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    Alpi Carniche - Monte Polinik
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    Alpi Carniche - Monte Polinik
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sabato 14 settembre 2013

Monte Polinik dalla Plocken Haus

Il monte Polinik è una delle vette da tanto tempo inserite nel cassetto delle cose da fare. Oggi è finalmente la giornata giusta e così, raggiunto il Passo di Monte Croce Carnico, scendiamo nel versante austriaco fino al parcheggio della Plocken Haus (m 1215). Dall'area di sosta ha inizio anche la pista che si allontana verso est con il segnavia 403. Tralasciate alcune diramazioni, in breve si arriva al Grunsee, il piccolo lago che si costeggia fino ad imboccare sulla sinistra il segnavia 430 per il monte Polinik. Dopo aver attraversato un pascolo, il sentiero inizia una lunga serie di tornantini nel bosco diradato tra radici affioranti e macchie di lamponi. Poco prima dei 1500 m di quota si interseca una pista per poi proseguire dalla parte opposta, in diagonale verso destra. In breve si esce sull'aperto pascolo della Untere Spielboden Alm, posizionata al bordo di un esteso romiceto.
01-Le Crete di Collinetta e Collina dalla pista01-Le Crete di Collinetta e Collina dalla pista
02-La Untere Spielboden Alm02-La Untere Spielboden Alm
03-Panorama dalla Untere Spielboden Alm03-Panorama dalla Untere Spielboden Alm
Le stalle si presentano in rovina mentre l'edificio principale sembra essere utilizzato dagli animali. Dalla malga si rientra nel bosco proseguendo ancora a destra in diagonale per passare sopra un grande smottamento. Ci si innesta così sul tracciato di una pista che però si abbandona immediatamente per riprendere il segnavia 430. Oltrepassate le ultime macchie di conifere si esce definitivamente sulle praterie salendo con qualche svolta alla Obere Spielboden Alm (m 1832, fontana). A differenza della malga bassa, questa è in buone condizioni e si trova in una bellissima posizione. A metà settembre campanula barbata e brugo sono ancora in fiore, ma già i primi rossi accendono gli arbusti annunciando l'inizio della stagione dei colori.
Dalla casera ora siamo in grado di vedere la SpielbodenTörl, la forcella che sarà la nostra prossima meta. Con una svolta si rimonta sul ripiano superiore che, oltre alle marmotte, ospita anche un piccolo stagno. Si percorre qualche metro in falsopiano arrivando alla base del pendio erboso che porta alla forcella. Lo si risale senza grandi svolte, arrivando al piccolo intaglio della SpielbodenTörl (m 2095, resti di postazioni austriache) dove giunge anche il sentiero da Mauthen.
04-Il monte Polinik dalla Obere Spielboden Alm04-Il monte Polinik dalla Obere Spielboden Alm
05-Il monte Polinik dallo SpielbodenTörl05-Il monte Polinik dallo SpielbodenTörl
06-Le pietraie sotto la vetta del Polinik06-Le pietraie sotto la vetta del Polinik
Il segnavia ora piega a sinistra per affrontare l'ultimo tratto della salita rimanendo poco sotto il filo del crinale. Avvicinandosi alle pietraie superiori si aggira uno sperone roccioso arrivando poi sotto il cupolotto finale al quale si rimonta per ghiaie e detriti. La presenza di alcune pietre instabili richiede attenzione, particolarmente nel caso qualcuno si trovasse più in basso. Tra le ultime fioriture di genziana sfrangiata, cerastio di Carinzia e potentilla rosea arriviamo sulla vetta del Polinik (m 2331), contrassegnata da un ometto.
07-Panorama dalla vetta del Polinik07-Panorama dalla vetta del Polinik
08-La croce in vetta al Polinik08-La croce in vetta al Polinik
09-In vetta al Polinik09-In vetta al Polinik
10-Il Pal Piccolo dal Polinik10-Il Pal Piccolo dal Polinik
11-Panorama sul versante austriaco11-Panorama sul versante austriaco
La grande croce si trova poco più in basso, sulla cresta che si allunga a nord, e qui troviamo anche il libro di vetta, ricco di firme in ogni stagione. La vista sul fondovalle austriaco è splendida come anche il panorama che si apre sulle vette di confine con l'Italia, dalla Creta di Timau al gruppo del Coglians, che da qui possiamo apprezzare in una insolita visuale da nord.
12-Il laghetto presso la Obere Spielboden Alm12-Il laghetto presso la Obere Spielboden Alm
13-L'abbeveratoio della Obere Spielboden Alm13-L'abbeveratoio della Obere Spielboden Alm
14-La Obere Spielboden Alm14-La Obere Spielboden Alm
Commenti
  • 05/07/2016 04/07/16 Da anni osservavo dalle varie cime della ns. catena carnica principale questa montagna e il suo biancore sommitale. Oggi abbiam deciso di andarci dopo un'attenta valutazione dei meteo di riferimento in buona parte smentiti dai fatti: Il sole che verso le 11 doveva uscire non si è proprio visto, con notevole compromissione panoramica. Bene! Il percorso ricalca perfettamente quanto descritto in SN. Non presenta difficoltà tecniche neppure nella parte alta, a mio parere. Compagna di viaggio è la nebbietta che già grava sul Grünsee e che più su è nuvolaglia.Salendo, si nota subito che il terreno è infarcito d'acqua. Alla Untere Spielboden Alm, del romiceto per ora solo miseri resti (effetto mandrie) e gran fango bello scuro che al rientro bypasseremo scavalcando con attenzione e rispetto il recinto elettrico. Altra zona fangosa sotto e fino alla Obere Spielboden Alm. La mandria quì è simpaticamente presente e folta. Preferiamo lasciare il sentiero (tanto danni non se ne fanno vista la fitta frequentazione delle mucche!) tagliando in diretta e slalomeggiando tra naturalissimi resti organici, erbetta e fanghiglia. Da lì in su tutto bene con solo una modesta erosione del sentiero (esito di slavina) prima dello Spielboden Törl. Una nota di colore è rappresentata dai molti rododendri in inizio fioritura che contrastano col bel verde dell'altrettanto bella conca. Dal passo alla cima nessun inghippo e anche la pietraia è abbastanza fissa. Vi troviamo un gruppo tutto di giovani austriaci coi quali non mi resta che dire un "keine aussicht heute" tant'è palese la considerazione. Scendo alla Croce, all'inizio invisibile, per la firma del libro di vetta. Anche verso l'Austria vista zero! Pazienza. Segue una vana attesa di apertura ripagata parzialmente a mosaico. Non resta che scendere paghi comunque della bella camminata. Una volta all'auto il cielo si apre un po'. Da ritornare perchè merita. Buone escursioni.
  • 02/07/2016 Era da diverso tempo in cantiere la salita al M. Polinik, sempre rimandata per vari motivi. Questa facile escursione permette mentre si sale di spaziare con gli occhi, di sentire i profumi del bosco, d’ascoltare i muggiti e i campanacci delle mucche al pascolo. Davvero un bel percorso, una numerosa mandria di giovenche ci attende alla malga Obere Spielboden Alm. Giunti alla forcella SpielbodenTörl la cima si copre di nubi e un venticello fastidioso ci accompagna fino alla cima. In cima seduti sopra un trono di pietra mentre ci rifocilliamo, improvvisamente si apre uno squarcio di sereno e il sole illumina tutte le vallate, che spettacolo. Scendiamo fino alla croce per scattare alcune foto e firmare il libro di vetta, scambiamo quattro parole con un simpatico gruppo di giovani carnici poi, scendiamo mentre il cielo alterna nuvoloni minacciosi e ampi spazi sereni. Al laghetto Grünsee alcune gocce di pioggia ci fanno accelerare il passo fino al vicino parcheggio della Plöcken Haus, dove abbiamo lasciato l’auto.Niente da segnalare, sentieri tutti ok, nessuna traccia di neve.
  • 21/12/2015 Per orso.bruno: mi sono accontentato di raggiungere la vetta principale (dove c'era un po' di neve) senza proseguire lungo la cresta fino alla croce ma, riguardando adesso la foto che ho fatto in direzione della croce, la cresta mi sembra pulita anche se non posso garantirlo con assoluta sicurezza.Approfitto di questo messaggio per precisare che la neve è certamente presente nella valletta intorno al lago (Grünsee), è solo a partire da dove il sentiero comincia a salire che la neve è presente solo in tracce. Saluti. Mauro.
  • 21/12/2015 Volevo chiedere a Mauro se dalla vetta vera e propria è possibile raggiungere la croce con il libro vetta. Oppure la breve crestina può essere pericolosa per la presenza di neve o ghiaccio? Grazie per l'eventuale risposta e buone feste.
  • 19/12/2015 Fatta oggi la salita al Polinik dalla Plöckenhaus in questo strano dicembre. Poche tracce di neve fino in cima. Panorama stupendo dalla cima in tutte le direzioni, con venticello fresco ma non troppo fastidioso. Incontrati appena quattro escursionisti austriaci. Molto suggestivo il Grünsee completamente ghiacciato. Mauro.
  • 15/11/2015 Nuovamente su questa cima vistala giornata promettente, cascate silenziose di nubi regalano immagini d'incanto, il Cuelat sembra fare da spartiacque ad un mare lattiginoso. Temperatura buona in quota, qualche escursionista veloce, assenza di neve. Una cima oggi suggestiva
  • 31/08/2015 29 agosto 2015. Giornata stupenda per godersi questa escursione veramente rilassante immersi nei pascoli assieme a mucche, diversi escursionisti ed anche un nutrito gruppo di cacciatori austriaci che tutto il giorno hanno girovagato nella zona. intervistandone uno ci ha spiegato che cacciavano marmotte in quanto sembrerebbero essere in sovranumero. Con tanta perplessità ed amarezza, cerchiamo di non farci abbattere da questa notizia, unica nota stonata dell'escursione. Mandi, cheidoi.
  • 18/07/2015 Aveva un conto in sospeso con noi,dall'ottobre scorso,arrivati fino alla Obere Spielbolden Alm, poi rinunciato ,a malincuore per neve. Con gli interessi, si è sdebitato offrendoci una splendida giornata per salirci.Poche le auto alle 05,30 alla Ploken Haus, solo due ragazzi tedeschi con i loro cani , partono prima di noi,all'uscita sulla strada un'ordinanza di divieto ci obbligava ad allungare di molto il percorso. Poi dall' inizio del sentiero , alla cima un susseguirsi di meraviglie.... dalle mucche al pascolo...ai fiori.. alle verdi vallate...fantastico.Sentiero segnatissimo,specialmente sulla parte alta,e senza grosse difficoltà, emozionante la crestina che porta all'emorme croce,da dove oggi si vedeva l'infinito....Per la discesa,trasgrediamo il divieto per il sentiero....la grigliata di famiglia ci aspetta. Mandi
  • 22/10/2014 Il giorno successivo alla salita alla Cuestalta mi son lasciato attirare dalla lunga traversata in cresta da Casera Pramosio Alta fino alla vetta del Polinik. Ne lascio relativa descrizione nell'apposita sezione delle relazioni.
  • 13/10/2014 Alla Plocken Haus ci ritroviamo inaspettatamente con alcuni escursionisti con i quali abbiamo condiviso lunghe scarpinate, anche loro oggi Polinik, c’è il sole e fa caldo. La salita regala belle vedute, spicchi di Creta di Collinetta che si fa avvolgere da vaporose nubi in veloce movimento, il Pal Piccolo vestito con i colori dell’autunno, il Polinik con i candidi rivoli, e il Grunsee che mantiene fede al suo nome. Le ultime campanule barbate colorano il sentiero mentre alle spalle il cielo si fa lattiginoso, alla Obere Spielboden Alm il camino fuma e un cane abbaia, avvicinandosi alla forcella la nebbia si fa più densa e in vento freddo, e tutto un veloce coprirsi. Mentre alcuni escursionisti rinunciano a salire noi procediamo con lena, in queste condizioni prima si arriva prima si scende, la pietraia non oppone resistenza , latita invece la croce di vetta, bisogna proprio andarle accanto per vederla. Una sosta breve più sotto, al riparo e poi di nuovo giù mentre poi si ripresenta un pallido sole. Da ripetere con meteo migliore
  • 27/09/2014 salito oggi con una bellissima giornata. tutto stupendo e molto appagante. percorso non impegnativo e ottimamente segnalato. solo l'ultimo tratto e' da affrontare con dovuta attenzione in quanto si sviluppa su pietraia.buona vita a tutti
  • 25/08/2014 Sicuramente ci siamo salutati,Paola ;)Ho, incontrato tanta bella gente ieri ;) : allego commento.Le incerte condizioni meteo di questa balorda estate mi consigliano un escursione tranquilla. Da tempo pensavo ad un escursione sul Polinik, sempre rinviata per cime più ardite e prestigiose. Vista la mappa e lette alcune relazioni, l’escursione sembra non particolarmente impegnativa, il tratto meno agevole è quello di vetta, ma nulla di impegnativo.Appuntamento con Dino alle prime ore del mattino. Si parte presto come al solito, alle 06:00 siamo al parcheggio del Plocken Haus , il cielo è terso, limpido, ma la temperatura è bassa,intorno ai cinque gradi, zaino in spalle, si parte. Tengo al seguito su una fotocopia A4 dell’itinerario,la mappa della zona è tratta dal Wander –rad-Freizeitkarte WK 223, scala 1 a 50.000. Il nostro sentiero parte a destra del parcheggio se guardiamo a nord, per pista sterrata.Su delle tabelle si seguono le indicazioni per il 403. Passiamo accanto al laghetto”Grunsee“, lo specchio d’acqua riflette il paesaggio, si abbandona la pista imboccando il sentiero 430 (cartello con indicazioni) per Polinik, risalendo una distesa prativa. Ci fermiamo più volte a fotografare il paesaggio. Sullo sfondo della cartolina immaginaria spiccano per bellezza e maestosità: La Creta di Collina e di Collinetta, il Pal piccolo, la Creta di Timau, il cielo è terso. Risaliamo la selva per piccoli tornanti dalla pendenza moderata, aiutati dalle radici degli alberi che fanno da scalini. Nel frattempo veniamo raggiunti e superati da una coppia di escursionisti super bionici, sono austriaci, passo velocissimo, l’amazzone sembra un personaggio dei super eroi. L’espressione del mio volto e quella di Dino fa trasparire il nostro stupore, come se fossimo stati superati da “Batman “ e Cat Woman. Ripresa fiducia nei nostri modesti mezzi riprendiamo il viaggio fino a sbucare su un'altra pista sterrata , la percorriamo a destra fino ad un ampio “Romiceto” , ai margini di esso, un vecchio stavolo e ruderi di quella che fu una malga. Il paesaggio circostante è incantevole, difficile staccarsene per proseguire, risaliamo il bosco soprastante sempre per piccoli tornanti fino a sbucare sul bellissimo Alpeggio.L‘estesissimo pascolo come un teatro si apre davanti a noi, baciato dai primi raggi di sole, lo skyline dei bovi e del mandriano, le bianche rocce sommitali scaldano il nostro cuore, colmandolo di gioia. superiamo la mandria fino a sbucare in un piano sommitale dove una arcaica casera sembra regna solitaria nel verde prativo. Il vecchio Malgaro assolto dal suo silenzio veglia la mandria, tutto intorno, sole, l’azzurro del cielo,e lassù in cima il Polinik. Dirigiamo il passo verso una guglia di pietra , il sentiero è ben tracciato, ma fradicio, inumidito dalle piogge e sicuramente da qualche nevaio invernale, ad esso si aggiungono le trappole di sterco da evitare. Con moderata pendenza giungiamo alla sella che divide il Monte Polinik dallo Elferspitz. La temperatura è scesa,mi si gelano le dita della mano, seguiamo la traccia che sale a sinistra( 430-1 )che conduce alla vetta, quella di destra ( prosecuzione del 430 ) viene dalla cittadina di Mauthen. Saliamo le ultime balze erbose, superando un piccolo trinceramento risalente alla Grande Guerra. Il sentiero ora assume le fattezze di una mulattiera che tra ghiaie e roccette risale la parte terminale del monte. La vetta è vicina, con ampie svolte risaliamo gli ultimi metri, dove la traccia si fa più dolce fino ad accarezzare la cresta sommitale.Un tumulo di sassi segna la massima elevazione , la crestina con leggera perdita di quota prosegue a destra sul limite nord dell’elevazione, dove è posta una croce. Panorama stupefacente sulle nostre cime di confine e sulle catene montuose austriache, dove domina ancora l’azzurro. Nel frattempo le condizioni meteo sono peggiorate, le nuvole in lontananza hanno coperto tutte le massime elevazioni, fatte le foto di rito, ci apprestiamo a scendere velocemente, nella discesa incrociamo molte comitive di escursionisti, il morale è alto, si scherza. Le condizioni meteo cambiano bruscamente. Nell’ultimo tratto di bosco veniamo raggiunti prima dal fischiettio e poi dall’escursionista stesso,che in precedenza avevamo incrociato. Il motivetto che fischietta lo conosco bene, è di “ Simon e Garfunkel “precisamente “ the sound of Silence “, vorrei fischiettarlo anch’io, ma mi trattengo, gli diamo precedenza, ma preferisce accodarsi ed aspettare i suoi amici. E’ un solitario ! nell’ultimo tratto che precede il parcheggio intavoliamo una conversazione sulle montagne. Il suo aspetto è quello che ho notato in molti solitari, sessantenne,fisicamente asciutto, solo muscoli e nervi, brizzolato, barbetta bianca, un eroe omerico, l’ Odisseo delle nostre montagne. Gli chiedo delle informazioni e mi rendo conto di aver a che fare con un “enciclopedia della montagna friulana e non “ , quella saggezza fatta di poche parole, ma essenziali, non è un uomo che si vanti di imprese, che scrive relazioni lagnose per catturare il fascino degli ingenui, decantando mostri e imprese dove stanno solo mulini a vento, che si nasconde dietro pseudonimi lagnando tutto e tutti, che si fa fotografare su croci di vetta per vantarsi di abilità che servono solo a nascondere i propri complessi. Ho incontrato un altro Ronin, che rende insignificanti i miei trascorsi in montagna, che mi stimola a tacer e far parlare i fatti.Il forestiero Nomade.Malfa.
  • 24/08/2014 Anche noi oggi siamo saliti al Polinik,Giuseppe di sicuro ci siamo salutati ;)Purtroppo 5min.dopo essere arrivati in cima é iniziata una pioggerellina fredda.Non ho trovato simpatico il pastore che per spostare le mucche tirava loro addosso sassi, sotto a loro c`eravamo noi! C`é anche da dire tanto fango!
  • 24/08/2014 In data odierna con l’amico Dino, effettuata escursione sul Polinik. Da segnalare che un tratto di sentiero sotto la forcella tra il ” Polinik e l’Elferspitz “ è stato eroso dalle nevicate invernali.Il “ Forestiero Nomade “Malfa.
  • 14/08/2014 Le foto del Polinik sono semplicemente stupende e non certo o non solo per la giornata.. grazie per queste altre due chicche...
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