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    Anello di casera Monte dei Buoi da Sigilletto
    Alpi Carniche
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    Anello di casera Monte dei Buoi da Sigilletto
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I percorsi di SentieriNaturaB17

Anello di casera Monte dei Buoi da Sigilletto

Avvicinamento

Da Villa Santina si risale la val Degano lungo la statale n.355 attraversando in successione Ovaro, Comeglians e Rigolato. Raggiunto anche Forni Avoltri, dal centro del paese, si imbocca la strada che sale a destra verso Collina parcheggiando l'auto all'altezza delle case di Sigilletto (m 1121).

Descrizione

Tra le abitazioni del paese si individua l'inizio del sentiero CAI n.169 che prende ad innalzarsi lungo una bella mulattiera. In breve, presso alcune abitazioni, ci si innesta sulla pista forestale che serve la piccola cava a monte del paese. Dopo due tornanti si esce su una schiarita che segna la fine del tratto percorribile dagli automezzi. Si sale a fianco della recinzione fino a raggiungere un crocevia di piste dove occorre fare attenzione alle rade segnalazioni. Il segnavia CAI prosegue diritto lungo una strada di esbosco ma è possibile anche imboccare direttamente a destra la pista di servizio alla casera Monte dei Buoi, sulla quale in ogni caso si confluirà più a monte. La pista terrosa si rivela essere la stradina di servizio ad una presa d'acqua in corrispondenza di un impluvio. Facendo attenzione ad alcune sbiadite segnalazioni si sale a destra nel bosco lungo un sentiero inizialmente poco marcato. Come detto in precedenza la traccia in breve si raccorda alla strada principale in corrispondenza di una ancona. Con una serie di ampie svolte la pista prende quota all'interno di un bel bosco a prevalenza di abete rosso mentre più in alto, in corrispondenza di alcuni tornantini, fanno la loro comparsa anche alcuni maestosi esemplari di larice. Schiarite sempre più ampie consentono alla vista di spaziare verso le vette che separano la val Degano dalla val Pesarina. Oltrepassato un marcato costone ci si affaccia sulla conca che ospita la casera Monte dei Buoi verso cui ci si dirige percorrendo in diagonale un panoramico traverso. Interessante è la visuale che si apre sul versante est del monte Chiadin segnato da profondi dirupi ma anche la vegetazione a ottobre non manca di sorprendere con alcune vistose piante di sorbo degli uccellatori, cariche dei caratteristici grappoli rossi. Si prosegue lungo la pista ormai inerbita lasciando a sinistra la diramazione che scende verso casera Vas e che utilizzeremo per il ritorno e, poco dopo, la prosecuzione del segnavia CAI n.169 verso la Cima di Ombladet. La mulattiera termina sul ripiano di casera Monte dei Buoi (m 1723). Il piccolo edificio è stato distrutto da una slavina nel 2014.
Dalla casera si ridiscende per un breve tratto lungo la strada di accesso e quindi si piega a destra (vecchio cartello CAI) proseguendo lungo una pista sassosa. Dopo un abbeveratoio si raggiunge anche il pascolo di casera Vas (m 1605), una bella costruzione recentemente ristrutturata e resa disponibile agli escursionisti. La discesa prosegue fino ad un marcato tornante con sorgente (il Poz di Suttul) presso il quale vi è la possibilità di sosta su panca e tavolo. Da qui la pista forestale cala verso il fondovalle compiendo una lunga serie di tornanti che ci porta a intersecare il greto del rio di Frassenetto. Superata una ampia zona disboscata si cala in breve verso l'abitato di Frassenetto dove si incontra anche la strada asfaltata lungo la quale saranno necessari poco meno di due km per ritornare al punto di partenza.

Variante alla cima del monte Vas (EE)

L'escursione può essere ampliata raggiungendo anche la vetta del monte Vas lungo la traccia che aggira il torrione sommitale. Dalla casera Monte dei Buoi si imbocca il sentiero che ha origine proprio sull'angolo sinistro davanti all'ingresso. Qualche bollo giallo ed evidenti tracce di passaggio conducono senza difficoltà a guadagnare il poco marcato passo di Pizforchia. In prossimità dell'avvallamento il sentiero si addentra tra le erbe ma la direzione da tenere è del tutto evidente. Giunti alla base del monte appare subito evidente che la via di salita non si svolge dal versante che stiamo osservando ed infatti la traccia piega a sinistra iniziando a salire in moderata pendenza. Raggiunta la fascia di mughi la pendenza si fa più decisa e con una ripida rampa si esce sul costone ovest completamente invaso dai baranci. Un eccellente lavoro di sramatura consente a questo punto di inerpicarsi su un erto sentierino. Ancora un piccolo gradino roccioso (I-) e si guadagna la aerea cima del monte Vas (m 1964, croce, libro di vetta), autentico balcone sui monti di Forni Avoltri. Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
01
Dislivello
600
Lunghezza Km
10,4
Altitudine min
1089
Altitudine max
1723
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 16/10/2016 Salito di buon mattino alla casera monte buoi. Purtroppo dellacasera è rimasto solo il muro retrostante e da voci di cacciatori sembra sia stata una slavina a demolirla completamente ma sembra sia già in programma la sua ricostruzione. Ho fatto la variante al monte Vas. Il sentiero è completamente percorribile e pulito e anche nel tratto finale i mughi sono stati abbastanza recisi. Qualche difficoltà c'è stata nel trovare il sentiero con rari bolli blu nella zona della forcella ma andando per intuito direzionale il sentiero lo si trova. In vetta due croci una di legno e una di metallo. Libro di vetta e penne disponibili. Panorama completo sulla valle diBordaglia e Fleons. Buone camminate a tutti
  • 03/07/2014 Piacevoli divagazioni nella luminosa giornata odierna.Il Vas è la meta e, non appena la inquadri,lì,in mezzo a tutti quei monti,capisci che,quando sarai in cima,lo spettacolo sarà di quelli che ti accompagneranno a lungo.Tutto come da relazione fino alla cima,poi...Dalla casera Monte dei Buoi la traccia si perde nel mucchio di alberi schiantati dalla slavina.Io ne sono uscito seguendo il tubo della presa d'acqua.Qualche scavalcamento e si è nel bosco,dove il sentiero riappare.Giunti al passo di Pizforchia la traccia è flebile.Bisogna puntare al Vas,cercare i bolli rossi(molto sbiaditi)e i varchi nella vegetazione.In 5-10 minuti dovreste trovare la via.In alto,più che l'ultimo salto roccioso,affrontato a destra,per rocce,piuttosto che su ghiaie,ho trovato fastidioso il breve canalino,sotto le pareti occidentali,che precede la mugheta finale.In certe condizioni,come oggi,è scivoloso,ma niente di arduo.Tornato al passo ho puntato a destra lungo il prato,avendo come riferimento le Dolomiti Pesarine,in particolare il Cimon.Cercavo la traccia nera tratteggiata che,sulla Tabacco,porta a casera Vas.Bisogna scendere fino al limite del bosco,dove,sulla sinistra,troviamo una buona traccia che,con qualche svolta,cala alla casera(come riferimento il rio che rumoreggia alla nostra sinistra).Volevo rientrare per la strada forestale,ma,poco dopo il pozzo di Suttul,ad un bivio,sono stato fuorviato da segnavia giallo-rossi che mi hanno portato ad una radura con uno stavolo ristrutturato di fresco,situato sotto lo staipe Chiasvelis(o forse esso stesso).Qui la forestale finisce.Sono sceso lungo una traccia di trattore fino a un grande abete con una scala.A sinistra,nella pecceta,ho trovato un'ottima traccia non segnalata che,dopo una breve discesa e un traverso,mi ha portato a intersecare un rio completamente invaso da enormi schianti da slavina.Sono comunque riuscito a passare,ritrovando subito la traccia.In breve,recenti cataste di legna mi hanno fatto capire che non avrei dovuto tornare indietro.In pochi minuti mi sono ritrovato alla cava.Finale gastronomico con mature fragoline di bosco.Un bel giro,una buona alternativa al rientro su asfalto.
  • 02/07/2014 I amiis di mont scartano uno Sciober, metereologicamente più sicuro, con l’intenzione, una volta alla casera, di decidere se salir il corno roccioso di sinistra o puntare verso le erbosità di destra. Ci accoglie un cielo bigio bigio, come il pelo del felino dallo sguardo “dionisiaco” che spunta da una casa di Sigilletto. Il tragitto è per lo più sentieroso: numerose fragoline spuntan cicciotte e le fioriture non mancano. Fra le altre, festanti Cicerchie gialle, belle Paradisie e le prime Scorzonere. Alla casera ci accolgono gli ultimi resti della lavina che ha spazzato via la protagonista dell’itinerario. I macigni attorno al catino s’addobbano secondo i loro gusti: qualcuno sfoggia delle Orecchie d’orso, mentre altri, più seriosi, si lascian dipingere di grigi e di neri…colori che purtroppo fan perfetto pendant con il cielo. Le nubi inghiottono di lì a poco il Vas, ciononostante, il mio ottimismo al limite del ridicolo, suggerisce di puntare all’Ombladet (il troi è libero e agevole). A si slargje, tu viodaras mò! L’ultima salita sul Volaia si era risolta in fumose danze con esili e fulminee sbirciatine verso il Rauchkofel (dal nome, tabagisticamente sospetto, inizio a pensare che ci sia lui all’origine delle spesse fumate della zona). Oggi la visibilità è più ridotta, meno di 15 metri. Immersi in un mondo vaporoso, utilizziamo la provvidenziale cavernetta della cima come rifugio per uno spuntino, mentre fuori si respira acqua e l’aria fredda punge. Il ritorno in compenso è caratterizzato… da una bella pioggia. Dalle piante dei piedi alle ginocchia son tutto un dolore, ma dando il peso giusto alle cose e osservandole con occhi da bimbo, si posson incontrar carezze che attenuano ogni imprevisto. Oggi è il ticchettio delle gocce che tiene acceso il sorriso e tante fioriture che pioggia e grigiore esaltano all’ennesima potenza. Un tratto del troi è caratterizzato da quelle pietre così tipiche delle carniche, vergate di un arancio che a volte le sfiora, altre le divora, facendole brillare al sole. Bagnate, fan emergere con forza anche le tonalità scure, da pietre severe, alimentandone il contrasto cromatico. In mezzo a questi gioielli d’ogni forma e dimensione, quasi a comporre un’irreale cornice, esce, con una forza inaspettata, un ciuffo d’erba storna. Delicatissimo sospiro d’un violaceo discreto e impalpabile che l’atmosfera mette in risalto, dandola in pasto ai miei occhi. Son tante le piccole gioie che rendon speciale ogni passeggiata, indipendentemente da tempo, magagne o pensieri. Ogni forma, ogni scheggia di vita, sussurra poesie. Sta a noi ascoltarle e farci cullare da quei versi che non smetton mai d’emozionare e che rendono ogni tuffo nella natura un’inarrestabile rinascita, un’inspiegabile tremar del cuore, un abbraccio d’infinito. Così, quieto, scendo pian piano restando indietro, a curiosar tra le gocce che s’aggrappano ai petali. (01.07.2014)
  • 03/06/2014 Itinerario percorso ieri, in cinque amici. La sorpresa é che la casera Monte dei Buoi é stata distrutta da una slavina. Della struttura della casera rimangono due muri... la cucina economica e altre suppellettili sono tristemente esposte alle intemperie. Le lingue inferiori della massa nevosa circondano tuttora l'area della casera, ricoprendo anche il tetto della stalla.Lasciata alle spalle l'area della slavina, abbiamo proseguito verso Monte Vas, con qualche difficoltà di orientamento nel bosco, soprattutto per diversi schianti. Arrivati comunque alla cima del Monte Vas. Rinnoviamo la raccomandazione già fatta da altri: attenzione al gradino roccioso, _estremamente_ friabile.Dalla cima panorama magnifico.
  • 21/08/2013 Itinerario percorso oggi 21 agosto 2013 continuando fino a cima ombladet.Confermo quanto già scritto. Il sentiero, rispetto a quanto tracciato nella carta Tabacco, si presenta in modo diverso, ma con la dovuta attenzione, alla fine si trova la retta via.Buona vita a tutti
  • 18/03/2013 Bellissima escursione fatta sabato 16 con le ciaspe partendo da Sigilletto.Consigliamo dalla cava di marmo, di seguire l'ampia carrareccia a destra e tralasciare il CAI 169, la cui percorrenza può risultare difficoltosa a causadell'abbondante nevicata attualmente in corso!Da segnalare che l'andamento del CAI 169 segnato nella cartina Tabacco è errato!!
  • 07/09/2009 Il sentierino è stato ripulito e la via oltre passo Pizforchia è abbastanza facile da indovinare (anch'io lo scorso anno non l'avevo trovato). Consigliati caldamente i bastoncini per la ripidità. Attenzione all'ultimo scalino roccioso proprio sotto la vetta per l'estrema friabilità.
  • 29/08/2008 Abbiamo effettuato l'anello l'ultima domenica di luglio 2008. Volevamo raggiungere la vetta del Monte Vas ma, giunti a circa 2/3 della salita dal passo di Pizforchia (nel tratto descritto dalla Fotografia 19) abbiamo dovuto rinunciare perchè il sentiero è completamente invaso dai pini mughi.
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  • Casera Monte Buoi. . . marcoscodovacca@alice.it
    18/06/2007 Casera Monte Buoi. . . marcoscodovacca@alice.it
  • Verso malga Vas. . . marcoscodovacca@alice.it
    05/01/2007 Verso malga Vas. . . marcoscodovacca@alice.it
  • Croce di malga Vas. . . marcoscodovacca@alice.it
    05/01/2007 Croce di malga Vas. . . marcoscodovacca@alice.it
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