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    Monte Veltri dalla Forca di Pani
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I percorsi di SentieriNaturaR09

Monte Veltri dalla Forca di Pani

Avvicinamento

Da Enemonzo, raggiungibile attraverso la Strada Statale n.52 dopo avere oltrepassato Villa Santina, si seguono a destra le indicazioni per Colza. Dalla piccola frazione ci si innesta a sinistra sulla stretta rotabile che sale a Pani (cartello). Dopo avere percorso lungamente le ondulate pendici che racchiudono la Conca di Pani si arriva al piccolo intaglio della forca di Pani (m 1139, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
013
Dislivello
1000
Lunghezza Km
9,6
Altitudine min
1139
Altitudine max
2003
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 28/09/2016 Salito ieri per la prima volta.Fino a forca colador, sentiero ottimamente segnato. poi, per la cresta, è doveroso prestare attenzione per la poco marcata traccia e un minimo di orientamento.In generale non ho riscontrato situazioni di pericolo. Fino a quota 1600 circa si resta in bosco e quindi panorami pochi e limitati. Dalla cima, non posso dire nulla perchè come sono arrivato, son stato avvolto da una nube bassa che mi ha impedito ogni panoramica. Pazienza. Tornerò. Buona vita a tutti
  • 02/11/2015 Alla forca i ricordi scolpiti di vecchi frequentatori ci riportano a cento anni fa.Un attimo di esitazione:si può andare al Col Gentile. Poi prevale il meno famoso Veltri, così la gita si ferma sulla sua cima erbosa e panoramica. Niente di nuovo da segnalare. Il comprensorio di Pani è davvero bello.
  • 14/07/2014 Salito sabato 12 luglio. Ultimo tratto colador rovinato dall'abbondante neve di quest'inverno e dalle piogge di inizio estate. Nevai e slavine ancora presenti a bassa quota. Cima Veltri senza croce e libro di vetta, piena di ortiche...ottimo panorama sia su Sauris che sulla val Tagliamento. Consigliabile prolungamento lungo la linea di cresta un pò più bassa fino al Crèt di pil, davvero meritevole e selvaggia.
  • 14/09/2013 Escursione effettuata 08/09/2013. L'attacco per la cima del monte Veltri si trova esattamente sull'intaglio della forca del Colador; non ci sono inizialmente segnalazioni (ho tracciato una freccia sulla roccia ed iniziato un ometto): si deve risalire per alcuni metri a sx sulla piastra rocciosa, fino ad individuare una discreta traccia che, con tutte le dovute attenzioni richieste da un percorso non "ufficiale", in breve (20 minuti circa dalla forca) porta poco sotto la sommità del Veltri; qui si abbandona la traccia principale per risalire a sx (come da descrizione); questo tratto è fortemente sconsigliato quando non c'è buona visibilità. Tralasciata la variante 235a (che pare adatta solo per EEE), il percorso sul 235 non presenta particolari difficoltà.Buone camminate a tutti.
  • 17/09/2012 Fatto ieri, in una domenica con la nebbia che precedeva i miei passi e il venticello che li seguiva. Periferia di Enemonzo campanile obliquo orfano di chiesa, attraverso Tartinis con l’acquolina in bocca, chissà se c’è anche un luogo chiamato Brioscinis…, strada infinita per arrivare alla Forca di Pani, mucche già al pascolo. Attacco del sentiero 235 segnalato da cartello nuovo (il vecchio sentiero si trova una decina di metri prima con scritte rosse sul muretto di contenimento), salita subito ripida, profumo di bosco umido, odore di funghi; scavalco il crinale, riesco appena ad intravedere la piana di Pani, mi raggiunge un cercatore di funghi, mi suggerisce di accorciare tramite “il troi dai purcis” che parte dalla casera, facile, dice lui, niente di che (ma io ho imparato a diffidare di chi presenta ogni cosa come facile). Dopo un tratto nel bosco abbastanza buio sbuco sul pianoro di casera Chiarzò, tetto verde, a basso impatto ambientale, all’esterno segni di un recente falò e ortiche a volontà. Da lì imbocco il sv 235 tralasciando il troi dai purcis agli esperti, ampio sentiero, qualche saliscendi, segnavia evidenti e anche ripassati, tutto bene fino alla base del vallone e poi inizia la salita fino all’intaglio della forca del Colador. Il percorso adesso è all’aperto e si snoda fra erba alta, piante di lamponi (qualcuno ancora buono), qualche tronco di traverso, e la nebbia che continua salire, fredda; nessuno in giro e oggi francamente mi farebbe piacere incrociare qualcuno in questo luogo appartato e tormentato. Fra svolte e zig zag arrivo alla croce posta su uno sperone (mi è però sfuggito il crocefisso posto alla congiunzione dei due sentieri, lo vedrò, ben evidente, solo al ritorno), un traverso su una pietraia mi porta verso sinistra, in quel bigiore spicca la vivace canapa screziata e la genziana sfrangiata. Ciottolo dopo ciottolo e riportandomi verso destra, arrivo alla forca del Colador, il vento che lì soffia mi convince a salire subito a sinistra (traccia erosa) sperando che S.Luigi Gonzaga che lì veglia, vegli anche su di me. Non si può certamente parlare di sentiero, è una traccia che ora sale fra gli arbusti, anzi negli arbusti, nel primo tratto il crinale è molto sottile, poi la traccia diventa più evidente ma comunque è una continua lotta con i rami, rovi ed erba, estrema attenzione nello spostarsi verso sinistra, poi si piega a destra su terreno più sicuro ma comunque intrigato. Grande assente il panorama, peccato che si indovini appena la sagoma del Col Gentile. Ritorno per la stessa via, meno tesa perché visto che il sentiero è comunque sempre evidente, peccato la poca frequentazione perché potrebbe essere una interessante alternativa per la salita al Col Gentile evitando la noiosissima pista da Mione. La discesa verso Colza avviene sotto un beffardo sole, davanti a una casetta un colorato giardino ed una macchia di girasoli a testa in giù, splendide surfinie ai balconi, bella la piccola vecchia chiesetta con la torre campanaria bifora.
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