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martedì 19 giugno 2012

Laghi di Pilato: da Castelluccio per forca Viola

Lungo la rotabile che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio, qualche metro più sotto al punto dove si stacca il bivio per La Baita, parte anche una strada sterrata che scende, oltrepassa uno spigolo e cala nella valletta sottostante per terminare nei pressi della fonte di San Lorenzo (m 1402, parcheggio).
01-I colori dei piani di Castelluccio01-I colori dei piani di Castelluccio
Senza proseguire oltre (divieto) si piega a destra puntando ad una piccola costruzione in cemento dove si notano i segnavia CAI. Costeggiato il filo spinato di una recinzione si entra subito nella macchia di San Lorenzo, un boschetto di faggi contorti, vera e propria "isola arborea" tra queste praterie. Si sale ripidamente nella macchia fino ad uscire presso una ampia insellatura prativa, destinata ad alpeggio, dalla quale si può puntare facilmente per prati alla capanna Ghezzi (abbeveratoio, m 1570).
02-Capanna Ghezzi02-Capanna Ghezzi
Presso l'edificio un vetusto cartello del Parco, ormai a pezzi, segnala l'itinerario odierno. Ci si innesta subito sul sentiero che proviene da Castelluccio e si prosegue su questo in moderata salita.
Con una larga ansa ci si innalza fino ad un ripiano soprastante, in bella visuale sul sentiero che sale verso forca Viola. Da qui ci si dilunga seguendo il solco di una valletta che si esaurisce presso un bivio, poco sotto una spalla. Tralasciata la prosecuzione verso Palazzo Borghese, il nostro itinerario compie invece una marcata ansa verso destra e comincia la lunga diagonale che ci porterà a forca Viola, dapprima per praterie fiorite e poi su pendici più inclinate. Si intersecano due colate di ghiaie, e poi, aggirando le pendici del monte Argentella, si arriva all’ampia insellatura prativa di forca Viola, affacciata sulla valle dei laghi di Pilato.
03-Sul traverso fiorito dopo la forca Viola03-Sul traverso fiorito dopo la forca Viola
Il termine forca può trarre in inganno chi è abituato alle forche nostrane: questo ampio valico è caratterizzata infatti da una cotica erbosa priva di asperità, quasi un campo da golf liscio e compatto, una meraviglia per camminarci sopra e per distendersi. Con una certa riluttanza si abbandona così questo ameno luogo per scendere nell’opposto versante con una serie di svolte via via più strette.
04-La valle dei laghi di Pilato04-La valle dei laghi di Pilato
Dopo un tratto incassato, il sentiero piega bruscamente a destra e inizia a traversare le pendici della quota 2230, piuttosto ripide e caratterizzate dalla fioritura di camedri. Da qui il sentiero procede in quota aggirando una serie di panoramici costoni dai quali si inizia via via a intravedere meglio la valle dei laghi di Pilato che sale da Foce. Doppiato un ultimo costone si arriva in vista della parte alta della valle e della cima del Vettore. Il sentiero perde ora quota raggiungendo un aereo ma breve traverso che ci porta al primo dei ghiaioni che caratterizzano questa parte della valle. Inizia così il lungo traverso che con qualche saliscendi ci porterà alla testata della valle dove si trovano i laghi. In moderata discesa tagliamo una fiumana ghiaiosa di grande estensione lasciando più avanti a sinistra il bivio col sentiero che sale da Foce. Da qui in poi il sentiero continua la sua diagonale in leggera salita, attraversando ambienti abbastanza diversificati quali ghiaie, fazzoletti erbosi e affioramenti rocciosi.
05-Ghiaioni fioriti sotto il Pizzo del Diavolo05-Ghiaioni fioriti sotto il Pizzo del Diavolo
Giunti sotto il pizzo del Diavolo, si attraversa una lingua ghiaiosa dove fioriscono i papaveri gialli (una rarità da queste parti) e poi con una ultima risalita si rimonta il cocuzzolo erboso che precede i laghi. Si apre finalmente la visuale sui due specchi d’acqua, il primo a forma di cuore, il secondo più circolare. Nelle stagioni più ricche d’acqua i due laghi si uniscono a formare una sorta di occhiale.
06-Il lago di Pilato06-Il lago di Pilato
07-Le acque del lago di Pilato07-Le acque del lago di Pilato
Da qui si può scendere raggiungendo l’istmo tra i due laghetti che a giugno si presenta fiorito soprattutto di ranuncolo e glasto. Percorrendo le sponde dei due laghi provate a cercare presso le rive il minuscolo chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo endemico rosso corallo che misura dai 9 ai 12 mm. Le uova sopravvivono anche al gelo e si schiudono quando il clima è favorevole.
08-Alcuni esemplari di chirocefalo del Marchesoni08-Alcuni esemplari di chirocefalo del Marchesoni
09-La conca che ospita il lago09-La conca che ospita il lago
Altri esemplari di fauna endemica che ci è stato dato di osservare sono stati una coppia di ragazze di cui una in costume da bagno e l'altra con uno zaino a dimensioni di boiler; un'altra vestita da città con leggings e scarpe leggere (ovviamente senza zaino), due ciclisti, diversi escursionisti con abbigliamento da montagna.

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