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    Anello del Col Cornier da Piancavallo
    Prealpi Bellunesi
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    Anello del Col Cornier da Piancavallo
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    Anello del Col Cornier da Piancavallo
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    Anello del Col Cornier da Piancavallo
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I percorsi di SentieriNaturaF03

Anello del Col Cornier da Piancavallo

Avvicinamento

Da Aviano risalire la panoramica strada che porta alla località turistica di Piancavallo. Giunti presso la grande rotonda si seguono le indicazioni per Area Sauc percorrendo il senso di transito obbligato. L’inizio del sentiero si trova in prossimità del parco giochi e del minigolf, dove una grande scultura in pietra a forma di cuore segna l’inizio del sentiero botanico (m 1260, comodo parcheggio lungo la strada, cartello CAI).

Descrizione

Il tratto iniziale del sentiero coincide per poco con il percorso botanico organizzato con i classici cartellini che danno un nome alle principali specie. Seguendo le indicazioni giallo azzurre del Sentiero delle Carbonaie ci si destreggia tra i camminamenti del piccolo giardino giungendo in breve ad una strada asfaltata presso alcune case. Senza imboccarla si inizia a risalire tra macchie di bosco alternate a radure che a maggio presentano le fioriture del camedrio, della genziana primaticcia e delle globularie. Ci si infila ben presto in una giovane faggeta dove il sentiero compie una marcata ansa proseguendo poi a salire molto comodamente (punto panoramico attrezzato con panchina). Sul terreno si possono osservare facilmente le piantine di faggio e le fioriture bianche dell'anemone a tre foglie. Più in alto il sentiero sfiora il bordo di una pista da sci ma non ci sono problemi di orientamento in quanto i puntuali segnavia ci portano a rientrare nuovamente nel bosco. Ha inizio ora un tratto particolarmente gradevole e caratterizzato da modesti saliscendi lungo le pendici del monte Sauc, ricoperte qui da una luminosa faggeta. Improvvisamente la faggeta lascia il posto ad una piccola abetaia dove il sentiero va ad innestarsi su una comoda mulattiera che sale da sinistra. Seguendo le indicazioni per il Col Cornier si riprende a salire con una serie di tornanti guadagnando uno spallone libero da vegetazione dove lo sguardo può abbassarsi verso il solco della valle Artugna. Il sentiero riprende il suo traverso tagliando pressoché in quota le pendici del monte Sauc ricoperte ora da un bosco di faggio che si sviluppa su terreno più roccioso. A tratti si costeggiano alcune banconate rocciose presso le quali fioriscono il latiro invernale, la viola a due fiori e le potentille. Si arriva così alla base di una valletta erbosa che si risale brevemente fino alla sua conclusione presso una insellatura caratterizzata dalla presenza di grossi massi e cespugli (m 1594, cartello CAI).
Un sentiero CAI scende direttamente nell’opposto versante e può costituire una rapida alternativa per rientrare velocemente al punto di partenza. Sarebbe però un vero peccato poiché inizia ora la parte più interessante della escursione. Dalla selletta, infatti, si prende il sentiero che sale a sinistra (segnavia CAI n.994) aggirando il primo risalto della cresta del Col Cornier. Dopo avere oltrepassato gli ultimi lembi di bosco il sentiero attraversa un ambiente più articolato e ricco di avvallamenti dove si sviluppa una vegetazione a bassi arbusti. Tra le roccette possiamo osservare ora le fioriture del rododendro nano e della dafne striata mentre nelle vallette dove la neve permane a lungo fioriscono numerose le soldanelle. Raggiunta una antecima il sentiero segue poi fedelmente la linea della cresta con percorso altamente panoramico. Di tanto in tanto si sfiora anche il ripido versante affacciato sulla pianura lungo il quale non sarà difficile individuare le fioriture dell'orecchia d'orso. Si cammina a tratti entro un autentico giardino alpestre formato in prevalenza da cuscinetti di erica, camedrio, genziana primaticcia e potentilla. Più in alto possiamo ammirare anche le vistose fioriture bianche dell’anemone a fiori di narciso che ci accompagnano senza difficoltà alla vetta del Col Cornier (m 1767, piccola croce, libro di vetta).
Dalla cima si prosegue scendendo nell’opposto versante dapprima sul crinale poi sfiorando l’orlo di alcuni avvallamenti ed infine su terreno ondulato con lievi saliscendi. Progressivamente il sentiero piega a destra fino ad arrivare all’innesto con il segnavia CAI n.993. Tenendosi ancora a destra si punta al rifugio Arneri ed alla zona degli impianti attraversando la recente pista da sci che ha degradato ulteriormente un ambiente già tanto compromesso. Puntando alla stazione della seggiovia si giunge nei pressi del rifugio dove vi è una ulteriore possibilità di abbreviare scendendo direttamente al Piancavallo. La conclusione ideale dell’escursione avviene però lungo il sentiero Gerometta le cui indicazioni sono visibili sulla sinistra. C’è una piccola risalita da affrontare ma con questo percorso possiamo allontanarci in fretta dalla zona degli impianti. Imboccato quindi il sentiero si prende quota a tornanti in ambiente decisamente più detritico e caratterizzato da spettacolari fioriture di genziana di Clusius e vedovella celeste. Dopo aver rimontato, il sentiero si orienta decisamente a destra e inizia a traversare in diagonale le pendici del monte Tremol. Con qualche ulteriore svolta si raggiunge il punto più alto della traversata in corrispondenza di un panoramico costone punteggiato dalle fioriture del botton d'oro e dell'anemone alpino. Ci si affaccia ora sul maestoso circo di vette che contorna la val Sughet verso la quale ci si porta ancora in diagonale. Con una breve contropendenza il sentiero Gerometta si innesta infine sul sentiero CAI n.924 presso un crocifisso. Dal bivio si prende a destra e si prosegue a scendere giungendo all’orlo del grande ripiano poi, con pendenza più decisa, si perde quota rientrando definitivamente nella faggeta. Seguendo le indicazioni si fuoriesce sul grande parcheggio posto all’estremità nord del Piancavallo. Da qui, seguendo la strada principale si rientra velocemente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
012
Dislivello
700
Lunghezza Km
10,7
Altitudine min
1260
Altitudine max
1767
Tempi
Dati aggiornati al
2016
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 24/10/2016 Ci devo tornare, ci devo tornare...quasi un tormentone dell'appena trascorsa estate e ci son tornata nel pieno dei fiammanti colori autunnali. Luogo magico per ammirare le molteplici sfumature dell'autunno, colori più carichi verso SE, scendendo dalla cima verso la Val Sughet le foglie diventano quasi bronzee, quasi bruciacchiate. Giornata soleggiata e cielo terso, l'Adriatico luccica di un colore aranciato, scendendo non si può non soffermarsi ad ammirare la verde ordinata Piana del Cansiglio, il lago di Santa Croce un po' iù asciutto, lascia scoperto un ampio bordo sabbioso. Scendendo in Val Sughet qualche nuovola si addensa sulla testa della Manera, cima notoriamente capricciosa in quanto a panorami e non lo è da meno il contiguo Cimon dei Furlani, rientro a Piancavallo con un cielo un po' più grigio ed arietta tagliamani (22.10.2016)
  • 22/08/2016 Escursione svolta ieri 21-08-16. Scelto in base alle condizioni meteo che non erano per niente buone, viste le varie vie di fuga che si hanno durante l'anello. Sentieri apposto, tutto regolare e battuto, segnavia sempre presenti, un po' di fango di troppo in alcuni tratti vicino al Sauc ma sarà sicuramente colpa della giornata. Peccato per l'onnipresenza delle nuvole per tutto il tragitto, la rifarò nel periodo e giornata giusta. Gianluca
  • 08/06/2016 07/06/2016-Ripercorso l'anello del Col Cornier. Splendida giornata in partenza ma già dalle 11 si va coprendo, si addensa di più sulle cime più alte del gruppo. Stagione indietro, fioriture che mostrano ancora soldanelle e crochi. Ancora neve nelle piccole conche della cima, nei cui dintorni peraltro è presente l'anemone narcissiflora. Un capriolo nel boschetto di salita, un gallo cedrone tra i cespugli e una cerva sopra il rifugio Arneri, forse anche lei si allontana volentieri dal luogo di piloni, piste, bacini artificiali per l'acqua e manufatti vari. In verità l'escursione non tocca praticamente, o quasi, alcuna pista; è un bel giro che ci mostra ambienti diversificati (ambienti naturali, intendo). Alcuni escursionisti avvolti dalle nebbie scendono in val Sughet dalle pendici del Cimon dei Furlani; dalla Cima Manera giungono rumori di tuoni; ma per noi niente pioggia. Scostandosi dai monti, basta scendere al parcheggio a Piancavallo, c'è ancora il sole.
  • 22/01/2016 Confermo quanto sotto descritto. Percorso l' itinerario oggi 22 gennaio in condizioni tutt' altro che invernali: assenza pressoché totale di neve e solo qualche breve tratto di sentiero gelato. In corrispondenza della stazione d'arrivo della seggiovia, consiglio una deviazione per salire il Monte Tremol. L' indicazione all' inizio del sentiero ed un breve tratto con corrimano potrebbe scoraggiare qualcuno, ma la salita, seppur ripida, con un minimo di attenzione è assolutamente tranquilla. Grandioso panorama sul Cimon del Cavallo.
  • 05/07/2015 Oggi,tralasciamo i dislivelli a 02 cifre l'anello del Col Cornier, ci va a pennello per questa giornata, con la partenza da Piancavallo,"novità" per le nostre mete. Il sentiero è segnatissimo e piacevole, con abbondanti saliscendi;al rif. Arnieri poi con il sent. Gerometta nella meravigliosa Val Sughet contornata da superbe cime. Una breve sosta al crocefisso poi con il sent.924 a valle, non senza prima aver "strizzato" l'occhio alla Cima Manera. Mandi
  • 11/05/2015 Percorso il 10/05/15 come da descrizione su SN 2. La vista dal Col Cornier è eccezionale e sconfortante allo stesso tempo: si spazia dal Cansiglio, Giulie, Adriatico alla desolazione di Piancavallo con i suoi bacini artificiali e i grigi hotel. Il sentiero Gerometta e la val Sughet ci riportano ad un ambiente più selvaggio per la gioia degli occhi e del cuore. Percorso ben segnato senza nulla da segnalare. Mandi!
  • 15/06/2012 La macchina conosce la via, ogni 21 giorni questa strada ma oggi è per divertimento. A Codroipo lo sguardo già spazia sul Piancavallo, sembra una cartolina in 3D. Aviano, rettilineo e poi a sx, poi a dx per tornanti, fra il 13' e il 14' tornante incrocio un'auto, fuori dal finestrino 2 orecchie svolazzanti all'aria ed un musetto di cane beato. Arrivo ad un Piancavallo deserto, solo rumore di macchine operatrici e movimento di sassi, un dedalo di piste e cantieri aperti.Percorro i sentierino del tracciato botanico, non mi pare in splendida forma, esco sulla strada che percorro per ca. 100 m. e a dx trovo un sv giallo/celeste ed un minuscolo cartello del sentiero delle Carbonaie che si snoda piacevolmente in una bella faggeta e poi brevemente in una buia abetaia. Da uno spiazzo panoramico vedo sotto una mandria al pascolo ed una nuovissima casera e la strada con il look rifatto, qualche saliscendi su terreno con roccette affioranti, abbondanti segnavia di tutti i colori. Il sentiero 994 è più articolato, grandi fioriture di camedrio, qualche clematide, achillea del Clavena, gli onnipresenti nontiscordardime e la compagnia di un picchio. Nubi scure si addensano su Cima Manera e Cimon dei Furlani, vento freddo, il sole che va e viene lungo questo bel sentiero di cresta, panoramico. Eccomi alla sottile croce, sono in ritardo, ho "perso" troppo tempo a guardare, annusare, toccare, a scrutare e riconoscere sentieri già percorsi, a estrapolare ricordi rinchiusi nei cassetti mentali. Scendo, lungo questo bel sentiero mi si apre la vista sul lago di Santa Croce e i vicini paesi; al suolo uno sbatter d'ali, un volo, a terra un'arvicola morente. In vista del rifugio Arneri, presso un crocefisso, il sentiero si trasforma in uno splendido giardino: genziane, rodoendri, vedovelle, botton d'oro, eriche ed eufrasia. Il sentiero Gerometta attraversa la selvaggia val Sughet, oggi grigia, pesante di nubi e qualche goccia di pioggia, luogo poco adatto per una doccia. Uno sbatter d'ali, volo pesante, 2 galli cedrone e subito dopo eccone un altro; questo tratto mi pare interminabile; arrivo al crocefisso e via in discesa, con qualche attenzione per non finire dritta dritta sul tetto del sottostante palasport. Finalmente nella faggeta e da lì posso tirare un sospirone: Col Cornier, monte dei ragazzi, è fatta!Loredana
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    09/08/2010 Monte Tremol. Vista dal monte Tremol. . morenz
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