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    Lanzarote - Isola di La Gracios
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venerdì 24 marzo 2017
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Isola di La Graciosa da Orzola

Pianificato da tempo, è arrivato il giorno del traghetto che ci farà sbarcare all’isoletta La Graciosa. Il tempo si è sistemato, ma oggi, stando alle previsioni, sarà ancora variabile, staremo a vedere. Ci portiamo nella parte nord di Lanzarote, fino al paesino di Orzola, dove parte il traghetto (20 euro a testa, mezz'ora di traversata). All'uscita dal porticciolo, la piccola imbarcazione si trova a dover affrontare le onde di prua e così si balla parecchio. Mi guardo attorno con apprensione, ma vedo volti tranquilli. Una volta entrati nel Rio, il canale che separa Lanzarote da La Graciosa, il mare si fa più calmo e tutto fila liscio fino all'attracco.
01-Le scogliere della punta di Lanzarote01-Le scogliere della punta di Lanzarote
La Graciosa è percorsa da piste che consentono di arrivare ai punti più significativi dell'isola. La visita si può fare a piedi, in bicicletta o fuoristrada. Scartata ovviamente l'ultima ipotesi, rimangono le altre due. Scegliamo le due ruote anche in considerazione delle distanze e prendiamo a noleggio la bicicletta a Caleta del Sebo, il porto di arrivo (10 euro a testa). Il paese è piccolo e molto presto ci si ritrova sulla pista che sale moderatamente verso l'interno, in mezzo alla brulla landa vulcanica. Al grande incrocio con cartelli prendiamo a destra passando alla base del cono vulcanico di Las Agujas Grandes con il suo caratteristico disegno circolare. Una veloce e sottile pioggia ci bagna, ma altrettanto rapidamente il sole riprende il controllo asciugando in pochi minuti ogni cosa. Dal punto più alto divalliamo verso la costa di Pedro Barba, piccolo nucleo di case, raggiungibile anche a piedi dal porto di Caleta del Sebo. Ci aggiriamo per il paesino, oggi quasi disabitato, dove si alternano case vacanza ad altre in stato di semi abbandono, fino alla piccola insenatura sabbiosa.
02-Flutti agitano la costa di Pedro Barba02-Flutti agitano la costa di Pedro Barba
03-Pedro Barba, i cactus, la bicicletta ed io03-Pedro Barba, i cactus, la bicicletta ed io
Ripresa la strada, ci dirigiamo verso la costa settentrionale entrando in un paesaggio particolare, fatto di dune di sabbia chiara sulle quali vegetano bassi arbusti spinosi. La pista sfiora la linea di costa all'altezza di Playa Lambra e poi piega a sinistra puntando alle pendici della Montaña Bermeja. Il fondo della pista ora è molto migliore ma ci fermiamo spesso a osservare le grandi distese rosse di Mesembryanthemum nodiflorum. All'innesto con la pista che arriva direttamente da Caleta de Sebo, ci teniamo a destra arrivando alla piazzola dove si possono lasciare le biciclette. Chi giunge fino qui può scendere alla bellissima Playa de las Conchas oppure salire sul rosso crinale della Montaña Bermeja.
04-Montaña Bermeja04-Montaña Bermeja
05-Le pendici rosse di Montaña Bermeja e la Playa de Las Conchas05-Le pendici rosse di Montaña Bermeja e la Playa de Las Conchas
Come potete immaginare si inizia con la conquista del vicino cono vulcanico. In una ventina di minuti siamo sulla sommità (m 152), coloratissima e straordinariamente panoramica. Seppure modesta in altezza, questa cima offre un magnifico colpo d'occhio sulla parte settentrionale di La Graciosa e sulle altre isole dell'arcipelago Chinijo. La Playa de las Conchas, proprio sotto di noi, crea un forte contrasto tra la sua sabbia sottile e chiarissima e il colore del mare, ora la andremo a visitare.
06-I colori di Montaña Bermeja06-I colori di Montaña Bermeja
07-I disegni sulle pendici di Las Agujas07-I disegni sulle pendici di Las Agujas
Ripreso il mezzo, non rimane che risalire fino al crocevia incontrato all'andata e poi lasciarsi portare dalla gravità verso le case di Caleta del Sebo, Tra le sue viuzze, in sabbia e terra battuta, c'è fermento: domani ci sarà una importante festa per il Carnevale.
08-Caleta del Sebo e Las Agujas Grandes08-Caleta del Sebo e Las Agujas Grandes
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