Raggiungiamo Zaros, al centro dell'isola di Creta, alle pendici meridionali dello Psiloritis. Parcheggiamo al vicino lago Votomos (m 420). La zona è sede di un importante stabilimento di acque minerali le cui sorgenti alimentano il laghetto di origine artificiale. Dietro gli spazi della locanda si trovano i cartellini indicatori per Agios Ioannis. Si risale a svolte su gradinate, per un tratto all'interno della pineta. Dopo diversi giorni di escursioni nella macchia mediterranea, ci fa piacere sentire nuovamente il profumo della resina.
Un cancello per le capre segna la congiunzione con un sentiero trasversale. Prendiamo a sinistra, di nuovo all'aperto tra vegetazione arbustiva, circondati da una distesa di cespugli di salvia che spandono il loro caratteristico profumo. La nostra direzione è verso il monastero, che va via via apparendo con i suoi colori crema e azzurro. Superato un altro cancello si entra in una macchia boscata, avvicinandosi sempre di più al Monastero di Agios Nikolaos, che tra poco sfioreremo. Si attraversa il letto del torrente tra le piante di oleandro e si risale dall'altra parte sfiorando per un tratto il bordo di un edificio del monastero. Siamo di nuovo nella macchia boscata, dove le tracce si moltiplicano. Facciamo attenzione, seguendo bolli, frecce e cartellini metallici neri, risalendo nella direzione della gola di Rouwas, che appare sempre più evidente davanti a noi.
Su terreno aperto, ormai all'imbocco della gola, si comincia sul fianco in destra orografica con un piccolo rettilineo gradinato; si scende a toccare il greto, che si segue per un po' percorrendo un tratto tortuoso su sentiero roccioso incassato tra le pareti. Successivamente il sentiero si inerpica a gradini sulla destra e sfiora una sorgente. Alcune capre si aggirano nei pressi; intorno appaiono macchie di oleandri e pini. Un tratto orizzontale porta a incrociare nuovamente il corso della gola, che si attraversa per compiere una marcata ansa sull'altro lato della valle in destra orografica.
Si sale in maniera abbastanza decisa lungo l'ansa, restando sempre rivolti verso il canyon. L'unica ombra è data da qualche pino; uno in particolare è dotato di una panca di assi in legno. Invertita la direzione ci troviamo proprio di fronte alla gola, che si stende stretta davanti a noi. Il percorso, oltre a essere esposto, si svolge su detrito instabile ed è quindi attrezzato con passamani di legno che offrono un supporto perlomeno psicologico.
Dal piccolo pino con panchina il sentiero traversa sopra un versante di roccia friabile e, mantenendosi quasi in quota, aggira uno spigolo per rimettersi nel solco del canyon principale, al quale si scende con breve discesa; segue un breve tratto ingombro di macigni caduti lungo il greto. Subito dopo il sentiero, in parte cementato, si inerpica su uno sperone roccioso sulla destra seguendo un percorso tortuoso con balaustre, dopodiché prosegue in quota alcune decine di metri sopra il corso principale. Dopo l'attraversamento su passerella di legno ci si ritrova sul solco principale in un tratto molto stretto, dove le rocce del fondo sono levigate dal corso dell'acqua. Sulle pareti a strapiombo crescono pini e cipressi; sul fondo della gola i platani.
Il sentiero, percorso un centinaio di metri lungo la gola, si inerpica sulla sinistra tramite una rampa gradinata di legno e raggiunge il ponte principale. Si attraversa il canyon, poi si ritorna sul greto e quindi sul fianco in destra orografica, percorrendo un tratto dalla pendenza minore, molto gradevole e ombreggiato dai lecci, fino all'area di sosta con tavolini e panche in pietra.
Il sentiero percorre ancora lungamente il corso del torrente con poca pendenza, attraversandolo più volte con qualche guado. Nel frattempo è comparso il flusso d'acqua e poco oltre si incontra una piccola cascata che ha inciso uno scivolo nella pietra. Si rimonta bruscamente per superare il salto d'acqua; poi sulla destra ci attende ancora un tratto un po' scosceso, fino a che il paesaggio cambia per trasformarsi nel solco di un tranquillo rivolo. Lo costeggiamo lungamente compiendo alcune curve, sempre seguendo fedelmente il corso del rio. Dopo l'incontro con un grande platano dal tronco possente, cresciuto proprio in mezzo al torrente, si esce nella zona ricreativa della foresta di Rouwas. La magnifica distesa pianeggiante è attrezzata con numerose panchine ombreggiate dalle querce; poco più in alto si intravede e si raggiunge la chiesetta in pietra di Agios Ioannis (m 938), raggiungibile anche da una pista.
La gola percorsa — nota anche come Gola di Agios Nikolaos o di Gafaris — è un Geosito UNESCO del Parco dello Psiloritis.
01_Monastero di Agios Nikolao_IMG_20250507_090217
02_Verso l'imbocco della gola di Rouwas
03_Lungo la gola di Rouwas_IMG_20250507_092906
04-Le pareti della gola di Rouwas_IMG_20250507_094253
05_Lungo un tratto messo in sicurezza_IMG_20250507_095648
06-Attraversamento della gola di Rouwas_IMG_20250507_102645
07-Sul fondo della gola di Rouwas_IMG_20250507_105130
08-Grande esemplare di platano lungo la gola di Rouwas
09-La chiesetta di Agios Ioannis
10_Paesaggio allo sbocco della gola di Rouwas_MG_20250507_114932
11_da def_IMG_20250507_125931
12-La vegetazione cresce sopra la gola