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    Fontanone Barman dalla Val Resia
    Prealpi Giulie
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    Fontanone Barman dalla Val Resia
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    Fontanone Barman dalla Val Resia
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I percorsi di SentieriNaturaA29

Fontanone Barman dalla Val Resia

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale n.13 Pontebbana, poco prima di attraversare Resiutta, si devia a destra in direzione della val Resia. Oltrepassato il ponte sul torrente Resia si piega a destra iniziando a risalire la valle. Tralasciando le diramazioni per Borgo Povici e più avanti per San Giorgio si percorre la strada per circa 7 km imboccando poi a destra la deviazione per sella Carnizza . Poco meno di un km oltre le case di Borgo Lischiazze un ampio spiazzo presso la strada ci consente di parcheggiare comodamente (m 583, segnavia CAI, ancona votiva).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
027
Dislivello
600
Lunghezza Km
7,1
Altitudine min
583
Altitudine max
1039
Tempi
Dati aggiornati al
2007
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  • 05/06/2015 Il benvenuto in val Resia si veste da Sassifraga Alpina. Pare impossibile che da quelle timide rosette di foglie basali possa esplodere un candido abbraccio di petali dalle allegre lentiggini rosse. Un fusto rigido, fatto della stessa pietra a cui s’aggrappano, punta verso il cielo. Le screziature bianche delle foglie espirano calcare, guadagnandone in eleganza. Poi i Raponzoli! Pura divinazione barocca! Simmetrica, arruffata e crestosa. Quei capolini gonfi e ricurvi pronti ad incastonare una gemma preziosa e, attorno, un coro di pistilli arricciati. Itinerari leggeri, come questo, invitano ancor più a mangiar tutto con gli occhi. Quei colori che spesso sfioriam dall’alto ci sussurrano di fermarci, di abbassarci per entrare in un’altra dimensione del sentire. Esigono che il respiro si faccia lungo, che i tempi si dilatino. Quanto ce ne vuole per carpire ogni curva, ogni sfumatura. Per dare il giusto peso ad ogni cosa. Per abituare l’animo a sorprendersi ancora, davanti al così piccolo. Al così perfetto. Il fontanone è uno scivolar di dolcezza. A metà mattinata però, sonnecchia ancora tra le ombre e cela i suoi colori. Riesco solo a sfiorare l’incredibile contrasto tra quella pozza di cielo e le mille tonalità di marrone di cui si veston i sassi subacquei e quella parete che pare intagliata. Viva. Non è una semplice comparsa, ma giaciglio verticale che accompagna i rivoli più solitari. Le gocce più pigre, quelle che scendon in disparte, senza fretta, per godersi il panorama. Il troi che porta alla parte superiore è segnalato, anche se interrotto in alcuni punti. Una muraglia pettinata dal carsismo emerge a mò di installazione. Mi fermo sull’orlo del salto. Con le zampe a penzoloni. Sotto di me, ancora l’ombra a mitigar i colori. Più che lo sbuffar vivace mi catturano i pianti di quei sassi muschiati che addobbano le pozze. Dolce alternativa per scender a valle, ipnotizzano lo sguardo col loro continuo sgocciolare, suggerendo un delicato adagio. Pare possa sentirsi solo strizzando gli occhi come fossero orecchie. Ma è pura illusione giacché il resto dell’orchestra sta suonando un agitato vibrante e spumoso. Poi risalgo a cercar ancora acqua. Sotto un grande macigno pare aver inizio tutto il can can che si svolge di sotto. L’eco è tuonante e il rivoletto che esce fa lo stesso effetto di un chihuahua che abbaia in una caverna. Una grande pietra ha un foro. Perfetto. Profondo. Una domanda senza risposta. Poi si risale e ammiro il Cuzzer da un profilo per me inedito, corteggiato dai Maggiociondoli che lo incorniciano con le loro trecce aromatiche. La passeggiata si scioglie davanti ad un faggio. La poca peluria che lo ricopre ha la forma perfetta d’un cuore.(03.06.2015)
  • 02/08/2014 Escursione effettuata oggi 2 agosto perché in questa strana estate ero sicura di non trovare il fontanone asciutto. E infatti per la molta acqua non siamo riusciti ad arrivare fin sotto la cascata e il guado non è stato facile. Nessuna difficoltà ad individuare il sentiero che porta alla parte superiore della cascata ma nella parte iniziale della discesa si viene guidati da alcuni ometti perché la traccia non è più visibile a causa dei crolli, poi sia segnali che sentiero diventano più evidenti. Nessun altro problema, sentieri perfettamente segnalati, anche se le foglie di faggio spesso nascondono la traccia il segnale Cai è sempre ben visibile.
  • 29/04/2014 la situazione del Fontanone domenica 27 aprile non è ancora buona. Nella parte inferiore del Fontanone è impossibile guadare per la presenza di una grandissima slavina dall'altra parte del Rio e per la grande quantità d'acqua. Sono salito un tratto lungo il cordolo di cemento fin dove possibile ma la cascata è in parte nascosta ancora dalla grande presenza di neve. Per andare a visitare la cascata nella parte superiore il segnale sul grande masso è stato in parte cancellato dalla vernice grigia ma abbiamo costruito un grosso ometto, alla fine, guadato il rio secco abbiamo proseguito solo per un breve tratto per la presenza di grandi slavine e schianti provenienti dai Musi che hanno nascosto il sentiero. Ripreso il segnavia in direzione della C.ra Plananizza, sempre attraversando slavine siamo arrivati al grande masso di quota 1039 indicato nella relazione per fare una sosta. Da lì in avanti è stato impossibile ritrovare il sentiero ancora una volta per la presenza di una grossa slavina. Abbiamo proseguito comunque attraversandola per immergerci nel bosco senza sentiero. Proseguendo nel bosco piuttosto ripido mancando in pieno la casera ( guardando a casa con calma le curve di livello, probabilmente ci siamo tenuti troppo alti,in ogni caso si doveva incontrare prima o poi il 703 in discesa da la Forchia)e ritrovandoci sopra un dirupo con il 703 che passava sotto al di la di un rio. Risalito il filo del dirupo con non poca attenzione abbiamo trovato un passaggio per scendere e attraversare. Alla fine raggiunto il sentiero è stato facilissimo bersi una birra da mezzo a Resiutta :-)! Per visitare il Fontanone è meglio aspettare, forse un mese, forse di più.....
  • 21/07/2013 Bellissimo il fontanone ma attenzione al sasso dove dovreste svoltare per il fontanone, è molto labile e se lo mancate perdersi nella faggeta è quasi automatico.Ad ogni modo passeggiare nella faggeta è quasi magico quasi "elfico".
  • 06/05/2013 Fatto in data 05/05/2013. Escursione simpatica, la stagione purtroppo e` ancora indietro e la parte alta del fontanone e` ancora sepolta dalla neve. Veramente molta acqua nel torrente, sconsigliabile guadare il torrente a valle del fontanone.
  • 02/05/2013 Fatto ieri, bella escursione. Il fontanone è carico di acqua e quindi molto bello da fotografare.Il percorso è ben segnalato anche da ometti. Quando vi dirigete alla parte alta del fontanone, una volta guadato il torrente privo di acqua, svoltate subito a sinistra. L'avvicinamento alla discesa che vi porta al fontanone non è facilmente praticabile in quanto molti alberi sono caduti probabilmente per valanghe. Il tratto che precede il salto è ancora coperto di neve. Per il resto tutto molto semplice. Il bosco è bellissimo con colori stupendi. Unica pecca una zecchetta da eliminare in serata ma si sa la Val Resia ne è piena.
  • 08/07/2012 La freccia che segnala la deviazione per la parte alta del Fontanone del Barman è molto sbiadita. Per fugare dubbi sulla correttezza della direzione da prendere ci si può aiutare orientandosi verso un albero su cui è posto un segnale rettangolare bianco. Mano a mano che si procede il percorso è ben segnalato. Arrivati al greto del rio la camminata è sbarrata da alcuni alberi sradicati per cui diventa difficile seguirne la prosecuzione. Qualche volenteroso ha provveduto facendo delle piccole pile di sassi per indicare la direzione corretta della quale si ha ancora più certezza dopo aver attraversato il greto: rientrati nel bosco le tracce da seguire per arrivare all’origine della cascata sono evidenti. Altro punto in cui serve prestare attenzione è, come da relazione, il passaggio dal bosco al greto che porta all’inizio della cascata: la vegetazione tra cui diverse rigogliose piante di ortiche, rende difficoltoso capire dove si mettono i piedi. Ritornati al bivio si prosegue seguendo i frequenti e ben marcati segnali su sassi e alberi (sentiero indicato col numero 762 fino all’intersezione con il numero 703). Abbondanza di zanzare in questa stagione.
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  • Vista del fontanone dal basso. Purtroppo in questo periodo ( ...
    06/05/2013 Vista del fontanone dal basso. Purtroppo in questo periodo ( ...
  • Panorama dalla cima del masso a meta` percorso.
    06/05/2013 Panorama dalla cima del masso a meta` percorso.
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