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    Sentiero Natura Ta Lipa Pot da Stolvizza
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I percorsi di SentieriNaturaA30

Sentiero Natura Ta Lipa Pot da Stolvizza

Avvicinamento

Il percorso ha inizio da Stolvizza, nel cuore della val Resia, a cui si giunge risalendo la strada che da Resiutta si inoltra nella valle. Tralasciate le diramazioni per Borgo Povici e più avanti per San Giorgio, Sella Carnizza e Oseacco si percorre la strada principale fino a giungere a Stolvizza dove si parcheggia presso la piazza dell'Arrotino (m 578).

Descrizione

Lasciata l'auto possiamo iniziare a camminare seguendo il cartello che indica l'inizio del percorso circolare Ta Lipa Pot. Si scende lungo una buona mulattiera fino a rasentare il greto del rio Lommig. Tralasciato per il momento il guado del torrente si prosegue lungo le sponde fin dove il vallone è sbarrato da un'alta parete rocciosa. Da questa si origina la bella cascata del Potok nei pressi della quale si erge anche una curiosa piramide di terra. Si attraversa il greto ripercorrendo sulla sponda opposta quanto fatto in precedenza. L'umidità del mattino autunnale, con il sole ancora lontano, induce le salamandre a muoversi in buon numero tra il fogliame ai bordi del rio. Si risale una rampa molto ben gradinata che conduce ad un panoramico ripiano proprio di fronte a Stolvizza. Da qui ha inizio la bellissima mulattiera che, in moderata discesa, attraversa le pendici che sorreggono l'altopiano del Pusti Gost. Il bosco che attraverseremo è formato in prevalenza da una fitta pineta a pino nero e pino silvestre a cui si aggiungono carpino nero, orniello e ginepro. Dopo avere intersecato alcuni piccoli impluvi il sentiero esce sulla bella distesa prativa delle case Ost (m 550), formate da un edificio ristrutturato ed uno in rovina. Si passa in mezzo alle due costruzioni poi il sentiero prosegue con andamento un poco più articolato intersecando anche un paio di greti asciutti. Giunti nei pressi di un profondo vallone il sentiero prende a calare con decisione fino a portarsi presso le limpide acque del rio Malicen.
Oltre il ponticello il sentiero raggiunge il limitare di una estesa radura nella quale fanno capolino alcuni vecchi stavoli abbandonati ed invasi dalle sterpaglie. Da qui il sentiero piega a sinistra, si trasforma subito in pista interpoderale ed in breve confluisce sulla strada principale a poca distanza dalle case Zamlin. Qui vi è, a sinistra, la possibilità di optare per l'anello da 5 km che consente un rientro più rapido a Stolvizza (cartello). Se vi sono le condizioni il nostro consiglio è naturalmente quello di proseguire a destra per completare questo interessante percorso. Seguendo le indicazioni si attraversa il ponte sul torrente Resia (m 430) imboccando subito dopo la pista sterrata che si stacca a sinistra. Un ulteriore cartello ci invita a scendere leggermente per proseguire lungo l'argine di sinistra orografica che si interrompe in corrispondenza di un piccolo rio tributario (passerella). Proseguendo lungo le sponde si raggiunge il tratto in cui il greto si restringe sensibilmente e si cammina proprio a ridosso delle acque. Da questa parte della valle abbiamo la possibilità di osservare i monti che racchiudono a nord la valle ed in particolare le belle pendici del monte Sart ed il versante resiano del monte Canin. Con una breve contropendenza si giunge ad una radura un poco invasa dagli arbusti che ospita alcuni stavoli risistemati e nei pressi di questi anche alcuni ruderi. Poco dopo si interseca il greto più ampio di un rio secondario dove il guado avviene con tutta facilità sui sassi. Ancora un breve tratto di bosco ed il sentiero raggiunge una specie di terrazzo oltre il quale il versante su cui ci troviamo si fa scosceso ed impraticabile. Il sentiero, quindi, scende sul greto del torrente Resia e tramite una grande passerella in legno (m 440) si riporta definitivamente sulla destra orografica. Da questo lato della valle si possono osservare le rocciose pendici che racchiudono il corso d'acqua e che caratterizzano quasi tutto il tratto compreso tra Coritis e Stolvizza.
Con uno strappo un poco più ripido si risale un pendio boscato uscendo al margine di una bellissima radura dove ci si innesta su una strada sterrata. La pista oltrepassa una specie di insellatura e quindi cala in una conca appartata dove sorgono numerosi stavoli, quasi tutti risistemati. Il sentiero passa accanto ad alcune abitazioni poi riprende a salire verso l'ultima breve fatica, costituita da una dorsale boscata dalla quale si ha una bella visuale su questo suggestivo angolo della val Resia. In capo alla salita ci si ritrova sul grande terrazzo in parte coltivato che si estende a sud di Stolvizza, separato da questa dal vallone del rio Tasalason (m 563). Assecondati alcuni orticelli ci si immette sulla pista di servizio a questo grande ripiano raggiungendo in breve la strada asfaltata. Proseguendo a sinistra si oltrepassa il borgo Kikej dove, oltre alla chiesa dedicata a San Carlo Borromeo, possiamo osservare alcuni esempi delle tipiche case resiane. Senza possibilità di errore si continua oltre il borgo lungo la strada principale riportandosi esattamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua

Sulla pagina relativa alla puntata di SentieriNatura su Telefriuli 2013 dedicata alla malga Coot e alla val Resia , è disponibile il video dell'intervento di Giuliano Fiorini sul percorso descritto.
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
027
Dislivello
200
Lunghezza Km
8,3
Altitudine min
430
Altitudine max
591
Tempi
Dati aggiornati al
2014
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 11/08/2016 11 Agosto 2016 giornata fresca e ventilata ....iniziamo il sentiero ta lipa pot (magistralmente segnato!) e veniamo subito rapiti dalla cascata dall'acqua fredda e trasparente ... continuiamo il giro e notiamo i repentini cambi di paesaggio accompagnati da altrettanti cambi di pendenza ... incontriamo anche un bel ramarro di un verde brillante.... percorso davvero magico .... l'ultimo tratto piuttosto ripido ... lo rifaremo assolutamente ... :) ... per il giro completo da 10 km abbiamo impiegato 2 ore e mezza ... siamo classe '64 e '70 ...
  • 13/01/2016 Ripercorso in data 05/01/16 in un atmosfera magica e suggestiva accompagnati dalla neve. Sempre splendida la Val Resia.
  • 05/06/2014 Scarto il preventivato rio Serai a causa della pioggia della sera per cercar colori in un itinerario la cui bellezza è celata nella stessa toponomastica resiana. L’inizio mi conquista. L’esile cascata del Potok è verticalmente sfidata da quella “piramide di terra” che ora, rosicchiata dal vento e sciolta dall’acqua, sembra una sfida verticale alla gravità, un’altra flebile, impietrita cascata. Ostinata nel suo incredibile equilibrio, sembra poter cadere da un momento all’altro. Ma è lì. Ad ammirare la sua spumosa gemella. Il bosco è rilassante e discreto come le fioriture dell’orchidea Nido d’uccello e delle Listere Ovate, ormai alte. Alle case Ost rivedo il Cuzzer, ma mi perdo subito a sorridere agli asini. Non faccio in tempo a pensare quanto sia fortunato chi vive in quest’angolo di paradiso che fa capolino una giovane e gentile padrona di casa con le sue due cucciole di un paio di mesi. Una, umana e glabra, che dorme abbracciata alla mamma, l’altra, canide e pelosa con cui mi rotolo io. Scopro che questa dimora è l’oasi di Favalli, tana temporanea di gruppi di bimbi o escursionisti che Marco accompagna nella sua valle. Il Centro didattico naturalistico “Casa Resiana” profuma di quiete e di sorrisi, nasconde sapienza e mestiere… salutarla è dura. Nelle pozze trasparenti del Malicen si specchia un cielo nerofumo che preannuncia il suo sfogo. Giungo al bivio dei 5/10 km. La freccia del ritorno abbreviato verso Stolvizza pare come lampeggiare, sottolineandomi l’ovvietà della scelta. Ma era da settimane che sognavo una giornata calda in cui poter camminare sotto la pioggia. Tiro dritto e l’aspetto. Arriva subito dopo. Sono talmente contento che dimentico di proteggere lo zaino. La prendo tutta, ridendo o ascoltando il suo fruscio. Mi riempio i polmoni di una sensazione che non riesco a descrivere, sospiri profondi, liberatori, come se quell’acqua stesse portandosi via tutto il superfluo, tutto l’inutile giogo che mi porto appresso. La pioggia fa rinascere ogni cosa. Continuo, ormai perso nella mia bolla di felicità, ammirando gli stavoli e degli aggraziati e semplicemente sorprendenti giaggioli susinari. La passeggiata catartica termina nei campi di Stolvizza che brulica di allegre piantine d’aglio coccolate da pacciamature sapienti. Un percorso breve, semplice, ma dolce, senza alcuna pretesa se non di rilassare chi lo percorre, rendendo più leggeri i passi del ritorno. (03.06.2014)
  • 12/04/2014 Ancora una volta ho partecipato all'apertura del sentiero e ancora una volta devo ringraziare tutti gli organizzatori e rappresentanti dell'Associazione Vivistolvizza, per l'impegno profuso nel regalarci un percorso perfettamente segnalato e adatto a tutti. Con piacere ho visto che i partecipanti sono stati tanti. Inoltre (cosa per me nuova ) il bar all'arrivo ha organizzato la possibilità di fermarsi per un pranzo a base di grigliata. Ottima iniziativa !!!!!Buona vita a tutti
  • 17/04/2013 Buondì,In data 14/4/13 ho percorso il sentiero naturalistico “Ta lipa pot” presso Stolvizza (Val Resia).Porto a conoscenza del fatto che, come da fotografia allegata, il lungo pontile in legno posizionato in corrispondenza dell'attraversamento del Torrente Resia, risulta gravemente lesionato. Ne consegue, che è possibile percorrere l'anello escursionistico soltanto nella sua variante più breve (km 5 ca.), e non nell'opzione di km 11 ca., amenochè, giunti al pontile, non si decida di guadare il Torrente Resia, come ho fatto io. A Maggio dovrebbero partire i lavori di sistemazione dell'attraversamento, dando così modo di risolvere l'interruzione tuttora in atto.Buona escursione!Giuliano.-
  • 20/10/2012 Affannato sempre a cercare percorsi panoramici e remunerativi, che inevitabilmente coporta il dover affrontare determinati dislivelli, ecco che oggi, per la prima volta, sono andato a fare questo percorso in occasione dell'iniziativa " chiusura percorsi " organizzata dalla locale Associazione Vivistolvizza.Sarà stato per la giornata bella, per il clima favorevolissimo, per i panorami e gli scorci che ho visto,per il gruppo di partecipanti,(non tanti ma ben affiatati)ma devo dire di aver trascorso una bellissima giornata che si è conclusa al " bar all'arrivo" dove abbiamo potuto sorseggiarci una buona birra e mangiarci un buon panino caldo. Ma il mio plauso maggiore vuole andare agli organizzatori di tale manifestazione e ai componenti dell'Associazione che tanto si impegna per promuovere e far conoscere questa valle che meriterebbe una ben più ampia valorizzazione. Ho avuto il modo di conoscere due suoi componenti ( scusatemi , non ho chiesto il Vostro nome )e mi ha colpito la loro cordialità, il loro entusiasmo e la disponibilità offerta ad ogni nostra domanda. Persone aperte, sempre disponibili a scambiare la parola e il più delle volte a volerle sollecitare da parte dei partecipanti. Ecco, vorrei dire che la Val Resia ha bisogno di apprendere bene questo tipo di apertura verso il " foresto " - Grazie ancora. Son certo che ci tornerò anche in occasione di altre manifestazioni o iniziative.
  • 10/10/2011 Bella e comoda gita alla scoperta di questo angolo della val Resia,complimenti alla ass. "ViviStolvizza" che ha creato e mantiene in ordine il percorso.Lo consiglio a chiunque voglia fare una gita attraverso bellissimi boschi senza dover macinare dislivelli spaccagambe.Ottima per portare bambini alla scoperta della natura,solo il tratto finale dell'anello da 10 e un po faticoso ma si risolve in pochi minuti di salita.Grazie ancora, Alberto Ruan
  • 03/06/2007 Dimenticavo, mi chiamo Fiorini Giuliano
  • 03/06/2007 Grazie per la bella scheda che mi fa enorme piacere essendo il sottoscritto e tutta l'associazione "ViviStolvizza" promotori di questo percorso che stiamo cercando di tenere più in ordine possibile. Grazie ancora per il bel servizio
  • 18/04/2007 la vostra descrizione e le bellissime fotografie rendono tutta la bellezza e la pace di "ta lipa pot"! Complimenti!Pamela
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