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    Escursioni nel Parco del Gran Paradiso
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sabato 12 luglio 2014
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Escursioni nel Parco del Gran Paradiso

Un viaggio nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, in luglio, è un’immersione nei colori. I verdi di una vegetazione che non ti lascia fino a quote sorprendenti, ammantando i pendii di conifere ad alto fusto, arbusti e praterie che, solo molto più in alto, cedono il passo alle pietraie. Complice anche una fortunata settimana, ogni uscita è stata accompagnata dai blu del cielo, dei laghi e delle genziane e dai bianchi delle acque correnti e dei ghiacciai che fanno da sfondo, più o meno lontano, a tutti i paesaggi.


01-I ghiacciai alla testata della Valnontey01-I ghiacciai alla testata della Valnontey
In tutti questi ambienti abbiamo avuto spesso l’occasione di incontrare marmotte, camosci e stambecchi che, tra l’altro, sono stati scelti come simbolo del Parco. Uno sguardo attento quando si cammina e un binocolo puntato sulle praterie di alta quota o sui ghiaioni possono offrire molteplici spunti di osservazione.
Scesi a valle, ci attende un tuffo nella storia antica. Storia ad Aosta, Storia nelle valli vicine. Nel centro città parecchi resti ci disvelano le origini romane di Aosta (Augusta Praetoria). Il ponte romano sul torrente Buthler ci indirizza all’Arco di Augusto, eretto a celebrare la vittoria dei romani sui locali Salassi (25 a.C.); poco distante la bellissima scenografia del teatro Romano. Con un ampio salto temporale, nella chiesa di Sant’Orso abbiamo potuto ammirare gli affreschi che adornano la parte superiore della costruzione, celati da una controsoffittatura. Un volontario fa da guida al piccolo gruppo di persone presenti al momento, tra noi c’è anche una signora giapponese in guanti bianchi e cappello di paglia. Saliamo in alto fino a raggiungere lo spazio tra il primo soffitto e quello più recente del 1400. In questo ambiente, rimasto nell’oblio per secoli, resta perfettamente conservata e leggibile la serie di affreschi risalenti al 1000 con raffigurazioni tratte del vecchio e nuovo testamento.
Usciti all’esterno, visitiamo anche il chiostro accanto, dove si respira aria di meditazione. I 40 capitelli delle altrettante colonne del porticato presentano bassorilievi con scene sacre e non; figure e animali in azione in un racconto che si svolge sui quattro lati del capitello.
02-Il chiostro della collegiata di Sant'Orso-Aosta02-Il chiostro della collegiata di Sant'Orso-Aosta
03-Il teatro romano ad Aosta03-Il teatro romano ad Aosta
Il ponte acquedotto romano di Pont d'Ael risalente al 3 a.C., resiste nella sua campata unica, alto sulla profonda forra (che in questo punto misura 66 metri) sul torrente Grand Eyvia all'inizio della val di Cogne.
04-Il ponte acquedotto romano di Pont d'Ael (3 a.C.)04-Il ponte acquedotto romano di Pont d'Ael (3 a.C.)
E poi c’è solo l’imbarazzo della scelta per la visita a uno dei tanti castelli. Posti come di consueto su luoghi elevati a difesa dei passaggi, sono ben visibili anche durante la semplice percorrenza dell'autostrada. Alcuni, come quello di Fenis, sono stati oggetto di manutenzione e restauro e sono visitabili all’interno. Nato come dimora della famiglia Challant nel 1200, ospita oggi arredi antichi del nord Italia. E' difeso da due linee di cinta muraria, con torrette e merli, feritoie e caditoie all'esterno. All'interno si possono visitare la grande cucina, la camera del signore, gli affreschi e tante altre curiosità che la guida ci illustra.
05-Il castello di Fenis05-Il castello di Fenis
06-Manufatto in legno all'interno del castello di Fenis06-Manufatto in legno all'interno del castello di Fenis
07-Affresco all'interno del castello: da notare le acconciature07-Affresco all'interno del castello: da notare le acconciature
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