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I percorsi di SentieriNaturaF31

La Via Alta da Piani a Patoc

Avvicinamento

Risalendo dalla pianura la strada statale n.13 Pontebbana si imbocca il Canal del Ferro oltrepassando in successione Moggio e Resiutta. Giunti a Chiusaforte, poco prima di lasciare l’abitato, si devia a destra, lungo il ponte sul Fella, seguendo le indicazioni per Sella Nevea. Oltrepassate anche le case di Raccolana si imbocca la omonima valle risalendola fino a raggiungere la frazione di Piani dove si lascia l’auto (m 604, comodo parcheggio sulla destra).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
027
Dislivello
1200
Lunghezza Km
17,2
Altitudine min
604
Altitudine max
1588
Tempi
Dati aggiornati al
2005
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  • 28/06/2019 Mercoledì 26 giugno ho percorso in salita il primo tratto (CAI 622) dell’escursione descritta nella guida. Lasciata l’auto in Val Raccolana nel comodo e ombreggiato spiazzo prima della galleria del Volt da l’Aghe (m. 836), ho imboccato la stradina asfaltata che, perdendo gradualmente circa 150 metri di quota e passando per le case di Stretti e di Pianatti, porta nella pittoresca e accogliente borgata di Piani di Là, veramente meritevole di una visita. Attraversato tutto il paesino, in prossimità delle ultime case, ho trovato senza fatica l’avvio del sentiero CAI 622, ottimamente segnalato da cartelli e segnavia. La mulattiera, molto curata e ben tenuta, sale sempre larga ed evidente e senza alcuna difficoltà, con una pendenza costante e senza strappi; inoltre - particolare oggi particolarmente apprezzato vista la calura - si svolge per la maggior parte nel bosco, al riparo dal sole. Nei pressi della zona dirupata, un paio di brevi tratti esposti (comunque larghi) sono stati messi in sicurezza “ad abundantiam” con nuovi parapetti di legno e robusti cavi metallici (allego foto), anche per rendere fruibile il sentiero alle mtb. Mi sono così ritrovata senza troppa fatica a Malga Pecol, al margine occidentale dell’Altopiano del Montasio. Qui ho lasciato il percorso della Via Alta descritto dalla guida, per dirigermi invece verso Malghe Larice e Cregnedul di Sopra e scendere a Sella Nevea sul CAI 625. Gli schianti causati da Vaia attorno a quota 1350 non sono stati ancora rimossi, ma con i ripetuti passaggi si sono create delle evidenti varianti che guidano nell’aggiramento e portano in breve a collegarsi con la comoda pista forestale. La parte più faticosa e rognosa dell’escursione sono stati i 4 km di tornanti su asfalto nuovo fumante sotto Sella Nevea, con un intenso e spericolato traffico motociclistico e la sensazione di rischiare la vita ad ogni tornante in galleria. Per fortuna nel tunnel del Volt da l’Aghe c’è un minimo di banchina. Il GPS ha misurato 18 km per 950 metri di dislivello, tempo di percorrenza circa 5 ore. Giro bello, ampio e molto vario, ma che necessita assolutamente di un’alternativa di discesa da Sella Nevea … forse la vecchia strada del Mostiz è ancora praticabile, urge verifica sul campo! Mandi a tutti!
  • 02/10/2017 In una giornata dalla spiccata variabilità (domenica 1 ottobre), si opta per i Piani del Montasio. Di solito sono il punto di partenza per il mondo alto del Montasio; per noi sono oggi il punto di arrivo per la salita da Piani, in pratica il primo tratto descritto in questo sito per la Via Alta. La mulattiera militare procede comoda e ben battuta, in vista dei salti della cascata formata dal rio Montasio; soli in alcuni tratti esposti dove il passaggio è un poco eroso si è provveduto ad apporre recenti passamani metallici. Il bosco sta cambiando colore e il sole che a tratti appare li fa gustare ancor meglio. All'intersezione con la Via Alta -che per oggi lasciamo a sinistra- il cartello avvisa ancora Sentiero Dismesso. L'arrivo ai Piani mostra come sempre un panorama splendido, con i monti semiavvolti dalla nuvolaglia; però parecchio via vai di turisti motorizzati alla Malga ancora aperta.Dal borgo di Piani sono ben visibili gli scheletri degli alberi incendiati sul pendio soprastante; alcuni sono riusciti a sopravvivere e mostrano un ciuffo verde. Lungo la val Raccolana, visita al borgo abbandonato di Chiout degli Uomini pochi metri sopra Saletto e alla sua caratteristica fonte.
  • 23/05/2016 Fatta il 22/05/2016 al contrario, partendo da Patoc ed arrivando sui piani del Montasio, dove avevamo predisposto la seconda macchina, attraverso i sentieri 620 e 621. La prima parte prevede una salita di circa 300 m di dislivello lungo il sentiero 620 senza difficoltà. Al bivio (NB il sentiero 620 che va a Cuel de la Bareta è segnato inagibile) iniziano i problemi non tanto dovuti alle difficoltà tecniche ma al fatto che il sentiero non è per nulla pulito ed è invaso da sassi, rami ed alberi caduti per cui si è costretti ad aggirare costantemente gli ostacoli.In ogni caso tutti gli attraversamenti dei rii sono tranquilli e possono essere effettuati senza problemi, sempre considerando che è un percorso per escursionisti esperti. Il sentiero torna pulito ed agevole dopo il bivio con il sentiero 641 che sale alla Forca de la Viene ed al Cimone. Trovate solo alcune lingue di neve sull'ultimo tratto ma facilmente oltrepassabili e comunque in veloce scioglimento.Il giro merita soprattutto per l'ambiente selvaggio e per godere di un panorama mozzafiato sulla Val Raccolana,
  • 15/09/2010 Sentiero CAI: 621. Da Chiout Cali a Patoc. Dichiarazione CAI di inagibilità dal bivio sovrastante Chiout Cali a Patoc, per tracciato dissestato.. g.verbi@alice.it
  • 08/10/2009 Sentiero CAI: 621. Via Alta del Montasio da casera Pecol a Patoc. Nei pressi dei rii Pliz e succesivi spece nel primo il sentiero e' franato (si aggira il punto franato risalendo un ripido pendio erboso per poi calarsi nel rio) i cavi di sicurezza posti nel tratto piu' esposto sono divelti il passaggio e' consigliato a persone molto esperte. DREECIGNAC@TISCALI.IT
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