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    Parco d'Abruzzo - Anello di Forca Resuni da Civitella Alfedena
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domenica 20 ottobre 2013

Anello di Forca Resuni da Civitella Alfedena

Niente auto per l’escursione ad anello di oggi, che comodità, si parte dall'albergo La Torre già con gli scarponi ai piedi. Il sentiero ha inizio dalle case più a monte di Civitella Alfedena, dove al cartello imbocchiamo il segnavia I1 per la Val di Rose. La mulattiera sassosa attraversa gli ultimi terrazzamenti sopra il paese, ingentilita dai numerosi rosai selvatici. Chissà che spettacolo in primavera, forse sono questi a farle meritare il suo nome ?
01-Il lago di Barrea01-Il lago di Barrea
02-Faggeta in val di Rose02-Faggeta in val di Rose
03-I faggi colonnari della val di Rose03-I faggi colonnari della val di Rose
04-La salita nella faggeta della val di Rose04-La salita nella faggeta della val di Rose
Saliamo con un paio di svolte nella faggeta interrotta da radure che lasciano intravedere il borgo da cui siamo partiti ed il lago di Barrea. Il sentiero va poi ad innestarsi su una costa di faggio che si risale con pendenza sempre molto gradevole. Piegando poi a sinistra a mezza costa, il sentiero tocca il fondo di una valletta ricoperta da grandi faggi colonnari. Una salita più marcata ci fa uscire sulla radura dello Stazzo di Val di Rose dalla quale in breve lasciamo definitivamente il bosco per trovaci alla base del grande pendio che scende dal passo Cavuto, ben visibile in alto.
05-Il paesaggio dell'alta val di Rose05-Il paesaggio dell'alta val di Rose
06-Acero colorato in alta val di Rose06-Acero colorato in alta val di Rose
07-Ultimo tratto in alta Val di Rose07-Ultimo tratto in alta Val di Rose
08-Ultime svolte per il passo Cavuto08-Ultime svolte per il passo Cavuto
Oggi è domenica e, grazie anche alla bellissima giornata di sole, siamo in compagnia di parecchi escursionisti locali, a prova che l’anello odierno è molto noto e amato nella zona. Un grande acero isolato spicca per il colore giallo vivo nel panorama circostante, mentre in alto i camosci si crogiolano al primo sole tenendosi lontani dalla gente. Progressivamente le praterie lasciano il posto a terreno più detritico e pietroso e con una lunga serie di svolte sulle pendici del monte Sterpi d'Alto arriviamo al minuscolo intaglio di passo Cavuto (m 1980). D'improvviso la vista si apre sulla conca che si trova dalla parte opposta, racchiusa tra le pendici del monte Capraro e del Petroso. Dopo una visita al belvedere sulla destra, scendiamo in pochi minuti alla insellatura detritica che si trova ai piedi del monte Capraro.
09-La cresta del monte Sterpidalto09-La cresta del monte Sterpidalto
10-Camosci appenninici sulle rocce illuminate10-Camosci appenninici sulle rocce illuminate
11-Monte Capraro e Balzo della Chiesa dal passo Cavuto11-Monte Capraro e Balzo della Chiesa dal passo Cavuto
12-Il passo Cavuto e il monte Boccanera dalle pendici del Capraro12-Il passo Cavuto e il monte Boccanera dalle pendici del Capraro
Qui il frequentato sentiero di forca Resuni inizia a traversare le pendici del monte Capraro. Interessante la presenza in questi luoghi del pino mugo: la conifera, da noi comune e infestante, è qui relitto glaciale e, assieme al pino nero, costituisce popolazioni rare e localizzate.
13-Il Rifugio Forca Resuni13-Il Rifugio Forca Resuni
14-Il monte Marsicano14-Il monte Marsicano
Al rifugio (m 1952) convergono ben tre sentieri del Parco: il nostro è quello che scende a sinistra per la valle Risione (K6). Si scende a svolte dapprima su detriti e poi su terreno erboso passando nei pressi di un caratteristico masso isolato. In breve si va a raggiungere il limite del bosco di faggio della val Risione che ci accompagnerà per un buon tratto. Voci dietro di noi annunciano l’arrivo di un paio di gruppi familiari che ci raggiungono mentre siamo fermi per una sosta fotografica. Anche i bambini sembrano avere un'ottima gamba.
15-L'alta val Risione15-L'alta val Risione
16-Il sentiero di discesa in val Risione16-Il sentiero di discesa in val Risione
17-Faggi autunnali in val Risione17-Faggi autunnali in val Risione
La discesa è piuttosto lunga tanto che il solco su cui stiamo scendendo fa tempo a cambiare nome: infatti, oltre una grande radura disseminata da verbaschi, la valle prende il nome di Iannanghera. E’ il momento in cui si possono vedere grandi esemplari di faggio che sfoggiano i loro enormi tronchi. Poco più avanti fate attenzione al duplice bivio: si lascia subito a destra il K6 per la sorgente Iannanghera e subito dopo anche il J2 per il convento sul lago di Barrea e si prende invece a sinistra il segnavia I4. Contornato lungamente il monte dei Quadri, tutto sommato in quota e nella boscaglia, si arriva sulle radure poco sopra Civitella Alfedena. Facendo attenzione alle molteplici direzioni, cercate con attenzione le segnalazioni del sentiero I4 che vi porteranno senza problemi in paese, a poca distanza dal punto di partenza.
18-Gli splendidi colori autunnali del Parco18-Gli splendidi colori autunnali del Parco
19-Maestoso esemplare di faggio19-Maestoso esemplare di faggio
20-Civitella Alfedena20-Civitella Alfedena
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