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    Ricovero e monte Forcella da Amaro
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaB26

Ricovero e monte Forcella da Amaro

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale n.13 Pontebbana, poco dopo Carnia si imbocca lo svincolo in direzione di Amaro. Oltre il ponte sul Fella, appena superato il viadotto autostradale, si prende la strada a destra per Campiolo e la si percorre per circa 500 metri. Oltrepassato anche il letto del rio Favarinis, possiamo parcheggiare negli spiazzi lungo la strada (m 268, cartello segnavia CAI n.415).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
013
Dislivello
800
Lunghezza Km
6,8
Altitudine min
268
Altitudine max
1108
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 23/06/2016 Sono salito ieri, niente di particolare da segnalare, per raggiungere la cima del Forcella ho lasciato il sentiero prima del ricovero nei pressi della pozza (sono sufficienti le indicazioni dei commenti precedenti, aggiungo che risalendo il pendio boscoso ho seguito alcuni nastri "vedo" sugli alberi e che la deviazione è breve e meritevole per il panorama); dal ricovero ho continuato per il 415 fino alla cima dell'Amariana, tutto ok ma erba che ha invaso parecchio il sentiero nel tratto di dorsale tra la quota 1340 della Tabacco ed il ricovero Plan d'Ajars; in discesa ho seguito il 414 fino ad Amaro (attrezzature del canalone direi nella norma) e da qui sono ritornato al punto di partenza, buone escursioni a tutti
  • 29/05/2016 Percorso oggi 29/05/2016. Poiché erano previsti temporali nel primo pomeriggio si è optato per un’escursione vicina e breve.Rifatto a distanza di 4 anni, a primavera inoltrata con la vegetazione nel massimo dello sviluppo, il sentiero dopo lo stavolo Vallacomin appare più stabile e tutto il percorso fino al Ric. Forcella non presenta difficoltà con terreno asciutto. La risalita alla panoramica cima del M.te Forcella è sempre un po’ avventurosa (ma meritevole di un piccolo sacrificio). La sbiadita scritta “cima” su un masso che 4 anni fa indicava il punto in cui abbandonare il segnavia CAI N°415 è completamente sparita. Poco prima della pozza d’acqua, traversare leggermente a dx, poi risalire sulla sx fino ad incrociare una traccia che percorre il ripido crinale del monte (un bollo rosso su un masso ci indica che siamo vicini alla meta). Dalla panoramica cima si scende per lo stesso itinerario a riprendere il segnavia CAI. Meritano una visita le cascate del rio Favarinis, in prossimità del punto di partenza.Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 28/05/2016 Meta decisa così, perchè vicina, breve, adatta alle partenze tardissime e ai rientri veloci, tanto la conosco...la conosco così tanto che anziché imboccare la stradina che conduce all'attacco del sentiero, tiro dritta...ma per poco...Posti all'ombra ce ne sono, presso la pozza del rio a fianco c'è già qualcuno in pediluvio, poco dopo lo stavolo di Nole scende une siorute, è stata a bagnà las plantas in tal stali....lungo il sentiero si incrocia più volte il filo, ora a terra ora fra i rami, di una vecchia teleferica, vedrò poi che partiva da Vallaconin; presso gli stagni ronzii e qualche elegante libellula celeste acceso. Bosco ora cinguettoso ora silenzioso, all'insellatura deviazione a destra senza farsi trarre in inganno dal comodo sentiero che scende a Campiolo, la traccia oggi è inesitente, bene si maschera con le zolle erbose e fugge fra le ginestre; benvenute resistenti ginestre, ottimo aiutino per salire. Piccolo ometto su cima ventosa, foschia a valle, nitido solo il rumore dell'autostrada, per la discesa mi oriento più all'interno della boscaglia, più breve anche se esco un poco più a monte e oggi niente salita al ricovero. Parcheggio affollato, persone lustrate a festa, persino un abito lungo, rosso e tacchi.......
  • 15/03/2016 13/03/2016 La scelta di una esc.con quota modesta e più "davanti",si è confermata vincente....cielo grigio e un leggero ci hanno fatto compagnia per l'intera salita, confermando le incerte prev.meteo. All'arrivo al Ricovero il sole si fà largo frà le nuvole,premiandoci della scelta e di non avere rinunciato alla meta,sfidando pure i 50/60 cm.di neve per la cimetta del Forcella....che sebbene di alt. limitate offre una panoramica dignitosa.Ritroviamo il "simpatico" Ricovero sempre in ordine e che sfruttiamo per una breve sosta,in discesa fermate presso gli stavoli Vallaconin e Amariana Mandi
  • 16/04/2015 Salito qualche giorno fa da Campiolo.All'attacco incontro il proprietario dello stavolo del Tin (corregge così il nome riportato sulla Tabacco,salvo,poi,ritrovare l'errore scolpito sulla tavola posta all'entrata della proprietà).Mi spiega come muovermi per raggiungere la dorsale.La salita inizia su sentiero in ottimo stato e allo stavolo si giunge veloci.Poi,subito,l'errore.Proseguo lungo la recinzione seguendo i bolli rossi e finisco in una radura inclinata,poco più in alto,dove i segni portano a scendere verso un traliccio.La deviazione per la cresta si trova subito dopo l'entrata dello stavolo,non appena girato l'angolo formato dalla recinzione.Una traccia sale a zig-zag nel boschetto soprastante(una fettuccia segna il punto esatto).Altre fettucce guidano la progressione,fino a quando non si può che proseguire dritti.Il punto chiave si trova a quota 750 circa,quando bisogna aggirare a sinistra una roccia posta sopra ghiaioni impraticabili.Ci si aiuta,poi,con le mani,per risalire una costa invasa da mughi,ben scalinata.A mio avviso,il tratto che segue è il più delicato.Si traversa su ripidi fianchi in una faggeta invasa dalla lettiera,con la traccia poco marcata.Il rischio di scivolare è sempre presente;bisogna restare concentrati.Ho evitato di seguire integralmente il sentiero e ho tirato su dritto,verso il limite alto.Da qui in poi,tutto torna facile.Le difficoltà si esauriscono in quei cento metri di dislivello.Poi,sul groppone boscato a faggio,basta tenersi sulla sinistra,fino a individuare,con un occhio un po' attento,la prosecuzione che ci porterà ad intersecare il sentiero 415.Volevo compiere un anello,scendendo per la traccia nera tratteggiata che si diparte poco prima dello stavolo Vallaconin e passa per gli stavoli di quota 725 e 434,ma non ho trovato l'attacco.Disceso lungo la normale via di salita,mi sono poi sciroppato il ritorno all'auto al suono dei camion che sfrecciavano in autostrada.
  • 12/03/2015 Salito oggi per la prima volta. Il programma prevedeva Plan d'aiars, ma dopo il ric.forcella, il sentiero percorre in diagonale il versante nord del monte lavaron,su fondo ghiacciato e ricoperto di foglie.Malgrado i ramponcini, dopo 3o ' mi sono arreso non volendo correre rischi inutili. Lo metto in programma più avanti. Per salire sul monte forcella, in effetti non è facile trovare la traccia. Al termine dell'abetaia (come recita S.N. )guardare a sx. Ho posizionato dei nastri " tivedo" per indicare la direzione fino alle roccette sommitali.Poi la traccia diventa evidente. Vale la pena salirci se non altro perchè è l'unico punto che offre una grandiosa panoramica. Sentiero 415 ottimamente segnato e privo di ogni problema.Buona vita a tutti
  • 10/03/2015 Percorso domenica 8 marzo 2014.Suggestiva, antica mulattiera che sale il ripido costone del monte, ottimamente tracciata con tornanti e serpentine che fanno risparmiare un bel po' di fiato. In questa stagione il bosco è rado e luminoso, il fondo coperto dai primi fiori di primavera. Belli la radura degli stavoli Amariana (o Amarianna?) di sotto (ma come avranno fatto a portare fin quassù la vecchia roulotte che fà bella mostra di sè sotto una tettoia!?!?!?) e il prato di Vallaconin, ricoperto da bucaneve. Più sù la mulattiera diventa sentiero, sempre comunque ben evidente. Abbiamo mancato il bivio per la cima, siamo saliti un po' faticosamente nel bosco ripido mirando alle rocce sommitali che si intravvedono dal sentiero. Da non perdere assolutamente la vista dalla cima, ripaga ampiamente la (poca) fatica supplementare. Attenzione in discesa, specie in caso di terreno umido o gelato.
  • 07/06/2014 Sarà anche una cimotta minore ma la vista che regala, in una bella giornata, è gratificante. Adesso il sentiero è ottimamente tracciato e ben curato, indicazioni “Forcella” a iosa, si evita la zona incendiata, solo qualche rado moncone e qualche schianto che non crea problemi. Gli stavoli “Amarianna” di sotto deserti, a Vallaconin erba tagliata e stagno recintato, curioso cartello con “precise indicazioni stradali”, fioriture multicolor, ottime fragoline di bosco lungo il sentiero. Anche al ricovero Forcella erba tagliata, fiori piantati nella cassetta di legno all’esternoe recisi all’interno. La traccia che sale alla cima del monte Forcella (ometto e un paio di sbiaditi bolli rossi) si nasconde nella lettiera e poi nelle ginestre, ma si sale senza difficoltà grazie alle zolle gradinate, piccola cima ma panorama inaspettato, dorsale perpendicolare all’autostrada che si fa sentire e non poco.
  • 17/03/2012 Tutto il percorso è perfettamente agibile. Superato lo stavolo Vallacomin, il sentiero prosegue a dx all’interno della faggeta. Superata una zona un po’ dirupata e disseminata da monconi scheletriti, testimonianza di un incendio avvenuto oltre una decina di anni fa, si affronta una ripida rimonta a strette svolte che ci immette nella valletta che scende dalla Forcella. Raggiunto il limitare di un’abetaia (prima della pozza d'acqua) prestare attenzione ad una sbiadita indicazione su un sasso che indica a dx “cima”; un sentiero vero e proprio non c’è; poco più avanti, tralasciato l'invitante sentiero che scende a dx, risalire sulla sn il ripido crinale del monte (un bollo rosso su un masso); districandosi tra eriche e ginestre, ed affrontando qualche passaggio “EE”, si perviene alla panoramica vetta del monte Forcella (2 ore e mezza dalla partenza, comprese pause ). Buone camminate a tutti. Giuseppe (Cividale)
  • 11/11/2010 Percorso oggi salendo dal fianco orientale per vecchie tracce come suggerito nel libro SN1 itin.26V.Il percorso è molto selvaggio e bisogna stare attenti a non perder la traccia una volta arrivati alla zona dirupata. Io l'ho persa (credo si debba restare sul lato sud mentre io mi son portato a nord) e da allora praticamente senza sentiero fino in cresta (impegnativo) e dopo lungo la cresta fino alla cima. Il ricovero è veramente molto spartano. Discesa senza problemi.
  • 10/08/2008 10/08/2008 sent.415 quasi inagibile nel tratto bosco bruciato fino al ricovero forcella a causa alberi abbattuti e ortiche alte quanto me (cm.155), ho preferito non proseguire. Loredana
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  • Da Vallaconin partiva una teleferica
    28/05/2016 Da Vallaconin partiva una teleferica
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    15/03/2016 Fioriture di bucaneve presso lo stavolo Valleconin
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    15/03/2016 IL Ricovero Forcella
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