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    Fanes Sennes Braies - Rifugio Biella
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venerdì 7 settembre 2007

Anello del Rifugio Biella dal lago di Braies

L’escursione odierna ha come base di partenza il lago di Braies a cui si giunge dalla val Pusteria, lasciando la statale nel tratto compreso tra Villabassa e Monguelfo. Il lago è un crocevia di direzioni e funge da porta di accesso settentrionale ai grandi altopiani di Sennes e Fanes. Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio a pagamento si percorre il bordo destro del lago, ancora in ombra nel mattino di settembre a differenza della grande parete della Croda del Becco, già ben illuminata da un sole radente. Giunti all’apice del lago, lasciamo a sinistra l’Alta Via n.1 per entrare a destra nella val Foresta.
01-Il pascolo della GrunwaldAlm01-Il pascolo della GrunwaldAlm
02-All'imbocco della SenneserTal02-All'imbocco della SenneserTal
03-Nella alta SenneserTal03-Nella alta SenneserTal
04-Verso la forcella de Riciogogn04-Verso la forcella de Riciogogn
05-Praterie sul versante di Sennes05-Praterie sul versante di Sennes
La pista prosegue col n.19 fino ai verdi parti della GrunwaldAlm dove si lascia il solco principale per piegare a sinistra sul sentiero n.23. Questo affianca e risale il corso del Seitenbach attraversando nel primo tratto una bassa vegetazione a mughi. Più in alto l'ambiente si fa decisamente più dolomitico con il sentiero che ora piega verso sud per risalire le ghiaie della Sennesertal. Tra qualche innocua macchia di neve, saliamo decisamente fino ai 2331 metri della Forcela de Riciogogn.
06-Sulle pendici di Le Seneser06-Sulle pendici di Le Seneser
07-Le placche della Croda del Becco07-Le placche della Croda del Becco
08-Le caratteristiche stratificazioni della Croda del Becco08-Le caratteristiche stratificazioni della Croda del Becco
09-Il rifugio Biella e la Croda del Becco09-Il rifugio Biella e la Croda del Becco
10-Sulle pendici del monte Muro10-Sulle pendici del monte Muro
Oltre la forcella il paesaggio cambia radicalmente aprendosi in una bella conca prativa. Al primo bivio ci si tiene sulla sinistra rimontando ad una insellatura e traversando successivamente per dossi erbosi le pendici di Le Seneser. In leggera discesa infine ci si immette (m 2260) sulla pista di servizio al rifugio Biella passando ai piedi delle caratteristiche placche della Croda del Becco. Al crocevia del rifugio Biella (Seekofel Hutte, m 2327) si potrebbe già rientrare per il sentiero che transita dalla Ofenscharte, ma l’idea è quella di compiere un anello più largo, passando anche per forcella Cocodain. Seguiamo quindi le indicazioni del segnavia 28 che riprende a salire su terreno più articolato portandosi ben presto sulla panoramica cresta del monte Muro (m 2354). Il sentiero segue il bel crinale roccioso in uno dei tratti più caratteristici di questa escursione fino ad arrivare alla forcella Cocodain (Fosses Riedl, m 2332), oggi battuta da un forte vento.
11-La cresta del monte Muro con la Croda Rossa11-La cresta del monte Muro con la Croda Rossa
12-Il paesaggio presso forcella Cocodain12-Il paesaggio presso forcella Cocodain
13-La cresta presso forcella Cocodain13-La cresta presso forcella Cocodain
14-Gli strati del monte Muro con la Croda del Becco14-Gli strati del monte Muro con la Croda del Becco
15-Forcella Cocodain15-Forcella Cocodain
Davvero particolare il paesaggio che si presenta dalla forcella, segnato da stratificazioni rocciose che ora dovremo attraversare. Il segnavia 28, qui poco evidente, scende per innestarsi a sinistra sul n.4. Questo punta a nord ovest e scende piacevolmente al lago del Giovo (m 2026), piccolo specchio d’acqua e buon punto di sosta per rifiatare. Il sentiero successivamente si affaccia sulla conca del lago di Braies che d’ora in poi ci darà la direzione finale. Con percorso sempre interessante e articolato ci si sposta sulla destra orografica del vallone calando poi a svolte verso il fondovalle. Arrivati alla quota del lago, per non farci mancare nulla decidiamo di rientrare per il suo bordo orientale. E’ un percorso piacevole, a tratti a picco sull'acqua, ed è stato attrezzato con passerelle e parapetti. Tabacco 031
16-In discesa da forcella Cocodain16-In discesa da forcella Cocodain
17-Le pendici del Giavo Grande17-Le pendici del Giavo Grande
18-Paesaggio dolomitico sulle pendici del Giavo Grande18-Paesaggio dolomitico sulle pendici del Giavo Grande
19-Il lago di Braies19-Il lago di Braies
20-Attrezzature sul sentiero che scende verso il lago di Braies20-Attrezzature sul sentiero che scende verso il lago di Braies
21-Sulla riva del lago di Braies21-Sulla riva del lago di Braies
22-Il sentiero sulla sponda orientale del lago di Braies22-Il sentiero sulla sponda orientale del lago di Braies
Commenti
  • 10/09/2018 Escursione, con alcune varianti, che ci ha visti impegnati due giorni su questi sentieri. Il monte Sella di Sennes è la meta di un lunedì soleggiato, partenza costeggiando il lato occidentale del lago di Braies su un sentiero affollato di escursionisti variamente equipaggiati e la malga Foresta sembra essere già una meta. Proseguendo nel bosco un paio di guadi, una traccia ingannevole e lassù l'intaglio sabbioso di Forcella Riciogogn verso la quale si muovono delle figurine curve sotto il peso degli zaini da trekking, la nostra meta è ancora lontana. Proseguiamo a destra perdendo quota per poi doverla riguadagnare d'un fiato salendo al Passo di Sennes, l'orario da rispettare impone il rientro veloce (mi sono fermata 100 m. sotto il passo); ritorno per la stessa via, giusto il tempo di un gelato ed ecco la navetta.Il giorno seguente si costeggia il versante orientale del lago affrontando subito l'A.V.1, sulle ghiaie una macchina operatrice ritraccia il sentiero, poco oltre manutenzione su una cengia crollata, il maltempo ha lasciato segni, il laghetto Giovo si intravede asciutto, ci si destreggia fra i mughi e le rocce del Forno, alle pendici del Monte Muro e poi finalmente la cappelletta di Forcella Sora Forno, qualche battuta con chi scende e si va, dapprima la salita mi ricorda un po' il nostrano Sart, sulle prime un po' antipatica, poi dopo le catene migliora e la vista spazia lontano, il sassoso cupolone poi spiana e si prolunga, un'occhiata alla carta, manca ancora un po', troppo pensando anche alla discesa. Discesa calma alla forcella, sosta brevissima al rifugio Biella e volata al lago per la stessa via; perso per 10 minuti l'ultimo shuttle, preso per la coda l'ultimo bus di rientro.
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