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    Anello degli stavoli del monte Corno da Caprizzi
    Prealpi Carniche
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    Anello degli stavoli del monte Corno da Caprizzi
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNatura

Anello degli stavoli del monte Corno da Caprizzi

Avvicinamento

Dalla strada fra Enemonzo e Ampezzo, poco dopo il ponte sul Lumiei, imboccare a sinistra la direzione per la forca di Priuso, valicarla, divallare verso Caprizzi e superare il borgo. Prima del ponte sul Tagliamento, imboccare la pista sterrata che si stacca sulla destra, percorribile fino allo spiazzo dove si può parcheggiare (m 516, divieto di transito).

Descrizione

L'escursione ha inizio lungo la pista che, con un paio di svolte, si alza subito dal letto del Tagliamento, raggiungendo un panoramico traverso dove fioriscono il citiso rosso e la globularia piccola. Oltrepassata l'ansa in corrispondenza di un profondo canalone, fare attenzione all'incontro con il bivio principale dell'escursione. I segni del Cammino delle Pievi ci guidano a scendere a sinistra, lasciando la pista che utilizzeremo per il rientro. Dopo un tratto di bosco, si arriva nuovamente a toccare le ghiaie del Tagliamento in corrispondenza della confluenza del rio Molino. Ripreso il sentiero, fare di nuovo attenzione, dopo pochi metri, alla mulattiera che si stacca sulla destra (vecchia sbarra metallica). Qui si lascia la variante bassa del Cammino delle Pievi per iniziare la salita sulle pendici del monte Corno. Il tratturo è datato e poco frequentato oltre che profondamente scavato dall'erosione, ma ci guida senza problemi a salire nella boscaglia portandosi presso una costa. Si sale ora lungo questa incontrando solo modeste aperture affacciate sulle pendici boscate soprastanti. Il sentiero entra infine in una macchia di abete rosso che poi contorna arrivando alla radura che ospita il primo dei tanti stavoli che visiteremo. Si tratta delle Case Cividin (m 723), composte da una grande stalla e da una casa al cui interno ancora si trovano gli arredi di un tempo. Qui termina anche la mulattiera (in realtà arriva fino ad una vasca con fontana poco distante) e per la prosecuzione dovremo fare affidamento sui pochi segni di passaggio o sul tracciato della relazione. Rispetto alla direzione di arrivo ci si tiene a destra per risalire un bosco disordinato (da qui in poi qualche segno bianco sui tronchi). Si giunge così alle Case Chiassan (m 772), due grandi costruzioni ridotte a ruderi e circondate da schianti. La traccia continua più a monte, sempre nel bosco, arrivando alle vicine Case Vanton, anch'esse diroccate e invase dalla vegetazione. Proseguendo la sua diagonale verso occidente il sentiero, ora più marcato, asseconda uno stretto impluvio. Dove la boscaglia si dirada ricompaiono piccoli lembi di prateria, punteggiati dalla genziana di Clusius e dallo cneoro. Qui si noteranno anche le tracce che a destra conducono allo stavolo Paneon (m 859) che si trova poco sopra. Noi invece proseguiamo diritti, quasi in falsopiano, passando sopra un ultimo profondo solco che anticipa di poco l'incontro con gli stavoli Peli (m 835): si tratta di tre grandi edifici senza tetto più una baita di recente costruzione. Qui hanno termine anche i problemi di orientamento poiché ci si innesta a destra sulla pista di servizio che ci porterà verso i successivi insediamenti. Tralasciato un bivio a sinistra, ha inizio una lunga diagonale assolata a cui fanno seguito alcune svolte molto panoramiche. Lembi di bosco si alternano a tratti più aridi caratterizzati dalla presenza del pero corvino. Dopo oltre un paio di km di pista, arriviamo nei pressi dello stavolo Claupa di Sotto (m 1118) i cui resti si intravedono più sopra a destra, immersi nella abetaia. Ancora un paio di strette svolte e la pista raggiunge il punto più elevato in corrispondenza dello stavolo Claupa di Sopra (m 1179), ormai crollato. Qui possiamo abbandonare la pista che si sposta sul lato settentrionale della dorsale per seguire la ampia mulattiera che entra a destra nella pineta. In breve ci si porta sul ciglio del versante affacciato sul Tagliamento percorrendo una gradevole e panoramica diagonale in lieve discesa tra faggi isolati e grandi pini silvestri. Poco sotto ci si innesta nuovamente sulla sterrata principale e con essa si arriva al bivio presso la cappelletta a quota 1117. Lasciata a sinistra la direzione che scende a Cima Corso, si imbocca il ramo di destra calando lungo la costa che separa il vallone del rio Molino da quello del rio di Donna. Su questa dorsale erano stati edificati altri stavoli che ora incontreremo in rapida sequenza. Col di Sopra (m 1115) e Col di Sotto (m 995) si trovano presso la pista e sono facilmente visibili, più nascoste invece le case Forchia (m 972) che si intravedono cercando nel bosco sopra la pista. Attenzione ora a imboccare la deviazione a destra, poco prima della casera Faeit (m 904) entrando nella bella faggeta in località Cercenas. Presso i tornanti più in basso potremo cercare di individuare anche i ruderi di Galant (m 804) e Ieur (m 745) poi l'incontro con il bivio del Cammino delle Pievi ci segnala che la fine del lungo anello è ormai vicina.
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
02
Dislivello
700
Lunghezza Km
14,7
Altitudine min
516
Altitudine max
1179
Tempi
Dati aggiornati al
2018
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  • 14/05/2018 Percorsa l’escursione ad anello degli stavoli da Caprizzi descritta nella relazione, in data 29 aprile.La quantità di vecchi stavoli presenti su questo versante del monte Corno è davvero notevole. La stragrande maggioranza è rudere, avviluppato da alberi cresciuti dentro e schianti coperti da muschio e circondati da bosco fitto. In particolare però le case Cividin, le prime che si incontrano, valgono il prezzo del biglietto. Spesso visitando l’interno di vecchi stavoli sarà capitato anche a voi di rivedere vecchi arredi con poca oggettistica datata. Ma in questo stavolo! c’è l’arredamento completo della cucina - la sedia leggermente spostata quasi invitasse a sedersi, la cucina economica e a gas, stoviglie e pentolame in ordine sulle mensole- e delle camere, impianto elettrico, e attrezzi nel vano accanto. Una vecchia TV. Tutto fermo a direi agli anni 60? e tutto coperto da uno spesso strato di polvere e calcinacci inevitabile in tanti anni.La chicca sono le due gabbiette di uccellini, ai lati dell’ingresso. Arruginitissime.Merita una visita rispettosa come riportato anche dalla raccomandazione scritta sulle imposte: "Grazie a chi rispetta".
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