previsto l'incontro con i meravigliosi ambienti scavati dall'azione dell'acqua presso la celebre gola di Gorropu. Al canyon si può giungere con più itinerari: quello che ora vi descriveremo porta all'ingresso superiore. Senza entrare nella forra vera e propria visiteremo invece le stranissime formazioni rocciose lungo i corsi del rio Flumineddu e della Codula Orbisi. Il punto di partenza non è semplicissimo da raggiungere ed è meglio studiare con attenzione il territorio tramite una mappa o Internet. Da Dorgali percorriamo la Statale 125 Orientale Sarda in direzione Urzulei. Giunti però al Passo Genna Croce, svoltiamo a destra per andare ad aggirare una costa dalle pendici ripidissime. Dopo qualche km si arriva al Planu di Campu Oddeu dove si lascia a sinistra la diramazione per Fennau, Televai e Lattorbé.
01-La pista nei pressi della partenza01-La pista nei pressi della partenza
02-Leccio isolato02-Leccio isolato
03-Il solco della Codula Orbisi03-Il solco della Codula Orbisi
Si continua ancora per qualche km su sterrato malagevole fino ad incontrare le indicazioni del sentiero per Sedda Ar Baccas e Gorropu. Sul sito della regione Sardegna questo itinerario è indicato come CAI n.502, ma in loco ci sono poche segnalazioni di tipo classico. Lasciata l'auto (m 900 circa) si abbandona la pista per Sedda Ar Baccas che segue un percorso diverso e si piega sul ramo di destra (cartello CAI). Anche questo è ampio e si inoltra con qualche saliscendi in una vasta landa cosparsa di bassi arbusti. I maialini in queste zone montane del Supramonte vengono lasciati liberi e si aggirano grufolando ai bordi della strada: ormai per noi fanno parte del paesaggio. Progressivamente si entra in una zona molto più boscata caratterizzata da grandi lecci. Ad un bivio ci si può tenere a sinistra passando accanto ad un vecchio ovile. Successivamente la pista riprende a salire entrando in un ambiente più roccioso e carsificato. Nel punto più alto ci si affaccia sul profondo canale che ha preso forma alla nostra sinistra: la Codula Orbisi. Si procede quasi in quota attraversando un bosco ombroso formato da alti ginepri e lecci, le cui radici contorte sembrano nascere direttamente dalla pietraia. Laddove la pista si esaurisce, si prosegue in quota su un marcato sentiero segnato da frequenti ometti. Oltre ai noti cumuli di pietre in equilibrio precario e ai sassi allungati disposti verticalmente, si trovano di frequente anche sassi appoggiati sugli alberi o infilzati ai rami.
04-Ometto equestre04-Ometto equestre
05-Radura presso il Cuile Orbisi05-Radura presso il Cuile Orbisi
Pochi metri sotto il Cuile Sa Terra Ona, una coppia di mufloni fugge veloce tra le pietraie che hanno ora preso il sopravvento. Si procede, infatti, tra grandi campi solcati arrivando al Cuile Mufrones (m 940), dalla classica fattura in pietre e tronchi di ginepro. I soli due elementi abbondanti vengono strutturati a formare un riparo: un cono di tronchi di ginepro, abilmente accatastati, poggia su una base formata da un muretto circolare di pietre con apertura per l'ingresso. L'ovile è anche il punto più elevato per oggi: ora iniziamo la discesa su terreno articolato in un susseguirsi di pietraie e macchie di lecci, alcuni dei quali davvero maestosi. Oltrepassato un balcone naturale affacciato sulla profonda Codula Orbisi, il sentiero riprende la sua discesa arrivando anche al Cuile Orbisi (m 711). La costruzione, simile alla precedente, è ben conservata e presenta al suo interno lo spazio per accendere il fuoco. Accanto si trova il vecchio recinto per gli animali-rigorosamente in ginepro. Il legno ormai secco emana un gradevole e lieve aroma speziato. Pochi metri sotto il Cuile ci troviamo su una sorta di tavolato roccioso e leggermente inclinato dove dobbiamo fare attenzione alla direzione da prendere: il sentiero infatti si biforca. Tralasciata la prosecuzione nel lato del nostro versante, dobbiamo seguire le indicazioni che, verso sinistra, conducono sul ciglio del ripiano. In breve si arriva ad uno speroncino panoramico che però non preclude la prosecuzione come sembra. Da qui infatti, con una serie di svolte, si scende comodamente fino ad arrivare al greto della Codula Orbisi.
06-Il Cuile Orbisi06-Il Cuile Orbisi
07-Verso il greto della Codula Orbisi07-Verso il greto della Codula Orbisi
Esattamente di fronte, sull'altro lato, troviamo un sistema di rampe e cengette rocciose che ci permette di guadagnare il ripiano di Sedda Ar Baccas dove ritroviamo anche la pista di servizio lastricata. La si segue a destra fino al parcheggio, punto di arrivo dei fuoristrada per le visite alla gola di Gorropu. L'escursione prosegue lungo la pista, ora sterrata, in compagnia di numerosi maiali grufolanti e mimetizzati nella polvere. Si oltrepassa un tasso plurisecolare e poco dopo la cosiddetta Tomba dei Giganti, testimonianza di antiche presenze umane nella zona. Ancora pochi metri ed un cartello segnala a sinistra la svolta per la gola di Gorropu. Qualche bollo verde aiuta, ma quando si arriva ad una specie di ripiano l'orientamento si complica. Un provvidenziale cartello segnala la direzione per la Pischina Gurthadalla mentre proseguendo diritti scenderemo poi verso la gola di Gorropu. Seguendo quindi la prima indicazione, ci caliamo lungo un pendio che si fa via via più malagevole. In breve si arriva in vista del vastissimo antro, chiuso su tre lati, che si è formato lungo la gola della Codula Orbisi. Un laghetto naturale che permane tutto l'anno occupa il fondo dell'antro e prende il nome di Pischina Gurthadalla o Urthadalla. Due mufloni si stanno abbeverando e fuggono velocemente al nostro arrivo. E' un luogo affascinante e silenzioso, difficilissimo da rendere in fotografia, che merita una visita attenta.
08-La Tomba dei Giganti08-La Tomba dei Giganti
09-In discesa verso Pischina Gurthadalla09-In discesa verso Pischina Gurthadalla
10-La grande volta che racchiude Pischina Gurthadalla10-La grande volta che racchiude Pischina Gurthadalla
11-Pischina Gurthadalla11-Pischina Gurthadalla
Risaliti al bivio prendiamo ora a destra, per seguire la traccia che scende con qualche svolta fino ad uscire su un magnifico belvedere sulla gola di Gorropu. Ci troviamo in capo al lungo costone che separa la Codula Orbisi dal Rio Flumineddu e che andrà disceso fino al laghetto di Sa Giuntura dove i due solchi si incontrano. Seguendo gli ometti si cala a vista in mezzo ai cespugli mentre il crinale va via via restringendosi. Dove la costa si assottiglia, il sentiero piega sul fianco sinistro calando in diagonale senza problemi verso il greto.
12-L'ingresso del canyon di Gorropu12-L'ingresso del canyon di Gorropu
13-Le pieghe rocciose del Flumineddu13-Le pieghe rocciose del Flumineddu
14-Il greto asciutto del rio Flumineddu14-Il greto asciutto del rio Flumineddu
15-Il laghetto Sa Giuntura15-Il laghetto Sa Giuntura
Onde pietrificate, lavorate dall'acqua e dal tempo, caratterizzano questo tratto del percorso che in breve conduce sui bordi del laghetto Sa Giuntura (m 493), sormontato da particolari banconate in parte percorribili. Nelle stagioni maggiormente piovose, il laghetto è alimentato da una cascata ma oggi lo vediamo in formato ridotto. L'escursione potrebbe continuare lungo le pieghe del Flumineddu fino all'ingresso del canyon di Gorropu, ma la via del ritorno è piuttosto lunga e per oggi ci fermiamo qui.
16-Le ripide pendici della Costa Silana16-Le ripide pendici della Costa Silana
17-La gola di Gorropu17-La gola di Gorropu
18-Aceri minori in abito autunnale18-Aceri minori in abito autunnale
19-Formazioni rocciose sopra la Codula Orbisi19-Formazioni rocciose sopra la Codula Orbisi
20-Nicchie naturali nel solco del rio Flumineddu20-Nicchie naturali nel solco del rio Flumineddu
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