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    Anello di Gleris da Aupa
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR29

Anello di Gleris da Aupa

Avvicinamento

Da Pontebba si risale la strada che conduce a Studena Alta oltrepassando il piccolo abitato ed anche la successiva frazione di Frattis. Subito dopo questa, ma prima di giungere ad Aupa, si imbocca sulla sinistra la rotabile asfaltata che si inoltra nel vallone di Gleris. La si percorre tutta fino al divieto di transito a quota 1124 (piccolo parcheggio, panca e tavolo, cartelli CAI).

Descrizione

Seguendo le indicazioni per la forcella alta di Ponte di Muro si scende nel greto sottostante per risalire le ghiaie sulla direzione indicata da una serie di paletti di legno. Intersecata una pista sterrata, ci si alza lungo un pendio inerbito fino a giungere al suo vertice. I segni CAI ci conducono ora ad attraversare il greto principale, tra macigni e ghiaie grossolane che ben presto si esauriscono per lasciare il posto ad una vegetazione a bassi arbusti. Ci si destreggia salendo tra mughi e bassi larici seguendo il corso di un piccolo greto o tenendosi sul suo bordo fino ad arrivare all'imbocco del canale che scende direttamente dalla forcella alta di Ponte di Muro. Qui a destra è possibile salire alla forcella del Forame (cartelli CAI e scritte sulle rocce) ma noi invece ci teniamo a sinistra iniziando a rimontare il canale. Recenti bolli rossi ci guidano durante la risalita che avviene lungo un sentierino ripido e non sempre marcato, ma comunque privo di difficoltà. Nella parte alta il terreno si fa più erboso e su traccia migliore si guadagna l'intaglio di forcella alta di Ponte di Muro (m 1613). Qui ci si innesta a destra sul segnavia CAI n.429 che sale ad uno stretto intaglio presso un torrione. Con cautela si traversa un breve tratto friabile ed esposto e si rimonta la successiva rampa guadagnando un pendio di mughi. Su terreno migliore si inizia a traversare avviandosi verso la base delle rocce in lieve discesa. Un canale detritico ha rovinato il sentiero, ma lo si ritrova dalla parte opposta dove la discesa prosegue ancora tra i mughi. Ad una brusca svolta ci si affaccia su un vallone dirupato verso il quale il sentiero si abbassa in diagonale. Raggiunto il punto in cui la traccia è stata completamente erosa, è necessario scendere ripidamente sul fondo del canale e risalirlo dalla parte opposta. Con un traverso un poco esposto, rasentando alte pareti, ci si porta ad uno spallone roccioso che prelude ad un ulteriore circo detritico originato da un canale molto incassato. Tramite una cengetta sabbiosa si passa alla base di rocce aggettanti e stillicidiose per poi scendere ancora per un breve tratto fino ad incontrare l'innesto con il segnavia CAI n.428 (m 1488, cartello). Si riprende a salire su un aereo sentierino che si innalza tra i mughi a fianco di un impluvio roccioso. Dopo un'interruzione in corrispondenza di un solco (I), si percorre una banconata rocciosa oltre la quale il sentiero prende a tagliare in diagonale verso sinistra su terreno migliore. Si oltrepassa una aerea cengia scavata nella roccia ed una serie di tornantini che conducono alla base di una parete. Un breve tratto orizzontale ci porta così verso il canale detritico che scende da forcella Chiavals in un severo ambiente dolomitico. Ci si infila in un angusto canalino dal quale si esce tramite un ballatoio roccioso poi, con una serie di rampe piuttosto faticose e talora esposte, si guadagna un pulpito. Dopo un ultimo delicato traverso a destra su terreno eroso, ci si porta su un pendio di mughi e comodamente si raggiunge forcella Chiavals (m 1869, resti di postazioni italiane, bella visuale sulla cresta dello Zuc dal Bor).
Si scende verso il bivacco Bianchi, ben visibile poco più in basso, ma prima di raggiungerlo si piega a destra lungo il segnavia CAI n.425, costituito dalla bella mulattiera che taglia in diagonale le pendici del monte Chiavals. Ben presto si giunge ad un forcellino tra il corpo principale della montagna ed un torrione (m 1946), da dove la visuale si apre verso la selvaggia testata della val Alba, chiusa dalle Crete di Gleris e dalla Creta dei Russei. Si perde rapidamente quota in direzione della visibile forcella della Pecora tra pinnacoli e profondi canaloni. La flora di agosto mostra le tipiche specie abitatrici degli sfasciumi calcarei quali la sassifraga verdazzurra, la sassifraga gialla e la campanula dei ghiaioni. Più in basso si traversano alcuni pendii erbosi sopra alti dirupi poi, al bivio con il sentiero CAI n.430, si lascia il segnavia principale per piegare a destra verso la vicina forcella della Pecora (m 1827). La discesa nel ripido canalone avviene inizialmente sulla sinistra dove alcune lingue di ghiaia consentono di franare abbastanza comodamente fino ad un ripiano ingombro di grandi macigni. Da qui ci si affaccia sulla seconda parte, caratterizzata dalla presenza di materiale più grossolano che rende meno agevole la discesa. In basso, dove il vallone si apre, i bolli ci guidano a destra per sfruttare terreno via via più consolidato dalla vegetazione. Oltrepassato il bivio con il sentiero che scende dalla forcella della Vacca, il nostro segnavia piega decisamente a destra rientrando nel bosco di larici e mughi. Dopo alcuni modesti rivoli ghiaiosi si entra definitivamente nel bosco di faggio e con comode serpentine si cala sulla pista percorsa all'inizio. Tramite questa si rientra esattamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
018
Dislivello
1000
Lunghezza Km
8,2
Altitudine min
1124
Altitudine max
1946
Tempi
Dati aggiornati al
2010
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 10/06/2016 Percorso incredibilmente affascinante e solitario, percorso il 10/06/2016. Il tratto tra la forcella alta di Ponte di Muro e il bivio col sentiero 428 presenta un tratto franato molto problematico per il passaggio. Purtroppo il terreno e' estremamente friabile e aggettante su un salto di alcune decine di metri. In caso di scivolata non c'e' modo di fermare la caduta. Personalmente ho avuto parecchie difficolta'. Bisognerebbe attrezzarlo con dei cavi per rendere questo incredibile percorso piu' fruibile e meno stressante.
  • 01/07/2013 Il 428 è completamente franato poco sotto forcella chiavals nel versante che scende a Ponte di Muro. Il tratto è pericoloso (CIRCA 10 M) perchè una caduta durante il traverso senza una corda per assicurarsi sarebbe inarrestabile. (Escursione del 30.6.2013).MandiDaniele D'Agostina
  • 28/08/2011 Il tratto fra la forcella alta di ponte di muro e l'inizio della decisa salita verso forcella chiavals è molto stressante, col sentiero spesso franato e che altrattanto di frequente frana sotto i piedi. I mughi infestanti, poi, attardano la camminata. Bella, invece, la salita fino alla forcella alta di ponte di muro.Comunque io non ho completato l'anello perché fisicamente non ero al massimo e poi, in tutta sincerità, fin dove mi sono fermato il terreno mi aveva spesso fatto sentire a disagio, essendo una continua frana. E per quanto mi riguarda, se non ci si diverte, non ha senso andare in montagna.Peccato, perché alla partenza la vista delle crete di Gleris era emozionante.
  • 12/08/2011 Oggi mi sono cimentata in questa escursione che definire è riduttivo definire spettacolare. Percorso segnalato nei punti essenziali e senza difficoltà fino alla f.lla alta di Ponte di Muro, da lì ci si affaccia su un mondo di roccia, dove i detriti hanno completamente rovinato il sentiero ci sono provvidenziali ed evidenti segnavia o bolli rossi; zona particolarmente erosa è parte del sent.428 che sale a f.lla Chiavals, il terreno è friabilissimo e sabbioso. Il percorso fino a f.lla della Pecora (splendido colpo d'occhio sulla val Alba) è tranquillo; impegnativa la discesa lungo il canalone ghiaioso. Severo ambiente ma spettacolare, le poche fioriture si limitano a qualche stentato esemplare di stella alpina, genzianella delle Dolomiti, doronico, sassifraghe.Itinerario sicuramente poco frequentato.Loredana
  • 10/09/2006 Sentiero CAI: 429a. Da forcella bassa Ponte di Muro al bivio con il sentiero 428. Il sentiero in corrispondenza di una cengia a circa 1200m è impercorribile a causa di una frana che ha reso le attrezzature (cavo e camminamenti in legno) impraticabili.. Tutto il sentiero mostra inoltre segni di degrado a causa della poca manutenzione.. paolo.perrone@area.trieste.it
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