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    Anello del monte Freikofel dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Freikofel dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Freikofel dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
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    Anello del monte Freikofel dalla strada del passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaM10

Anello del monte Freikofel dalla strada del passo di Monte Croce Carnico

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale completamente la valle del But lungo la strada statale 52b fin oltre l'ultima frazione di Timau. Continuando quindi verso il passo di Monte Croce Carnico, superato il Bar ai Laghetti, individuare la pista sterrata che si stacca a destra presso una curva (m 920), lasciando l'automezzo nel piccolo spiazzo antistante (m 920, cartelli).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
09
Dislivello
800
Lunghezza Km
7,5
Altitudine min
920
Altitudine max
1757
Tempi
Dati aggiornati al
2015
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  • 10/07/2016 Escursione di ieri come da relazione di SN. Da segnalare che l'attacco del sentiero 401a, fortunatamente per un tratto abbastanza breve, è quasi completamente cancellato dalla vegetazione; poi nessun problema fino alla vetta e nemmeno nella discesa verso passo Cavallo resa agevole da alcuni spezzoni di cavi. Nel bosco dopo casera Pal Grande di sotto abbiamo dovuto prestare attenzione per non incorrere in cadute sui sassi resi scivolosi dalla pioggia.
  • 17/11/2015 15/11/2015-Ripercorso domenica l'anello del Cuelat. Nebbia fin pco sotto la cima, che ci ha regalato comunque il sole con vista del mare di nubi sottostante (troppo bassa la quota, ahimè!). Vento. Interessante la discesa a passo Cavallo (brevi tratti attrezzati con cavi nuovi) presso il quale sono state risistemate recentemente parecchie linee di trincea. Accompagnatrice del nostro piccolo gruppo di amici è stata Nayeli, bianco pastore svizzero che ha dimostrato di gradire anch'essa la passeggiata. La sosta a Casetta in Canada è un breve, piacevole tuffo in atmosfera carinziana. Buona settimana
  • 28/07/2014 Sono stata domenica 27.7.2014 sul monte Freikofel, con partenza dalla casa cantoniera per Casera Pal Piccolo: sentiero CAI 401a.Dopo un primissimo tratta abbastanza ripido nel sottobosco, il sentiero è proseguito immerso in una natura lussureggiante, quasi tropicale causa le abbondanti piogge. I resti della grande guerra sono percepibili ovunque come mute testimonianze del passato. Molte trincee, camminamenti, casette sono state ripulite o sono in fase di pulizia. L'ambiente è molto suggestivo. Si vedono ovunque resti di scatolame, filo spinato, suole di scarpe, caricatori, scritte. Bellissimo. L'escursione non è nè difficile ne lunga.
  • 18/08/2013 Tra un lampone e l’altro la salita nel bosco si fa piacevole anche se la prima ora è destinata ad espellere le tossine accumulate la sera precedente. Ci accompagna un elicottero impegnato a spegnere un focolaio di cui non si nota l’esistenza nonostante la vicinanza al Pal piccolo. La cappella e l’area circostante fan rimuginare in silenzio. Le foto dei baraccamenti scioccano ancor più quando i pori dell’anima sono aperti ai miracoli della natura e inermi alle distese di croci e baracche che popolavano queste cime a suo tempo irrigate dal sangue. Per fortuna i traffici intensi fra ombrellifere ridonano un’estasi che sembrava lontana. E’ tutto un via vai: ogni cardo, ogni cirsio, ogni angelica è un sormontarsi d’ali e colori. Bombi, api e decine di farfalle si tuffano pacificamente in una frenesia di pollini senza far caso all’umana presenza. Coleotteri sgargianti si immergono inebriati in ogni fiore. Tutto ritorna poesia. La mulattiera di guerra al Freikofel non risulta difficoltosa e il passaggio tra gli accampamenti rimette in marcia le rotelle della memoria. Splendida la visuale dalla cima, la vista sulla Creta di Timau è bellissima. Grazie al commento di Paolo e all’entusiasmo articolare proviam la via per il Pal grande per il Rossboden. Il premio si concretizza in alcune fioriture di Regina delle Alpi. Le mie prime. Sembran cristalli di cielo. Eleganti aurore tra il verde dei prati. La cima che ci aspetta dona ancora agli occhi il profilo di Gamspitz e della Creta. Dura scendere. Ma l’appuntamento bovino in casera ci invoglia. Splendidamente tenute passiam in rassegna le due casere-ricoveri Pal grande per poi decidere di scendere per il 400 che alterna morbidi tappeti d’aghi di pino a scomode pietre e vocianti distese di fogliame. Un itinerario borderline tra il delicato liricismo di ciò che ci circonda e gli abissi dell’umana follia. I sorrisi dell’anima si mescoleranno, scontrandosi ancora per molto, con una memoria storica spoglia di eroismo e colma di dolore. (17.08.2013)
  • 22/06/2013 Come prima escursione estiva, oggi sono salito sul Freikofel, salendo lungo il sentiero 401a fino a casera Pal Piccolo e poi da lì ho raggiunto la base della mulattiera di guerra, che ho risalito, aiutandomi con le mani in qualche punto più esposto, fino in cima. Oggi, intorno alle 9.30, in cima non c'era nessuno e ho potuto esplorare in un assoluto silenzio il sistema delle trincee e caverne. La vista sui monti circostanti, in particolare Polinik e Creta di Timau, era magnifica, solo qualche nuvola copriva la cima della Creta di Collina. Per la discesa ho utilizzato ancora la mulattiera di guerra e poi ho preso la direzione di casera Pal Grande di sotto e da lì, tramite il sentiero 402 ho completato l'anello. In conclusione davvero un bel giro, fra natura e storia, lo consiglio senz'altro. Mauro.
  • 08/06/2013 Percorso l'anello sabato 01 giugno.Nota 1.Dalla panoramica selletta a quota m 1545 con bivio segnalato (palo con cartelli CAI) abbiamo preso a sinistra il segnavia CAI n.401, direzione Pal Piccolo fino a incontrare un gruppo di cartelli gialli (austriaci) aun bivio. Presa la direzione FREIKOFEL abbiamo seguito la traccia segnalata con segnavia bianco rossi nuovi che,ci hanno portato facilmente in cima. Nessun problema di orientamento.Nota 2.Scesi al passo del Cavallo, invece di scendere alla casra Plagrande di sotto, abbiamo deciso di proseguire sul versante opposto e traversare lungo la cresta Rossboden fino al Palgrande. Non c'è sentiero segnato per cui vi do una breve descrizione.Percorso EE.Dal passo si sale direttamente il largo versante opposto (W). Si supera all'altezza di un cartello (ammonisce chi visita l’area) una trincea recuperata, si supera un primo salto aggirandolo sulla destra salendo per gradini erbosi; subito sopra si trova una debole traccia che supera sulla destra il salto roccioso soprastante. Sul ripiano superiore ritroviamo i resti di una trincea che da qui segue quasi fedelmente la linea di cresta. Seguendo la trincea e i radi cippi di confine, si risale per tracce e talvolta senza percorso obbligato in ambiente abbastanza aperto (radi mughi, qualche piccolo abete e qualche larice. Cercando i passaggi migliori si cala in un avvallamento, si sale il successivo dosso a quota m 1700 ~, si scende in una valletta, dove sulla sinistra si apre una caverna ricovero. Si sale alla quota m 1756 Rossboden, numerosi resti di postazioni, facendo attenzione a non spostarsi troppo sul lato S che precipita sul ripiano erboso di casera Palgrande di sopra.Dal cimotto si cala quindi alla forcella (m 1730~) che ci separa dalla cima Palgrande (m 1809, facilmente raggiungibile per il pendio) dove incrociamo una traccia di sentiero che, a destra, scende in una conca prativa con laghetto e in pochi minuti, porta alla casera Palgrande di sopra. Da qui si scende, superando i ruderi della caserma Btg. Tolmezzo (m 1650~) poi si continua su comoda mulattiera fino alla Casera Palgrande di sotto. Da qui per il CAI 402 al punto di partenza.
  • 24/10/2012 Se non fosse per il giallo dei faggi questa giornata potrebbe essere scambiata per una di tarda primavera/inizi estate, cielo pulito, terso, di un azzurro intenso, la stessa tonalità che si vede in volo.Niente di variato rispetto alle altre volte che l’ho percorso se non che i lavori di recupero delle trincee procede sia in vetta che a passo Cavallo, sulla cima sono ammucchiati centinaia di reperti di metallo (scatolette, fibbie, chiodi, filo spinato, una parte di una cintura in cuoio..). Ottima vista sul Pal Piccolo con il cupolotto imbiancato, il Polinik sembra a due passi, spicca il blu del Grunsee. La discesa resta malagevole in alcuni tratti, in un paio di punti ci sono alcune staffe ed un vecchio cavo arrugginito, in altri due punti ci sono solo gli ancoraggi ma niente cavo. Casera Palgrande di sotto in ottime condizioni, alla fontana della vasca esterna manca il rubinetto, l’acqua corre e scorre, attenzione alla mulattiera in discesa nel bosco, la spessa lettiera è infida ma il suono dei passi sulle foglie è fantastico, d’obbligo la silenziosa sosta presso i massi con le incisioni. Dagli stavoli Roner in poi è tutto un gioco di luci fra le fronde e dopo, allo scoperto, è bello godersi questo scampolo di caldo quasi di fine estate.
  • 10/07/2012 Domenica scorsa abbiamo percorso l'anello salendo per il sentiero dal versante austriaco e scendendo per la mulattiera anzichè per il Passo Cavallo. Grandi i lavori effettuati per conservare il ricordo storico. La mulattiera italiana invece, oltre a richiedere un minimo di attenzione specie in discesa, è piuttosto rovinata con alcuni tratti un pò esposti, qualche vecchio franamento nella parte alta e con poche segnalazioni (nessun bollino per capirci). Dopo il primo tratto che inizia nei pressi di una muraglia nella zona dei baraccamenti adesso adibiti a bivacco, il sentiero sparisce, si deve stare attenti alla presenza di un piccolo ometto e seguire una traccia poco evidente che scende tra i massi fino al piano con la galleria sotto le trincee italiane. Li si piega a sinistra in direzione del ripido canale (piccolo paletto in legno) che si scende a ripide svolte
  • 31/08/2009 percorso il 05/08/2009 partendo dalla mulattiera dopo Timau, bello e particolarmente toccante per le scritte sui sassi fatte dai poveri soldati nel 1915-18. Percorso storico ben segnalato salvo che sotto passo Cavallo verso casera Palgrande di Sotto, ho visto che diversi passaggi magari un po' esposti sono in fase di messa in sicurezza.
  • 27/07/2009 percorso il 26/07/2009, partiti dalla casa cantoniera sent.401a, 401 per Pal Piccolo, 413 per Cuelat. Attenzione: bivio sul 401 per 413 non segnalato e difficile da identificare, nessun segnale visivo (vernice, numero) per salita, sentiero mal tenuto.
  • 25/08/2008 Percorso ad agosto 2008. Nell'ultimo tratto c'erano effettivamente molti alberi abbattuti ma il sentiero era completamente sgombro da tronchi e si percorreva senza alcuna difficoltà.
  • 04/08/2008 Siamo saliti di recente sulla vetta del monte Cuelat per incontrare Fabio Matiz, coordinatore dei lavori che si svolgono su quella vetta per riportare alla luce trincee e gallerie che il tempo stava cancellando. Con la competente guida di Fabio abbiamo visto gli ultimi lavori che hanno consentito di liberare una grande trincea con gradini in legno. Gli scavi continueranno ancora per un poco nei pressi della vetta per poi continuare lungo il versante che scende a passo Cavallo. Qui infatti si cercherà di liberare alcune importanti gallerie che si trovavano lungo la prima linea italiana. Ammirevole il lavoro compiuto dalle squadre coordinate da Fabio, tutti volontari che dedicano il loro tempo libero per riportare alo scoperto questi importanti pezzi della nostra storia. I volontari arrivano anche da molto lontano come ad esempio Novara e Verbania e si fermano generalmente presso la vetta dove alcuni alloggi sono stati ricavati ricostruendo gli edifici risalenti alla Grande Guerra in base a documenti fotografici dell'epoca. Una breve anteprima dell'intervista a Fabio Matiz andrà in onda su Telefriuli il venerdì (giovedì 14 o venerdì 22 agosto) intorno alle 19:00, nell'ambito della nuova serie di documentari. Il filmato completo sarà invece mandato in onda nel corso della puntata autunnale di SentieriNatura, dedicata alla valle del But.
  • 03/05/2008 percoso il 2 maggio 08bel giro! c'era ancora un po' di neve e l'ascesa dal versante nord armati di ghette è stata un po dura ma divertente.meglio iniziare dalla casa cantoniera
  • 31/05/2005 La parte iniziale del sentiero 401a dopo il bivio della cappelletta è scarsamente segnalato e coperto da fogliame, anche se identificabile, seguire, dove visibili, delle freccie azzurre.Percorso il 29/05/2005.
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