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    Cima Bella e monte Sagran dal vallone di Ugovizza
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV31

Cima Bella e monte Sagran dal vallone di Ugovizza

Avvicinamento

Da Ugovizza, raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana oppure utilizzando l'autostrada A23 fino all’uscita di Valbruna, si imbocca la rotabile che risale il vallone omonimo. Ci si innalza con una serie di tornanti per poi entrare nel solco della valle che si segue fino alla Osteria del Camoscio dove si parcheggia (m 1136, comodo spiazzo sulla destra).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
019
Dislivello
1000
Lunghezza Km
12
Altitudine min
1136
Altitudine max
1931
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 31/10/2016 percorso ieri senza salire alla Cima Bella ma puntando diritti alla forcella Fontanafredda e poi diritti in cima senza difficoltà seguendo le tracce del sentiero nel bosco e poi su terreno aperto (in ogni caso ci sono dei radi bollini rossi sui tronchi...). Ieri i colori autunnali davano forse il meglio di loro con delle viste incantevoli. Devo invece segnalare la difficoltà di trovare il sentiero che scende dal crinale orientale verso le baite di sella Lom... non l'abbiamo proprio trovato e siamo dovuti scendere in maniera un po' avventurosa dapprima in mezzo al bosco e poi seguendo un rio, sbucando quasi direttamente al Nordio. Giornata fantastica!
  • 04/10/2016 Salito oggi partendo dal vecchio Nordio. Fatti i monti sagran e starhad. Sentieri a posto, senza alcun problema. Grandi panoramiche.Buona vita a tutti
  • 20/01/2016 Fatta il 16/01/16, devo dire che l'anello non mi ha particolarmente entusiasmato, ma non posso dire che non mi sia piaciuto. Si deve prestare particolare attenzione da Cima Bella alla sella di Lom passando per il Sagran seguendo il confine di stato su tutto il crinale. Non abbiamo trovato alcun tipo di indicazione, segno o sentiero anche parzialmente tracciato. Ben nascosti dalla neve anche i cippi del confine che avrebbero potuto orientarci, per chi non lo conosce da fare rigorosamente con carta alla mano o GPS soprattutto l'ultima discesa fra i boschi che ti porta tra la sella di Lom ed il Rifugio Nordio-Deffar. Ovviamente c'era la neve.
  • 31/10/2015 Saliti oggi, panorama esteso da entrambe le vette. Niente da segnalare rispetto ai commenti precedenti.
  • 25/10/2015 Escursione effettuata il 24/10/2015. Abbiamo effettuato la seguente variante: Siamo saliti al Monte Sagran senza effettuare la salita alla Cima Bella; dopo essere saliti al monte Sagran siamo saliti sul monte Starhand. Per la discesa verso sella di Lom abbiamo utilizzato il sentiero 403. Per la salita al monte Sagran dalla forcella di Fontana Fredda lungo la cresta segnalo che ci sono nelle indicazioni con vernice rossa su alcuni tronchi nei pressi della forcella. La prima parte della salita verso il monte Sagran è nel bosco e sono presenti alcuni bolli rossi sugli alberi. In seguito la cresta diventa erbosa
  • 27/12/2014 Prima dell’affollamento scialpinistico punto verso val Ugovizza. Non credo ai miei occhi quando la trovo colorata d’ocra fino alle cime. Per la prima volta m’appaiono le salite cementate che taglio per prati resi marmorei dal gelo. Punto al Cocco. La giornata è da trittico. L’ombroso accesso è ben innevato e solo in vetta lascia trasparire il pietrame rossastro che, sommerso com’era, non avevo mai potuto ammirare. A tire aiar. Di chel ca sburte. Di chel cal inglace pîs e anime. I versanti meridionali di Poludnig e Osternig, gemelli siamesi staccatisi di poco, son tutto prato. La schiena del Dobratsch affonda nel mare di nubi della conca di Villach. Sulla Cima Bella, seduto sull’erba, mi godo la vista verso la Creta di Aip, protetta da rocciosi guardiani che parlan lingue diverse. Tra le sferzate del vento scendo fino alla forcella ove appare la traccia bollinata per il Sagran. Mi fermo per togliermi qualche strato del mio costume di Omino Michelin accanto ad un pino. Colmo d’amore, il tronco ha generato tre figli, stretti stretti fra loro in un abbraccio di licheni. Quand’ecco che cominciano a sussurrarsi lignei segreti attraverso scricchiolii asincroni e dalle tonalità diverse. D’un tratto è come se s’animassero nella loro viva immobilità. Mi fermo ad ascoltare quel dialogo a tre voci propiziato dal vento, con uno stupore sorridente e complice. L’ultimo tratto della salita è innevato e battuto. La vista è dominata dal Mangart metre un pulpito fa precipitare l’occhio fino all’osteria del Camoscio. Per lo Starhand è ormai tardi e scendo per una cresta facilmente agibile nonostante il manto nevoso ma che, con le prossime nevicate, risulterà senza dubbio più delicata. Il primo tratto è tutto un respirar di ricordi che rimbalzano di cima in cima fino al trapasso orientale delle nostre Carniche. Tra la neve colgo una minuscola sfumatura bluastra. Tolgo lo strato superficiale e spunta una genziana donatasi alla criogenia. La dorsale è popolata d’orme che prendon vita poco dopo quando un camoscio dal manto scuro mi sfreccia vicino nel bosco sottostante. In discesa tiro dritto seguendo la neve, tuffandovi le zampe golose. Poi il biancore lascia spazio alla selva di ellebori. Qualcuno già spunta, alla maggioranza è però giunta appena in tempo la notizia che l’inverno, quello vero, è alle porte. Il bosco si fa tosto e scelgo di ripiegare verso le baite di sella Lom. Too Late! Pago l’indecisione con un susseguirsi di impluvi e canaloni tanto friabili quanto gelati. Oltrepasso un Dolinza in cui l’acqua si sbizzarrisce nelle sue tre vesti invernali, alternando massi ricoperti dal vetro, bianche coperte ed uno scorrere adamantino e vociante. Il Nordio fuma dai camini e mentre numerose auto lo raggiungono prendo la via verso casa.(26.12.2014)
  • 08/04/2014 Salito ieri sul Monte Cocco e sulla Cima Bella con le ciaspole, partendo dall'osteria al camoscio. C'è ancora tanta neve e per l'orientamento ho seguito le tracce abbondanti lasciate sulla neve da sciatori e ciaspolatori. La vetta del monte Cocco, con la sua bella croce, è stata una vera sorpresa, il panorama è estesissimo! Nessun segno invece a indicare la vetta della Cima Bella, ma forse è coperto dalla neve. Mauro.
  • 31/03/2014 domenica 30/3 strada val Uqua perfettamente percorribile in auto fino Osteria al camoscio saliti con ciaspe a Cima bella e Monte Cocco. La neve di certo non manca!
  • 12/01/2014 come capitato ad Askatasuna anch'io l'anno scorso sceso dal Sagran sul costone che lo divide dallo Starhand non riuscendo a seguire il 403 verso la sella di Lom ho avuto l'idea di tagliare per il bosco... dopo un avvio promettente la discesa si è fatta ripida, confusa e pericolosa per i numerosi impluvi con acqua corrente sotto la neve. E' stata anche per me un'avventura, fortunatamente conclusasi bene. Sconsigliatissimo.
  • 11/01/2014 Leggendo i commenti mi faccio catturare dall’anello Starhand/Nordio. Non pensavo di trovare neve già alla partenza. Poca e compatta. La temperatura per quanto alta non l’ammorbidisce e immagino i ramponi appesi a casa. Ma poco importa, partito con la pioggia, ora guardo un Mangart scintillante e mi sento leggero. Salgo piano respirando per la prima volta tutto quel bianco e rido da solo... Attorno ai 1500mt le ciaspole diventano indispensabili. Punto la via di destra (SI) la strada presenta solo segni di qualche sci. L’arrivo a forcella Fontanafredda è uno spettacolo, il cielo si apre e il sole trasforma la neve in diamanti. Visto il mio stato fisico precario guardo il Sagran da lontano e prendo la strada a destra, senza più orma alcuna ma poco dopo si interrompe davanti ad un canalone impossibile da superare. Una traccia (tratteggiata sulla carta) che parte poco prima è intuibile e la seguo in compagnia di orme ungulate puntando al 403. Sembra di camminare fra le meringhe. Verso la fine l’incedere si fa difficoltoso e la traccia gioca a nascondino, allora punto in alto sbucando sudato tra i due monti. Tutto è immacolato e sembra così grande.. L’assenza di qualsiasi segno trasforma il candore in carezza. Arrivo fino al costone ma la quantità di neve mi fa desistere a salire gli ultimi metri di dislivello. Con molta fatica individuo il sentiero del ritorno e la prima bandierina, poi il nulla. L’andirivieni ciaspolante a caccia di segnali stanca e prendo la pessima decisione di scendere per il bosco. Il “mateamento” rasenta la preoccupazione a causa dei profondi impluvi, della ripidezza, della quantità di neve e di ciò che essa nasconde. Ma la fortuna oltre agli audaci aiuta anche gli imprudenti solitari e il sorriso mi torna all’imbocco della strada che porta in Sella di Lom. Tutta la discesa è in ombra, la Dolinza Alm dorme un sonno profondo, anche il Nordio è chiuso. Nuovamente rilassato mi godo la discesa, facendo tesoro di ciò che ho imparato. (10.01.2014)
  • 03/03/2013 Indeciso se cercare i colori tanto attesi in pianura o…scelta giusta: è giornata di cime. Itinerario seguito fino alla Cima Bella con un numero di scialpinisti pari allo skilift di Camporosso. Un cielo terso mi ha poi portato sul vicino Cocco, non era il caso di andare a casa… Ritorno per lo stesso itinerario. Salita con i ramponi…la neve tiene ed è molto più comodo.. discesa con le ciaspe in spalla (ormai…) ma che sarebbe stato il caso di usare dopo la discesa troppo ripida del Cocco. La visuale incredibile fin’oltre il Peralba ha bloccato l’uscita di ogni suono dalla bocca.. giornate così spaventano per la bellezza.. Avvistamento alato: scioccante forse più del panorama, l’incontro oltre i 1800mt, circondato da neve e con un lieve venticello, con una svolazzante farfalla…una carezza di primavera…
  • 11/01/2013 Salii oggi il monte Sagran e il Starhand partendo dall'osteria al Camoscio in val Uqua poi discesa alla sella di Lom e rientro per il nuovo rifugio Nordio Deffar. Fatto tutto il giro senza grosse difficoltà; non abbiamo usato le ciaspe preferendo portare i ramponi. Fino alla forcella Fontanafredda si sale piuttosto facilmente con i soli scarponi poi abbiamo preferito mettere i ramponi ma credo che si sarebbe potuto proseguire anche senza. Direi che se avevamo le ciaspe probabilmente le avremmo messe ma si andava ugualmente piuttosto bene. Poi dal Sagran al Starhand le ciaspe stavano bene come fino a circa 1800 metri di quota lungo il sentiero della Karnischer Hohenweg. Da qui in poi utili, ma direi quasi indispensabili, i ramponi dati i frequenti tratti ghiacciati sotto il bosco e praticamente necessari dalla sella di Lom in giù dato che la stradina era quasi tutta ghiacciata.
  • 24/10/2012 Escursione effettuata oggi, con una giornata bellissima.Inutile dire le meraviglie viste tra colori d'autunno e meravigliosi scenari.Il percorso è tranquillo e piacevole. Poichè non si viaggia su sentieri segnati, bisogna porre attenzione nella lettura della carta tabacco per prendere le tracce giuste. Le direzioni da prendere sono però abbastanza ovvie.Buona vita a tutti
  • 01/11/2011 CIMA BELLA-SAGRAN-STARHANDOggi ho accompagnato in questa escursione una coppia di amici e futuri non giovanissimi sposi, mi sono parsi affiatati: auguri!Al parcheggio ove sorgeva l'ex rifugio Nordio atia frizzante, cielo azzurro intenso, terreno ghiacciato che brilla di brina ed ancora nessuna auto. Ci incamminiamo verso Sella di Lom, ci accompagna lo scorrere delle acque del torrente Uqua; il primo tratto, monotoni, serve a riscaldarci. A sella di Lom sono in corso lavori di esbosco, dobbiamo scavalcare i tronchi e i rami ammassati ricoperti di neve ghiacciata e ci ritroviamo al sole, i larici creano belle macchie gialle, sul versante in ombra c'è neve. La nostra prima meta è il monte Starhand, risaliamo nel bosco lungo il sentiero 403, il percorso non è agevole a causa della presenza di macchie di neve e rami bassi con i quali dover discutere. Intersechiamo la strada e riprendiamo il sentiero, per abbreviare ed aggirare la neve risaliamo verdo la dorsale per verdi, ad un bivio abbandoniamo il sentiero 403 e saliamo a destra. Il percorso è un pò accidentato, è in ombra, roccette seminascoste dalla neve, sul terreno tane di marmotte e qualche genziana; un ultimo strappo e siamo sulla vetta e ci attende un fantastico spettacolo: la valle del Gail sommersa da un mare di nuvole. La croce è posta su un cimotto più in basso, irragiungibile. Pronti a ridiscendere , scivolata poco dignitosa su di un sasso, prossima meta il monte Sagran lì dirimpetto. La salita è faticosa a causa della neve sul versante nord, ci fermiamo ad ammirare l'Osternig, la sella Bistrizza dietro la quale galleggiano le nuvole. Arriviamo, piccola vecchia croce in legno, panorama a 360°, una breve sosta e via verso un'altra cima di confine, la cima Bella. Seguiamo una traccia che scende verso la sella sottostante, da lì ci innestiamo su un'altra traccia che entra nel bosco piuttosto ripidamente, usciamo nei pressi di una radura e arrancando un pochetto guadagnamo anche questa cima, panorama anche qui assicurato, c'è di che riempirsi gli occhi. Scendiamo liberamente ove possibile fino a raggiungere l'insellatura alla base del monte Cocco, seguiano per un tratto la mulattiera che scende verso il villaggio minerario tralasciandola poi per svoltare a sinistra lungo la pista di servizio di due agriturismi, su una panca al sole 4 mici di cui con una zampetta anteriore amputata. Usciamo alla fine sulla strada che sale da Ugovizza e ci dirigiamo verso il parcheggio. La giornata veramente splendida meritava questo bel giro.Loredana
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  • la cima del sagran
    04/10/2016 la cima del sagran
  • in vista della cima del sagran
    04/10/2016 in vista della cima del sagran
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    04/10/2016 sella di lom
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