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    Escursioni in Sardegna
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giovedì 25 settembre 2014
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Escursioni in Sardegna

2014 - La Sardegna: siamo su un'isola o su un continente? E' un'isola indubbiamente, considerato che dall'aereo, poco prima dell'atterraggio a Cagliari, si vede il mare e poi l'avvicinarsi di una lunga linea di costa, ammorbidita dalle rientranze delle numerose spiagge e calette, linea che si esaurisce - come il nostro volo - nei pressi della città.
Ci accoglie una giornata di sole dalla temperatura più mite di quella che abbiamo lasciato lassù nel nord-est d'Italia, e il bel tempo e il secco che abbiamo cercato inutilmente per tutta l'estate e che qui invece ci accompagnerà per tutto il nostro soggiorno.

Percorrendo la Sardegna in auto o lungo i sentieri montani o costieri, i grandi spazi dell'Isola lasciano però pensare alla vastità di una zona del "continente" come chiamano qui l'Italia. La Regione, terza per superficie, è grande tre volte il Friuli Venezia Giulia e nasconde una straordinaria varietà di ambienti. Lasciato da parte il periodo estivo che ci avrebbe riservato folle e calure in disaccordo con le fatiche del trekking, l'inizio dell'autunno ci fa scoprire climi ancora molto miti e, a chi piace, la possibilità di balneare. La vegetazione erbacea è a questo punto dell'anno abbondantemente rinsecchita, ma la presenza di arbusti sempreverdi con bacche e fiori ci fa dimenticare che siamo alla fine della bella stagione. Nella zona che abbiamo frequentato, il Supramonte, le vette più alte spiccano da lontano per il loro candore di bianco calcare. Come in Friuli anche qui le rocce che affiorano sono antichissime e hanno formato nel tempo profondi canyon e ampie grotte. A ridosso delle coste, panoramici sentieri collegano gli antichi ovili in pietra e tronchi di ginepro, le uniche risorse disponibili sul terreno. Caratteristica di questo territorio (e più in generale di tutta la Sardegna) è la mancanza di segnaletica lungo i sentieri. I tracciati sono generalmente ben percorribili e frequentati ma, a parte qualche eccezione, ci si ritrova a fare i conti con ometti e qualche pietra inanellata sui ginepri. Le deviazioni sono numerose e quindi occorre documentarsi bene in anticipo oppure affidarsi a guide del posto.
01-Raggi di luce illuminano i monti del Supramonte01-Raggi di luce illuminano i monti del Supramonte
Non è tutto, è possibile approfondire la storia della cultura nuragica che ci lascia 8000 costruzioni megalitiche in tutta l'isola. I siti più importanti possono essere visitati con il supporto di una guida locale che ci illustra con entusiasmo la storia antica della Sardegna.

02-La transumanza in un murale a Fonni02-La transumanza in un murale a Fonni
Ora passiamo senz'altro ad illustrarvi i percorsi da noi visitati ma prima una breve spiegazione dei nomi locali la cui comprensione chiarisce molti aspetti. Arcu = sella, bacu = gola o forra, campu = piano, cuile = ovile, bruncu = spalla, genna = passo.
03-La costa presso la Pedra Longa03-La costa presso la Pedra Longa
2016 - Di nuovo sull'isola. Quest'anno non ci arriviamo dal cielo bensì dal mare. Aggiungiamo alla scoperta di nuove porzioni della Sardegna anche le emozioni della notte in traghetto. Questa volta visitiamo la parte sud ovest e nord. Escursioni alla scoperta di vecchi siti minerari e sentieri costieri sul blu sorvegliati da massi granitici dalle forme più inconsuete.
04-Castelsardo04-Castelsardo
Ma anche paludi con cavallini e fenicotteri rosa e siti archeologici di respiro millenario. A tutto fa da sfondo un ambiente naturale ricco di verde, di torrenti e cascate, intercalato da pochi e piccoli abitati. La stagione primaverile mostra la Sardegna in tutto lo splendore delle colorate fioriture.
05-Maggio in Sardegna05-Maggio in Sardegna
06-Il sito archeologico di Tharros06-Il sito archeologico di Tharros
Commenti
  • 30/10/2017 In questa fine di ottobre ho fatto la conoscenza con la Sardegna più dura, faticosa, ma senza dubbio più spettacolare, una settimana di cui cinque giorni impiegati a percorre uno dei trekking più famosi: il Selvaggio Blu, tracce di pastori che si intersecano quelle più comode dei carbonai. Noi lo abbiamo percorso da Sud verso Nord, percorso “vista mare”, evitando di addentrarci all'interno in modo da avere quasi costantemente il mare ai nostri piedi, qualche centinaio di metri più sotto.Le nostre tappe prevedevano sempre l'arrivo serale ad una Cala, in modo da poter rinfrescarci (eccezion fatta per la prima tappa che ci ha visti in un ovile), il nostro percorso è partito da S. Maria Navarrese per terminare a Sisini con recupero serale in gommone, abbiamo dormito all'ovile Ginnirco, a Cala Goloritzè, a Cala Mariolu e all'incredibile Grotta del Fico dalla quale siamo partiti per la spiaggia finale. Un gruppo eterogeneo che si è subito ben amalgamato e vicendevolmente aiutato anche a parole, alle volte bastano solo quelle, ci siamo concentrati per vincere i timori di quelle ferrate verticali ed esposte, per quel che mi riguarda qualche calata mi ha fatto sudare (e di più sicuramente la guida...)Oltre al ricordo delle immagini resta ben più impresso lo spirito con cui abbiamo condiviso questa esperienza.
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