il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 280 ospiti - 2 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Il Camanile di Val Montanaia
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • IMG_2586
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • 283_8306
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • Il Campanile dal Bivacco Perugini
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
  • IMG_2533
    Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
SentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
I percorsi di SentieriNaturaF08

Anello di forcella Cimoliana da Pian Meluzzo

Avvicinamento

Da Cimolais si seguono le indicazioni del Parco delle Dolomiti Friulane imboccando la rotabile che si addentra nella lunga Val Cimoliana. Il transito è soggetto nei mesi estivi al pagamento di un pedaggio che viene riscosso al punto informativo presso il Ponte Compol. La strada presenta tratti sconnessi ed è solo parzialmente asfaltata, inoltre alcuni attraversamenti sul greto principale, nella parte alta della valle, possono risultare problematici dopo abbondanti piogge. Si percorre la strada fino alla sua conclusione al Pian Meluzzo dove si può parcheggiare in uno dei tanti spazi presenti (m 1163).

Descrizione

Seguendo le indicazioni per il rifugio Pordenone si risale sulla sinistra una pista ghiaiosa. Arrivati ad un ulteriore spiazzo adibito a parcheggio si lascia sulla sinistra la deviazione per il sentiero Marini e si prosegue diritti. Dopo breve, risalita una piccola rampa gradinata, si raggiunge il ripiano boscato su cui sorge il rifugio Pordenone (m 1249), punto ideale di partenza per le escursioni o le traversate in questa zona del parco. Sulla sinistra del rifugio si stacca (indicazioni) il segnavia CAI n. 353 che entra subito in un bosco di abete rosso, abete bianco e faggio compiendo alcune svolte su comodo sentiero rinforzato e gradinato. Dal bosco si traversa a sinistra verso terreno più aperto fino a raggiungere il solco ghiaioso della val Montanaia già abbastanza alti sul fondovalle. Si inizia la risalita a piccole svolte su tracce di sentiero tenendosi prevalentemente sulla destra, accanto alle pareti rocciose che rinserrano il vallone. L’itinerario si svolge su detrito grossolano che nonostante l’apparenza risulta abbastanza stabile e viene risalito in questo primo tratto senza particolari difficoltà. Qualche segnavia ed alcuni ometti di pietra guidano verso i passaggi più comodi. Il fenomeno erosivo della valle si presenta evidente ed è testimoniato anche da alcuni vecchi segnavia CAI visibili sulle pareti alcuni metri sopra l’attuale livello del greto. La flora di agosto è qui limitata a piccoli gruppi di campanula cespugliosa che si possono osservare ai lati del sentiero. Circa a metà del vallone, il percorso compie una piccola ansa piegando leggermente a destra. Il tratto successivo, caratterizzato da ghiaie instabili e dalla comparsa della campanula dei ghiaioni, è decisamente più faticoso da risalire. Laddove il canalone pare sdoppiarsi ci si tiene ancora sulla destra raggiungendo la base di un ripido ed incassato canale roccioso disseminato di grossi massi al termine del quale già si intravede il caratteristico profilo del campanile di val Montanaia. Nonostante la pendenza si risale il canale abbastanza agevolmente fin dove esso si esaurisce per entrare in un pendio con radi larici, mughi e abeti rossi, punteggiato dalla fioritura della parnassia e della genziana alata. Con una serie di ampie svolte su comodo sentiero rinforzato da strutture in legno si guadagna quota raggiungendo il bivio per il sentiero alpinistico Luciano Micheluz che si lascia sulla destra. Ancora qualche breve tornantino sotto la parete sud del campanile e si esce dal limite della vegetazione arborea. Il sentiero prosegue poi per praterie discontinue risalendo il valloncello posto ad est del campanile fino alla splendida conca erbosa soprastante in mezzo alla quale è ubicato il bivacco Perugini (m 2060). Grandioso se non unico il colpo d’occhio sul campanile di val Montanaia situato al centro di un circo dolomitico racchiuso da guglie e torrioni.
Dal bivacco si prosegue in direzione nord sempre lungo il segnavia CAI n.353. Appena superati i verdi fare attenzione ad una deviazione poco marcata sulla destra che risale un ghiaione mirando alla vicina forcella (qualche bollo rosso). Dopo un tratto iniziale su terreno instabile il sentiero prosegue su fondo un poco più consolidato tra detriti e qualche zolla erbosa ed in breve raggiunge il piccolo intaglio di forcella Cimoliana (m 2183), letteralmente ricoperto ad agosto dalla splendida fioritura della genziana di Froelich.
Dalla forcella ci si affaccia sul versante opposto, dirupato e poco invitante, lungo il quale scende il sentiero CAI n.360 (dismesso), dedicato all’alpinista pordenonese Piero Tajariol. Ci si cala quindi con attenzione lungo un primo canalino assai ripido dove torna senz’altro utile l’uso dei bastoncini. Dopo questo scomodo tratto iniziale la discesa prosegue su terreno friabile dalla pendenza accentuata, che vede alternarsi punti dove la roccia frantumata offre qualche resistenza al piede ad altri dove la ghiaia è decisamente instabile. Destreggiandosi tra i detriti si giunge allo sbocco dell’incassato canale dove un salto roccioso era originariamente attrezzato con una scaletta metallica. Il percorso attuale invece piega sulla destra lungo una cengetta dotata di cavo metallico per poi scendere una parete verticale, alta una decina di metri. Qui terminano le difficoltà e si riprende a scendere per ghiaie su terreno un poco più agevole, seguendo le indicazioni date dagli ometti e dai radi segnavia. Osservando con attenzione le ghiaie si potranno individuare le fioriture della poco appariscente atamanta comune, una ombrellifera perfettamente adattata alla difficile vita sui detriti mobili. Allontanandosi dalla strozzatura del canalone si piega a sinistra traversando il grande pendio ghiaioso che scende dalla cima Eva. Dopo aver superato la successiva fascia di mughi si raggiunge il solco della val Monfalcon di Cimoliana dove si incontra il segnavia CAI n.349 che scende dalla forcella del Leone. Qui ha inizio la discesa che nel primo tratto si svolge lungo la sinistra orografica della valle su detrito colonizzato dai mughi tra rade fioriture di brugo ed asclepiade. A quota 1600 circa, si passa sulla destra orografica proseguendo la discesa su una fiumana di ghiaie che arriva al limitare del bosco. Allo sbocco della valle il sentiero piega ora a destra (cartello) e con qualche lieve saliscendi, all’interno di un bel bosco di faggio e pino silvestre ci riporta in breve al rifugio Pordenone. Per il medesimo itinerario si rientra infine al punto di partenza.

Variante a forcella Montanaia (E)

Viste le difficoltà a scendere nel canalone di forcella Cimoliana (vedi avvertenze) vi suggeriamo di estendere l'escursione verso la soprastante forcella Montanaia. Dal bivacco, quindi, si prosegue lungo l'ultimo lembo della bellissima prateria sospesa tra i ghiaioni dei due versanti. Al suo termine si inizia ad affrontare il pendio detritico lasciando, dopo poco, a destra la deviazione già descritta per forcella Cimoliana. Si taglia così il ghiaione su una traccia abbastanza consolidata che però svanisce tra le pietre man mano che ci si alza. Cercando i punti migliori ci si accosta alle pareti di destra e, su terreno relativamente più stabile, si arriva allo stretto intaglio di forcella Montanaia (m 2333). Il sentiero prosegue con maggiore impegno nel versante opposto dove un ripido e lungo ghiaione scende verso la val d'Arade e il rifugio Padova. Bellissima da qui la visuale sul catino del campanile che ora possiamo apprezzare da un punto di vista privilegiato. Tra le guglie e i pinnacoli che circondano la forcella, trovano posto alcune zolle verdi e con esse qualche tappeto di potentilla rosea e diversi cespi di campanula dei ghiaioni. Per la discesa si utilizzerà lo stesso sentiero.

Avvertenze

Il sentiero Tajariol risulta attualmente (2011) dismesso in quanto la parete attrezzata nel canale di forcella Cimoliana presenta ogni primavera danni ai pioli e ai cavi. Il consiglio dei responsabili del parco è quello di intraprendere la discesa approcciandosi con criterio "alpinistico", valutando quindi sul posto le difficoltà e portando con sé quanto necessario per superare l'ostacolo in modo autonomo (corda, caschetto).

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
021
Dislivello
1000
Lunghezza Km
7,9
Altitudine min
1163
Altitudine max
2183
Tempi
Dati aggiornati al
2011
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 22/07/2015 Abbandonato il sentiero 353 in direzione Forcella Cimoliana compare quasi subito il cartello che indica l'inagibilità del percorso. Decidiamo di procedere lo stesso. La salita alla forcella non presenta nessun problema. La discesa è decisamente molto difficile a causa di vari tratti franati e instabili (sconsigliata la percorrenza se siete in gruppo). A peggiorare la situazione due camosci che ci facevano rotolare sulla testa varie pietre acuminate. Arrivati quasi alla fine del canalone il saltino armato è in condizioni pietose: la scaletta (guardando valle) di sinistra è pericolante e completamente inutilizzabile. Che non vi venga in mente di usarla! La ferrata invece preparata sulla destra ha solo in parte il cavo d'acciaio e anche quel poco di cavo che resta è arrugginito e schiodato in vari punti. Mancano anche 2 scalini di ferro che rendono la discesa abbastanza difficile. Per non rischiare decidiamo di assicuraci con un cordino da 8 mm che per benevolenza (anche se sappiamo che la sua durata sarà limitata a quest'anno) decidiamo di lasciare per altri malcapitati che si trovano in questa brutta situazione (tornare su per il canalone sarebbe una vera faticaccia). Veramente un peccato che all'interno di un PARCO un simile anello di così rara bellezza e fascino venga abbandonato a se stesso. E si che la cosa si potrebbe risolvere lasciando lavoro a due guide alpine per una giornata (cavo nuovo, sostituzione dei due scalini mancanti)
  • 03/06/2015 Percorso il 01-06-15. Dopo aver raggiunto il campanile, visto il cartello che segnala l'inagibilità del sentiero 360, decidiamo di procedere per forc. Montanaia, val d'Arade, forc. Monfalcon di Forni e forc. Del leone e giù in picchiata per val Monfacon di Cimoliana! Allunghiamo l'anello di parecchio, ma la spettacolarità di queste dolomiti non ci fa sentire la fatica. Tanto da rimanere 5 minuti in silenzio ad osservare il campanile e lo stupendo anfiteatro che lo racchiude. Percorso ben segnato, riservato a chi ha camminata sicura lungo i ghiaioni, trovata neve nella discesa verso la val d'Arade. Mandi!
  • 13/06/2014 Per scansar pioggia, butto giù dal letto all’alba il povero Dree per un’escursione facile e breve…il Dosso Nadei. Da subito il guado pare difficile. Risaliamo per molto il rio senza trovare modo di superarlo. Curioso come la prospettiva prometta facili passaggi, di pietra in pietra e che poi da vicino esse si trasformino in impraticabili arditezze. Ritornati al parcheggio Dree prova a passare. Dopo qualche secondo d’immersione podalica in quel ghiaccio liquido iniziano le urla lamentose e le deformazioni facciali. Nuje ce fa. La corrente è impetuosa, i pochi metri da superare, troppo profondi. E’ tardi, il cielo, grigio, sembra sbeffeggiarci. Perso ogni vantaggio sui suoi capricci e senza meta, reagisco, proponendo un’incursione ai piedi del campanile. Ripartiamo ma mi sento senza forze, fino a quando i piedi toccano le rocce. Esce tutto il capricorno che c’è in me. Le gambe van da sole, alzandomi di peso metro su metro, sempre con più energia, come se mi fossero cresciuti gli zoccoli. Inizio a costruirmi il mio troi che passa di pietra in pietra, a volte tra l’acqua scrosciante. Mi sembra di non fare fatica alcuna, aspetto solo che mi crescano coda e palco. Una sensazione liberatoria. Un divertimento atavico e coinvolgente. Non penso alle ginocchia, mi sento bimbo in un parco giochi e impongo un ritmo inusuale per le mie ascese. Arriviamo in un lampo e il sole ci premia. Inaspettatamente. La mia “corsa” si blocca davanti a un prato primuloso. Sembra la spectabilis, dai contorni fogliari biancastri. Distribuite in cespi, una, intrufolata a fatica, esce solitaria da un cespuglietto d’eriche. Silenzioso, il pianoro ospita qualche escursionista disteso a rosolarsi. Il campanile attende diversi scalatori che faran rimbombare l’ambita campana di quel monolite immortalato dalle commoventi parole di Alida Pevere. Ci sono diverse chiazze di neve ove sgarfare coi piedi per riattivare la circolazione, lamentandosi con contegno. La forcella, lambita dai lavinali, sembra poter essere raggiunta senza troppi problemi ma ormai è tardi e restiam lì. Ad abituare gli occhi a quelle muraglie che sembran uscire da montagne di ghiaie, il cui grigio chiaro e profondo s’alterna ad un bianco irreale che domina la visione verso la forcella. Il manto nevoso, sul lato che dà le spalle al sole, si lascia disegnare addosso le ombre della dorsale di Cima toro, come intonso foglio di carta. Non sembra più la stessa giornata. Restar distesi a goderne è d’obbligo. In discesa da camoscio mi trasformo in foca artritica faticando articolarmente ad ogni passo. Ma la lentezza aiuta a perdersi nelle fioriture di Veronica gialla, Cneoro, Soldanelle, Bonarota comune e negli altri gioielli spesso son lambiti da un rio mai visto così in forma. L’ultimo saluto è per un Pramaggiore pieno di ricordi e uno sguardo sulle Postegae. Pietroso mondo ancora da scoprire. Oggi il caso ci ha tirato uno scherzo di quelli belli, rompendo piani e programmi, offrendoci in cambio un’alternativa farcita di sorprese inaspettate e di un caldo abbraccio di sole. (12.06.2014)
  • 02/11/2013 Provato a fare ieri confidando nella bella giornata di sole prevista, ma le nubi basse hanno vanificato il tutto rendendo inutile la fatica della salita.Sarà per il prossimo anno!Il rifugio Pordenone è ormai chiuso anche nel fine settimana.
  • 03/10/2011 chiuso TAJARIOL
  • 26/06/2011 Percorso oggi,pedaggio €6, partenza dal rif. Pordenone, bivacco Perugini, forcella Montanaia e poi stop a causa dell'abbondante neve presente sul sent.353 in discesa versi il bivio con il 342: sentiero Tajarol tuttora inagibile. Lo spettacolo che si gode dalla forcella è impagabile, un anfiteatro variegato e immenso, guardi il campanile e ti dimentichi di respirare e poi acqua, cascatelle, tanti rivoli ancora. Incredibile!Loredana
  • 15/06/2011 Siamo nuovamente in Val Cimoliana. Da Pian Meluzzo dove si lascia l'auto risaliamo verso il rifugio Pordenone (quest'anno è stato aperto addirittura alla fine di aprile, visto che la situazione neve lo permetteva) e da lì al Campanile di Val Montanaia. La valle che si risale, la Val Montanaia appunto, è ricoperta da ghiaie a volte anche grossolane, solo in alto colonizzate da mughi. La si risale seguendo le indicazioni bianco rosse del CAI. Ma ancora più visibili e validi sono i frequenti ometti, segnavia effimeri ma in grado di essere "letti" in questo ambiente continuamente modificato. Sulle pareti verticali, in sinistra orografica della valle, si notano vecchi segnavia bianco rossi dipinti molto, ma molto in alto. Elimino subito l'opzione "vatusso dipintore volontario del CAI" , "murales informali preistorici", come anche "incrostazioni geometriche di licheni colorati" e "prove d'artista geologo". Questi segnavia a quanti anni fa potrebbero risalire? Qualche decennio, penso, non di più. E' davvero sorprendente come l'azione dell'acqua meteorica riesca a modificare il livello del sentiero in tempi così ristretti! Vediamo la meta della nostra escursione, il Campanile, già nella prima parte della risalita, sembra vicino... ma c'è ancora da camminare. Raggiunta la sua base, c'è da risalire ancora un tratto nel catino che lo ospita per arrivare al Bivacco Perugini (m 2060) che è il belvedere ottimale su questo grande torrione isolato che spicca possente e verticale verso il cielo. Sebbene sia molto fotografato non stanca mai di essere ammirato. Osservo col binocolo due alpinisti che hanno già raggiunto la cima e stanno scendendo tramite la famosa calata in corda doppia. Nelle belle giornate estive si dice che a volte ci sia addirittura la coda per salire questo torrione. Ma lasciamo agli alpinisti questa esperienza: noi ci fermiamo alla base e ci godiamo la bellezza e il silenzio del luogo. Nessun rintocco di campana dal Campanile allo scoccare delle ore, solo il leggero fremito del vento.
  • 29/12/2010 L'11/09/10 il cartello dava ancora chiuso il sentiero Tajarol; se qualcuno ha idea di un ripristino del sentiero lo faccia sapere
  • 08/08/2010 Situazione al 07/08/2010. Un cartello posto al bivio tra il 353 e il 360 indica che il sentiero Tajariol è CHIUSO. Consigliato cmq un piccolo giro ad anello che, con partenza e arrivo al Bivacco Perugini, passa prima per la Forcella Cimoliana poi quella di Montanaia. Panorama fantastico!
  • 31/07/2009 Si sconsiglia vivamente la discesa tramite il sentiero 360. Lo stesso è completamente franato con le nevicate dello scorso inverno. Solo per escursionisti esperti si può eventualmente percorrere il sentiero 360 in salita facendo molta attenzione nel tratto finale per lo stato soprariportato in cui si trova.
  • 20/08/2008 19/08/08. Non essendo scalatori provetti siamo stati alquanto pazzi a scendere il sentiero Tajariol estremamente difficile nella prima parte dove la roccia frana continuamente sotto i piedi. Dopo fino alla paretina attrezzata è franoso ma non così pericoloso. La paretina è emozionante ma non solida specialmente l'ultimo gradino si sfila dalla roccia. E' confortante riprendere il breve tratto che riporta, in mezzo al bosco, al Rifugio Pordenone. Secondo me le bacchette sono inutili per tutto il tratto almeno fino alla paretina visto che spesso sono scesa seduta....ciao e buone escursioni.
  • 12/10/2007 Fatta il 31/08/07. Consiglio una volta arrivati al campanile di fare un breve salto alla forcella di fronte al campanile (forc. cimoliana), da qui uno stupendo panorama. Poi discesa sulla dx della parete verso forcella cimoliana e imboccare il sentiero 360 tajariol. Quest'ultimo è molto pericoloso essendo costituito da un ripido ghiaione molto friabile dove sicuramente è difficile non cadere. Consiglio mio è tornare indietro per la stessa via dell'andata. Però la paretina attrezzata ha il suo effetto, se siete spericolati...provatela!
  • 21/05/2007 Fatto lo stesso giro il 19 maggio 2007. Molto difficoltoso il sentiero Tajariol per il terreno moltro friabile che non da sicurezza. Notevole la presenza di neve lungo il sentiero 360 tanto da coprire quasi completamente la scaletta, per questo motivo sono utili i ramponi. Il sentiero Tajariol non è proprio una passeggiata, ma l'anello completo è molto piacevole. Buona montagna.
  • 25/09/2006 Fatto il giro inverso in data 23/09/06 il sentiero 360 che porta alla forcella Cimoliana è molto difficoltoso a causa della pendenza e delle pietre mobili.Nella prima parte della salita consiglio di non seguire i rari bollini, ma di stare al centro del canale detritico scegliendo i passaggi più agevoli, ad un certo punto si è obbligati a salire sulla destra, ma attenzione anche agli appigli poichè potrebbe restarvi in mano una pietra. Non voglio spaventare nessuno, ma sappiate che questo tratto non è semplice e richiede particolare attenzione. Buon giro
  • Invia un commento
Le vostre fotoVisualizza tutte le fotoi
  • Campanile (Luglio)
    09/07/2014 Campanile (Luglio)
  • Verso il bivacco Perugini
    06/09/2013 Verso il bivacco Perugini
  • foto eseguita dal bivacco Perugini
    06/09/2013 foto eseguita dal bivacco Perugini
  • Il Campanile
    04/06/2012 Il Campanile
  • Un vecchio segnavia CAI ormai altissimo. Un po' sbiadito, ma ...
    15/06/2011 Un vecchio segnavia CAI ormai altissimo. Un po' sbiadito, ma ...
  • Invia una foto
I vostri tracciatiVai al forum GPS
Le vostre escursioniVai alla mappa localizzazioni
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Altre escursioni in zona
SentieriNaturaTV
Webcam più vicine
  • Webcam Rifugio Pordenone
  • Webcam Davost
  • Webcam Cimolais
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva