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    Traversata del Foran del Mus da Tamaroz
    Alpi Giulie
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    Traversata del Foran del Mus da Tamaroz
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    Traversata del Foran del Mus da Tamaroz
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I percorsi di SentieriNaturaS34

Traversata del Foran del Mus da Tamaroz

Avvicinamento

Da Chiusaforte, lungo la strada statale n.13 Pontebbana, poco prima di lasciare l’abitato, si attraversa a destra il ponte sul Fella seguendo le indicazioni per Sella Nevea. Imboccata la val Raccolana la si risale per poco più di 7 km per poi salire a destra verso la piccola frazione di Tamaroz dove si parcheggia (m 616, parcheggio, cartello e segnavia CAI n.646).

Descrizione

Lasciata l’auto si sale a monte del paese prendendo quota con decisione a strette svolte lungo la costa che delimita un impluvio. Più in alto il sentiero si sposta sulla destra raggiungendo la testata di un circo friabile posto a ridosso di una bastionata rocciosa. Con percorso suggestivo si contorna il vallone risalendo poi una erta costa di mughi. Dopo qualche svolta il sentiero trafora un costone e quindi arriva ad intersecare i gradoni calcarei di un impluvio. Si sale lungo questo per un breve tratto a svolte, poi il sentiero si riporta a sinistra guadagnando la base di un pendio boscato. Lo si risale con l’aiuto di qualche tornante finché, inaspettatamente, il sentiero piega a destra per accostarsi ad uno spigolo roccioso. Lo si aggira tramite una cengetta molto esposta ma protetta dal cavo passamano e assicurata da rinforzi in legno. Si riprende a salire in una rada boscaglia invasa dalle alte erbe fino a giungere alla base di una parete rossastra che sembra sbarrare l’ingresso alla parte alta del vallone. Per evitarla il sentiero piega a destra portandosi al centro del vallone Blasic ricoperto qui da una boscaglia a prevalenza di mughi, salici e sorbi. Con pendenza sempre sostenuta si prende quota tra grandi bastionate rocciose, tenendosi sul ciglio di una costa poco marcata. Seguendo la linea degli ultimi larici si esce definitivamente dalla vegetazione arbustiva per raggiungere la parte alta del vallone dove il terreno si fa decisamente più detritico. Con qualche svolta tra ghiaie e zolle erbose si arriva alla base della parete che chiude l’accesso diretto alla sella Blasic. Il sentiero allora si sposta a destra innalzandosi tra grandi macigni e fazzoletti erbosi sulla direzione indicata dal segnavia, fino a giungere su un comodo ripiano dove finalmente possiamo rifiatare: ci troviamo qui a sella Blasic (m 1850), all’inizio di una specie di largo corridoio carsificato che percorreremo attraversando un ambiente di straordinaria bellezza, autentico compendio della flora alpina. Destreggiandosi tra massi cariati e lame rocciose, su terreno ingombro di grossi macigni, si raggiunge una specie di selletta alla base del Cuel Sclaf. Da questa, tenendosi sul fondo terroso di una valletta, si sale ancora qualche metro raggiungendo un bivio segnalato su un masso. Entrambe le direzioni solo valide ma, giunti a questo punto, può essere interessante inserire nella traversata anche la visita al bivacco Marussich. Tenendosi dunque a destra si percorre una serie di campi solcati che più in alto si trasformano in praterie discontinue. Ancora pochi metri su placche fessurate e si giunge al bivacco Marussich (9 posti letto), collocato sulla ampia sella Grubia (m 2041).
Dal piccolo ricovero si imbocca il segnavia CAI n.632 verso sella Bila Pec ma lo si abbandona quasi subito per scendere a sinistra, dapprima tra zolle erbose e quindi per lame e placche carsificate (CAI n.645). Giunti alle conche erbose sottostanti si rimontano pochi metri fino a individuare il bivio dove ritroviamo il segnavia che arriva da sella Blasic. Tenendosi sulla destra si percorre ora un tratto molto suggestivo che ci porta a contornare una serie di vallette erbose e campi solcati. Dopo qualche modesto saliscendi si imbocca in discesa un corridoio naturale racchiuso a destra dalle levigate pareti del Col delle Erbe. Oltrepassato un grande antro naturale il sentiero rientra nella boscaglia di larici e mughi perdendo rapidamente quota con una lunga serie di svolte. Si giunge così anche al ripiano che ospita la casera Goriuda (m 1404, chiusa), abbellita ad agosto da una vasta fioritura di epilobi. Tralasciato il sentiero che porta direttamente a Sella Nevea, si scende di fronte all’ingresso della casera (sempre CAI n.645) percorrendo una serie di svolte nel bosco. Giunti alla sommità di un aereo sperone si cala a sinistra lungo una cengetta (cavo) mirando alla base di una grande parete rocciosa. Da questa si prosegue su terreno malagevole rientrando poi nel bosco di faggio con percorso sempre vario e interessante. Dopo l’attraversamento di un impluvio friabile (cavo) il sentiero passa sotto un tetto di roccia attraversando poi un ulteriore solco (cavo). La discesa continua assai ripida lungo una costola boscata sospesa sopra un dirupo, poi il sentiero piega bruscamente a sinistra andando ad imboccare un aereo camminamento scavato nella roccia. Oltrepassate alcune panoramiche rientranze (cavo), il sentiero si riporta definitivamente nel bosco di faggi calando infine sulla strada provinciale, poco a monte del Pian della Sega. In mancanza di un secondo automezzo, nel periodo estivo si può fare affidamento sul traffico locale per cercare un passaggio fino a Tamaroz.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
027
Dislivello
1400
Lunghezza Km
11,4
Altitudine min
616
Altitudine max
2040
Tempi
Dati aggiornati al
2009
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 24/08/2017 mi fa molto piacere che il sentiero sia stato messo in sicurezza ...quando lo percorso io rischio era notevole signora Viviana.buona vita a tutti.
  • 23/08/2017 Abbiamo percorso l'itinerario sabato 19/08/2017; l’escursione è spettacolare e sarebbe un vero peccato evitarla a causa del precedente commento (30/08/2016 samyemanu) che potrebbe impensierire. La percorribilità è buona su tutto il percorso (occorre avere un occhio “abituato” se si vuole attraversare il tratto successivo al bivio segnalato su un masso, evitando il Biv. Marussich a destra e scegliendo quindi di transitare a sinistra attraverso lo splendido Foran dal Muss).Riporto un tratto della descrizione, riguardante la discesa lungo il sent. 645:...La discesa continua assai ripida lungo una costola boscata sospesa sopra un dirupo, poi il sentiero piega bruscamente a sinistra andando ad imboccare un aereo camminamento scavato nella roccia...E’ in corrispondenza di questo tratto che, a seguito di un qualche evento meteorico violento, il sentiero è stato compromesso e recentemente sono state infisse 4 staffe e ancorata una lunga catena alla quale ci si può tenere per percorrere in sicurezza il breve tratto attrezzato.Il sent. 645 è comunque segnalato alla Casera Goriuda di sopra e presso la SP 76 per “Escursionisti esperti”.
  • 30/08/2016 prima di inserire certi intinerari bisogna accertarsi delle loro condizioni...vi dico questo perché io e mia moglie siamo stati lontani un mese dalla montagna per la strizza presa nell'affrontare un tratto del sentiero qui citato in quanto franato in più punti ...consiglio vivamente di non proporre intinerari quasi dimenticati e mal tenuti .buona vita a tutti!!
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  • Bivacco Stefano Procopio. . . mauri_maf@yahoo.it
    24/12/2010 Bivacco Stefano Procopio. . . mauri_maf@yahoo.it
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