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Elenco commenti

Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza
N. record trovati: 8
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06-10-2019 17:38
lucio.pontisso lucio.pontisso
Errata corrige. Il commento precedente era di cjargnel, non di bepi. mandi
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01-07-2019 20:31
cjargnel cjargnel
Escursione di oggi 01/07/19 pensata per completare con il tratto mancante il 649 ripercorso un anno in memoria di quanti erano lì un secolo fa e non certo a divertirsi. L'inghippo nasce già nella parte bassa poco oltre il guado quando mi trovo il sentiero interdetto da molti abeti di grossa taglia schiantati. Memore di precedenti esperienze in cui avevo perso tempo e fatica per niente, ci metto un attimo a decidere il dietrofront e a optare per la salita via carrareccia. Certo non è il sentiero e costa ben più sudore in una giornata come questa e in ogni caso ognuno poi valuti in proprio se tentare il passaggio o meno. Poco sotto la Malga Granuda vado a sx e proseguo come da suggerimento del sito. Il percorso è a posto tranne un fittone fuoriuscito con relativo cavo prima di F.lla Bianca, ma si prosegue senza problemi. Per il resto, solo alla forcella presso il M.Granuda, sempre bella, si ripresenta il problema schianti e parecchi, ma si può scavalcare facilmente e proseguire. Avendo io la necessità di scendere alla Malga Granuda per riprendere la carrareccia in discesa, ho visto che l'erba a tratti molto contenuta non creava problemi a scendervi direttamente dalla F.lla. Flora: abbastanza contenuta. Diverse clematidi e camedrio, qualche rododendro e, verso la cima, molta sassifraga. Fauna: un unico capriolo che saetta via. L'ultimo lavinale scendendo da F.lla Cuel Tarond presenta un piacevole residuo di neve che mi ha rigenerato dopo l'effetto forno dei mughi nella salita finale alla cima. Mandi e buine mont a duç.
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18-11-2018 13:53
fabrizio.plesnizer fabrizio.plesnizer
Raggiunta ieri 17/11/18 la vetta del Cuel dai Pez percorrendo prima il sentiero Btg Gemona partendo dalla val Dogna, nei pressi di Micigos attraverso una traccia, non segnata ma evidente, salendo nel bosco ( fare attenzione ai numerosi tratti esposti )e raggiungendo in circa 1 ora e 3/4 la stradina boschiva subito sotto la Casera Bieliga da dove proseguendo in salita si diparte il sentiero nr.649 " battaglione alpini Gemona" (cartello segnaletico). In poco meno di due ore attraverso il sentiero ottimamente attrezzato nei punti più esposti abbiamo raggiunto la forcella Cuel Tarond. Dalla forcella continuando sul sentiero in 1 ora si raggiunge la vetta del Cuel dei Pez (fare attenzione al bivio per la cima segnalato solamente a sinistra da ometti di pietra !!). Il sentiero per la cima è evidente ma non segnalato e con alcuni tratti ripidi ed esposti. Per la discesa siamo ritornati in forcella e ridiscesi per il bellissimo e tranquillo sentiero nr.647 concludendo l'anello.
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10-12-2016 17:38
denismitri denismitri
Saliti al Cuel dei Pez il 4/12 dalla val Dogna, con il sentiero CAI 647. I sentieri fino alla deviazione per il Cuel dei Pez sono in ottimo stato. La deviazione dal sentiero CAI 649 che raggiunge la cima del monte è indicata da bolli sbiaditi, presenta alcuni tratti franati, e in alcuni punti si deve lottare con i mughi. Per la salita fino alla cima abbiamo impiegato circa 2h45m, escludendo le soste (circa 1 ora) per la visita dei resti degli edifici militari presenti sia lungo la salita sul sentiero CAI 647 che nei pressi di forcella Cuel Tarond.
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29-09-2016 17:16
sandra.sentierinatura sandra.sentierinatura
Rivisitata la cima del Cuel dai Pez dal versante di malga Granuda. Proseguono i lavori di manutenzione e di risistemazione del Sentiero Battaglione Gemona, zappettature e grosso lavoro di taglio mughi. Qualche modifica di passaggio in canali erosi. Nel complesso non cambia la difficoltà descritta in relazione. Non c'è nessuno in giro, ma si avverte palpabile la presenza di quanti ci lavorano; i tagli sono ancora freschi.(27 settembre)
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14-10-2015 19:12
askatasuna askatasuna
Finalmente i colori si son decisi a lasciar la terra per arrampicarsi sui rami! La val Canale è percorsa dai soliti arcobaleni di fuoco che ardono ancora a macchia di leopardo. Visto il commento precedente decido di percorrere l’anello al contrario. Poco dopo l’imbocco del troi fuggono due camosci. Il fagotto che si portano dietro ha dimensioni notevoli, paiono in due a correre su quelle quattro zampette! I tratti erosi da questo lato, vuoi in quanto già calcati, per l’esposizione non eccessiva o la possibilità d’aggiramento, non mi sono sembrati problematici. Oltrepassando un rivolo asciutto noto degli splendidi massi composti da sassi aranciati, tenuti insieme da venature che paion di porcellana. Poi altre pietre ancora si lanciano in abbinamenti inaspettati, ove il verde marino si macchia d’un rossastro luccicante! A nord appaiono, con le loro testoline ormai bionde, tutte le altre rotondità che fan scemar le Carniche a levante. Alla forcella i colori precipitano in val Dogna, o meglio è l’ondata cromatica stessa che mi raggiunge, prendendo lo slancio dal rosso intenso dei faggi posti alle pendici per schiumare tutt’attorno a me, nei gialli dei larici. Presso entrambe le forcelle i segnavia del dismesso 649 sono in bella mostra. Senza avvertenza alcuna. Prima di virare per il Cuel dai Pez, due spuntoni triangolari di nuda roccia escon dalla terra. Volti striati di nero. Occhi minacciosi e aspetto tetro. Al di là, lo Jof di Montâs! In piena controluce, si veste d’ombre, riuscendo quasi a celare ogni crepa del suo profilo. Poco sotto la cima, a mò di sciarpa, un esile ma spesso banco di nubi lo taglia di netto. Con quel bianco che t’acceca, che ne esalta la nerissima punta che emerge poco sopra, facendosi scoglio. Qualche cavo a penzoloni, uno intatto ove potrebbe servire ai meno sicuri. Ancora camosci che non tengono conto della lievitazione stagionale e faticano a dileguarsi in salita. La traccia per la cima spesso è riconquistata dai mughi. Ma non si può sbagliare. Oggi il panorama è tutto lì, concentrato sulla dorsale che si percorre. Il sole gioca con i bagliori, puntandoli ad occhio di bue sul Pizzo più alto e sulle bianchissimi pareti del Gosadon. Scendendo, il troi cambia decisamente volto. I mughi si fan coraggiosi e spadroneggiano. Le attrezzature sono in buona parte inutilizzabili. L’erosione ti da l’idea di poter riuscire in breve a ridonare l’anelata solitudine alla cresta. Basta che arrivi l’inverno giusto. Le piogge affamate. Le fiancate non vedon l’ora d’esser tirate a lucido. Di lasciarsi andare. La friabilità qui non è propria della roccia ma dell’agonia d’una dorsale intera, votata ad una perenne metamorfosi. Per ora, con attenzione, è ancora fattibile (consiglio il senso proposto da SN). Ma la mia percorrenza, oggi, ha il sapore del commiato, degli “arrivederci” detti sottovoce, con gli occhi bassi. Con la triste e consapevole malinconia di chi sa che, difficilmente, ci si tornerà a sfiorare.(08.10.2015)
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25-09-2013 23:11
mauro.girotto mauro.girotto
Ho percorso l'itinerario il 22/09/13. In aggiunta al precedente commento, segnalo che, a mio parere, il tratto franato sul sentiero di ritorno 647 risulta essere più impegnativo del franamento in cengia. Per chi sa muoversi su questo tipo di terreno friabile, il sentiero è percorribile, seppur con le dovute cautele.
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24-09-2013 18:52
giuseppe.venica giuseppe.venica
Percorso effettuato il 21/09/2013 come da descrizione. Il Sent. 604 fino alla M.ga Granula è di tipo "turistico" ed è facilmente abbordabile fino al bivio col sent. 649 "Battaglione Gemona", che richiede già attenzione per raggiungere F.lla Bianca (m 1762 - notevole la vista dell'arco naturale). La traversata verso il Cuel dai Pez richiede il superamento di alcuni canali dirupati; a tratti il sentiero è completamente franato ed il proseguo è solo per i più audaci (prendendosi qualche rischio!). Anche la salita al Cuel dai Pez (nel tratto in cui si abbandona il segnavia CAI) è alquanto "avventuroso", dovendo farsi largo tra folti mughi ed attraversare dei tratti detritici (ci sono comunque sufficienti bolli rossi che indicano il percorso). Ma l'avventura non è ancora finita; anche la discesa dalla forcella Cuel Tarond, dove si prende il S.V. N° 647, riserva alcune sorprese in quanto in molti punti il sentiero è completamente franato. Ho lasciato solo alcune considerazioni, tanto per avvertire che il percorso è sempre ben segnalato (non c'è pericolo di perdersi), ma non è adattto per tutti e bisogna mettere in preventivo una lunga ed impegnativa giornata (le 7 ore e mezza ci stanno tutte). Buone camminate a tutti.
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