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    Anello della Forchia da Anduins
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF12

Anello della Forchia da Anduins

Avvicinamento

Da Pinzano al Tagliamento o da Flagogna, per chi proviene da est, ci si immette nella strada che conduce a Casiacco e, dopo una lunga serie di tornanti, ad Anduins. Dall'abitato risalire verso le case più a monte raggiungendo Borgo di Sopra dove sorge la chiesa di Santa Margherita (m 381, comodo parcheggio nello spazio a fianco).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Escursione
Mese consigliato
Marzo
Carta Tabacco
028
Dislivello
600
Lunghezza Km
8,6
Altitudine min
381
Altitudine max
933
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 06/04/2016 Quando sono arrivato alla chiesetta, c'era già una coppia che guardava il panorama dalla Madonna della Neve.. La stessa coppia l'ho incontrata anche al ritorno dalla Forchia verso Anduins.. Credo foste proprio voi, cara Francesca... Alla prossima! ;)
  • 05/04/2016 Domenica 3 aprile siamo partiti con l'intenzione di compiere l'anello della Forchia da Anduins, un'escursione non impegnativa, studiata appositamente per i miei malanni articolari. Fin da subito il sentiero si rivela interessante, una vecchia mulattiera lastricata dalla omogenea pendenza , come riportato nella relazione di SN, conduce in breve alla chiesetta Madonna della Neve, che abbiamo trovato aperta con addirittura il libro firme. Chissà se uno dei due escursionisti incontrati quassù è gioP75, di cui ho appena letto il resoconto... Io e Claudio, con la nostra insaziabile voglia di esplorare, comune a molti amici di SN, abbiamo poi ampliato l'anello, così come riportato nel forum relazioni "Monte Zucchi e Monte Pala da Anduins".
  • 05/04/2016 Percorso domenica 03/04/2016 in una giornata un po' grigia ma con temperatura gradevole, quasi afosa in mattinata. Fioriture ovunque: pervinche, erba trinità, scille, primule, polmonarie: una gioia per gli occhi e per la macchina fotografica.. Peccato per la foschia che penalizzava la visuale dalla Madonna della Neve verso la pianura. Confermo la "facilità" di perdere la via per il colle di San Martino: ho finito anch'io per litigare con gli arbusti che mi hanno regalato un paio di minuscoli ospiti (zecche) prontamente sfrattati! Nonostante la vicinanza alla pianura e la semplicità del percorso incontrato solo 4 persone tra turisti e abitanti.
  • 10/03/2014 Fatto quasi lo stesso percorso di Askatasuna,Mancato il sentiero da c. Polpazza a m.ga Cecon per eccesso di fiducia nei miei mezzi interpretativi.Askatasuna ha dato indizi che io non ho colto.In compenso sono uscito dal cancello che delimita il pascolo e mi sono diretto lungo il sentiero tabellato come 'La croce',che scende a sinistra.Nei pressi della scalinata che conduce al pulpito panoramico,un varco scende nel bosco.Subito,su alcune rocce,nitidi segnavia giallo-rossi indicano direzioni di discesa(itinerari 7-8)che però si perdono nel bosco devastato e poco o nulla frequentato.Tornato a Polpazza,credo di aver capito che il sentiero di discesa passa per il pascolo tra questa e le antenne,per poi scendere diretto nel bosco.Un'ora abbondante persa.Ritorno per la via di salita.Questa traccia,che segue fedelmente il recinto dell'ex allevamento di ungulati,nel primissimo tratto sfiora altissimi dirupi affacciati sulla val d'Arzino.Sono almeno tre i passaggi in cui il vuoto è a circa un metro da noi,ma la rete della recinzione funge da sicura.Percorso di cresta piuttosto lungo,circa due ore,con panorama assai limitato.La faggeta,comunque,compensa,come sempre,con il suo rigore geometrico e la pulizia del suo sottobosco.Una giornata bella tosta,ben oltre i 1000m di dislivello e con esplorazione di un bosco poco frequentato ed enigmatico.Oltre 7 ore di cammino.Ciao
  • 26/02/2014 Simpatico quest’Anduins, tenace paesino aggrappato sulle dirupate fiancate dell’omonimo monte! La mulattiera è meravigliosamente curata e denota la sua funzione catartica. Ascende con la fretta di chi cerca il cielo, tra copiose fioriture di pervinca e l’eccessiva allegria primulosa. Dalla chiesetta osservo la mia meta, il monte Pala, protetto dal suo fitto bosco, lascia trasparire il candore che abbraccia ogni suo faiâr. A Fagel mi godo gli stavoli poi riparto. Non trovo la traccia d’esbosco ma al primo cenno di discesa della strada punto alla cresta. Scatta un’allegro scambio di vedute con la vegetazione (leggasi patafs) da cui esco indenne raggiungendo in breve la cima. In discesa la traccia è comoda e morbiba. Gli squarci tra la vegetazione sono rari e da godersi con calma. La salita al Pala inizia a destra del cancello del vecchio allevamento di ungulati, impossibile perdersi, basta costeggiar la recinzione all’esterno. A far compagnia solo il suono della neve calpestata e il vociar tuonante dell’Arzino. La traccia spesso è esile e regala ardite vedute sulle pareti verticali del lato nord. Un giovane cervo, passando per uno dei numerosi varchi, è tornato nel bosco liberato. Fugge ovattato, dissolvendosi nel bianco. A tratti gli accumuli nevosi sono importanti. Una costante sono le pietre e i meravigliosi macigni sommersi. Le emozioni sono attenuate dall’insistente presenza di una recinzione che sembra voler imprigionare l’infinito. Un muretto irregolare emerge dal bianco a dividere la cresta. Le racchette si traslano orrizzontalmente e l’andar diventa un divertente gioco di equilibri pietrosi. Raggiungo le antenne solo dopo l’arrivo della foschia, ma il Taieit si fa ammirare tutto. Giungo a Casera Polpazza per poi scendere seguendo la rete metallica. Quando la griglia punta decisamente verso il basso taglio in diagonale per raccordarmi alla strada di malga Cecon. Il bosco è caotico e candido. Il prezzo pagato articolarmente è risarcito da splendide fioriture di campanellini che escon dal bianco con la leggiadria delle fate. Poco dopo un sorriso. Ecco la strada! Con innevata tranquillità mi riporta alla forchia tra ellebori e bucanevi. La discesa invece è un continuo alternarsi di primule fulgenti e del delicato viola delle Hepatiche. La mulattiera al ritorno fa tutt’altro effetto e i piedi, ormai inermi nel calpestar tanta caparbietà rocciosa, cercan varchi tra le erbe per giunger indenni all’auto. (25.02.2014)
  • 02/11/2011 Giro fatto il 1 Novembre 2011. Molto appagante e non faticoso. Unico appunto: rispetto a quanto riportato nella guida e a quanto detto da suny04, la traccia di esbosco sulla sx che dovrebbe condurre alla sommità del Colle San Martino è molto evidente e ben percorribile per qualche decina di metri, per poi perdersi nella fitta boscaglia. Alla fine ho desistito e ho tralasciato quindi quel tratto di itinerario per arrivare alla forchia dalla rotabile, così come indicato nella guida.
  • 05/04/2011 fatta la gita il 3 aprile 2011, davvero un bel giro non molto faticoso. Unico consiglio, dopo stavoli Fagel e il bivio sulla dx, proseguire per almeno 200 metri e dopo una salita con netta curva a dx si vede sulla sx una traccia molto evidente di esbosco,prendere quella e andare su dritti in cima al colle di S. Martino.
  • 04/12/2006 giro molto semplice e non molto faticoso unica difficoltà, trovare il punto di partenza perchè nel paese non si trovano indicazione specifiche.
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    04/06/2012 Fagel
  • Anduins di Vito d'Asio. Panorama dal monte Asio. . Veduta ol ...
    09/12/2005 Anduins di Vito d'Asio. Panorama dal monte Asio. . Veduta ol ...
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