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    Anello del monte Rodolino da Poffabro
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV09

Anello del monte Rodolino da Poffabro

Avvicinamento

Risalendo da Maniago la strada della Val Colvera oppure percorrendo dalla Val Tramontina la rotabile che passa per Navarons, si giunge a Poffabro dove si lascia l’auto nella piazzetta del paese (m.506, piccolo parcheggio).

Descrizione

Seguendo le indicazioni della Via Crucis si passa per le suggestive vie del paese portandosi verso le case più a monte dove ha inizio il sentiero che in breve sale alla frazione di Villa S.Maria (m 594). Si prosegue su asfalto fino al divieto di transito facendo attenzione sulla sinistra all’inizio poco evidente del sentiero CAI n.968. Ci si raccorda nuovamente con la strada ora sterrata ma la si abbandona dopo poco per imboccare il sentiero che si stacca a destra (ometto). Rassicurati dai segnavia sugli alberi si prende a salire all’interno di una boscaglia termofila a pino silvestre, pino nero, orniello e carpino nero. Il tratto iniziale è abbastanza ripido poi il sentiero affianca una vasta zona scoscesa risalendone il margine su balze rocciose ricoperte da arbusti. Tra questi spiccano a maggio le vistose fioriture del pero corvino e dell’orniello mentre sul terreno fioriscono la genziana di Clusius e la globularia piccola. Dopo questo breve tratto allo scoperto, il sentiero rientra nel bosco salendo ancora con pendenza decisa a fianco di un ampio rivolo ghiaioso. Oltrepassata una costruzione in cemento, il sentiero prosegue a svolte regolari all’interno di una fitta abetaia uscendo infine tra i larici alla base delle pale erbose sommitali dove ha inizio il tratto più faticoso della escursione. Con pendenza accentuata si sale lungo una traccia abbastanza marcata che ci conduce con qualche piccola svolta alla base della fascia rocciosa che scende dal monte Ortat. Qui il sentiero piega a destra tagliando in diagonale alcune balze erbose ripide ed esposte. Traversando con cautela gli ultimi metri si raggiunge il canalino detritico che scende dalla forcella Racli. Senza proseguire lungo questo il sentiero si porta ancora a destra risalendo per zolle erbose e qualche roccetta fino a raggiungere il piccolo intaglio di forcella Racli (m 1590) dove la vista si apre verso la val Silisia e la conca di casera Valine. Dalla forcella si abbandona il segnavia CAI per innalzarsi sulla dorsale di destra (nord est). Si tratta di superare alcuni metri intorno al I grado (il punto migliore è subito dopo la forcella) oltre i quali si è in cresta. Tracce di passaggio e qualche ometto ci conducono ad una prima elevazione dalla quale si ha una chiara visuale del percorso che ci attende. Il tratto successivo si presenta accidentato e dentellato ma lo si supera senza particolari difficoltà prestando attenzione ad alcuni punti esposti. Successivamente la cresta si allarga in una specie di comodo avvallamento erboso punteggiato dalle eriche. Avvicinandosi alla base del tratto conclusivo si riprende il filo del crinale superando un breve gradino roccioso. Oltre questo la cresta ritorna comoda ed erbosa e senza ulteriori difficoltà ci consente di arrivare sulla vetta del monte Rodolino (m 1700, ancona e libro di vetta). Dalla cima si prosegue lungo il facile crinale orientale guadagnando in breve una antecima. Alcuni ometti ci indicano di piegare a destra andando a tagliare con qualche attenzione il ripido versante sud. Ripresa la cresta si percorre un lungo tratto pressoché orizzontale tra anemoni alpini e soldanelle dove il cammino è generalmente agevole salvo qualche punto accidentato o invaso dai mughi. Raggiunta la quota 1643 la cresta si sfalda in due parti ed allora si scende sulla destra fino ad una spalla poi cercando i passaggi migliori si cala lungo un ripido pendio disseminato di mughi. Più in basso una traccia ci riporta sul filo della dorsale ora comodo ed erboso e per questo si scende senza ulteriori difficoltà alla forcella Salinchieit (m 1459, cartello). Dalla selletta, imboccato il sentiero CAI n.973a, si taglia inizialmente un ripido pendio erboso raggiungendo un costone sul quale fiorisce l'orecchia d’orso. Più in basso l’esposizione ha termine ed il sentiero inizia a perdere quota a svolte portandosi progressivamente verso destra. Dopo avere intersecato alcuni impluvi il sentiero taglia una serie di balze rocciose tramite una cengia aerea ma comoda. In questo punto si possono osservare le fioriture della genziana di Clusius, della pinguicola alpina e della rara vedovella alpina. Dopo avere assecondato un paio di panoramici speroni si cala decisamente verso la sommità di un caratteristico pendio prativo. Ci si abbassa poi sulla sinistra rientrando in un boschetto lungo il quale si scende fino ad innestarsi sull’ampio ghiaione che ci affianca. Si prosegue in discesa su terreno detritico fin dove la valle si restringe. A questo punto il sentiero attraversa la lingua di ghiaia che va ad esaurirsi e prosegue uscendo su una panoramica dorsale disseminata di arbusti. In vista del paese si perde quota tra le splendide fioriture che caratterizzano il periodo primaverile lungo un sentiero invaso dai sassi. Rientrati nel bosco si piega a destra oltrepassando un piccolo corso d’acqua ed un paio di ponticelli. Giunti alle prime case ci si tiene sulla destra riportandosi in breve al parcheggio presso la piazzetta di Poffabro.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
028
Dislivello
1200
Lunghezza Km
8,8
Altitudine min
506
Altitudine max
1700
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 26/08/2017 Bisogna proprio essere masochisti per fare l'anello che mi ha proposto Stefano e che io incautamente ho sottoscritto. Giretto in senso antiorario, salita a forcella Salinchiet con il sentiero 973a sotto un bel sole calduccio, nei pressi della forcella arriva anche una gradevole brezza che però fa salire la foschia; convinco il compagno d'avventura a salire anche la cresta, e che sarà mai?Erba alta, a tratti umidiccia su un pendio quasi sempre senza traccia fanno sudare ancor di più, poi per fortuna arriva la lunga cresta con i suoi saliscendi ma si cammina bene, e poi finalmente la verde cima. Sosta breve, giusto per capire che l'occhio oggi poco spazia, dopo aver un po' confabulato, guardato la Tabacco decidiamo di tornare a forcella Salinchiet per raggiungere l'omonima casera e poi proseguire per la Valine Alta che abbiamo scorto dalla cima e poi puntare a forcella Racli per scendere lungo il sentiero 968 e poi la via Crucis. Lungo la cresta la nebbia ci mette lo zampino, proseguiamo a destra trovandoci in imbarazzo, su di nuovo fino ad un punto noto , la prosecuzione della cresta era a sinistra, e poi finalmente rieccoci in forcella. Non sempre agevole la discesa verso casera Salinchiet, un buon sentiero nel bosco quello che deposita a casera Valine Alta e poi tocca puntare, e anche velocemente a causa del brontolio in cielo, a forcella Racli. Si riempiono le bottiglie ad una piccola timida sorgente mentre nell'attesa si mangiano lamponi, sentiero ripido fra erbe alte e qualche rovo fino al piccolo intaglio di Racli. Ci affacciamo a guardare in silenzio quei 1000 m. di dislivello lì sotto, io scendo con molta prudenza, terriccio smosso e sassi possono fare da catapulta, poi, intersecando un rivolo ghiaioso intorno a quota m.1300, ci imbattiamo in una marea di larici schiantati, non recentissimi; continuiamo a scendere guardandoci attorno poi preferiamo risalire verso destra dove si cammina più agevolmente ed alla fine ritroviamo il sentiero. Veloci veloci a svolte nel bosco, ginocchia in tormento, evviva, un cane che abbaia e poi la pista, il monastero, la bella Via Crucis, un giro fra le viuzze di Poffabro ad ammirarne i ballatoi ed i davanzali fioriti, e poi il bar, finalmente.
  • 29/05/2016 Volevamo fare questo anello ieri, sabato 28 maggio, ma la cima del Rodolino era coperta da una nuvola bassa che non sembrava avere intenzone di spostarsi; quindi a forcella Racli abbiamo deciso di fare un anello alternativo scendendo a Casera Valine alta per poi risalire alla forcella Salinchieit con il sentiero CAI 973 per poi tornare a Poffabro per il CAI 973a; con il senno di poi posso dire che è stata un'idea piuttosto infelice; percorrere il sentiero che scende dalla forcella Racli, in condizioni di umidità con lingue di neve talvolta in scioglimento e talvolta ancora ghiacciata, è stato piuttosto laborioso; il sentiero che risale alla forcella Salinchieit non corrispondeva a quello sulla nostra Tabacco ed è risultato più impegnativo del previsto (tale sentiero passa ora anche per casera Salinchieit e prevede un cospicuo numero di saliscendi con almeno un centinaio di metri di salità più del previsto), il tutto per attraversare un ambiente piuttosto carente di attrattive (almeno dal punto di vista di chi ama il bello più del selvatico).Anche non avendo percorso la cresta del Rodolino, in tutta coscienza mi sento di sconsigliare tale anello a chi non ha una certa pratica di montagna, ed anche a chi è pratico di montagna in condizioni di sentiero umido; alcuni punti del 968 che sale a forcella Racli da Poffabro richiedono, a mio parere, che il piede rimanga saldamente dove viene posato, e non c'è molto spazio dove posarlo.saluti a tutti.
  • 23/05/2016 Fatto il 14/05/2016 salendo per Forcella Racli e scendendo per Forcella Salinchiet. Salite e discesa sono ripide ma agevoli senza difficoltà. La neve era presente solamente sul versante nord ma non creava problemi nell'attraversamento della cresta. La difficoltà più che altro erano dovute all'erba secca ed ancora umida che rendevano la cresta molto pericolosa in caso di scivolata visto i lunghi pendii erbosi e la esposizione.Al netto di questa difficoltà la cresta è fattibile (per escursionisti esperti) e probabilmente già fra qualche settimana più agevole. Il panorama da sopra è bellissimo e l'escursione sicuramente merita.NB. Darko, il mio chihuahua da montagna, ha preso 4/5 zecche, io fortunatamente nessuna. Avvistata anche una vipera proprio ad inizio percorso.
  • 04/07/2015 Percorso il 04-07-15. Che fatica ragazzi! La salita fino a forcella Racli è tosta ma ben segnata, poi più tranquilla fino alla cima. Successivamente siamo andati un poco a naso, traccia scarsa e ometti rari.. Arrivati alla forcella Salinchieit il sentiero ritorna molto ben segnato. Peccato per la nebbia verso la pianura. Prati super fioriti e pure stelle alpine. Mandi
  • 06/06/2015 salito ieri.Partito con giornata bella, ma la foschia che si vedeva verso i monti, non prometteva nulla di buono.La salita fino forc.racli è piuttosto severa per la sua ripidezza. Ben segnata e priva di difficoltà particolari.Dalla forcella, la salita al rodolino richiede attenzione in quanto priva di segnaletica e non ho trovato "omini" ad aiutarmi, anche se una labile traccia di tanto in tanto mi ha aiutato, almeno sin quanto non si rende visibile la cima del rodolino, caraterizzano dalla sua ancona che si scaglia verso il cielo. Poi il percorso diventa una personale scelta. Del panorama non posso parlarne, perchè nebbia e foschia hanno primeggiato a dispetto delle mie 3 ore si salita e della fatica (non poca) profusa. Certo che con una bella giornata, sarebbe stato un belvedere. Diverso giudizio devo dare per il ritorno che prevedeva la prosecuzione lungo il crinale per scendere alla forc.salinchieit.La mancanza totale di tracce o "omini" , la manzanza di riferimenti precisi, una errata lettura della carta e della relazione di SN, mi hanno portato a scendere un ripido pendio erboso che mi ha poi incanalato nel canalone del rio mule.Quando mi sono accorto di aver sbagliato ero ormai sceso di molto e quindi ho preferito continuare la discesa lungo il canalone. 3 ore di sofferenza e preoccupazioni prima di potermi rialacciare con il sent.968. Tutto bene ciò che finisce bene......però !Buona vita a tutti
  • 07/06/2014 Fatto oggi.Impressione di gran caldo,anche se al rientro all'auto,intorno alle 14.30,la temperatura era di 24°.Forse l'umido o forse l'abitudine a un clima più fresco,ma sta di fatto che ho sofferto come un cane.Sia la salita che la discesa sono state dure.Nessuna novità da segnalare.Bellissime e croccanti fioriture.Erba in crescita.Ciao
  • 01/09/2013 Percorso effettuato il 30 agosto 2013. Viste le difficoltà per l'attacco del sentiero, suggerisco di portarsi sulla piazza del paese, prendere la stradina che sale sulla sx fino ad un'imponente abitazione ristrutturata dove la strada si biforca, il ramo di sx è l'inizio della Via Crucis che porta a Villa S. Maria; giunti sulla strada asfaltata si prosegue salendo a dx (c'è anche una precaria tabella); superato il cartello che indica loc. Taviele, proseguire fino al divieto di transito, ancora pochi metri e, in prossimità di una presa d'acqua, si prende la strada sterrata a sx (recenti lavori di riqualificazione) percorrendola per qualche centinaio di metri, facendo infine attenzione ad imboccare il sentiero che si stacca sulla dx (ci sono un paio di ometti), poi è tutto segnalato come da relazione. Dalla cima del Rodolino sono ritornato alla forcella Racli e da qui a C.ra Valine Alta, C.ra Salinchieit, forcella Salinchieit e poi giù per il 973a (in tutto quasi 8 ore). Buone camminate a tutti.
  • 09/06/2013 08/06/2013-Ripercorso l'anello del Rodolino. A Poffabro non c'è segnaletica per l'inizio del sentiero (!) è necessario risalire tra le strette viuzze per trovare l'inizio della via Crucis; fare attenzione anche all'ometto sulla sterrata (già segnalato in relazione). Poi il sentiero CAI è molto evidente (sino alla forcella Racli e dalla forcella Salinchieit in giù). Molto ripido ma su terreno abbastanza stabile. Peccato che pur essendo partiti in mattinata presto, le nuvole hanno sostituito il sole della partenza e ci hanno avvolto prima della fine della salita, facendoci dono dellla loro compagnia per tutta la cresta e oltre. Ma quest'anno, per il momento, è questo il clima...
  • 22/05/2013 Le previsioni mattutine sembran clementi con le prealpi, si va sul Rodolino. Un cielo azzurro che fa scalpitare le gambe in auto ma.. una nuvolona minacciosa immerge proprio il Raut e il suo vicino. Elevazioni timide e selvagge che visti gli altri commenti sembrano aspirare ad una solitudine brumosa.Poffabbro scaccia le ansie metereologiche e mi cattura con le sue splendide viuzze di pietra..poi una nuova carrareccia dopo il monastero ci confonde. Il cuginastro tira come una fusetta (e io perso nei fiori) così saltiamo il timido omino sulla destra. Il sentiero è ripido ma vario e non pesa... il panorama sulla pianura è stupendo ma sopra è il grigiore. Il tratto che succede all’abetaia è molto simile a quello del Raut, fatto l’anno scorso. Mi sembra di rivivere quell’esperienza oltremodo nebbiosa.. La vetta si raggiunge senza difficoltà ma giunti all’antecima la visibilità è sui dieci metri, traccia e ometti per proseguire non si trovano, in compenso inizia a cadere acqua e ghiaccio. Meglio ritornar sui propri passi. La discesa è tutto un consolarsi di primule di wulfen e vedovelle. Giunti alla forcella come sbeffeggio o piccola consolazione appare il crinale del Rodolino.. per poco.. Le ginocchia scricchiolano ma il morale tiene, la montagna è sempre un regalo... Intanto al ritorno sottolineiamo l’attacco del sentiero con altri due omini da entrambi i lati. Adesso manca solo il Resettum per completare il mio personale triangolo del grigioRe con la R maiuscola, ma per oggi...vonde.
  • 25/04/2011 Necessario porre parecchia attenzione all'ometto che si incontra sulla destra per imboccare il sentiero 968. Salita particolarmente faticosa fino alla forcella Racli. Panorama di cima remunerativo anche se la nebbia salendo ha coperto parte della visuale. Discesa iniziale a tentoni su prati erbosi e scivolosi a causa della mancanza di sentieri ben battuti. Sul finire sentiero ripido con forte dislivello.Un ringraziamento al redattore della recensione dell'itinerario per la precisione nei dettagli forniti.
  • 25/05/2007 Sono partito da Poffabro giovedì mattina 17 maggio 2007. Fino a forcella Racli tutto bellissimo. La salita in vetta per cresta mi ha regalato l'incontro con una piccola vipera mezza intontita dal freddo e dalla nebbia. In cima non ho visto praticamente nulla. Sono dovuto ridiscendere per forcella Racli in quanto il percorso alla Salinchéit non era individuabile (sempre a causa della nebbia fittissima).Comunque indimenticabile per la solitudine austera del luogo. Se non altro ho un buon motivo per tornarci. Il sentiero per forcella Racli è comunque originalissimo e suggestivo. Con la cima del Rodolino invece è stato solo un primo contatto...
  • 24/11/2006 Questo è uno splendido anello...fatto domenica 19/11/2006. Peccato che a causa della nebbia e della pioggia del giorno prima non abbiamo potuto fare la cresta. siamo scesi alla casera, attualmente in ristrutturazione e risaliti all'altra forcella per completare l'anello.CristinaCAI conegliano
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