il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 195 ospiti - 1 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • IMG_0235
    Puez Odle - Alta Via Gunther Messner
  • IMG_0113
    Puez Odle - Alta Via Gunther Messner
  • IMG_0211
    Puez Odle - Alta Via Gunther Messner
  • IMG_0143
    Puez Odle - Alta Via Gunther Messner
  • IMG_0252
    Puez Odle - Alta Via Gunther Messner
BlogSentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
giovedì 25 luglio 2013
Tag: 

Alta Via Gunther Messner

Grande giro ad anello questo di oggi: un periplo, una cima e una cresta con attrezzature. Molte ore, molti chilometri, molti cambi di paesaggio sono i tratti caratteristici dell'Alta Via Gunther Messner. Da San Martino in Badia risaliamo al passo delle Erbe proseguendo poi fino alla Russis Kreuz (m 1715, piccolo parcheggio). L'intenzione è quella di percorrere l'anello in senso antiorario per avere i tratti più impegnativi in salita.
01-Stratificazioni rocciose presso la Lavina Bianca01-Stratificazioni rocciose presso la Lavina Bianca
02-Canalino attrezzato nella prima parte del sentiero02-Canalino attrezzato nella prima parte del sentiero
03-Praterie lungo la prima parte del percorso03-Praterie lungo la prima parte del percorso
04-Il sentiero alla base della cresta del Tullen04-Il sentiero alla base della cresta del Tullen
Un cartello con la sigla GM (Gunther Messner), che ci accompagnerà per tutta l'escursione, ci invita a salire nel bosco di conifere fino ad una costa affacciata a sinistra sui grandi calanchi della Lavina Bianca. Oltrepassata una sottile costola, la copertura arborea si dissolve nel grande canalone che ora attraverseremo raggiungendo il bordo opposto. L'uscita prevede il superamento di un canalino terroso attrezzato ma facile oltre il quale ricompare un buon sentiero. Con questo si traversa tra i mughi a mezza costa (sorgente) raggiungendo ben presto le pendici erbose che concludono la cresta occidentale delle Odle di Eores. Tralasciate le varie diramazioni, ha inizio l'aggiramento del gruppo con il sentiero che passa sul versante sud, caratterizzato da praterie discontinue, ricchissime di fiori. La salita prosegue lungo il solco di una valletta che si rimonta a svolte passando sotto crestine disgregate.
05-La dentellata cresta occidentale del Tullen05-La dentellata cresta occidentale del Tullen
06-Il ghiaione alla base del Tullen con le Odle sullo sfondo06-Il ghiaione alla base del Tullen con le Odle sullo sfondo
07-Il Sas da Putia dalla cresta del Tullen07-Il Sas da Putia dalla cresta del Tullen
08-La forcella poco sotto la cima del Tullen08-La forcella poco sotto la cima del Tullen
Raggiunta una insellatura affacciata sopra un canalone, appare anche la croce di vetta del monte Tullen, nostra prossima meta. Dopo una breve tregua necessaria a contornare alcune conche erbose, il sentiero raggiunge la base di un ghiaione per poi rimontarlo con pendenza sostenuta. Ad un evidente bivio possiamo decidere se includere nella escursione la salita alla vetta del Tullen oppure proseguire per il sentiero Gunther Messner e questo è anche il luogo giusto per indossare l'autoassicurazione se lo ritenete opportuno. Nel primo caso potete salire alla forcella soprastante con l'aiuto di un cavo passamano e poi per cresta friabile (che impegnerà maggiormente in discesa) raggiungere la panoramica vetta del Tullen (m 2653, grande panorama). Ripreso il sentiero principale ci ritroviamo alla base di un canalino incassato che va superato con l'aiuto dei cavi fissi. In capo a questo si risale un fazzoletto erboso per arrivare nuovamente al filo di cresta. Con passaggi divertenti e articolati sui due lati della cresta, si cala alla base di una rampa rocciosa dove la via attrezzata si biforca: a destra la via più diretta e impegnativa, a sinistra l'originario tracciato.
09-In cima al Tullen09-In cima al Tullen
10-Prime attrezzature lungo il sentiero Gunther Messner10-Prime attrezzature lungo il sentiero Gunther Messner
11-Sul sentiero Gunther Messner11-Sul sentiero Gunther Messner
12-Lungo la cresta12-Lungo la cresta
In ogni caso ci si raccorda poco sopra nei pressi della quota 2646 da dove il sentiero GM prosegue in discesa per poi iniziare il lungo traverso sulle articolate pendici del RingSpitz. In un continuo alternarsi di tratti erbosi, guglie e coste detritiche si percorre così quello che è forse il tratto più bello e caratteristico del sentiero. Un primo canalino risulta attrezzato con il cavo mentre per risalire ad una tacca, più avanti, dovremo cavarcela da soli (I+). Oltrepassata una passerella in legno si arriva al punto più basso della traversata ed il sentiero, infatti, riprende quota assecondando altre coste e rientranze. Finalmente si arriva alla base dell'ultima difficoltà: uno sperone attrezzato con una lunga scaletta metallica che conduce ad una cengia esposta. Il sentiero si fa via via più semplice e, rasentando le pareti, rimonta ad una ampia insellatura erbosa da dove la vista si apre sulla bellissima conca alla base del Sas da Putia. Piegando a sinistra si cala sul frequentato sentiero sottostante che in pochi minuti conduce alla forcella Putia (m 2357).
Alla sella, crocevia di turisti, ci concediamo solo una breve sosta poiché ci aspetta ora il lunghissimo rientro al punto di partenza dal quale ci siamo sensibilmente allontanati.
13-Rocce e fazzoletti erbosi si alternano sul Gunther Messner13-Rocce e fazzoletti erbosi si alternano sul Gunther Messner
14-Verso forcella Putia14-Verso forcella Putia
15-Il vallone che discende da forcella Putia15-Il vallone che discende da forcella Putia
16-Traverso sul sentiero di rientro 16-Traverso sul sentiero di rientro
Scendiamo quindi nel canalone punteggiato di papaveri gialli, costeggiando il piccolo greto che comincia a prendere corpo, fino a quota 2060 dove lasciamo il sentiero diretto al Passo delle Erbe per piegare a sinistra a due successivi bivi (indicazioni GM). Da qui e per un buon tratto ci attendono canaloni, impluvi erosi e praterie punteggiate di rododendri, tutti inseriti in uno splendido paesaggio dolomitico. Piccoli ma continui saliscendi ci portano a rasentare le pareti per accedere ad una conca verde intersecata da rivoli ghiaiosi. Quasi in quota si passa poco sopra l'ampia zona di pascolo dei Rodel Wiesen per poi scendere lievemente tra mughi. Siamo ora proprio sulla verticale del monte Tullen e i saliscendi sembrano non finire. Finalmente arriva anche il recinto che chiude la zona di pascolo e i calanchi grigi che ci riportano al paesaggio visto in mattinata. Perdendo quota, ora in modo deciso, si lambisce la parte bassa dell'immenso ghiaione della Lavina Bianca. Ancora pochi minuti e si confluisce sulla strada asfaltata a poco meno di un chilometro di distanza dal punto di partenza.
17-Il giardino fiorito dei Rodelwiesen17-Il giardino fiorito dei Rodelwiesen
18-Le pendici settentrionali del Tullen18-Le pendici settentrionali del Tullen
19-Le ghiaie della Lavina Bianca19-Le ghiaie della Lavina Bianca
Commenti
  • 30/08/2014 Ultimo giorno di vacanza e promesse di gran giornata, abbiamo messo in programma anche questa gran bella escursione e non vogliamo rinunciarci anche se sarà impegnativa per lunghezza e qualche difficoltà. Caricati i bagagli ci dirigiamo verso la Russis Kruez, tante macchine parcheggiate qua e là, partenza veloce nel bosco bagnato e scivoloso, si sale un canalino attrezzato con cavo, cambia il paesaggio, si va verso il Tullen e finalmente vediano le Odle. Gran via vai in salita alla cima e gran panorama, gracchi socievoli e direi opportunisti, discesa prudente lungo la cresta, le attrezzature sono ottime, la camminata continua su terreno friabile, all’attacco della ferrata ci fermiamo a guardare i tanti che salgono e i pochi che scendono. Qualche informazione e su, la roccia è buona e anche questa è fatta…altri tratti attrezzati ci aspettano ma non creano problemi (scaletta compresa), più attenzione invece sulla paretina da risalire e in discesa nei tratti sabbiosi trattenuti dalle travi di legno. L’arrivare a forcella Putia ci sembra di aver già finito, (folla seduta e in salita dal canalone), la discesa fino alla base è veloce, i papaveri gialli colorano il ghiaione, fa caldo e vien voglia di un pediluvio nel rio rumoreggiante, adesso pascoli, fango, rododendri, mucche, lo steccato in legno, la Lavina bianca e la discesa su ottimo tracciato fino all’asfalto da risalire fino alla Russis Kruez.
  • Invia un commento
A cura di
Scegli una zona
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Ricerche
In evidenza
Ultimi postIscrizione feed RSS - Richiede LogIN
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva