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    Monte Porgeit da Erto
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS11

Monte Porgeit da Erto

Avvicinamento

Da Barcis si risale lungo la val Cellina fino a Cimolais e quindi al passo di Sant'Osvaldo. Poco prima di arrivare ad Erto si incontra a destra la cappelletta di San Remedio e, subito dopo, un piccolo spiazzo per parcheggiare.

Descrizione

Lasciata l'auto si ritorna sui propri passi per imboccare un marcato sentiero che sale protetto inizialmente da una balaustra. Il tracciato è privo di segnalazioni ma si manterrà ampio e ben marcato fino alle praterie sommitali. Ci si innalza quindi in diagonale tra le ginestre con una bella visuale sul paese di Erto e sulla conca del lago del Vajont , spesso ricoperta dalle nebbie mattutine. A quota 1091 il sentiero incontra la costa sud del monte e cambia direzione disegnando qualche svolta tra macchie di bosco e radure fiorite. Si arriva così ad una piccola ancona pochi metri oltre la quale si iniziano ad intravedere in alto le balze sommitali del Porgeit. E' necessario però ancora un tratto di salita nella boscaglia per arrivare al punto in cui si esce alla base di un grande pendio erboso. Qui la mulattiera si dissolve tra le erbe ed allora si prosegue in diagonale seguendo qualche traccia di passaggio ed alzandosi leggermente sopra lo zoccolo roccioso che sostiene il grande prato inclinato. Senza raggiungere il gruppo di faggi che si nota più avanti, si può piegare a destra per iniziare la faticosa risalita dei prati. A questo punto non è facile individuare la traccia che poi in discesa ci risulterà più evidente e dunque si sale senza percorso obbligato, dapprima diritti e poi piegando a destra verso una piccola depressione sulla linea del crinale meridionale. Percorrendo questo itinerario tra maggio e giugno si rimarrà colpiti dalla straordinaria fioritura che caratterizza questi prati, composta non solo da specie comuni come gli anemoni, i botton d'oro o le sambucine ma anche da preziosi gioielli della flora alpina come gli asfodeli. Una volta raggiunto il filo di cresta la prosecuzione è del tutto evidente lungo la panoramica costa sommitale che in breve ci porta alla vetta del Porgeit (m 1864). Dalla cima, formata in realtà da due cupolotti erbosi, si può ammirare un panorama estesissimo aperto non solo sulle vette della val Zemola e della Val Vajont ma anche sui lontani colossi delle Dolomiti.
Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario dell'andata con la possibile variante costituita dalla visita ad una parete aggettante che si trova sul fianco sud del monte. Una volta raggiunta la base del pendio erboso ci si porta verso il gruppo di faggi isolati a cui si è accennato in precedenza. Qualche metro prima di questi ci si può abbassare per balze erbose piegando poi a destra lungo una cengetta esposta che raggiunge la base della caratteristica parete. Qui affiora un granito rossastro che si presenta di un bel colore mattone con grandi striature grigie disposte in senso longitudinale.
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
021
Dislivello
1000
Lunghezza Km
7,2
Altitudine min
808
Altitudine max
1864
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 31/10/2015 Carico un Valerio sceso di corsa da casera Ditta con la prode Nanouk, a cui scodinzolano pure gli occhi. Erto è inondata di una luce che si sfoga su qualsivoglia sfumatura, esaltandone la tonalità. Il Borgà ha il naso imbiancato, più in basso è tutto un folle arlecchinaggio gioioso. Fino alla prateria sommitale, ove una folta criniera dorata diventa la protagonista. La spettiniamo senza pietà alcuna decidendo di salire puntando diritti alla meta. A pochi passi dalla cima mi fermo a sospirare ai fianchi della Palazza. Quasi uniformi, han il colore intenso dell'addio. I faiârs sono prossimi a dar inizio alle danze, affidando le proprie figlie alle lusinghe del vento. Poi l'occhio mi cade più in basso. Brucano e non si curano di me. Brucano. Senza vedermi. Ed io ne ammiro il manto scuro, lucente, appena indossato. Poi madre e figlio se ne vanno, suggerendo la fuga ad un terzo camoscio. Il panorama dalla vetta è straordinariamente profondo. Le conche della dorsale del Resettum paion giacigli di nuvole. L'Antelao riluccica rubando la scena al maestoso Duranno. Mentre son perso a rigirarmi, l'erba inizia a sussurrare. Facciamo così il nostro incontro con Milena. Una marchigiana innamorata di queste terre. Tanto da venire almeno una volta l'anno. Selvaggia come il territorio a cui s'è legata. Dorme in macchina e calca le tracce consigliate da chi, questi monti, li conosce bene. Solitaria e sorridente ci fa cadere in una trance surreale quando termina il racconto di Valerio su delle pecore che s'eran perse da poco con "le han trovate nei boschi sopra Prada". Ci invita a fare un anello scendendo per casera Galvana. Io rimango subito indietro. Da questo lato del Porgeit il bosco oramai è quasi spoglio. Sommersi dalle foglie, i passi le animano, gli donan voce. Diventan sciabordii di onde. O scuen scoltalis dutis! E poi cambiare il ritmo dell'abbraccio della marea sulla battigia e osservarle ancora mentre si quietano dopo un ultimo, effimero volo.(20.10.2015)
  • 12/05/2014 Oggi,alle 9,con 6°C,ho iniziato la salita.Nei primi 20 minuti una sequenza di sensazioni.Nell'ordine:targhe commemorative di disgrazie occorse nella forra sottostante S.Remedio (vittime esclusivamente femminili);rumore di pietre smosse,seguite da incontro ravvicinato con giovane camoscio;intenso aroma di timo (individuato e raccolto al ritorno).Con le caviglie bagnate dal residuo delle piogge/grandinate del giorno prima,incoraggiato dalla bella mattina soleggiata,ho proseguito ottimista.Niente di notevole da segnalare.Una volta uscito dal bosco,mi sono spinto troppo a sinistra e ho dovuto recuperare con lungo traverso in senso contrario.Meglio puntare subito in alto.Ripido,faticoso,ma oggi la temperatura e la fresca brezza mi hanno aiutato a risparmiare liquidi.In cima pochi residui nevosi tra i due cimotti.Libro di vetta con multipla protezione anti-umidità.Oltre alla mia,solo la firma di chi lo ha portato lassù,nel dicembre scorso.Al ritorno,ho abbreviato il percorso usufruendo della buona traccia che collega le quote (circa) 1190-1010,visibile sulla Tabacco.Ciao a tutti
  • 31/12/2012 Percorso effettuato il 30/12/12. La neve inizia all'uscita del boschetto,chiazze all'inizio, poi, salendo, sempre più continua. Comunque zigzagando e seguendo le orme di chi ci ha preceduto si raggiunge la depressione tra la cima (a sinistra) e la cresta rocciosa (di destra). L'ultimo tratto di crestina richiede attenzione per la presenza di qualche passo ghiacciato. Non effettuata la discesa in forc. Val de Forscia e cas.Galvana perchè abbiamo ritenuto il manto nevoso instabile e pertanto pericoloso.
  • 17/06/2012 Delizioso il resoconto di Fausto! Chi preferisce stare alla larga dalle zecche può salire nei periodi freddi, anche d'inverno se non c'è neve perché presenta un'ottima esposizione a S. Ogni periodo ha le sue suggestioni, a gennaio di quest'anno il giallo del vasto pendio d'erba secca si stagliava contro il blu del cielo, e la semplice crestina finale era resa quasi "audace" dal terreno ghiacciato... Ambiente comunque integro e affascinante, per amanti della solitudine
  • 17/06/2012 Quindi, per chi ha già conosciuto da molto vicino la zecca, percorso da evitare. Consigliato l'uso di bio kill sugli indumenti, pare funzionare.
  • 17/06/2012 La zecca ama i meravigliosi giardini selvaggi e questa escursione offre in abbondanza l’una e gli altri. Ma il panico da zecca prevale sull’estasi dei sensi, e le prime due ore sono dedicate all’affannoso raggiungimento della quota di sicurezza, molto più in alto del previsto, e all’incessante scuotersi dei pantaloni invasi. Solo raggiunta l’ancona di Sant’Antonio ci si potrà considerare salvi (m. 1300?), qui è lo spartiacque dell’infestazione. Ogni qualche minuto esaminarsi pantaloni e camicia, sbattere via quel paio che nel frattempo sarà già in marcia verso i lidi loro propri. Finalmente all’aperto, sull’erta prativa che conduce alle sommità godersi il benefico ronzare delle vituperate innocenti mosche, mai tanto amate al sole di questo vertiginoso mare d’erba periclitante su Erto. La salita è dura e piena di interrogativi: sarà questa la direzione giusta? Il profilo di cresta che sembra vicino si allontana, la vetta, ma sarà quella?, si allunga e si inclina in un ultimo muro d’erba. Chi ama le sconfinate prospettive sarà appagato, io mi sento più a mio agio nel medio basso che nel vertice. E guardare in basso poi, senza balaustre, mi pare alquanto temibile anche solo in fotografia. Ottimi per sostare e anche appisolarsi sono gli accoglienti piccoli spiazzi d’erba schiacciata sagomati suppongo dagli erbivori d’alta quota. Sarete anche attaccati in massa dalle farfalline, assai più interessate ai sali cutanei che ai fiori tutt’intorno. Un falco (alligna qui il pellegrino?) grida e si lancia nel vuoto, ma per il resto è silenzio, qui nemmeno giungono i boati del rodeo motociclistico che come tutti i fine settimana si scatena nel fondovalle. Facile avere una crisi mistica, ma per prevenirla basta pensare alle zecche che vi aspettano in basso e tra cui si è già diffusa notizia d’umano passaggio. Al ritorno non sarà forse tanto facile ritrovare poi il sentiero nella boscaglia, in stagione con l’erba alta. Per un bel pezzo ho vagato nella boscaglia in stato di disperazione e pensando già alla vergogna d’un soccorso alpino, percorrendo tracce che svanivano, salendo e scendendo, avanti e indietro. Come da manuale delle giovani marmotte, a un certo punto ho perfino cominciato a spezzare rami per evitare di riprendere tracce già battute, quando finalmente ritrovato l’ometto l’avrei baciato in fronte, pochi metri dalle mie insensate giravolte. Rifornirsi bene d’acqua alla fontana difronte al parcheggio. Escursione solo per amatori incalliti.
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  • la crestina finale del M.Porgeit
    31/12/2012 la crestina finale del M.Porgeit
  • Lungo il sentiero.
    17/06/2012 Lungo il sentiero.
  • Veduta dalla parte iniziale del sentiero.
    17/06/2012 Veduta dalla parte iniziale del sentiero.
  • L'occhio massonico della cappella di San Remedio
    17/06/2012 L'occhio massonico della cappella di San Remedio
  • Erto. Una splendida e fredda mattinata, passeggiando nei din ...
    04/02/2011 Erto. Una splendida e fredda mattinata, passeggiando nei din ...
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