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    Sulla dorsale del Colovrat da Rucchin a Topolò
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del Colovrat da Rucchin a Topolò
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I percorsi di SentieriNaturaM40

Sulla dorsale del Colovrat da Rucchin a Topolò

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Sanguarzo e Ponte San Quirino e da qui si seguono le indicazioni per San Leonardo. Dopo le case di Scrutto si devia a sinistra lungo la valle del torrente Cosizza. Giunti a Clodig si prosegue ancora in salita fino ad innestarsi verso sinistra sulla strada panoramica di Tribil. Dopo poco, oltrepassata la piccola frazione di Rucchin, si raggiunge il bivio per Scale dove si lascia l’automezzo (m 661, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Individuato su un palo della luce il segnavia CAI n.747, si imbocca, in prossimità del cortile di una azienda, la mulattiera che sale moderatamente lungo il crinale. La pista conduce in breve alla chiesa di San Volfango, situata in posizione assai panoramica tra le valli dello Judrio e del Rieka. Il sentiero oltrepassa l’edificio e coincide poi, per un breve tratto, con la strada asfaltata. Dopo poco evidenti segnalazioni ci riportano nuovamente sul sentiero ad aggirare sulla destra una piccola elevazione. Si segue per un tratto il crinale poi la traccia piega a destra perdendo qualche metro di quota in corrispondenza di due antiche vasche in pietra con sorgente. Ancora qualche lieve saliscendi e si riguadagna il manto stradale in prossimità del bivio per Drenchia o Clabuzzaro. A questo punto seguire le indicazioni presenti nel grande piazzale imboccando il sentiero segnalato per il rifugio Solarie. Dalla strada si sale per prati terrazzati passando accanto ad una serie di piccole fortificazioni. Qui il sentiero prende a traversare verso destra all’interno di un boschetto di roverella, castagno ed acero di monte. In prossimità di un bivio (segnalazioni) si rasenta un doppio filo spinato poi, evitando di scendere direttamente a Clabuzzaro, si sale lungo una costola rocciosa che conduce sopra il paese. Nel punto più alto, un cartello segnala la ulteriore possibilità di scendere verso la piccola frazione ma noi invece proseguiamo diritti perdendo qualche metro di quota fino ad innestarci verso sinistra sulla comoda mulattiera che risale le pendici orientali del monte La Cima. Più in alto la mulattiera si allarga a pista forestale e raggiunge con un traverso il rifugio Solarie (m 956), situato pochi metri prima dell'omonimo passo.
Percorso il breve tratto di asfalto che ci separa dal vecchio edificio confinario (cippo a ricordo di Riccardo di Giusto), al valico si imbocca la larga strada asfaltata che taglia tutto il versante meridionale del Colovrat (segnalazioni). Dopo i primi due tornanti si lascia la rotabile per seguire a destra le indicazioni del segnavia CAI n.746. Si sale ora decisamente per prati fino alla sommità del monte Klabuk (m 1114) da dove si apre già un esteso panorama verso il gruppo del monte Nero e la valle dell’Isonzo. Il monte, segnato da linee di trincee, rappresenta la elevazione più orientale della lunga dorsale del Colovrat. Dalla vetta il sentiero divalla rapidamente fino ad una insellatura che sfiora nuovamente la strada asfaltata. Senza bisogno di toccarla si rimonta sulla quota successiva guadagnando ancora la linea del crinale. Si procede ora piacevolmente, lungo la linea di confine con la Slovenia, su terreno prativo punteggiato da rade betulle, ginepri e qualche isolato abete rosso. Un sentiero segnalato si snoda parallelo più in basso, sul versante italiano, portando a visitare i resti di alcune fortificazioni. Dopo aver percorso tutte le varie sommità della dorsale con modeste perdite di quota, le segnalazioni ci fanno avvicinare alla strada asfaltata nel punto dove è edificato il bivacco Zanuso (m 1065). La costruzione in legno, piccola ma confortevole e dalla cucina ben attrezzata, offre una bella visuale sulla pianura e le valli del Natisone. Dal bivacco si rimonta sul crinale percorrendo le successive elevazioni, separate solo da lievi avvallamenti, fino a guadagnare la cima del monte Nagnoj che con i suoi 1192 metri di quota rappresenta il punto più alto della dorsale “italiana” del Colovrat. Questa infatti prosegue ancora verso occidente culminando con il monte Kuk (m 1243), situato in territorio sloveno.
Dalla vetta del monte Nagnoj si cala lungo il segnavia CAI n.746 a raggiungere la rotabile che si sviluppa pochi metri sotto. La si segue verso sinistra fino ad una ansa dove un ulteriore cartello ci segnala la possibilità di scendere verso Lase (in mancanza di una seconda vettura a Topolò, a questo punto è possibile proseguire lungo la strada rientrando direttamente al passo Solarie). Imboccata la deviazione, si perde quota rapidamente lungo una ripida costola erbosa. Giunti sopra un salto impraticabile, il sentiero compie una larga ansa verso sinistra lungo una traccia ora scomoda e malagevole. Più in basso il sentiero migliora, attraversa una pista forestale e raggiunge il piccolo borgo di Lase. Seguendo i segnavia si attraversa il paese poi, dopo breve discesa, ci si immette in una pista forestale alla testata della val Codariana. Superata l’ansa di un impluvio porre attenzione ad una deviazione segnalata sulla destra ed abbandonare la pista per proseguire su sentiero. Questo sale per un breve tratto poi prende a traversare in leggera discesa all’interno di un bellissimo bosco a prevalenza di castagno. Ormai in vista delle case di Topolò, si scende ad intersecare il letto di un paio di torrenti che si superano su passerelle in legno. Con breve contropendenza si raggiunge infine Topolò dove avremo avuto cura di lasciare il secondo automezzo.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
041
Dislivello
900
Lunghezza Km
13,1
Altitudine min
517
Altitudine max
1192
Tempi
Dati aggiornati al
2007
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  • 20/02/2016 20/02/2016-Percorsa la dorsale del Kolovrat. Ha smesso di nevicare da poche ore e le chiome degli alberi e degli abeti sono ancora innevate; dura poco questo bellissimo spettacolo: il sole e la temperatura mite fanno sciogliere tutto nel giro di poco. Pochi centimetri di neve rendono gradevole la salita; la strada asfaltata è stata pulita; il ricovero Zanuso, lindo e ordinato, manca ora dello spolert. Buone passeggiate bianche.
  • 10/01/2016 Nonostante i suoi 1243 mt. d'altezza il M.te Colovrat offre un panorama unico sulla conca di Tolmino,di Caporetto e sulla Valle dell'Isonzo.Dal Rif.Solarie si può decidere per due percorsi ad anello,entrambi i percorsi portano ad incontrarsi al P.sso Naverco e a congiungersi con il Sentiero della Memoria.Io ho deciso di percorrere quest'ultimo. Percorso ben segnalato per tutti i suoi 6.0 Km di lunghezza.Lungo tutto il percorso,molti punti panoramici ci offrono splendide cartoline sul M.te Nero e il Gruppo del Triglav,ma sopratutto ci porta al Museo all'aperto,dove sono ben visibili e molto ben restaurate le opere difensive costruite durante il periodo della Prima Guerra Mondiale.Complimenti ai volontari che si adoperano per la loro manutenzione. Il percorso si svolge in un gradevole saliscendi senza grossi ostacoli. Volendo allungare l'escursione si può arrivare al punto più estremo del M.te Nagnoj dove la vista spazzia sul Gruppo del Canin e della Cresta Carnica.Ora si può rientrare sui propri passi, oppure dal sent.CAI 746 con breve disgressione si arriva al Bivacco Zanuso per ammirare il panorama durante il calare del sole e da qui su comoda strada si rientra al Rif. Solarie .Buona camminata
  • 11/05/2014 effettuato in senso contrario il 7/05/2014, percorso stupendo e attualmente in perfette condizioni, anche grazie agli interventi di sistemazione del CAI tra Solarie e Clabuzzaro, unico tratto interessato dalla galaverna dello scorso febbraio, che ha fatto danni davvero impressionanti.Segnalo anche la possibilità di salire sul Colovrat da Topolò con il cosiddetto "sentiero degli artisti" che sbocca a Livske Raune, da cui si può continuare facilmente sulla strada in territorio sloveno fino a raccordarsi con il sentiero della dorsale.Di fronte alla chiesa di Topolò tabella sbiadita con tracciato e descrizione del sentiero.
  • 28/12/2012 Ripercorso da Rucchin al Nagnoj dopo un anno, nel dicembre 2011 freddo e vento sferzante, oggi splendida giornata soleggiata e tiepida, assenza di vento, neve a macchia di leopardo dal rifugio Solarie, qualche tratto ghiacciato sulla dorsale ma niente di più. Lavori di pulizia sentiero lungo il sv 747 da San Volfango, intrico di ramaglie a terra ma si scavalca. Paesaggio suggestivo fra neve, cielo terso e le candide nubi posate sulle valli sottostanti. Al bivacco Zanuso un nutrito gruppo di ragazzi intenti a spaccar legna per l’ora di pranzo, discesa dal sv 746 che scende dal bivacco e al bivio segnalato di quota 900 svolta a sx direzione passo Solarie. Bellissimo sentiero che si snoda a mezza costa fra abetaie, corridoi di noccioli e spazi aperti, dal rifugio seguito a ritroso il percorso dell’andata.
  • 19/12/2011 E anche oggi levataccia, per prima cosaun'occhiata al cielo, stelle in vista, si va. Oggi freddo ben tollerabile, buio mentre mi dirigo verso Cividale, da lì continuo sulla SP 45 in modo da raggiungere Rucchin senza deviazioni; attraverso vari paesini e borgate, alle 7.20 a Peternel una bambina assieme alla mamma attende lo scuolabus. Arrivo al bivio per Scale e mi attende un cielo un poco bigio e il venticello delle valli, nel cortile dell'azienda c'è vita, vengo salutata cordialmente dai tre presenti mentre mi avvio lungo la mulattiera, un'ultima telefonata e poi mi carico per davvero. La pista è ben larga, un cancello è posto di traversoprima della chiesa di S.Volfango, il filo spinato è stato reciso; proseguo sul sv 747 in un bosco silenzioso, sono in corso lavori di manutenzione del sentiero per ampliarlo nella parte che arriva alla strada. Al bivio per Clabuzzaro due piccoli cartelli senza scritta presso i gradini cementati dovrebbero indicare l'attacco della via alpina, faccio qualche decina di metri e la traccia si perde fra rovi ed arbusti divelti, ridiscendo e seguo il sv 746 a Clabuzzaro. Paese fantasma, tutto chiuso, anche la trattoria, silenzio totale, una casa è ravvivata da un murales. Lungo la pista visito le postazioni militari, passo accanto al rifugio Solarie, chiuso pure questo, in una nicchia è allestito il presepe. Proseguo lungo la strada fino a trovare a destra le indicazioni del sv 746 per Klabuk e Nagnoj, il cielo è a tratti coperto, a tratti fa capolino un debole sole, comunque adesso la vista si apre, e che colpo d'occhio....La salita al Klabuk è ripida, quando arrivo alla cima davanti a me lo spettacolo: il monte Nero....bianco! A Ovest il debole sole colora di rosa il gruppo del Cavallo di PN, se la giornata fosse limpida sarebbe una vista ineguagliabile. Una firma sul libro di vetta e via, il vento non permette soste lunghe, il terreno è ricoperto a tratti da ppoca neve ghiacciata che richiede qualche attenzione nella discesa. Con qualche saliscendi visito le trincee, leggo i cartelli percorrendo anche una parte del sentiero della pace che corre più in alto; vedo la bandiera svolazzante posta accanto al bivacco Zanuso e salgo verso il Nagnoj, bella visuale sul versante sloveno. Sono uscita in solitaria per cui decido di rientrare adesso compiendo però un anello. Ridiscendo al bivacco Zanuso, piccolo ed accogliente, libro delle firme nuovo; da lì utilizzo per la discesa il sentiero 746 che scende a Drenchia, è un sentiero ben segnalato, ampio e veloce.Da Drenchia proseguo a sinistra lungo la strada fino a Trinco, scendo a destra verso Zuodar e mi innesto sulla SP 45 che mi conduce al bivio per Clabuzzaro, a questo punto ripercorro a ritroso il sv 747 utilizzato all'andata fino a Scale.Mi riprometto di rifare questa escursione con un cielo terso e con maggiori ore di luce per poterla ampliare.Loredana
  • 23/04/2011 Fatto oggi. Non ho compiuto tutto l'anello e dal monte Nagnoj me ne sono tornato indietro per lo stesso sentiero dell'andata. Lungo tutto il sentiero la segnaletica è pressochè perfetta e dipinta di recente (complimenti alla locale sezione Cai. Rispetto alla descrizione riportata sul sito, dal piazzale ho preferito imboccare il sentiero 746 verso Clabuzzaro poichè andando verso il Solarie non ho trovato il sentiero di cui si parla. I posti sono incantevoli. Alla fine però i numerosi saliscendi si fanno sentire sulle gambe. (sarà anchè l'età). Mandi a tutti e buone camminate. Complimenti al Sig. Ivo Pecile e alla Sig.ra Sandra Tubaro per gli aggiornamenti al sito.
  • 01/04/2011 Mercoledì, abbiamo tentato di fare il giro (al contrario)da Topolò al monte Nagnoj sul sentiero 746. Nel tratto da voi descritto "Giunti sopra un salto impraticabile il sentiero compie una larga ansa verso sinistra lungo una traccia ora scomoda e malagevole", in pratica non siamo state in grado di trovare il sentiero. Peccato perchè le segnalazioni fino a quel punto erano frequenti e dipinte di recente.MandiValentina
  • 20/12/2007 Ho avuto l’occasione di visitare pochi giorni fa l’interessante mostra fotografica a Villa Manin di Passariano "1917 Anno terribile" sulla realtà, anche quotidiana, della Grande Guerra. Ho ripercorso quindi con rinnovato interesse l’escursione già compiuta tempo fa e qui descritta: uno dei molteplici siti montani teatro di battaglia. I luoghi storici sulla dorsale del Colovrat sono stati oggetto di recente manutenzione, per cui puntuali cartelli consentono di individuare sempre il percorso e le varianti. Su gran parte del terreno sono visibili trincee, alcune di esse ripristinate, resti di edifici militari, piccole costruzioni semisferiche in cemento (la sommaria descrizione è data dalla mia ignoranza in materia). Presso la linea di cresta la riproduzione di brevi e intense poesie d’autore ci invita a riflettere sull’argomento, mentre il bivacco Zanuso, ottimamente attrezzato, consente una piacevole sosta in caso di brutto tempo e, perché no, anche di bel tempo. Sulla cresta si apre un panorama amplissimo sui monti sloveni, e se avrete la fortuna di avere una giornata limpida e siete dotati di lenti polarizzate, potrete vedere le navi al largo di Trieste. Per concludere: escursione molto adatta ai mesi invernali, per la quota relativamente bassa, e adattabile a esigenze diverse di percorrenza. La discesa dal Nagnoj a Lase, per la presenza di alcuni tratti ripidi, richiede qualche attenzione in caso di terreno gelato. In ogni caso da una semplice occhiata alla cartina Tabacco è possibile capire se e come abbreviare il giro (fattibile in cinque ore e mezza, soste escluse) in quanto si può accorciare notevolmente percorrendo con l’auto la carrozzabile che da Rucchin prosegue al passo Solarie oppure a Drenchia.
  • 05/07/2007 Sentiero di altro tipo: Rifugio Solarie - Drenchia (UD). S'informa, che con decorrenza inizio Giugno 2007 il summenzionato Rifugio è stato riaperto e risulta gestito.. Riapertura dopo bando di gara Comune di Drenchia. Il Comune di Drenchia (tel. +39 0432 / 721021) fornisce su richiesta il n° telefonico del rifugio (telefono cellulare).-. g.verbi@alice.it
  • 09/01/2007 Rifugio o ricovero: Rifugio Casoni Solarie. Passo Solarie (Udine/Slovenia). Riallacciandomi alla segnalazione precedente, riferisco, per completezza d’informazione, che il suddetto rifugio è stato chiuso in data 1° Ottobre 2006. Il Comune di Drenchia sta, attualmente, provvedendo all’espletamento delle formalità burocratiche per l’indizione di un nuovo bando, atto all’assegnazione. g.verbi@alice.it
  • 07/01/2007 Rifugio o ricovero: Rifugio Casoni Solarie. Passo Solarie (Udine/Slovenia). Chiusura del Rifugio.-. Mediante questo contributo desidero segnalare a tutti coloro che si trovassero in cammino lungo i sentieri CAI 746 e 747, ovvero che visitassero i borghi del Colovrat nel territorio del Comune di Drenchia, che il Rifugio “Casoni Solarie”, situato sull’omonimo passo e valico di frontiera, risulta completamente abbandonato e non più gestito. Questo è quanto ho potuto notare al mio passaggio a Passo Solarie effettuato in data 6/1/07. Il rifugio, unico punto di ricovero, di ristoro e di riferimento per tutti coloro che visitano la zona dell’Alto Cividalese, appare, ora, sprangato, completamente vuoto e, purtroppo, danneggiato da mani delinquenti, che ne hanno infranto una vetrata, sporcato l’interno e divelto un’informativa cartacea in cui si avvertiva della chiusura del locale.Il rifugio era ottimamente gestito da una coppia di anziani sino al 2006, che perse la gara di concessione per la gestione del medesimo, passata a gestori più giovani, che lo rilevarono lo scorso anno. Dalle condizioni in cui versa il Solarie, parrebbe che il rifugio sia stato chiuso già alcuni mesi fa, probabilmente a causa dei costi da sostenere, che non garantivano un guadagno adeguato.Il fatto in sé ha destato stupore, poiché, il rifugio è sempre stato aperto durante l’intero anno solare ed era sempre abbastanza frequentato, specie da quando il Comune di Drenchia, in collaborazione con il Club Alpino Italiano ed Associazioni Storiche, aveva contribuito a ripristinare degli interessanti percorsi storici lungo la cresta del Colovrat, risalenti alla Prima Guerra Mondiale.Prego rettificare non appena il Rifugio "Casoni Solarie" dovesse essere riaperto.. g.verbi@alice.it
  • 20/06/2005 La descrizione dell'escursione dovrebbe iniziare dall'abitato di Glabuzzaro, in quanto il tracciato precedente dal bivio di Sale, lungo il crinale che porta alla chiesa di S. Volfango é praticamente impraticabile, perché nessuno vi transita più ed é pieno di erbacce, arbusti e rovi. Non é gratificante percorrerlo, considerando che successivamente bisogna percorrere un buon tratto di strada asfaltata che non é per niente appagante.Comunque, complimenti per il sito di "Sentierinatura", lo ritengo un eccellente servizio per chi pratica l'escursionismo. Saluti cordiali Ercole.
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