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    Alicudi - Filo dell'Arpa
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mercoledì 27 aprile 2022

Alicudi - Filo dell'Arpa

Da Lipari ci imbarchiamo sull'aliscafo per Alicudi. Prima di arrivarci sono previste le fermate nei due porti di Salina e di Filicudi: il viaggetto alla più occidentale delle Eolie e la più distante da Lipari dura circa 1 ora e quaranta. Ci accolgono il porticciolo e il piccolo borgo, poi non ci sono strade. Le merci sono portate a mano o con l'ausilio di un mulo. Se Lipari aveva dato il senso dell'isolamento, qui si ha davvero l'impressione di essere lontano da tutto.
01-La Chiesa del Carmine in Alicudi01-La Chiesa del Carmine in Alicudi
02-La mulattiera gradinata02-La mulattiera gradinata
Per alzarci di quota imbocchiamo la larga mulattiera, perfettamente lastricata, che sale a gradoni toccando le ultime case. Sui muretti a secco che la contornano sono presenti triangolini blu come contrassegno del percorso. La giornata è soleggiata e il cielo è terso. Tra le case è un bel vedere di fichi d'India, rosmarini, artemisie e convolvoli tra i quali saettano veloci le lucertole. Oltrepassiamo la chiesa del Carmine oltre la quale la mulattiera si fa decisamente più erta e sconnessa.
03-Panorama sopra la chiesa di San Bartolo03-Panorama sopra la chiesa di San Bartolo
04-Case in stile eoliano del borgo Montagna04-Case in stile eoliano del borgo Montagna
Un primo cartello in legno (simile a quelli adoperati da noi sui monti del Friuli) segnala il bivio a sinistra per l'abitato di Pianicello che per il momento tralasciamo. Alla successiva chiesa di San Bartolo ci concediamo una sosta sul balcone davanti all'ingresso, magnificamente affacciato sulle Eolie, tutte visibili tranne Panarea, occultata da Filicudi. Mentre osserviamo il panorama avvistiamo emozionati il nostro primo pennacchio nero del vulcano di Stromboli. La direzione per il Filo dell'Arpa, la vetta dell'isola a cui siamo diretti, ci è indicata da cartello. Arriviamo anche al bivio che ci indirizza verso la frazione Montagna. Da qui la mulattiera si restringe, attraversa alcuni ruderi di case e raggiunge le abitazioni di Montagnola (freccette blu e cartello Pianure Montagnole). Anche dopo l'ultimo abitato la pendenza rimane sostenuta fino al viottolo delineato da muretti a secco. Al bivio con le direzioni Montagnole (a sinistra) e Pianura (a destra) prendiamo per quest'ultima direzione.
05-Sul pianoro sommitale del Dirittusu05-Sul pianoro sommitale del Dirittusu
06-Salina dal borgo di Montagna 06-Salina dal borgo di Montagna
Il sentiero, parzialmente invaso dalla rigogliosa vegetazione, continua in falsopiano o in leggera discesa verso una caratteristico ripiano coperto da felci. Si tratta del Dirittusu, a circa 500 metri di quota, pendio lievemente inclinato e racchiuso dal rilievo delle Montagnole. Un tempo il luogo era coltivato e mostra ancora oggi i segni dei terrazzamenti. Scendendo ancora si guadagna un vertiginoso affaccio sul mare, straordinario punto di belvedere in mezzo a grandi massi cariati. Tornati al bivio passato in precedenza abbiamo proseguito sul sentiero per Montagnole. Si traversa lungamente perdendo quota, poi finalmente un cartello indica Montagnole a destra. Qui si comincia a rimontare seriamente su una traccia gradinata ed estremamente ripida. Solo quando ci si avvicina al pianoro sommitale (probabilmente ciò che resta del cratere) i gradini hanno termine e la pendenza si appiana. Si prosegue per tracce tra i cardi spinosi e tra i resti degli antichi terrazzamenti che formano un interessante reticolo, mentre nei dintorni sono presenti parecchie capre. Le tracce ci guidano a una sorta di intaglio sul bordo del cratere, e da qui liberamente fino al cumulo di pietre che segnala la parte sommitale del Filo dell'Arpa (m 675). Sembra che questo non abbia a che fare con lo strumento musicale ma col nome locale della poiana.
Per il rientro, tornati all'ultimo bivio, abbiamo proseguito a destra per Pianicello. Dopo un breve tratto rettilineo la discesa si mostra molto ripida e sconnessa (il cartello recita “Pianicello sentiero difficile"). Si sfiora un rudere e si continua a scendere in maniera decisa. Alle case di Pianicello sembra che la ricomparsa gradinatura renda migliore il percorso, ma non è così. Solo alle case ancora più a valle troviamo un viottolo cementato e lastricato. dal quale riusciamo a vedere la spiaggetta a capofitto sotto di noi. Scendiamo a sfiorare il cimitero. Su lastricatura migliore, si passa accanto a un belvedere con cappelletta. Ed eccoci al porticciolo: le ginocchia ringraziano. Il bar presso il pontile oggi è chiuso, viene aperto solo d'estate. Mentre attendiamo pazientemente l'aliscafo di ritorno, condividiamo il momento di massima mondanità odierna (dato dall'arrivo del mezzo) con qualche abitante uscito appositamente da casa e qualche cane che dorme al sole. Pace di altri tempi.
07-Caratteristico balcone eoliano a Pianicello07-Caratteristico balcone eoliano a Pianicello
08-Il porticciolo di  Alicudi08-Il porticciolo di Alicudi
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