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    Alpi Graie - Miniere di Cogne
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domenica 13 luglio 2014

Anello delle miniere di Cogne da Montroz

E' la valle di Cogne che abbiamo scelto per la nostra sistemazione. La valle delimita il lato nord del Parco del Gran Paradiso e costituisce una ottima base di partenza per il nostro programma di escursioni. Vista la giornata variabile decidiamo di iniziare con l'escursione alle miniere di Cogne che ci dovrebbe offrire diversi spunti di interesse storico minerario. Si rivelerà più interessante ancora di quanto previsto.
01-Le case di Montroz dalla prima parte del percorso01-Le case di Montroz dalla prima parte del percorso
02-L'edificio minerario di Larsinaz02-L'edificio minerario di Larsinaz
03-Nebbie03-Nebbie
Da Epinel, dove siamo alloggiati, risaliamo la valle in auto arrivando in pochi minuti a Cogne e quindi al borgo di Montroz, sede tra l'altro del museo minerario. In corrispondenza del primo marcato tornante si prende la stretta strada asfaltata che si stacca a destra. Va risalita per poco fino al suo termine presso alcuni casolari dove troviamo anche lo spazio per parcheggiare (m 1702). Verso la fine della strada alcuni cartelli gialli indicano sulla sinistra i segnavia 8 e 9a che nel primo tratto coincidono e che ci porteranno ad iniziare l'anello che abbiamo in mente. Si inizia così a salire a mezza costa il fianco del vallone del torrente Grauson che rumoreggia sotto di noi. Al primo marcato tornante si tralascia il segnavia 8 che sale a sinistra per continuare sul 9a in direzione di Larsinaz.
04-Campanula alpestre04-Campanula alpestre
05-Gli edifici minerari di Colonna05-Gli edifici minerari di Colonna
06-Manufatti presso le miniere di Liconi06-Manufatti presso le miniere di Liconi
Con un piacevole traverso si arriva nei pressi del greto principale del torrente che si oltrepassa tramite un bel ponte in legno. Da qui inizia la vera salita con il sentiero che ora rimonta a svolte dalla pendenza più decisa tra alti mughi. In breve si arriva alla prima testimonianza dell'attività mineraria: l’edificio di Larsinaz (m 1899), sbarrato e preceduto dai basamenti di una teleferica. Un cartello illustra la tormentata storia di questo giacimento che dal 1853 conobbe diverse fortune passando sotto vari proprietari e fu anche motivo di tumulti. Dopo la costruzione la salita riprende indicata da bolli e segni gialli che da queste parti evidentemente sostituiscono le classiche indicazioni bianco-rosse a cui siamo abituati. Oltrepassata una macchia di conifere il sentiero esce su pendici più spoglie attraversando una pietraia punteggiata dai semprevivi. E' qui che si apre l'ingresso di una cavità mineraria, sbarrato da una grata.
07-I ghiacciai del gruppo del Gran Paradiso07-I ghiacciai del gruppo del Gran Paradiso
08-I colori della linaria alpina e dei licheni08-I colori della linaria alpina e dei licheni
09-Fioriture presso le miniere di Liconi09-Fioriture presso le miniere di Liconi
10-Edifici minerari a Liconi10-Edifici minerari a Liconi
Come osserveremo anche per il resto della settimana, il Parco del Gran Paradiso ospita una flora bellissima e diversificata che a metà luglio già mostra diverse specie in fiore. Gipsofila, eliantemo, vulneraria e ononide a foglie rotonde si alternano lungo il sentiero che ora si riporta tra mughi e radi larici. Dalla parte opposta della valle numerosi escursionisti transitano sul segnavia 8 diretto alle case di Pila ed al lontanissimo passo di Invergneux. Presso un successivo rudere arriviamo all’innesto sul sentiero 8d che arriva dal pianoro di Ecloseur: lo seguiamo a destra risalendo lungo una specie di corridoio naturale tra mughi e rododendri. Il sentiero rimonta poi una pietraia per infilarsi nuovamente nel bosco di larici e cembri.
11-Affreschi nella cappella di Colonna11-Affreschi nella cappella di Colonna
12-L'interno della cappella di Colonna12-L'interno della cappella di Colonna
Con andamento articolato si arriva così al costone che discende dal Mont-Salet dove il paesaggio cambia radicalmente. Questo è anche il punto dal quale si possono vedere per la prima volta gli edifici minerari di Colonna: sembrano vicini, ma il cartello dice che mancano ancora 25 minuti. In effetti ci vorranno quasi tutti in quanto il complesso è molto grande e non rende l’idea della distanza. Seguendo la linea dell'alta tensione che produce un ambiguo brusio elettrico si comincia a tagliare un ripido pendio inizialmente ricoperto da pietrisco. Qui facciamo la conoscenza con la campanula alpestre, una rara specie occidentale che abita i detriti fini e le ghiaie. Si prosegue a traversare passando una rientranza dirupata (cavo passamano) sulla quale incombe una grande nicchia naturale. Superato quello che è il passaggio più impegnativo della escursione, in breve si arriva alla base di uno dei tralicci dell'alta tensione dove troviamo l’innesto col sentiero 9 (m 2301) che sale direttamente dal Montroz e che prenderemo per la discesa.
13-All'interno degli edifici minerari di Colonna13-All'interno degli edifici minerari di Colonna
14-All'interno degli edifici minerari di Colonna14-All'interno degli edifici minerari di Colonna
15-All'interno degli edifici minerari di Colonna15-All'interno degli edifici minerari di Colonna
Ora proseguiamo verso la miniera di Colonna affrontando l'ultima serie di ripide svolte che si esauriscono al ripiano del villaggio minerario (m 2386). Vista da vicino, la miniera di Colonna non può lasciare indifferenti. Da un lato lo stridore di un'opera così invasiva a 2400 m di quota, dall'altro le considerazioni su come tale manufatto sia stato lasciato andare in rovina. Visto da fuori, con gli edifici periferici in fase di avanzato sgretolamento, il complesso appare una via di mezzo tra un monastero tibetano abbandonato e la location di un film postatomico. La recinzione è aperta, ne approfittiamo per dare un'occhiata, con la massima attenzione, alla cappella (addirittura affrescata) e agli edifici sottostanti che si presentano di una vastità inaspettata. Lunghe serie di locali lavorativi e di alloggi, in parte crollati, si snodano sotto i nostri occhi. Le finestre ormai senza vetrate incorniciano paesaggi d'alta quota sempre diversi. All’esterno sono ancora presenti le cavallette in legno della teleferica che portava il materiale giù a Cogne. Negli anni '60 il villaggio ospitava circa 400 minatori impegnati nella attività estrattiva della magnetite, tra l'altro ottima sia per qualità che per quantità estratta. Lo sfruttamento del grande giacimento finì nel 1979 e il villaggio e gli impianti vennero abbandonati.
Nel 1886 Giuseppe Giacosa scrive sull’impegnativo lavoro di trasporto a valle del minerale, su cassoni pesantissimi fatti scendere a mano in quel pendio ripido. Ne propongo un brano al quale non servono commenti. "Messo per quella china e spinto dalla slitta carica, un mulo ne avrebbe, al primo viaggio, rotte le gambe e fiaccato il filo delle reni; perciò vi attaccano uomini che per le bestie da soma sono meno costosi. A ogni mulo morto, corrono marenghi, ad ogni uomo morto, basta una croce di legno e un De-profundis".
16-Paesaggio alpino sul grande schermo16-Paesaggio alpino sul grande schermo
17-Cavalletta della teleferica a Colonna17-Cavalletta della teleferica a Colonna
Proseguendo sul sentiero 5 abbiamo la possibilità di salire a visitare un'altra zona di interesse minerario, quella di Liconi. Imboccato quindi il sentiero che sale in vetta al monte Creyaz, in pochi minuti si arriva alla zona di estrazione superiore (m 2495), caratterizzata da affioramenti di detrito di lavorazione. Per la discesa si torna al bivio descritto sopra e si inizia a scendere ripidamente lungo prati pensili. La discesa è interrotta dal traverso necessario a doppiare una sottile costola rocciosa che più in basso ospita anche una cavalletta. Ancora un tratto in marcata discesa e si giunge nei pressi del complesso minerario di Costa del Pino (m 2026), raggiunto anche da una pista. Questi stabilimenti sono in condizioni leggermente migliori e ospitano ancora la funivia di collegamento con il fondovalle con tanto di vecchia cabina appesa. Tramite la pista o meglio per il sentiero che accorcia i tornanti si scende ancora lungamente nel bosco fino a tornare esattamente al punto di partenza.
18-Sentiero da Colonna a Costa del Pino18-Sentiero da Colonna a Costa del Pino
19-Interno dello stabilimento di Costa del Pino19-Interno dello stabilimento di Costa del Pino
20-Il ponte di lancio della telecabina a Costa del Pino20-Il ponte di lancio della telecabina a Costa del Pino
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