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    Monte Tribil da Cludinico
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaU15

Monte Tribil da Cludinico

Avvicinamento

Da Villa Santina si prosegue verso Ovaro lungo la statale 355 del Canale di Gorto. Dove la valle si restringe si imbocca a destra la deviazione per Cludinico. Raggiunta la piccola frazione la si attraversa fino ad arrivare nei pressi della chiesa dove si parcheggia (m 765).

Descrizione

L'escursione ha inizio lungo la rotabile che si dirige verso il vicino cimitero ma prima di arrivarci si imbocca la pista che risale a destra (cartello, segnavia CAI n.166 per Trava e Tarlessa). Dopo poco la strada si trasforma in carrareccia ed inizia a prendere quota verso est attraversando un bosco a prevalenza di di faggio. Al primo bivio ci si tiene a sinistra (il ramo di destra scende verso Trava), continuando in salita sulla destra orografica del rio Entremarza. Seguendo i segnavia, con una serie di piccoli tornanti a ridosso di un impluvio, si guadagna il pianoro sottostante il monte Seri (m 1080) ove sorgono alcune abitazioni recentemente ristrutturate. Qui il nostro itinerario piega decisamente a destra e, dopo un tratto quasi pianeggiante, raggiunge la strada asfaltata che sale da Trava. Ancora pochi minuti e ci troviamo ad attraversare la bella conca di Tarlessa punteggiata di larici e abeti rossi (m 1123).
Si prosegue in moderata salita fino a raggiungere altri stavoli in località Aiers dove il panorama si apre sulle pendici meridionali del monte Tribil e sulla piana di Val. Dopo aver superato un piccolo tabernacolo prestare attenzione al sentiero segnalato che si stacca sulla destra (cartello per Val). Lasciata dunque la pista si prende a traversare in quota le ripide pendici meridionali del monte Tribil tra grandi esemplari di faggio. Il sentiero scende ad intersecare un primo impluvio e quindi il greto di un piccolo rio per sbucare infine sui prati in prossimità di Val (m 1190). In corrispondenza della prima abitazione deviare senza percorso obbligato verso sinistra mirando in alto ad un pozzetto in cemento dove si ritrovano i segnavia CAI del sentiero n.165. Questo risale lungamente a tornanti il versante meridionale del monte Tribil, caratterizzato da pendici prative punteggiate da abeti solitari e qualche larice. Tagliando infine una ripida pala erbosa si arriva ad una selletta dove si ritrova la pista forestale abbandonata in precedenza che prosegue verso la vicina malga di Claupa. Tralasciando per il momento la strada, si sale direttamente lungo la cresta del monte Tribil seguendo la traccia che percorre la comoda e panoramica dorsale fino a guadagnare, laddove i cespugli di ontano verde si diradano, il punto più alto (m 1747). La vetta è punteggiata da cespugli di faggio e piccole conifere ma offre comunque una bella visuale solo di poco inferiore a quella del vicino monte Arvenis.
Per la discesa proseguire lungo la cresta seguendo senza alcuna difficoltà tracce di passaggio fino a raggiungere la selletta tra il monte Tribil e il monte Cucasit dove si ritrova la pista. Per questa proseguire in discesa a comodi tornanti fino agli stavoli Aiers, poi utilizzare lo stesso percorso dell'andata.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
013
Dislivello
1100
Lunghezza Km
17,5
Altitudine min
765
Altitudine max
1747
Tempi
Dati aggiornati al
2007
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  • 20/11/2016 20/11/2016-Da loc Aiers saliti per pista al Tribil; poi per malga di Claupa saliti all'Arvenis; le nebbie salgono veloci e di continuo dal fondovalle alla cima. Niente neve, non freddo se non quello portato dall'umidità; incontrati altri sette escursionisti. Il giallo dei larici ravviva ancora il bosco malgrado il grigiore del cielo.
  • 23/05/2016 Anello da Val effettuato il 21/5/2016; saliti da Val con il sentiero CAI165 e scesi lungo la strada CAI166 fino agli stavoli di Aiers; dagli stavoli sentiero che riporta a Val. Per seguire il sentiero CAI166 alla partenza, si percorre una strada che termina nei pressi di alcune case. Si prosegue sul pendio erboso mirando ad un paletto rosso e a un pozzetto in cemento dove è presente un segnale biancorosso sbiadito. Dal pozzetto si risale il canale erboso a destra fino a trovare sulla sinistra la traccia del sentiero CAI 165.
  • 26/07/2014 Salito ieri. Dico subito un mio pensiero molto personale; a livello fotografico e panoramico, non vale la pena la salta da Cludinico. Tanto vale salire da Val. Va detto che oggi, con l'erba alta, il sent.166 che da Val arriva a forc.tribil è stato di difficile individuazione. La tabella in partenza giace per terra e la segnaletica, posta su sassi a terra è quasi invisibile causa, come detto, l'erba alta.Puntare su un'evidente pozzo chiuso in cemento.Con Val alle spalle, risalire verso l'alto tenendo a dx una recinzione di pascolo, Alla fine di questa, si nota un paletto interrato con segnaletica bianco/rossa. Da li diventa un po più evidente il sentiero.Volendo fare l'anello con rientro sulla carrareccia , porre attenzione all'individuazione del sentiero che poco prima di aiers, riporta a Val. Per il resto.......BUONA VITA A TUTTI
  • 02/06/2013 Tempo incerto e dubbi sulle condizioni dei sentieri mi portano a scegliere un itinerario dal “rientro sicuro” in qualsiasi condizione. Il cammino da Cludinico agli stavoli Aiers risulta per la maggior parte su asfalto.. per questo è consigliabile la partenza dai primi stavoli o un anello ridotto da Vas ma così facendo si perderebbe Tarlessa, meravigliosa oasi da girovagare di fiore in fiore, senza fretta.. I segnali sono radi e sbiaditi ma poche le possibilità di confusione. Il traverso verso Vas è individuabile con attenzione e l’arrivo nei suoi prati è un ampio sospiro. L’asfodelo montano si sta aprendo al primo sole.. Oggi son molte le “prime” dopo una lunga pausa, saluto infatti con gioia qualche raponzolo e delle cicerchie gialle. Oggi la visuale dal Tribil risalta ancor più con il tetto grigio di nubi che amplifica l’effetto dei pochi raggi di sole che filtrando illuminano il Coglians prima e il Peralba poi facendoli scintillare. Consiglio vivamente a questo punto di proseguire lungo la cresta fino al vicino Cucasit per un altro sguardo..il piccolo prezzo è la breve discesa, ripida ma sicura, verso la strada sottostante. Da qui la dorsale Piciat-Piombata sembra mangiata dalle nubi, un mare bianco preclude la vista a ogni cosa più bassa. Un’atmosfera bellissima che godo poco. Le nuvole sembran sempre più grigie e con voglia di far baldoria (si rivelerà un bluff). Il lungo ritorno non è troppo monotono tra mille fiori e il vociar di uccelli... lo sguardo cerca dettagli e accarezza il muschio, mentre le mie ginocchia cantan allegre il sollievo del dolce andare… preparandosi per una settimana di sole..
  • 18/05/2012 Questa non era la meta prescelta per ieri, giovedì, ma lo è diventata non volendo correre troppi rischi dopo la spruzzata di neve di mercoledì. In auto guardo le cime innevate e mi dico: speriamo bene! Cludinico ore 7, comodo parcheggio dietro la chiesa, cielo terso, 1°C...però!...M'incammino, come sempre bella carica, lungo la strada asfaltata che sale a destra, vecchio segnavia 166 in legno, nell'orticello lì accanto una signora, maniche corte, è già al lavoro. Nel bosco l'aria è frizzante, ai bordi della stradapoche stentate fioriture: qualche aquilegia, polmonaria e vedovella; presso il campo sportivo un camion fermo, alcune persone intente a ripulire i canalini e a sfalciare i bordi, passando accanto mi assale un senso di colpa perchè io me la spasso mentre altri lavorano, ma è solo un attimo, beh, mettiamo che sia il lato positivo dell'essere anziani. Continuo a salire, lungamente, con qualche tornante, alla sinistra uno stavolo ottimamente ristrutturato, salvia, una grande macchia bianca di iberis in fiore. A Tarlessa si sta bene al sole, silenzio totale, in prossimità di Aiers compare la neve, dapprima qualche chiazza e poi il pianoro è tutto imbiancato. Cammino senza difficoltà anche nel bosco, il terreno è a tratti un po' scivoloso, un po' di fango lungo il sentiero verso Val, mi accompagna il rumore della neve che cade dai rami. Val, un gallo canta (solo una volta), un grosso cane nero abbaia furiosamente al mio passaggio, attacco il sentiero 165 dal piazzale, il monte Tribil è imbiancato, nel primo tratto fatico ad individuare il percorso ma in alto un paletto bianco/rosso mi viene in aiuto. Adesso cammino fra neve e fango, una poltiglia, qualche genziana, bei cespo di ranuncoli e i lunghi steli del licopodium. La fatica della salita è ripagata dalla vista di cui posso godere, suggestiva in questo giovedì di metà maggio. Sotto la sella di TRribil si allunga la malga di Claupa dominata dall'Arvens, salgo lungo il filo della dorsale del Tribil, il paio di centimetri di neve nascondono ogni traccia, ovunque bassi cespugli e legnosi rododendri, ma il panorama è vasto. Scendo in direzione della sottostante mulattiera che percorro fino ad Aiers, è questo un tratto un po' monotono e spacca ginocchia ma la pace del percorso ripaga; da lì la strada è nota ma comunque vedo cose che all'andata mi erano sfuggite: anemoni, primule odorose, polmonaria, violette, fragoline in fiore, il profumo dell'erba tagliata di recente, i canalini ripuliti....e rieccomi a Cludinico, arriva un auto, vocio di bambini....ed io che credevo di aver buttato al vento una giornata.....Loredana
  • 05/05/2012 Il primo maggio , scendendo dal monte Tribil per la strada forestale volevo arrivare agli stavoli Aiers e poi rientrare a Val di Lauco, un po’ più in basso rispetto alle indicazioni della tabacco, attraverso vecchie tracce di camminamenti . Nei pressi di un tornante ( se non sbaglio il sesto in discesa) un ometto a bordo strada indica una traccia che entra nel bosco che dovrebbe essere il sentiero CAI 166 . Infatti per un primo tratto i segnavia biancorossi lo confermano. Questo pezzo di sentiero dovrebbe evitare tutta la strada e sbucare agli stavoli invece dopo qualche centinaio di metri si perde nel bosco tra la vegetazione. Niente di grave, basta risalire e riprendere la strada , al tornante successivo basta fare un po’ di attenzione e su un albero si trova una scritta rossa “Val” che attraverso un bel bosco di faggi sbuca nei prati di Val. Insomma seguendo la relazione non ci sono problemi. Io invece non volendo risalire mi sono spinto più in giù seguendo una debole traccia così alla fine mi son quasi perso. Ci ho messo un paio d’ore a saltarne fuori .
  • 05/05/2011 Percorso oggi e rispetto alla descrizione di Ivo non c'è nessun segnavia CAI all'inizio della stradina verso destra prima del cimitero. Poi c'è qualche segnavia CAI sulla serie di tornanti con cui si guadagna il pianoro sottostante il monte Seri (m 1080) e la strada è asfaltata mentre quando la strada spiana (e finisce l'asfalto) c'è un bivio e non c'è nessun segnavia. Si prosegue diritti (non verso sinistra) sulla strada più evidente arrivando poi sulla strada asfaltata che sale da Trava. Il resto è in linea con la descrizione.
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