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    Anello di Lanza dal passo del Cason di Lanza
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF28

Anello di Lanza dal passo del Cason di Lanza

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale che da Tolmezzo sale al passo di Monte Croce Carnico, giunti all’altezza del ponte sul Chiarsò presso Cedarchis, si gira a destra in direzione di Paularo. Giunti al centro abitato si imbocca a destra la lunga e stretta rotabile che conduce al passo del Cason di Lanza (informarsi sulle condizioni della strada). La si risale quasi interamente fino a oltrepassare la grande ansa presso il Rio das Barbacis (m 1463). Ancora 400 metri e si incontra sulla sinistra il cartello che indica l’inizio del sentiero CAI n.451 (m 1526, possibilità di parcheggio negli spiazzi lungo la strada).

Descrizione

Si inizia a salire all’interno di un rado bosco ad abete rosso, larice, sorbo degli uccellatori e ontano verde ma in breve si perviene ad una schiarita che il sentiero attraversa in piano. Già da qui si apre una bella visuale sul versante nord del monte Zermula che con le sue tre cime ci accompagnerà per tutta l’escursione. Un’erta scalinata in legno ci permette di superare un ripido gradino oltre il quale il sentiero piega a destra entrando nel vallone del rio das Barbacis. In piacevole falsopiano si attraversano torbiere e prati acquitrinosi ove fioriscono abbondanti la parnassia e l’eufrasia alpina. Al limitare dei boschi fiorisce anche una delle più belle specie dell’orizzonte montano tardo estivo: l'asclepiade, una genziana dal fusto allungato e riccamente fiorito a ciuffi di 2 o 3. All’interno di una boscaglia di ontani si perviene al rio das Barbacis che viene superato mediante un ponticello in legno. Il percorso traversa ora verso ovest con andamento lineare fino a raggiungere una successiva dorsale che prelude al vallone del rio Cordin. Si procede ancora per prati acquitrinosi solcati da ruscellamenti e popolati dall'erioforo, perdendo leggermente quota man mano che ci si avvicina al solco del torrente. Lo si attraversa tramite un ulteriore ponticello per ritrovarsi poi ai piedi del pascolo di casera Cordin Grande dove la traccia si perde un poco tra le erbe. Seguendo comunque il calpestio si sale in breve alla casera (m 1689), posta al centro di un vasto ripiano erboso. Da sinistra giunge anche la carrareccia di servizio che sale dalla strada per il passo del Cason di Lanza a quota 1400 circa e che può costituire una alternativa al percorso fin qui descritto. Nei prati circostanti fiorisce ad agosto il cirsio lanoso i cui vistosi fiori attraggono spesso la macroglossa: una delle più comuni e diffuse sfingi della nostra regione. Si tratta di una farfalla che si può osservare in volo "immobile" intenta a cercare liquidi zuccherini tramite la lunga spirotromba.
Dalla casera, con breve risalita, tramite il segnavia CAI n.448 si perviene alla panoramica sella Cordin (m 1776), situata sulla linea del confine di stato tra il monte Cordin e la Creta di Lanza. Ci troviamo poco oltre il limite della vegetazione arborea dove macchie di ontano, rododendro e mirtillo si alternano a zolle erbose con brugo, arnica e campanula barbata. Lasciato a sinistra il piccolo monte Cordin (Stranigerkopf), che comunque può essere visitato con breve deviazione, si prosegue a salire sulla destra lungo il segnavia CAI n.403 percorrendo per un tratto il filo di cresta. A quota 1800 circa il sentiero piega ancora a destra attraversando le bellissime praterie che scendono dalla Creta di Lanza. In corrispondenza di un bivio si lascia a sinistra la deviazione per l’Hochwipfel e si prosegue diritti in direzione sud. Sempre tra bassi arbusti e brughiere si raggiunge una panoramica dorsale ai piedi delle Pale di San Lorenzo dalla quale la vista si apre anche verso oriente. Ancora in falsopiano si procede traversando in direzione della piccola insellatura situata tra le Pale di San Lorenzo e la Cima di Lanza. Qui si può abbandonare momentaneamente il segnavia n.403 per effettuare la breve deviazione che conduce alla panoramica Cima di Lanza (m 1893). Il bel pianoro sommitale, punto ideale per la sosta e balcone naturale sui piani di Lanza, offre anche aspetti di interesse storico in quanto risulta solcato da trincee e resti di fortificazioni risalenti alla Grande Guerra. Il panorama, chiuso alle spalle dalle Pale di San Lorenzo, si apre invece nelle altre direzioni offrendoci una visuale completa sulle vette che circondano il passo, dal caratteristico profilo inclinato della Creta di Aip fino alla cresta del monte Zermula.
Ridiscesi al sentiero, si prosegue verso est con percorso estremamente piacevole lungo il crinale. Attraversata una vasta zona a pino mugo si perviene alla sella di Val Dolce (m 1781), dove si abbandona definitivamente la linea di confine e, seguendo le indicazioni, si piega a destra (CAI 458) verso il passo del Cason di Lanza. Percorsi solo pochi metri è possibile visitare l’ingresso della grotta di Attila, incassato in un angusto corridoio naturale. Più in basso le tracce da seguire si moltiplicano ma comunque tutte convogliano sulla carrareccia sottostante. Per abbreviare ci si può tenere sulle tracce che puntano più a destra sfiorando un paio di tornanti della strada. Raggiunto il passo del Cason di Lanza e l’omonima Casera Rifugio, si ridiscende lungo la strada asfaltata in direzione di Paularo fino a raccordarsi in breve con il punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
09
Dislivello
400
Lunghezza Km
9,1
Altitudine min
1526
Altitudine max
1893
Tempi
Dati aggiornati al
2011
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  • 18/08/2017 Raggiunta oggi la Cima di Lanza via casera Cordin grande (non monticata). Poi, su sentiero che si inoltra sulla sinistra in Austria, saliti facilmente alle Pale di San Lorenzo lungo il versante est (sentiero di guerra, trincee sull'erbosa cima). Una traccia scende dalla cima per raccordarsi con segnavia poco sotto la insellatura che separa le Pale dalla Creta di Lanza; da qui rientro alla sella di Cordin. Giornata soleggiata e tersa nel magnifico panorama dei monti di Lanza. Al ritorno, lungo la rotabile, caccia alla "introvabile" ricotta affumicata delle malghe della zona: missione compiuta al terzo tentativo... La strada del Cason di Lanza, oggi percorribile da Paularo a Pontebba, presenta ben visibili i segni della violenta sferzata di vento dell'altra settimana. Tanti sono i tronchi caduti di traverso sulla strada, ormai tagliati e visibili ai bordi, e tanti gli alberi ancora in piedi ma decapitati nel bosco. Quanto lavoro.
  • 23/09/2013 Bellissimo sentiero fatto in data 22/9/2013.I piani di lanza sono veramente bellissimi con una varietà di colori tipica di altre montagne più blasonate.Un piccolo appunto sulla semplicità del sentiero.Tanto turistico non lo è ..... i primi 20 min. sono abbastanza irti e i ponticelli in legno segnalati sono completamente distrutti, quindi c'è da guadare, poco e in maniera non pericolosa, ma i piedi ve li bagnate.......non fate questo sentiero con le "infradito".
  • 08/07/2013 L'incantato mondo di Lanza ben si sposa alla necessità di un anello poco impegnativo e personalizzabile in itinere. Al passo è un brulicare: plotoni imbragati si disperdono verso gli attacchi delle ferrate mentre macchine di escursionisti giungono come in processione. Mi allontano in direzione opposta, solitario. Questi angoli di Lanza si rivelano meravigliosamente tranquilli. Le fioriture rendon leggeri i passi , qui tutto è un colore. Dolci e buffi Eriofori ondeggian nel vento mentre promesse martagoniche preannunciano esplosioni cromatiche. Dopo una capatina sulla Cima di Lanza, al bivio miro alle Pale di San Lorenzo. Mi han sempre ispirato per il loro verde intenso e la loro forma. Non c'è presenza di tracce e la prendo di petto. Una breve e ripida salita che termina con lo spavento di due pernici bianche. In cima una traccia netta.. Ma allora c'era? e curata come poche! L'arcano ben presto si rivela con dei belati..la sezione ovina del CAI ha preso possesso delle pale erbose e si da un gran da fare. La visuale sulla Creta di Aip è una cartolina. Più avanti la discesa verso la Creta di Lanza si rivela delicata causa smottamenti. Scendo quindi per tracce laterali ma tenendomi più alto del sentiero sottostante per poi raccordarmi con la traccia che sale verso la Creta. In cima, ancor più paesaggi in cui perdersi, altre emozioni, rotte solo per un attimo da un sibilare viperino che mi permette di correggere il passo ed evitare il fatal calpestio. La facile discesa lungo il crinale termina sul sentiero che porta all'Hochwipfel, anch'esso ovinamente colonizzato e che regala ancora profili. La bollinata via del ritorno mi guida alla sella Val Dolce per poi riprendere l'itinerario di SN. Sottolineo come le salite possano essere affrontate tutte o solo in parte o come, saltando le Pale, si possa direttamente salire dalla sella Cordin, verso Creta e Hochwipfel. (06.07.2013)
  • 13/08/2012 Ho percorso questo anello, ieri 12/08/2012. E' una bella passeggiata, non presenta alcuna difficoltà, non è impegnativa dati i pochi metri di dislivello, il paesaggio è stupendo e meraviglioso. Il sentiero è ben segnalato. Grazie a "sentieri e natura" perchè, per me amante della montagna è un sito.........super.
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  • Zuc della Guardia. Zuc de la Guardia visto da casera Cordin. ...
    26/08/2006 Zuc della Guardia. Zuc de la Guardia visto da casera Cordin. ...
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