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    Gran Canaria - Playa di Gui Gui
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lunedì 15 gennaio 2018

Playa di Gui Gui da Tasartico

Oggi le nebbie sembrano avvolgere la parte centrale dell'isola dove si trovano le vette più elevate e allora decidiamo per una escursione costiera alla appartata spiaggia di Gui Gui. Da La Aldea, con le sue coltivazioni di banane, percorriamo la aerea strada che porta allo sperduto villaggio di Tasartico. Lo oltrepassiamo per scendere lungo il barranco fino al punto di partenza del sentiero (cartelli): da qui saliremo ad uno stretto passo per poi scendere fino all'oceano. Il tracciato, largo e marcato, risale a svolte raggiungendo l'arido solco della Cañada de Aguasabina. Questa sorta di valletta è punteggiata dai vistosi cardones, ma ospita anche tante altre euforbie.
01-Lungo il barranco01-Lungo il barranco
02-Cardones lungo la salita alla egollada de Agua Sabinas02-Cardones lungo la salita alla egollada de Agua Sabinas
03-Arcobaleno nel barranco03-Arcobaleno nel barranco
Nonostante l'asprezza del terreno, una persona scende correndo assieme al suo cane: non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per le esili infradito che indossa. Il sentiero risale ora a svolte seguendo la direttrice di una vecchia linea elettrica della quale restano solamente i pali. In prossimità del passo le svolte si restringono preannunciando l'arrivo alla Degollada de Aguas Sabinas. Si tratta di uno stretto intaglio roccioso dove l’aria prende forza e dove una grande pianta di fico d’india mostra i primi frutti viola. Il vento ha portato qualche goccia, ma è bastato il “magico rituale” di mettere al riparo la fotocamera perchè tornasse fuori il sole (l'operazione proseguirà con alterne fortune fino al mare). Dopo aver perso pochi metri di quota nel versante opposto, il sentiero piega a sinistra per superare le balze verticali che chiudono al centro il vallone. Più avanti, dove il pendio si fa meno inclinato, la discesa riprende a larghe e comode svolte. Per la cronaca, il sole è tornato regalandoci una luce spettacolare sulle stratificazioni rossastre che chiudono in basso la costa.
04-Stratificazioni colorate04-Stratificazioni colorate
Più sotto, presso un piccolo ripiano, ecco un trivio segnalato da cartello. Il nostro sentiero proseguirebbe verso la lontanissima cittadina di La Aldea (ancora 12 chilometri), ma noi invece scendiamo a sinistra per la Playa Gui Gui, lontana solo 1,2 chilometri. Riappare la pioggia mentre raggiungiamo un gruppo di palme, già notate da lontano, attorno ad una abitazione. Si tratta di una capanna malridotta con panchine in condizioni altrettanto misere sotto le fronde. Si vorrebbe cercare riparo, ma è abitata da un novello e solitario Dinamite Bla. Nessun cenno d’invito da parte sua, d’altronde ci sarà un motivo per il quale ha scelto di stare qui isolato... Proseguiamo a scendere sfiorando un grande spazio curato a orto ed entrando poi in un tunnel di bambù dove ci sorprende, inatteso, il rumoroso raglio di un asino. Nella parte finale il solco si restringe mentre, dall’altra parte del barranco, arroccata su una parete rocciosa, campeggia una costruzione a più piani in rovina. Durante la discesa della rampa finale, violente folate ci sferzano il viso con la sabbia impedendoci di proseguire. Approfittando di una pausa del vento, con i lineamenti ancora intatti, raggiungiamo la spiaggia di Gui Gui.
05-La spiaggia appartata di GuiGui05-La spiaggia appartata di GuiGui
06-La strettoia del barranco poco sopra la spiaggia06-La strettoia del barranco poco sopra la spiaggia
07-Vegetazione rigogliosa poco a monte della spiaggia07-Vegetazione rigogliosa poco a monte della spiaggia
La striscia di sabbia nera è molto lunga. Una fascia di ciottoli scuri e levigati separa l’arenile dalla parete rocciosa della scogliera. Resti di giacigli e un tubo di gomma con acqua dolce confermano la saltuaria presenza di qualcuno in cerca di solitudine. Oggi incontriamo, invero, solo un giovane che riprende scalzo la via di accesso alla spiaggia. Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario di salita-discesa percorso all’andata ed è su questo che ci avviamo, attesi all’appuntamento con diverse pioggerelle e altrettante asciugature all’aria. Sono queste le condizioni ideali di umidità sospesa nell’aria che danno vita all’arcobaleno. E' proprio tale fenomeno, effimero e sempre stupefacente, a mettere la firma all'escursione di oggi.
08-Tabaibe08-Tabaibe
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