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    La Gomera - Playa La Cantera
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domenica 18 gennaio 2015
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Playa La Cantera da Alajerò

Per la prima escursione a La Gomera abbiamo scelto un itinerario nel sud dell'isola che ci farà lambire l'oceano. Dal borgo di Alajerò, a poco più di 800 metri, un sottile nastro di asfalto scende verso Quise. Prima di arrivare alle case incontriamo il cartello che segna l’inizio del sentiero e una piccola area di sosta (m 510). Largo e ben marcato, era usato dagli addetti alla lavorazione del tonno fin dai primi decenni del 1800. Lo stabilimento aveva sede presso la Playa ed è la nostra meta di oggi. La discesa presenta, nel primo tratto, una pendenza moderata e si svolge su terreno aperto tra i verdi brillanti delle euforbie e della Plocama pendula, un arbusto endemico delle Canarie. C'è un grande silenzio dappertutto anche per l'assenza di vento e sembra che un bel sole si stia facendo largo tra le nuvole. Scesi fino al punto dove la costola si restringe ci si trova sul bordo del barranco de Charco Hondo che sprofonda alla nostra destra.
01-Sul bordo del barranco del Charco Hondo01-Sul bordo del barranco del Charco Hondo
02-Il percorso sulla cresta del barranco del Charco Hondo02-Il percorso sulla cresta del barranco del Charco Hondo
03-Sguardo dall'alto alla Playa La Cantera03-Sguardo dall'alto alla Playa La Cantera
04-Le scogliere della costa sud ovest di La Gomera04-Le scogliere della costa sud ovest di La Gomera
Con pendenza ancora attenuata si attraversa una zona aperta e suggestiva, dalle rocce rossastre ed erose dagli elementi. Da qui intravediamo anche la continuazione del sentiero che ora inizia la sua discesa sul fianco del barranco. Le pendici sono piuttosto ripide, ma il sentiero è stato abilmente disegnato, e con ampi tornanti riesce a portarci in basso con pendenza sempre gradevole. Le pareti rocciose, accese dai caldi colori vulcanici, presentano cavità e strane porosità, mentre si fa sentire sempre più evidente il rumore della risacca. Un ultimo tratto più ripido ed eccoci arrivati finalmente alla vecchia fabbrica per la lavorazione del pesce. Un tempo la maggior parte del tonno esportato da La Gomera veniva prodotto qui: ora è proprietà privata come ammoniscono i numerosi cartelli apposti in loco. E’ una piccola delusione: speravamo di poter entrare a visitare le vestigia dell’edificio. Numerose palme circondano gli edifici principali mentre, addossati alle pareti, restano ancora alcuni piccoli ricoveri ormai sconnessi, diventati nel tempo giacigli di fortuna. Visitiamo i resti del vecchio molo, con le pesanti attrezzature metalliche ormai arrugginite e mangiate dalla salsedine. Playa de la Cantera è una piccola insenatura appartata, dai grossi e scuri ciottoli levigati. Un battello con turisti compie il giro delle calette e sfiora anche quella dove ci troviamo, una sirena ci saluta e poi si allontana.
05-Vecchie costruzioni alla Playa de la Cantera05-Vecchie costruzioni alla Playa de la Cantera
06-Attrezzature arrugginite sul molo della Playa de la Cantera06-Attrezzature arrugginite sul molo della Playa de la Cantera
07-Playa de la Cantera07-Playa de la Cantera
09-Costruzioni alla Playa de la Cantera09-Costruzioni alla Playa de la Cantera
08-Lo stabilimento per la lavorazione del tonno a Playa de la Cantera08-Lo stabilimento per la lavorazione del tonno a Playa de la Cantera
Quando decidiamo di rientrare all’auto, ci aspetta ovviamente la risalita lungo la quale incontriamo alcune coppie di turisti che scendono ora al litorale. E’ pomeriggio inoltrato, il sole scalda ma fortunatamente la temperatura è mitigata dal vento che ha fatto la sua irruzione.
10-Cespugli di euforbia accompagnano il sentiero lastricato10-Cespugli di euforbia accompagnano il sentiero lastricato
11-Una pianta di Euforbia canariensis11-Una pianta di Euforbia canariensis
12-Fioriture sulle rocce vulcaniche12-Fioriture sulle rocce vulcaniche
13-I colori accesi sul bordo del barranco del Charco Hondo13-I colori accesi sul bordo del barranco del Charco Hondo
14-Ultimo sguardo verso la Playa de la Cantera14-Ultimo sguardo verso la Playa de la Cantera
Ripresa l'auto, è possibile ampliare la conoscenza dei dintorni di Alajerò con la visita alla sommità della montagna del Calvario o Tagaragunche (m 806). Si lascia l’auto proprio alla base della quota che si raggiunge lungo un breve percorso lastricato. In cima ha trovato posto una chiesetta (Calvario o San Isidro), nel tipico stile canario, dal bianco intonaco decorato con pietre scure. Un tempo la piccola montagna era un luogo sacro per i nativi Guanchi, che seppellivano qui i loro defunti in cavità rivolte verso il mare. La breve salita ci regala un bel panorama sia verso i monti dell’interno, che sul precipite lato meridionale rivolto al mare.
15-La Ermita di San Isidro15-La Ermita di San Isidro
16-Sguardo su Alajerò dalla sommità del Calvario16-Sguardo su Alajerò dalla sommità del Calvario
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