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    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • Il Camanile di Val Montanaia
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
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    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • Il Campanile dal Bivacco Perugini
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • Il Camanile di Val Montanaia
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF08

Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo

Avvicinamento

Da Cimolais si seguono le indicazioni del Parco delle Dolomiti Friulane imboccando la rotabile che si addentra nella lunga Val Cimoliana. Il transito è soggetto nei mesi estivi al pagamento di un pedaggio che viene riscosso al punto informativo presso il Ponte Compol. La strada presenta tratti sconnessi ed è solo parzialmente asfaltata, inoltre alcuni attraversamenti sul greto principale, nella parte alta della valle, possono risultare problematici dopo abbondanti piogge. Si percorre la strada fino alla sua conclusione al Pian Meluzzo dove si può parcheggiare in uno dei tanti spazi presenti (m 1163).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
021
Dislivello
1000
Lunghezza Km
7,9
Altitudine min
1163
Altitudine max
2183
Tempi
Dati aggiornati al
2011
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  • 22/07/2015 Abbandonato il sentiero 353 in direzione Forcella Cimoliana compare quasi subito il cartello che indica l'inagibilità del percorso. Decidiamo di procedere lo stesso. La salita alla forcella non presenta nessun problema. La discesa è decisamente molto difficile a causa di vari tratti franati e instabili (sconsigliata la percorrenza se siete in gruppo). A peggiorare la situazione due camosci che ci facevano rotolare sulla testa varie pietre acuminate. Arrivati quasi alla fine del canalone il saltino armato è in condizioni pietose: la scaletta (guardando valle) di sinistra è pericolante e completamente inutilizzabile. Che non vi venga in mente di usarla! La ferrata invece preparata sulla destra ha solo in parte il cavo d'acciaio e anche quel poco di cavo che resta è arrugginito e schiodato in vari punti. Mancano anche 2 scalini di ferro che rendono la discesa abbastanza difficile. Per non rischiare decidiamo di assicuraci con un cordino da 8 mm che per benevolenza (anche se sappiamo che la sua durata sarà limitata a quest'anno) decidiamo di lasciare per altri malcapitati che si trovano in questa brutta situazione (tornare su per il canalone sarebbe una vera faticaccia). Veramente un peccato che all'interno di un PARCO un simile anello di così rara bellezza e fascino venga abbandonato a se stesso. E si che la cosa si potrebbe risolvere lasciando lavoro a due guide alpine per una giornata (cavo nuovo, sostituzione dei due scalini mancanti)
  • 03/06/2015 Percorso il 01-06-15. Dopo aver raggiunto il campanile, visto il cartello che segnala l'inagibilità del sentiero 360, decidiamo di procedere per forc. Montanaia, val d'Arade, forc. Monfalcon di Forni e forc. Del leone e giù in picchiata per val Monfacon di Cimoliana! Allunghiamo l'anello di parecchio, ma la spettacolarità di queste dolomiti non ci fa sentire la fatica. Tanto da rimanere 5 minuti in silenzio ad osservare il campanile e lo stupendo anfiteatro che lo racchiude. Percorso ben segnato, riservato a chi ha camminata sicura lungo i ghiaioni, trovata neve nella discesa verso la val d'Arade. Mandi!
  • 13/06/2014 Per scansar pioggia, butto giù dal letto all’alba il povero Dree per un’escursione facile e breve…il Dosso Nadei. Da subito il guado pare difficile. Risaliamo per molto il rio senza trovare modo di superarlo. Curioso come la prospettiva prometta facili passaggi, di pietra in pietra e che poi da vicino esse si trasformino in impraticabili arditezze. Ritornati al parcheggio Dree prova a passare. Dopo qualche secondo d’immersione podalica in quel ghiaccio liquido iniziano le urla lamentose e le deformazioni facciali. Nuje ce fa. La corrente è impetuosa, i pochi metri da superare, troppo profondi. E’ tardi, il cielo, grigio, sembra sbeffeggiarci. Perso ogni vantaggio sui suoi capricci e senza meta, reagisco, proponendo un’incursione ai piedi del campanile. Ripartiamo ma mi sento senza forze, fino a quando i piedi toccano le rocce. Esce tutto il capricorno che c’è in me. Le gambe van da sole, alzandomi di peso metro su metro, sempre con più energia, come se mi fossero cresciuti gli zoccoli. Inizio a costruirmi il mio troi che passa di pietra in pietra, a volte tra l’acqua scrosciante. Mi sembra di non fare fatica alcuna, aspetto solo che mi crescano coda e palco. Una sensazione liberatoria. Un divertimento atavico e coinvolgente. Non penso alle ginocchia, mi sento bimbo in un parco giochi e impongo un ritmo inusuale per le mie ascese. Arriviamo in un lampo e il sole ci premia. Inaspettatamente. La mia “corsa” si blocca davanti a un prato primuloso. Sembra la spectabilis, dai contorni fogliari biancastri. Distribuite in cespi, una, intrufolata a fatica, esce solitaria da un cespuglietto d’eriche. Silenzioso, il pianoro ospita qualche escursionista disteso a rosolarsi. Il campanile attende diversi scalatori che faran rimbombare l’ambita campana di quel monolite immortalato dalle commoventi parole di Alida Pevere. Ci sono diverse chiazze di neve ove sgarfare coi piedi per riattivare la circolazione, lamentandosi con contegno. La forcella, lambita dai lavinali, sembra poter essere raggiunta senza troppi problemi ma ormai è tardi e restiam lì. Ad abituare gli occhi a quelle muraglie che sembran uscire da montagne di ghiaie, il cui grigio chiaro e profondo s’alterna ad un bianco irreale che domina la visione verso la forcella. Il manto nevoso, sul lato che dà le spalle al sole, si lascia disegnare addosso le ombre della dorsale di Cima toro, come intonso foglio di carta. Non sembra più la stessa giornata. Restar distesi a goderne è d’obbligo. In discesa da camoscio mi trasformo in foca artritica faticando articolarmente ad ogni passo. Ma la lentezza aiuta a perdersi nelle fioriture di Veronica gialla, Cneoro, Soldanelle, Bonarota comune e negli altri gioielli spesso son lambiti da un rio mai visto così in forma. L’ultimo saluto è per un Pramaggiore pieno di ricordi e uno sguardo sulle Postegae. Pietroso mondo ancora da scoprire. Oggi il caso ci ha tirato uno scherzo di quelli belli, rompendo piani e programmi, offrendoci in cambio un’alternativa farcita di sorprese inaspettate e di un caldo abbraccio di sole. (12.06.2014)
  • 02/11/2013 Provato a fare ieri confidando nella bella giornata di sole prevista, ma le nubi basse hanno vanificato il tutto rendendo inutile la fatica della salita.Sarà per il prossimo anno!Il rifugio Pordenone è ormai chiuso anche nel fine settimana.
  • 03/10/2011 chiuso TAJARIOL
  • 26/06/2011 Percorso oggi,pedaggio €6, partenza dal rif. Pordenone, bivacco Perugini, forcella Montanaia e poi stop a causa dell'abbondante neve presente sul sent.353 in discesa versi il bivio con il 342: sentiero Tajarol tuttora inagibile. Lo spettacolo che si gode dalla forcella è impagabile, un anfiteatro variegato e immenso, guardi il campanile e ti dimentichi di respirare e poi acqua, cascatelle, tanti rivoli ancora. Incredibile!Loredana
  • 15/06/2011 Siamo nuovamente in Val Cimoliana. Da Pian Meluzzo dove si lascia l'auto risaliamo verso il rifugio Pordenone (quest'anno è stato aperto addirittura alla fine di aprile, visto che la situazione neve lo permetteva) e da lì al Campanile di Val Montanaia. La valle che si risale, la Val Montanaia appunto, è ricoperta da ghiaie a volte anche grossolane, solo in alto colonizzate da mughi. La si risale seguendo le indicazioni bianco rosse del CAI. Ma ancora più visibili e validi sono i frequenti ometti, segnavia effimeri ma in grado di essere "letti" in questo ambiente continuamente modificato. Sulle pareti verticali, in sinistra orografica della valle, si notano vecchi segnavia bianco rossi dipinti molto, ma molto in alto. Elimino subito l'opzione "vatusso dipintore volontario del CAI" , "murales informali preistorici", come anche "incrostazioni geometriche di licheni colorati" e "prove d'artista geologo". Questi segnavia a quanti anni fa potrebbero risalire? Qualche decennio, penso, non di più. E' davvero sorprendente come l'azione dell'acqua meteorica riesca a modificare il livello del sentiero in tempi così ristretti! Vediamo la meta della nostra escursione, il Campanile, già nella prima parte della risalita, sembra vicino... ma c'è ancora da camminare. Raggiunta la sua base, c'è da risalire ancora un tratto nel catino che lo ospita per arrivare al Bivacco Perugini (m 2060) che è il belvedere ottimale su questo grande torrione isolato che spicca possente e verticale verso il cielo. Sebbene sia molto fotografato non stanca mai di essere ammirato. Osservo col binocolo due alpinisti che hanno già raggiunto la cima e stanno scendendo tramite la famosa calata in corda doppia. Nelle belle giornate estive si dice che a volte ci sia addirittura la coda per salire questo torrione. Ma lasciamo agli alpinisti questa esperienza: noi ci fermiamo alla base e ci godiamo la bellezza e il silenzio del luogo. Nessun rintocco di campana dal Campanile allo scoccare delle ore, solo il leggero fremito del vento.
  • 29/12/2010 L'11/09/10 il cartello dava ancora chiuso il sentiero Tajarol; se qualcuno ha idea di un ripristino del sentiero lo faccia sapere
  • 08/08/2010 Situazione al 07/08/2010. Un cartello posto al bivio tra il 353 e il 360 indica che il sentiero Tajariol è CHIUSO. Consigliato cmq un piccolo giro ad anello che, con partenza e arrivo al Bivacco Perugini, passa prima per la Forcella Cimoliana poi quella di Montanaia. Panorama fantastico!
  • 31/07/2009 Si sconsiglia vivamente la discesa tramite il sentiero 360. Lo stesso è completamente franato con le nevicate dello scorso inverno. Solo per escursionisti esperti si può eventualmente percorrere il sentiero 360 in salita facendo molta attenzione nel tratto finale per lo stato soprariportato in cui si trova.
  • 20/08/2008 19/08/08. Non essendo scalatori provetti siamo stati alquanto pazzi a scendere il sentiero Tajariol estremamente difficile nella prima parte dove la roccia frana continuamente sotto i piedi. Dopo fino alla paretina attrezzata è franoso ma non così pericoloso. La paretina è emozionante ma non solida specialmente l'ultimo gradino si sfila dalla roccia. E' confortante riprendere il breve tratto che riporta, in mezzo al bosco, al Rifugio Pordenone. Secondo me le bacchette sono inutili per tutto il tratto almeno fino alla paretina visto che spesso sono scesa seduta....ciao e buone escursioni.
  • 12/10/2007 Fatta il 31/08/07. Consiglio una volta arrivati al campanile di fare un breve salto alla forcella di fronte al campanile (forc. cimoliana), da qui uno stupendo panorama. Poi discesa sulla dx della parete verso forcella cimoliana e imboccare il sentiero 360 tajariol. Quest'ultimo è molto pericoloso essendo costituito da un ripido ghiaione molto friabile dove sicuramente è difficile non cadere. Consiglio mio è tornare indietro per la stessa via dell'andata. Però la paretina attrezzata ha il suo effetto, se siete spericolati...provatela!
  • 21/05/2007 Fatto lo stesso giro il 19 maggio 2007. Molto difficoltoso il sentiero Tajariol per il terreno moltro friabile che non da sicurezza. Notevole la presenza di neve lungo il sentiero 360 tanto da coprire quasi completamente la scaletta, per questo motivo sono utili i ramponi. Il sentiero Tajariol non è proprio una passeggiata, ma l'anello completo è molto piacevole. Buona montagna.
  • 25/09/2006 Fatto il giro inverso in data 23/09/06 il sentiero 360 che porta alla forcella Cimoliana è molto difficoltoso a causa della pendenza e delle pietre mobili.Nella prima parte della salita consiglio di non seguire i rari bollini, ma di stare al centro del canale detritico scegliendo i passaggi più agevoli, ad un certo punto si è obbligati a salire sulla destra, ma attenzione anche agli appigli poichè potrebbe restarvi in mano una pietra. Non voglio spaventare nessuno, ma sappiate che questo tratto non è semplice e richiede particolare attenzione. Buon giro
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