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    Skye - Rubh an Dunain
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domenica 21 maggio 2017
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Rubh an Dunain da Glen Brittle

L’isola di Skye è stata abitata fin dai tempi antichi e sono molte le testimonianze che si possono incontrare, soprattutto camminando lungo le coste. L'escursione odierna ci porta a visitare un luogo piuttosto remoto dove non mancano le vestigia della passata frequentazione umana, nascoste tra le brughiere e sui promontori. Oggi infatti visiteremo un tassello del settore di Minginish, partendo dal camping di Glen Brittle a cui si arriva tramite una single track dal crocevia di Sligachan. Attraversato il camping e oltrepassata la recinzione, si sale liberamente tra le ginestre per innestarsi a destra su una larga mulattiera che corre parallela alla linea di costa.
01-Ginestre fiorite sulle pendici delle Black Cuillins01-Ginestre fiorite sulle pendici delle Black Cuillins
02-Il rio Allt Coire Lagan02-Il rio Allt Coire Lagan
Si prosegue comodamente in falsopiano intersecando alcuni piccoli rivoli che precedono un torrente più importante: Allt Coire Lagan. Lo riusciamo a guadare senza difficoltà, ma in ogni caso, poco più a valle, è stato predisposto un ponticello che consente di attraversarlo in sicurezza nei periodi di piena. Nel suo tratto iniziale, la pista si snoda tra il mare e le pendici delle Black Cuillins, oggi coperte da scuri nuvoloni. Dopo circa 3 km e mezzo, ad un ruscelletto un poco più marcato, ci si trova di fronte ad un bivio. Qui ci teniamo a sinistra salendo in pochi minuti ad una sorta di altopiano acquitrinoso, il Creag Mhor, dove è difficile seguire un sentiero ma dove è facile inumidirsi i piedi. Con un occhio al tracciato gps e l'altro alle tracce di passaggio, arriviamo al ciglio dell'altopiano, nel punto in cui è abbastanza comodo scendere verso la successiva valletta. Qui si incontra la linea di un lunghissimo e antico muro di recinzione, letteralmente tenuto in piedi da muschi e licheni. L’altezza è ben oltre quella di un animale, quindi si può pensare a una barriera difensiva (in tanti secoli il mondo non è cambiato molto...).
03-In discesa verso il grande muro 03-In discesa verso il grande muro
04-L'alto muro difensivo04-L'alto muro difensivo
Lo si attraversa in un varco e si prosegue sul marcato sentiero che prosegue sulla sinistra. Ad una zona acquitrinosa, la traccia si fa nuovamente labile, ma proseguendo con un poco di intuito si dovrebbe arrivare facilmente in vista dell'insediamento di Rhundunan. Era questa la casa dei Mac Askills, che qui rimasero fino al 1864, facendo, come suggeriscono alcuni, da guardiacosta ai più potenti Mac Leods.
05-Rhundunan, l'insediamento dei Mac Askills05-Rhundunan, l'insediamento dei Mac Askills
06-Fioriture di armeria sulle scogliere di Rubh an Dunain06-Fioriture di armeria sulle scogliere di Rubh an Dunain
Altri escursionisti si aggirano nei dintorni e tra questi anche una coppia con mountain bike (forse anfibie?). Nel frattempo, come ampiamente previsto dal meteo, inizia a piovigginare e tira un venticello discreto. Seguendo le tracce di passaggio scendiamo nella valletta sottostante tra iris gialli e le immancabili pecore. Il successivo punto di interesse è il Loch na h-Airde alle cui sponde giriamo a sinistra per andare a visitare il canale che collega il lago all'oceano. Non si conoscono le reali origini di questa particolare opera: fu costruita secoli fa utilizzando la pietra locale. Sembra che servisse a condurre le navi nelle acque sicure del lago utilizzando l'alta marea.
07-Il canale di collegamento tra il mare e Loch na h-Airde07-Il canale di collegamento tra il mare e Loch na h-Airde
Sulle alture poco sopra il canale, a picco sul mare, si trovano i resti di una struttura fortificata della quale rimane il muro principale (Dun è il termine gaelico con il quale si identificano queste fortificazioni). E' un luogo molto suggestivo nel quale troviamo anche riparo dal vento che soffia dall'oceano. Osservando con attenzione notiamo anche le prime foche: giocano nella baia sottostante emergendo di tanto in tanto con la testa per controllare cosa accade sulle scogliere. L'escursione può proseguire ora liberamente sulle praterie sospese di Rubh an Dunain dove si può divagare. Il tempo purtroppo non accenna a migliorare e così decidiamo di completare velocemente l'aggiramento del lago fino a portarci nei pressi del suo bordo settentrionale dove si trova l'ultimo e più antico punto di nteresse. Si tratta di un tumulo che conserva al suo interno una sepoltura neolitica. Il paesaggio è molto uniforme ma aiutandosi con la traccia gps non sarà difficile trovarlo. Al tempo del ritrovamento e dei successivi scavi conteneva ceramiche e ossa di adulti. Per il rientro da qui conviene ritornare alle rovine di Rhundunan e quindi alla grande muraglia. Dal varco ci si tiene ora a sinistra ritrovandosi in breve alti sopra le scogliere e quindi al bivio principale. Al campeggio arriviamo con le mantelle asciutte mentre i campeggiatori cercano di far asciugare (?) tende e vestiario. Nota conclusiva: ci sarebbe piaciuto avere qualche indicazione sulla posizione dei resti e magari qualche cartello sulla storia di questi luoghi. Sull'isola però non c'è tradizione di segnare i percorsi né di posizionare cartelli informativi, un'idea sulla quale secondo noi ci sarebbe da fare qualche riflessione.
08-Al ritorno le Black Cuillins sono ancora avvolte da dense nebbie08-Al ritorno le Black Cuillins sono ancora avvolte da dense nebbie
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