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    Monte Joanaz da Faedis
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaV39

Monte Joanaz da Faedis

Avvicinamento

Faedis, punto di partenza dell'escursione, è raggiungibile da Udine passando per Povoletto oppure percorrendo la statale 356 tra Tarcento e Cividale. Dal centro si imbocca la strada del Canale di Grivò girando poi a destra verso Canale del Ferro. Oltrepassato il ponte si arriva alla curva poco prima del paese dove si parcheggia (m 204).

Descrizione

Lasciata l'auto si percorrono pochi metri fino al centro della piccola frazione dove un cartello segnala a destra l'inizio della mulattiera per Costalunga (sentiero storico comunale n.4). Dopo essere passati accanto alle ultime abitazioni si arriva alla base di un pendio piuttosto inclinato e caratterizzato dalla presenza di affioramenti rocciosi. Lo si sale direttamente spostandosi poi a destra per seguire il solco di un piccolo rio. Ci si accosta ad una sorgente nei pressi di una vasca interrata dalla quale ha inizio una serie di svolte nel bosco. Con pendenza moderata il sentiero dapprima sfiora e poi interseca la schiarita della linea elettrica. Data la modesta quota di partenza questo itinerario è particolarmente adatto ai mesi freddi anche se il periodo migliore è forse quello primaverile quando la lettiera si ricopre letteralmente di crochi, primule, polmonarie ed ellebori. Intorno a quota 500 il sentiero, in parte ancora lastricato, si riporta a sinistra verso un'ansa dalla quale si dirama il bivio per una fontana (cartello). Da questo punto la pendenza si fa progressivamente minore fino ad esaurirsi sul ripiano di Costalunga nei pressi della chiesetta di Santa Margherita (m 593), ora in stato di abbandono.
Si attraversa il piccolo borgo, posto in posizione solitaria e panoramica, scendendo poi moderatamente lungo la rotabile che serve il paese. All'incrocio con la strada che sale da Canale di Grivò ci si tiene a destra, in direzione di Valle, riprendendo a salire lungo l'asfalto. Dopo alcune anse fare attenzione ad imboccare la stradina cementata che scende ripidamente verso il cimitero. Ad un bivio si lascia a destra la direzione per Campeglio e si prosegue diritti per Valle (cartello). Il sentiero in breve va ad innestarsi su una mulattiera inerbita che traversa sopra un versante scosceso, interseca il greto di un rio ed esce infine sui prati di Valle. Attraversato l'asfalto ci si dirige verso la chiesa e poi a sinistra fino a raggiungere l'edificio del Soggiorno Alpino Don Bosco (grande cartello). Sul retro dell'edificio la direzione da prendere non è evidente: ci si tiene a sinistra contornando una recinzione per poi puntare verso una macchia di pini. Seguendo un largo sentiero inerbito si risalgono le praterie a monte dell’abitato compiendo una larga ansa che termina sulla strada di servizio alle grandi antenne. La si imbocca a destra passando accanto agli impianti di telecomunicazione per arrivare ad un crocevia dove termina il tratto asfaltato. La prosecuzione è a sinistra lungo la pista che taglia le pendici nordorientali del monte San Lorenzo. Dopo alcuni tornanti, a quota 878, la pista si restringe in un tratturo terroso andando successivamente ad aggirare il monte Kaludranca. Dopo avere intersecato nuovamente la strada asfaltata si punta al ripiano poco sopra il rifugio Monte Joanaz, dove ha inizio il panoramico sentiero che ci condurrà in vetta. Seguendo fedelmente la linea della dorsale meridionale del monte, si sale piacevolmente lungo bellissime praterie intrerrotte da qualche macchia di conifere. Tralasciata per il momento la strada militare che corre pochi metri più a sinistra, si oltrepassano alcuni impianti per telecomunicazioni guadagnando un ripiano molto panoramico dal quale si apre la miglior visuale del percorso. Il sentiero infatti si infila in una macchia boscata per scendere poi alla piccola rotonda dove termina la strada militare. Da qui si stacca il sentierino segnalato che conduce in pochi minuti alla vetta del monte Joanaz (m 1167, cippo, panorama molto limitato dalla vegetazione). Il rientro avverrà lungo il medesimo itinerario dell'andata con la possibilità di utilizzare la strada militare per scendere.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
026
Dislivello
1000
Lunghezza Km
19,6
Altitudine min
204
Altitudine max
1167
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 01/03/2014 Variante che concatena vari itinerari,presa da altra pubblicazione.Partenza da Campeglio,presso la chiesa di S.Michele.Imboccare via S.Rocco e svoltare quasi subito a sx presso un bivio con le indicazioni per Costalunga.Dopo un breve tratto tra vigne e boschetti si giunge a un ruscello,oltre il quale troviamo un cippo con croce di ferro.Qui si va a sx per Raschiacco.Dopo circa 300m senza segnavia,presso le prime case,uno specchio per il traffico sulla dx precede una stradina che sembra portare solamente ad una abitazione.Una traccia a dx porta a un cancello,simile a quelli degli alpeggi,che introduce ad un prato.Salire lungo la verticale,fino a trovare un altro cancello.Da qui inizia la traccia che ci porta,in circa un'ora,a Costalunga.Come da relazione di SN si raggiunge Valle.In piazza troviamo un cartellone esplicativo del sentiero 'nel Ban'.Qui inizia il percorso che ci porta a Colloredo,passando per le località Kriz e monte Piccat.Numerose tabelle spiegano la storia dei luoghi.Giunti in vista del paese,appena sopra la prima casa,una stradina tra questa e il bosco,ci porta a un prato.Abbandonare i segnavia e piegare decisamente a dx lungo una pista forestale che ci conduce,dopo circa 10 min.,a una presa dell'acquedotto(grosso schianto lungo il percorso).Qui degli scalini scendono a sx lungo un ruscello fino a giungere a Canale.In discesa lungo la strada si ritorna a Campeglio.Pooco prima della chiesa,nel campo a sx si può notare una lunga piscina rettangolare contornata di cipressi,al cui limite sorge una sorta di cappella.Grosse trote e altri pesci la popolano.E' un luogo molto interessante e vale una visita.Probabilmente era la peschiera della grande villa soprastante,ora azienda vinicola.Ciao e buona escursione(circa 15km totali per h 4/4.30)
  • 09/02/2014 Annuso il sole dalla mattina...al lavoro i piedi sgarfano le piastrelle…All’una sono a Faedis per un anello alternativo, ridotto ed adeguato al tempo disponibile. Parcheggio accanto alle vigne di Canal del Ferro di fronte ad una graziosa casetta di legno d’altri tempi. Nella borgata di sotto, dietro a case callose e sagge, parte un bel sentiero. All’altezza dell’ultimo terrazzamento non riesco più a tirar dritto e mi sciolgo davanti ai miei primi crochi. Uno, aperto al sole, culla tra i suoi petali grosse gocce d’acqua che san di perle. Alcune polmonarie ancora chiuse fanno intuire la loro delicatezza bicolore. Ingrato davanti a cotale bellezza ne mangio subito qualche foglia. La vista dei castelli e di Clap più in alto si apre alle Prealpi, ammaliando gli occhi e mitigando i passaggi troppo vicini alla linea elettrica. Questa però nasconde anche una sorpresa: Un gruppo di allegre farferugini alte e splendenti si mette in posa. Il sole scalda. Maniche corte. E’tutto un primulìo. Mi sento strano. Forse mi sono perso qualcosa… La breve deviazione verso la fontana presenta un bosco completamente diverso, elleborante e umido, ombroso e taciturno. Il sentiero a tratti sembra un letto di un rio. Solchi netti e fogliame compresso ai lati e al centro suggeriscono la direzione e il carattere irruento del flusso pluviale. Il piccolo borgo di Costalunga mi sorprende. Non lo immaginavo così ben tenuto, coccolato nei dettagli, dona subito un sospiro leggero che si fa profondo alla vista della pianura. Un mare di marroni, di verdi e di tetti. Poi le Prealpi e la cima bianca del Cuar. Il Cavallo sfuma le sue punte nel bianco delle nuvole e della foschia. Da qui, vista l’ora, punto verso Raschiacco, curiosando il Cuel di Forchia e poi il Corda. Entrambi boscosi sono avari di paesaggio ma per fortuna una generosa radura poco sotto l’ultima cimetta ripaga ampiamente. Ritorno all’auto per borgo Antoniutti e giungo puntuale per ammirare l’arcobaleno che spunta da dietro lo Joanaz. Lo condivido con una nonna che emerge tra i vitigni e che sa d’altri tempi, proprio come quella dolce casetta rattoppata. (06.02.2014)
  • 30/10/2012 Monte Joanaz dalla bocchetta di Masarolis, è totalmente diverso che salirlo dal versante meridionale, sembra un altro monte. Alla bocchetta di Masarolis si stacca a sinistra il sv 753 (almeno tre indicazioni su un albero) si sale dapprima su prateria e poi nel bosco, un bosco disordinato, fino ad uscire allo scoperto in vista dell’impianto di antenne, ancora poco e si giunge al cippo. Oggi poco panorama e un po’ di vento, un raggio di sole illumina solamente la valle del Chiarò di Torreano.
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