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    Lago Secco - Monti della Laga
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mercoledì 25 giugno 2014

Lago Secco da Poggio d'Api

Oggi andremo a visitare l'Oasi WWF di Lago Secco - Pannicaro: si tratta di una zona di particolare interesse dove la faggeta si alterna ad ampie radure solcate da rii e acquitrini. Si è cercato così di mantenere in vita un ambiente raro sugli Appennini dove trovano rifugio diverse specie di piante e animali legate alle zone umide. Anche il meteo si è voluto allineare a questa giornata dedicata all’acqua e sembra promettere brutto tempo.
01-La pista all'interno del bosco01-La pista all'interno del bosco
02-Giovane faggio presso un rio02-Giovane faggio presso un rio
Da Amatrice siamo saliti alla frazione di Poggio d’Api lasciando l’auto sulla prima curva della strada sterrata che continua verso Spelonga. Qui un cartello CAI indica l’inizio del segnavia n.375 che, stando alla carta, dovrebbe portarci al Lago Secco. Si lascia immediatamente a sinistra la traccia che porta ad una schiarita per seguire il tratturo terroso e sconnesso che sale all'interno della boscaglia. Sarà solo il primo di una serie di tracce e piste che intersecheranno l’itinerario rendendo complicato l’orientamento. Si sale a piccole svolte cercando rassicurazione sugli alberi dove ogni tanto appaiono sbiaditi segnavia. Un cartello CAI presso un bivio ci conferma che stiamo salendo verso le sorgenti dell’Agro Nero, collocate poco sotto il Lago Secco. Oltrepassata una ampia zona pianeggiante con rosai e ginestre, la pista riprende a salire per poi calare verso il greto di un torrente che scorre nel bosco. Lo si attraversa piegando poi a destra per riprende a salire con pendenza costante. Raggiunte le prima radure ci si trova ad un bivio poco marcato: come scopriremo poi al ritorno, qui avremmo dovuto proseguire a destra. La scelta di andare a sinistra però non si rivelerà del tutto sbagliata e ci permetterà di fare un piccolo anello attorno alle sorgenti dell’Agro Nero. Superata una fascia di bosco diradata, ci si innesta a destra su una pista più marcata. Il terreno e l’umidità di stamattina però non aiutano e ci si ritrova spesso a cercare di evitare il fango. Ben presto si arriva al caratteristico paesaggio dell’Agro Nero, caratterizzato da ampie radure acquitrinose dove si iniziano a vedere le prime raccolte d’acqua. Mirando alla recinzione che si nota sulla destra si raggiungono infine le sorgenti dell’Agro Nero e i confini dell’area protetta.
03-Il fosso della Valle in Sù03-Il fosso della Valle in Sù
04-Radura a ginestre04-Radura a ginestre
05-Le sorgenti dell'Agro Nero05-Le sorgenti dell'Agro Nero
Dal ripiano della sorgente la prosecuzione non è evidente: si tratta di risalire il pendio erboso soprastante, compreso tra macchie di faggio, fino ad arrivare alla conca che ospita il Lago Secco. Il piccolo specchio d'acqua si trova ai piedi del bosco di Pannicaro. A dispetto del nome, è un lago permanente abitato da una nutrita colonia di anfibi che oggi si fanno sentire. E' da un po' che piove e la nebbia si è abbassata fino alle sponde dando al luogo, in altri momenti sereno e riposante, un volto inusuale e suggestivo. Non ci sono grandi speranze che il meteo cambi e così, dopo il classico giro attorno alle sponde, decidiamo di rientrare. Alcuni cinghiali si fanno da parte al nostro passaggio e si rituffano nel boschetto.
06-Le sorgenti dell'Agro Nero06-Le sorgenti dell'Agro Nero
07-Le sponde del Lago Secco07-Le sponde del Lago Secco
08-Le sponde del Lago Secco08-Le sponde del Lago Secco
Dopo essere ridiscesi alla sorgente, ci teniamo a sinistra mirando ad altri specchi d’acqua nelle cui vicinanze stanno pascolando diversi bovini. Senza raggiungerli pieghiamo a destra scendendo tra radure e macchie di bosco, grosso modo paralleli al corso del torrente che scorre alla nostra destra. Più in basso una traccia converge al rio e lo attraversa uscendo presso il bivio di cui si è già detto. In conclusione una passeggiata sicuramente interessante ma va messa in preventivo la concreta possibilità di girare a vuoto prima di trovare le giuste direzioni. L’ambiente non dà punti di riferimento e se c’è anche la nebbia, come è accaduto a noi, è complicato raggiungere il lago. Noi, tutto sommato, gps alla mano, ci siamo anche divertiti, ma molti potrebbero pensarla diversamente.
09-Licheni colorano la superficie dei tronchi09-Licheni colorano la superficie dei tronchi
10-Rosa selvatica10-Rosa selvatica
11-Equiseto11-Equiseto
Tornati alla civiltà e riposte le mantelle, ci rechiamo con l'auto a visitare la cittadina di Acquasanta Terme. Nel Parco sono presenti tanti piccoli centri che, a volerlo scoprire, racchiudono altrettanti pezzi di storia della nostra penisola. Posta sulla via Salaria nell'alta valle del Tronto, Acquasanta Terme si trova tra i due Parchi dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga. Gli effetti delle sue acque sulfuree sono noti fin dal tempo degli antichi romani. Ma per oggi niente Terme, basta acqua... ci prendiamo un ottimo caffè.
12-Campane ad Acquasanta Terme12-Campane ad Acquasanta Terme
13-Casa abbandonata ad Acquasanta Terme13-Casa abbandonata ad Acquasanta Terme
14-Acquasanta Terme14-Acquasanta Terme
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