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    Anello della val Filza da Camporosso
    Alpi Carniche
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    Anello della val Filza da Camporosso
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    Anello della val Filza da Camporosso
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    Anello della val Filza da Camporosso
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I percorsi di SentieriNaturaU32

Anello della val Filza da Camporosso

Avvicinamento

Il punto di partenza dell'escursione è situato presso Camporosso a cui si giunge percorrendo la statale 13 Pontebbana poco prima di arrivare a Tarvisio, oppure lasciando l'autostrada A23 all'ultima uscita prima del confine di stato con l'Austria. Dalla strada principale che attraversa Camporosso si imbocca la via che sale verso la chiesa piegando poi a sinistra. Dopo essere usciti dal paese fare attenzione alla strada sterrata che si stacca a destra (segnavia CAI) e che si può percorrere ancora per un breve tratto fino al divieto di transito (m 882, piccolo parcheggio).

Descrizione

Lasciata l’auto, ci si incammina nella stessa direzione lasciando subito a destra la pista che sale verso Cima Muli ed il monte Acomizza. Dopo pochi metri si incontra una ulteriore diramazione a destra che verrà utilizzata per il ritorno e si seguono invece le indicazioni per la Passeggiata del monte Lomeg (cartello). A questo punto la pista inizia una leggera discesa che ci condurrà ad affiancare la sinistra orografica del fiume Fella, nei pressi del punto dove tradizionalmente nasce dall’incontro dei torrenti Cella e Vuom. In breve la pista tocca il punto più basso dell’escursione in corrispondenza del gudo del torrente Cella, poco a monte di una briglia. Da qui infatti la strada riprende quota con un tornante oltre il quale l’andamento si fa quasi rettilineo. Si cammina per un buon tratto nel bosco misto di faggio e abete rosso raggiungendo una prima schiarita con baita intorno a quota 980. Da qui appare evidente come la pista stia risalendo, in sinistra orografica, la valletta del torrente Vuom che discende dalla omonima sella, nostra prossima meta. Tralasciata a sinistra una deviazione che riporta a Camporosso sull’altro lato della valle ed alcune diramazioni secondarie, ci si mantiene sulla pista principale che ora si allontana leggermente dal greto del rio. Poco oltre quota 1000 la pendenza più marcata porta la pista a disegnare qualche svolta sulle pendici del monte Mirnig. Infine con un tratto più comodo, in leggero falsopiano, si raggiunge l’ampia radura della sella di Vuom (m 1162). Qui, tra dicembre e gennaio, il sole sparisce dietro la Vetta Secca per gran parte della giornata e la neve fresca si mantiene a lungo sugli alberi, conferendo una atmosfera particolare al luogo, immerso com'è nella fredda luce invernale.
Al passo, tralasciata la diramazione a sinistra, si prosegue nell'opposto versante con andamento pressoché orizzontale (segnavia CAI n.506). Percorsi circa 500 metri, fare attenzione ad una deviazione segnalata dove si abbandona la strada principale per prendere a destra una pista sconnessa e solcata. Con una doppia curva si guadagna la sommità della quota 1266, costituita da una ampia e piatta radura circondata dal bosco di conifere. Con una modesta perdita di quota si scende ad una dorsale boscata che separa la val Filza, alla nostra sinistra, dalla valle del torrente Vuom. Giunti alla base del monte Mirnig la mulattiera piega decisamente a sinistra, tagliando a mezza costa nella fitta abetaia. Seguendo alcuni paletti si interseca un piccolo rio secondario e con una svolta si raggiunge anche la bella radura inclinata di Gacceman (m 1286, fontana), posta in posizione solatia. E' il punto ideale per dare uno sguardo al panorama che finalmente si è fatto esteso: davanti a noi, infatti, si possono riconoscere le cime ravvicinate del monte Cocco e della Cima Bella mentre a sud si delineano i profili delle Giulie italiane.
Prima di intraprendere la via del ritorno si consiglia di includere nell'escursione anche la breve deviazione necessaria a visitare la casera Filza Alta. In questo caso si prosegue in moderata discesa lungo la pista che cala a nord verso il greto principale della val Filza. Dopo essersi accostati al rio lo si guada risalendo dalla parte opposta lungo la pista di servizio alla casera Filza Alta (m 1242) posta al centro di una grande radura. Dopo essere ritornati sui propri passi, poco prima di Gacceman si imbocca la prosecuzione del segnavia CAI n.506. La strada esce nuovamente dal bosco presso un ripiano in prossimità di alcune abitazioni ristrutturate dove si apre il miglior panorama della giornata. Raggiunto il punto di maggiore elevazione, la mulattiera piega a destra iniziando a scendere in diagonale sopra il solco di una valletta con stavolo, posta sulle pendici settentrionali del monte Mirnig. Ben presto ci si incanala verso una selletta dove si trova anche un vecchio rudere in pietra. Da questo avvallamento ci si abbassa a svolte nell'opposto versante, rimanendo sulla destra dell'impluvio principale. Più in basso il segnavia ci conduce ad intersecare il greto del torrente Cella (m 1058) oltre il quale ci si innesta definitivamente sulla pista forestale che ci ricondurrà esattamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
019
Dislivello
600
Lunghezza Km
12,8
Altitudine min
882
Altitudine max
1322
Tempi
Dati aggiornati al
2010
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 22/02/2016 Rifatto oggi ed ancora in senso antiorario mancando la deviazione a sinistra. Traccia faticosetta e percorribile fino a Gacceman e così magari uno dice che così la fatica di salire si esaurisce lì, oggi la fatica non si è esaurita subito ma è ben continuata anche in tutti quei sali-scendi del ritorno resi faticosi dalla neve alta e con una, dicasi una sola traccia di passaggio ciaspolare verso la sella di Vuom e poi lungo la pista di rientro.Incrociati due forestali che con gli zaini carichi di foraggio andavano a rimpinguare la vuota mangiatoia incontrata
  • 19/12/2015 Fatta oggi, interessante, peccato che non c'era neve. Le casere e l'agriturismo erano chiusi ma c'è stato abbastanza sole per sgranocchiare sul prato. Alcuni tratti del sentiero nel bosco sono interrotti da alberi caduti ma si passa tranquillamente.
  • 31/12/2014 Val Filza con i fiocchi, fiocchi asciutti dal cielo grigio lattiginoso, fiocchi allegri negli occhi e fiocchi danzanti nel cuore al fortuito/fortunato incontro,…e dopo esserci sfiorati in incognito due volte alla terza è stato scontro, scontro allietato da una fetta di torta , residuo di compleanno, un piacere nel piacere di conoscere il camminatore Askatasuna. L’escursione è tutta raccontata nel commento precedente, ed è tutto vero, ieri era proprio così e vien da dire..ritenta….magari sarai altrettanto fortunato.
  • 31/12/2014 Chi ha detto che il grigior porta tristezza? All’arrivo a Camporosso tutto è bigio, sfondo perfetto per esaltare l’immersione silenziosa nel candore. Le ciaspe sonnecchiano in auto, il manto non sembra molto spesso e quindi perché galleggiare se si può sprofondare ad ogni passo? La neve è leggera e farinosa, avanzar di metro in metro fuori dalla pista battuta è una lavina di sorrisi. La sensazione è quella d’inceder calzando delle enormi pantofole di peluche. Mi concentro sui suoni, della neve che sposto con le zampe, di quella più dura o ancora del sottile strato ghiacciato che a volte essa cela. Il freddo non lo sento, i sensi sono troppo presi da ciò che vedo. Dall’inizio alla fine questa passeggiata è un loop emotivo, potrebbe non finire mai. Impossibile abituarsi alle forme, ai disegni bicolori dei rami, alla sorpresa di veder intrufolato qualche faggio, alle cascate di panna montata che s’aggrappano agli aghi. E intanto frrscch frrscch, proseguo il mio solco. Qualche rivolo d’argento s’interseca alla carrareccia, impreziosendola. Cosa si potrebbe chieder di più ? Che inizino a danzar i fiocchi! E così sarà in barba alle previsioni, per tutta la giornata. In direzione del monte Mirnig qualche provvidenziale schianto induce a deviar nel bosco regalando altre sprofondità. Il troi si restringe e compaiono dei pini con i rami privi della corteccia esterna. Il tronco rimane scuro ma quelle braccia rossastre che ne escono creano un’amalgama cromatica meravigliosa col fardello bianco che portano indosso. Una piccola e meringosa radura anticipa un tratto più aperto con alberi ad alto fusto e spelacchiati. Mi sembra d’esser catapultato fuori dalla torta in cui ero immerso. Una curva e dal cilindro del destino esce una sorpresa fattasi donzelle. Questa volta riconosco Loredana e la sua compagna che stan percorrendo l’anello al contrario.. A Gacceman il sole si traveste da luna, nascosto da una spessa carta velina si fa ammirare senza ferire. Scendo verso un rio Filza disseminato di massi perfettamente glassati. Uno ad uno. Le casere son immerse nel bianco. Una cuccia ricoperta di neve è posta sotto un albero sbilenco. Il termometro segna meno sette…dev’esser rotto, penso ingenuamente. Il silenzio è sciolto solo dall’adagiarsi dei fiocchi addosso. Il ritorno segue il dolce copione dell’andata tra scie d’orme ungulate. La discesa è scomoda per la sua ripidezza e la neve battuta, si surfeggia a meraviglia! Il manto si fa più sottile e tagliar per il bosco cercando spessore è vano. Con una paresi facciale e un sorriso che non accenna a spegnersi raggiungo l’auto in attesa di condividere un caldo ristoro con le protagoniste dell’ennesimo divertirsi di messer destino, che fra una chiacchiera e l’altra nasconde ulteriori coincidenze. Riparto verso casa dopo aver stipato tutte le emozioni e i regali della giornata in un bagagliaio stracolmo.(30.12.2014)
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  • Gacceman e la neve
    22/02/2016 Gacceman e la neve
  • arrivando a Gacceman
    22/02/2016 arrivando a Gacceman
  • Ruscello ghiacciato nei pressi del Gauccman
    19/12/2015 Ruscello ghiacciato nei pressi del Gauccman
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    19/12/2015 Casera Filza
  • Vicino la sella vuom
    19/12/2015 Vicino la sella vuom
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