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10/01/2011

I Colori della caldera

Chi arriva a Tenerife dedica solitamente almeno un giorno per esplorare il Parco Nazionale del Teide, il vulcano spento che sorge al centro dell'isola. I confini del Parco sono ben evidenziati anche nelle immagini di Google Earth dalla grandiosa e spettacolare caldera che si trova attorno al cono principale. Una comoda strada permette a tutti di visitare questo luogo marziano anche se naturalmente è necessario spingersi un poco oltre per apprezzare al meglio il paesaggio. I colori dominanti sono quelli delle scure rocce vulcaniche che dal nero toccano poi tutte le sfumature del rosso e del giallo. Si tratta di colori che per noi, frequentatori delle candide rocce calcaree, assumono un interesse particolare poiché assai di rado capita di incontrarle. Grazie anche alle condizioni meteo quasi sempre molto favorevoli, il luogo è un vero e proprio paradiso fotografico con opportunità notevoli per chi ama portare a casa qualche scatto che vada oltre il puro reportage vacanziero.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Le nuvole sono costantemente relegate sul ciglio dell'altopiano e solo nel pomeriggio (almeno quando ci siamo stati noi) riescono a fare capolino creando altri eccezionali spunti fotografici.
La presenza della finissima polvere vulcanica richiede una attenzione assoluta nel caso vogliate cambiare ottica sul posto. Per questo motivo ho deciso di portare con me due corpi con ottiche complementari con le quali ho scattato tutte le foto del viaggio. Un 17-40 montato sulla Canon 5D2 e un 24-105 montato sulla Canon 40D (38-170 equivalenti) mi hanno consentito di avere un buon range di focali senza il patema di sporcare il sensore durante un cambio di ottica.
Inutile ribadirlo, le ore migliori per fotografare sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio, quando le lunghe ombre delle formazioni rocciose e degli arbusti creano straordinarie occasioni fotografiche. Durante la nostra visita nel mese di gennaio 2011, le fioriture erano ancora poche ma la guida ci ha assicurato che nei mesi successivi le ginestre e le altre piante della caldera fioriscono abbondanti creando nuove tavolozze oltre a quelle classiche dell'ambiente vulcanico.
Attenzione infine a rimanere entro i percorsi segnalati poiché all'interno della Caldera è severamente proibito uscire dai sentieri per calpestare le ceneri vulcaniche. Lascereste inevitabilmente una traccia indelebile su questo straordinario paesaggio.
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