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    Monte Volaia da Collina
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaM04

Monte Volaia da Collina

Avvicinamento

Da Villa Santina si risale la val Degano lungo la statale n.355 attraversando in successione Ovaro, Comeglians e Rigolato. Raggiunto Forni Avoltri, dal centro del paese si imbocca la strada che sale a destra verso Collina. Si oltrepassa di poco il paese cercando di individuare sulla sinistra l’attacco poco evidente del segnavia CAI n.176 situato circa 100 m prima della baita Edelweiss (m 1224, parcheggio presso la baita).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
01
Dislivello
1200
Lunghezza Km
12,3
Altitudine min
1220
Altitudine max
2470
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 05/11/2016 04/11/2016 Vista la buona giornata,dal parcheggio di Canobio con 01°gradi negativi ci inventiamo un'azzardata escursione al Mt.Volaia, cima che dopo 7 anni desideravamo ritornarci,e possibilmente prima della neve ormai prossima.Anche se oggi era dalla nebbia l'insidia maggiore,nebbia....che ha cominciato a formarsi quando già si transitava nei pressi di Forc. Ombladet,restando meno densa e rara in quota.Dopo la Tacca del Sasso Nero il percorso, sebbene segnalato ha richiesto la dovuta attenzione e rendendosi pure pericoloso da alcune chiazze nevose ghiacciate,superate con prudenza, vista la particolarietà insidiosa del sentiero. Con l'insperato sereno in cima,la maestosa visuale alle cime circostanti.....uno spettacolo!!.Al rientro,la nebbia ormai prendeva possesso di tutto verso quota 1900,squarciata solo da brevi luminosi caldi soleggiamenti. Mandi
  • 08/08/2016 Domenica 07-08-16 dopo moltissimi anni decidiamo di tornare sul m. Volaia. Lasciata l’auto nel parcheggio vicino alla Staipo di Canobbio, c’incamminiamo per il sentiero 176. La giornata è piuttosto ventosa e fresca, saliamo chiacchierando del più e del meno tanto per distrarci dal noiosetto sentiero che lasciamo dopo quaranta minuti di salita sostenuta.Usciti dal bosco, il panorama è da cartolina, raggiungiamo la malconcia casera Chianaletta e poi il punto panoramico in cui il sentiero gira a destra. Al trivio descritto in relazione, il vento è davvero molto forte e fastidioso tanto da togliermi anche la bandana che ho in testa. Sistemato il copricapo e messa una maglia riprendiamo la salita, davanti a noi un gruppo di escursionisti salgono zigzagando il pendio, raggiunti, non possiamo fare a meno di scambiare alcune parole con loro. Nel gruppo oltre che a una giovane guida fa parte anche un nostalgico Alpino vestito da capo a piedi come i nostri militi dei passati bellici. Il tratto puntinato descritto sulla carta Tabacco non rappresenta punti molto difficili, per i meno esperti basta procedere con un minimo di concentrazione. I resti delle postazioni belliche e il panorama fanno rallentare il passo, così tra una foto e uno sguardo raggiungiamo la cima. Definire bello il panorama che si gode dalla cima, è davvero riduttivo, peccato che il vento, anche se un po’ calato non molla. Dopo aver consumato il nostro spuntino, brindato alla cima e alla nostra amicizia, arrivava anche il gruppo incontrato prima. Ci soffermiamo piacevolmente a parlare con loro ancora qualche minuto, poi riprendiamo la via del ritorno. Pochi metri sotto la cima chi incontriamo??? Ma si, sono proprio loro, i mitici amici Sandra e Ivo, non posso fare a meno d’esclamare perché è assoluta verità, “ Vi ho pensato proprio questa mattina”! Devo confessare che nutro una profondissima stima per loro, sia come grandi maestri di montagna che come persone e questa non è una sviolinata! Arrivati all’incrocio con il 176a invece che seguire la discesa per il ripido vallone, rientriamo per il 176 fino poco oltre un rio con un evidente spuntone roccioso. Tagliamo scendendo velocemente per un facile prato fino alla C.ra Chiampei, dove intersechiamo tra le alte erbe il sentiero 141. Il tratto inerbito, e poco evidente non dura molto, poi una buona traccia e infine una larga mulattiera ci riporta fino alle case di Collina. Per strada asfaltata torniamo al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto. Sosta alla Staipo di Canobbio dove dissetandoci e gustando qualche prodotto locale lasciamo un piccolo contributo.
  • 07/08/2016 Oggi, domenica 7 agosto, saliti alla cima del monte Volaia dalla casera Monte dei Buoi. Della casera restano solo un paio di mura ancora in piedi. Anche le stalle sono state sfondate dalla slavina; la vasca è ornata da un cementizio cappello di alpino. Più sopra parecchie marmotte.Tralasciata, per oggi, la cima di Ombladet, abbiamo proseguito con i saliscendi verso la forcella Ombladet (i tratti rovinati sono stati sistemati e percorribili con la consueta attenzione visto che il pendio è ripido). Il cane Furia sorveglia col pastore il gregge di pecore che pascola più sotto. Li troveremo nello stesso punto anche al ritorno.La salita alla cima del Volaia richiede sempre attenzione dopo la Tacca, non si sa a che punto conviene lasciare giù i bastoncini; qualche aiutino con le mani, un tratto friabile e si è in cima, molto piccola per le molte persone che oggi la frequentano. Giornata tersa, solo il Coglians è sotto manco a dirlo, ma solo fino a metà giornata. Panorama indicibile. Tra gli ospiti della cima troviamo amici del gemonese e una piccola comitiva con "soldato" della Grande Guerra. Indossa una uniforme riprodotta nei minimi particolari, bisaccia, borraccia, scarponi e oggi fa per loro la guida storica.
  • 01/01/2016 Concluso l'anno sul monte Volaia. Salita da Collina, nel complesso buono il sentiero, neve solo sull'ultimo tratto (utili i ramponcini). Felice di averla fatta. Appena in tempo! Con la neve che finalmente arrivera' diventera' parecchio impegnativa. Buon 2016 con tante belle cime!
  • 19/09/2015 Giro effettuato oggi come da descrizione SN. Agenda portata da un membro del Soccorso Alpino di Forni Avoltri salito poco prima di me. Camosci a josa. Mandi.
  • 31/08/2015 Il libro di vetta è devastato e terminato. Sarebbe un bel gesto se qualcuno che a breve ha intenzione di effettuare tale escursione, porti in cima un'agenda o qualcosa di similare.
  • 07/08/2015 Il caldo opprimente ci ha messo del suo nel rendere questa escursione abbastanza faticosa, considerando anche il dislivello, consistente sì, ma non stratosferico. Poi aggiungo che ero alla seconda uscita dopo sette mesi...Oltre a quanto scritto nella relazione, aggiungo che - forse - percorrendo l'itinerario in senso orario, il rischio di perdere la traccia fra le erbe presso casera chiampei è minore, dato che essa conduce sotto i ruderi della casera stessa, sulla sommità del pendio erboso. Basta risalire per pochi minuti quest'ultimo e si raggiungono i ruderi, in alto a sinistra dei quali prosegue il sentiero.Il tratto incerto è comunque breve e in qualsiasi senso si percorra l'itinerario non dovrebbero esserci problemi a trovare la traccia che per un attimo era scomparsa.La parte alta rocciosa è molto suggestiva e abbastanza ben segnalata con qualche divertente passaggio intorno al I grado. In alcuni punti moderata esposizione
  • 03/11/2014 02/11/2014-Da Collina salita alla forcella Ombladet per il CAI 141, che tende a scomparire un poco nel vasto pendio inclinato che risale a casera Chiampei. Una consistente slavina ingombra ancora alla base il canalino (ripido!!) che porta alla forcella (il sentiero ne è libero e ricorda l'evento con alcuni schianti facilmente superabili). Proseguendo lungo la cresta per la cima Ombladet, dopo l'intaglio, una breve erosione del manto terroso (alla quale ne fa seguito un'altra visibile poco più avanti) ha spazzolato via il sentiero in un punto esposto. Si può passare? E' meglio non passare? La decisione come sempre è soggettiva; con i miei compagni mi sono fermata a sostare lungo la cresta: la cima un'altra volta. Una berus prende ancora il sole a 2000 metri.Buone escursioni.
  • 01/11/2013 Era da parecchio tempo nella mia lista dei monti "da fare" e oggi, complice anche la bellissima giornata, finalmente "l'ho fatto", seguendo sia per l'andata che per il ritorno il sentiero cai 176. Già durante la salita verso casera Chianaletta l'imponente sagoma del Sassonero lascia immaginare come sarà il suo vicino (anche per altitudine) Volaia. La leggera brezza non disturba troppo e il tepore del Sole invita a fare molte foto e qualche sosta in più del normale, per cui arrivo in vetta in un tempo decisamente più lungo di quello che avevo preventivato, ma va tutto bene, il panorama dalla cima verso mezzogiorno, anche se non perfetto, è più che soddisfacente e naturalmente l'occhio corre subito a cercare il re delle Carniche, che fa un po' il dispettoso, mostrandosi a spizzichi fra le nuvole di vapore che lo coprono e scoprono in continuazione. Il colpo d'occhio è notevole anche sul Rauchkofel e sugli altri monti del gruppo del Volaia. La piccola cima è oggi un pò affollata e io sono l'ultimo a lasciarla. Con qualche cautela in più in discesa nei tratti un pò esposti che richiedono l'uso delle mani, resto un poco sorpreso dalla pochissima neve incontrata, veramente appena qualche chiazza di nessun disturbo. Il ritorno all'auto presso la baita Edelweiss fa capire che le giornate adesso, dopo il cambio dell'ora legale, sono molto più corte ma questo rende anche più caro il ricordo di un'escursione di grande soddisfazione. Mauro.
  • 22/09/2013 la via per il volaia dev'essere la via del fumo, salita due anni fa e, in cima da un pochetto, giunge un escursionista che, levandosi da una tasca dei pantaloni una cicca, chiede ai quattro presenti se fosse nostra....
  • 22/09/2013 L’inizio sembra incerto ma tra un magazzino e la curva verso la Edelweiss la via da prendere si manifesta. Con essa due porcini, troppo belli per coglierli (non sarà così per lattine & co.). I segnavia (a parte l’ultimo tratto di salita) latitano parecchio (pure troppo). Per fortuna una lunga serie di mozziconi di sigaretta mostra la tabagistica via da seguire che culminerà con i pacchetti lasciati sulla cima… L’ambiente ce la mette tutta e contrasta l’inciviltà con tanti “residui” di fioriture che non mi aspettavo. Poi, poco prima di immettersi nel tratto pietroso della salita, delle genziane campestri albine si fan ammirare. Stupore e sorrisi son colti in contropiede da un’altra visione, delle genziane di Carinzia che, intrufolate tra le sorelle violacee, bloccano i miei passi. Un fiore splendido da osservar distesi, seguendo i petali azzurin-biancastri e la sua gemma azzurra cielo che brilla al centro. Perfezione e candore in tanta piccolezza lasciano spazio ai resti militari che straniscono per la loro ubicazione. Da qui il Volaia appare come un’aquila rocciosa, fiera e indomabile. Fa quasi paura. Ma il troi per quanto spettacolare e a tratti esposto, percorso con attenzione, risulta innocuo. La panoramica dalla cima sembra un lenzuolo. Non si demorde e si aspetta in un’aria che gela mani e nasi. Intanto, per l’ennesima volta, raccolgo tra le rocce i plastici petali dei fiori a corredo di plastiche madonne di Medjugorie (o meglio di Shangai) che imperterrite disperdono la loro plastica essenza in ogni cucuzzolo. Plasticamente esaurito mi calmo sfogliando il libro di vetta e intanto il Coglians riesce ad ammiccare timidamente tra le nuvole spumose. Ma non è giornata da orizzonti. Il mio genzianico tesoro basta e avanza comunque. Scendiamo nel bianco dipinto di bianco lasciando per un altro momento un’invisibile cima Ombladet. (20.09.2013)
  • 30/08/2013 30-08-2013Silvano BertoliniAlcune segnalazioni riguardo all'anello "Collina-monte Volaia per il 176 e ritorno per il 141"Il sentiero 176 parte su per una stradina sterrata che va su in diagonale pochi metri prima della capanna Edelweiss, questo perché non ci sono numeri o segnalazioni, solo i bollini.Alla forcella Ombladet, il cartello indica 1,10 ore per arrivare a Collina, con un buon passo ci va 1,30 / 1,40 ore.Alla casera Chiampei (ruderi) il sentiero si perde nell'erba alta, lo si ritrova traversando da est a ovest i ruderi della casera, continuando sul prato sempre verso ovest lo si vedrà alcuni metri più sotto, segue comunque la sinistra orografica del rio Collinetta che si vede scendere dal monte Ombladet.Questo per facilitare chi vuole fare questo bellissimo anello.Mandi. Per altre info: silvanobertolini@gmail.com
  • 26/10/2012 Abbiamo cercato di salire il Sasso Nero sulle tracce di Luca di Collina che aveva inviato la relazione della salita per la gola sud. Purtroppo l'incertezza di essere sulla retta via ci ha fatto ben presto desistere e quindi abbiamo traversato in quota la testata della vallecola con la casera Chianaletta fino a sbucare sul sentiero CAI 176. Abbiamo poi proseguito verso la forcella di Ombladet e salito la cima omonima e siamo poi scesi verso Collina passando presso i ruderi della casera Chiampei.Fare solamente attenzione, una decina di minuti dopo la partenza, ad una traccia che si stacca sulla sinistra del sentiero segnato per andare verso una presa d'acqua. Il sentiero segnato invece attraversa un rio e si dirige decisamente verso destra (est). Niente altro di rilevante da segnalare rispetto alla relazione.
  • 29/08/2011 Sono andato a svernare da quelle parti alcuni giorni or sono; me l’aveva prescritto il dottore. Sveglia alla mattina prima dell’alba e colazione rinforzata a base di mueslei alla frutta, comprato alla coop in offerta. Involontariamente mi scivola l’involucro nel latte e ne viene fuori pastone. Che non sia la giornata buona? Parto; è ancora buio. I miei vicini di casa dubitano sempre di più della mia integrità psichica (commento abituale: chel li a lè dut fur di chiaf) . Poco male; tanto anche Steve Jobs lo dice: siate affamati…siate folli; e io mi attengo scrupolosamente. Arrivo a Forni alle prime luci dell’alba. All’improvviso realizzo di non aver ancora deciso da che parte prenderlo (il sentiero): Collina o Pierabech? Tiro a sorte: Pierabech sul 141 (…azz…però è più lunghetto). Imbocco (non nel senso di svezzamento) il sentiero e lo percorro in tutta tranquillità, assaporando il risveglio del bosco. Tutto soft e very easy. Passo le due casere Ombladet dismesse. Che desolazione assistere all’abbandono della montagna. A proposito: c’è qualcuno che sa dirmi a cosa era adibita quella specie di piramide di pietra alla casera di sopra? Prima di arrivare alla forcella faccio rabbocco d’acqua ad una fontanella. Mi si ghiacciano le papille gustative e così evito di parlare tra me e me. Arrivo al trivio di forcella Ombladet. Devo decidere quale cima fare per prima (notare la rima). Fuori il dente e fuori il dolore: Volaia sul 176. Per un po’ vengo scortato da un allegro gruppo di ovini. Sarà mica lo stesso gregge della Signora Loredana? Lo fanno apposta a non sportarsi perché devono lordarti il tracciato. Lo sguardo punta in alto: la meta sembra irraggiungibile. Fino a metà percorso vado liscio come l’olio. Le torrette fortificate sono un pugno allo stomaco e un monito alle nostre generazioni di fenomeni. Poi il sentiero diventa un po’ più duro da masticare, ma con un po’ di pazienza, soprattutto sulle placche e sull’ultimo tratto ripido di ghiaia, arrivo in cima con una gran voglia di suonare la campana….che però non c’è. Commento tecnico: il sentiero non è eccessivamente ripido, è sempre ben segnalato, non presenta punti critici di rilievo e va affrontato in tranquillità con l’abituale cautela ed attenzione. Dalla cima rimango estasiato dalla sequenza infinita e sovrapposta di catene montuose. L’occhio si perde all’orizzonte e la serenità d’animo che vado cercando per monti mi assale. Coglians, Chianevate, Rauchofel, il lago….che spettacolo!!! Ridiscendo con molta attenzione e alla fine sono nuovamente alla forcella. Ho ancora un po’ di birra. Via per la Ombladet. Cima semplice da raggiungere e completamente diversa, sul piano estetico, dal Volaia. Faccio notare, per la cronaca, che questo percorso, alla fine, misura circa 17 - 18 km (altro che 12, come mi era stato detto!!!). Ciao a tutti da Graziano.
  • 22/08/2011 Volaia, un mito che andava affrontato, per cui oggi, come sempre in solitaria, ho deciso di affrontare quel bianco massiccio. Partita da Pierabech sent.141, rumore assordante del rio Bordaglia che scorre violento lungo la forra, ricche fioriture di aconito nappello, mentre i primi raggi del sole illuminavano il Navagiust. Giunta all'attacco del set,176 eccola lì la montagna da affrontare, tutta compatta, mi incute soggezione. Poi piano piano il sentiero si dipana, incrocio un gregge di pecore restie a cedermi il passo, attraverso il ghiaione, risalgo lungo la mulattiera: lungo le placche poche fioriture di silene acaule, doronico maggiore, qualche papavero retico. Mi meraviglio di procedere così tranquillamente, ed ecco che giungo alla Tacca del Sasso Nero (bello e vasto panorama dall'intaglio) e poi via fino alla base del canalino ben appigliato. Can cautela risalgo le ultime placche e ci sono, ecco la croce di vetta! Buona cima! Panorama incomparabile grazie ad un cielo incredibilmente terso. Ridiscendo con attenzione e per completare il giro salgo alla verde cima Ombladet. Un'escursione indimenticabile che credevo più difficile, certamente impegnativa dal punto di vista della concentrazione, ma non più di altre.Loredana
  • 23/06/2008 Sentiero CAI: 146. Monte Volaia da bar Edelweiss. La partenza non è segnalata, dopo pochi metri mancano altre segnalazioni più avanti il sentiero da 176 diventa 141a poi 141 il sentiero però è il 176.Solo per informazione. 012654@libero.it
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    05/11/2016 panoramica dalla cima
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    05/11/2016 in cima al Mt.Volaia
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