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    Lungo la Val Silisia dal lago di Selva alle Tronconere
    Prealpi Carniche
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    Lungo la Val Silisia dal lago di Selva alle Tronconere
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaA05

Lungo la Val Silisia dal lago di Selva alle Tronconere

Avvicinamento

Dalla strada statale n.464 che unisce Spilimbergo a Maniago, giunti all’altezza di Sequals, si imbocca la statale n.552 che risale verso nord in direzione della val Tramontina. Dopo avere attraversato Meduno si percorre il primo tratto della valle fino al ponte Racli in corrispondenza della diga sul lago di Redona dove si prende a sinistra per Chievolis. Dalla piccola frazione si percorre la stretta rotabile che conduce alla diga del lago di Selva dove si può parcheggiare (m 497).

Descrizione

Oltrepassata la grande opera di sbarramento si inizia a costeggiare il lago con bella visuale sulle vette che ne racchiudono la parte orientale. Si procede lungo una strada che alterna tratti di sterrato con altri di asfalto ed in breve si entra nella fitta vegetazione arborea delle Valine Basse. La strada, dopo avere oltrepassato un rugo secondario presso un ponticello, piega decisamente a destra incontrando dopo poco l’inizio del sentiero CAI n.968. In moderata salita si percorrono le pendici orientali del Panuch giungendo in breve alla sua sommità (m 650). A sinistra si stacca la pista forestale di casera Valine mentre il nostro itinerario scende nell’opposto versante all’interno di una bella faggeta nelle cui radure fioriscono a maggio la dentaria a cinque foglie e la borrana, due specie legate ai luoghi boscosi della fascia prealpina. La strada passa accanto ad un costone dirupato dal quale si apre una prima visuale sul lago per poi riprendere a scendere raggiungendo il punto dove è possibile abbandonare la pista principale per scendere a destra verso le sponde del lago e la piana di Sisilan (m 529). Quando l’acqua lo consente, è possibile così visitare questo strano luogo disseminato di ruderi e grandi macigni. Osservando con attenzione si potranno ancora riconoscere i segni delle vecchie mulattiere che univano le abitazioni e che ora si perdono nelle acque del lago.
Tornati sulla pista si scende ancora per poco oltrepassando un ponte su un piccolo rio tributario poi la strada esce progressivamente dal bosco raggiungendo alcune anse panoramiche. Sul lato opposto del lago, dove passava la originaria mulattiera, si possono vedere le case di Stalurban, suddivise in tre piccoli nuclei costruiti su altrettanti terrazzi ghiaiosi. Per raggiungere i ruderi di tali strutture occorre attendere i periodi di magra del lago ed anche in tali casi non è per nulla semplice guadagnare la sinistra orografica della valle. La strada prosegue con alcuni modesti saliscendi lungo un versante instabile che ha richiesto opere di consolidamento. Dopo il ponte sul Rug de la Val Bassa ci si inoltra verso la parte più occidentale del lago dove questo termina confondendosi con le acque del torrente Silisia. Si asseconda una rientranza dopo la quale la strada scende ad affiancare il letto del torrente nel punto in cui l’originaria mulattiera si riportava sull’altro lato della valle in località Stua. Il nostro itinerario prosegue invece ancora sulla pista principale con qualche ulteriore saliscendi cui fa seguito una zona pianeggiante denominata Plans. Un boschetto di recente formazione ha ormai praticamente invaso la zona che in passato doveva costituire un buon pascolo per il bestiame.
Siamo ormai nel tratto conclusivo del percorso e dal ponte successivo possiamo vedere come il torrente Andreana e il Rug de Tamarat si uniscano, poco più a monte, per formare da qui in poi il torrente Silisia. Dopo pochi metri un cartello segnala l’inizio del sentiero CAI n.975 che risale la val Andreana fino a forcella Navalesc. Ancora una svolta e si raggiungono i resti delle Tronconere (m 603), il piccolo nucleo abitativo che sorgeva in questa posizione così isolata. Anche qui i tetti crollati e i cespugli infestanti indicano chiaramente che le case non hanno retto all’aggressione del tempo. Da qui il sentiero CAI n 966, denominato Strada degli Alpini e recentemente ristrutturato dal Parco delle Dolomiti Friulane, prosegue in salita verso la forcella Clautana. Lungo la via del ritorno è possibile intraprendere una breve deviazione per andare a visitare anche le case di Pecolat, passando per uno storico ponte. Dall’ultimo tornante prima delle Tronconere si imbocca la mulattiera originaria che si stacca proprio sulla curva. Attenzione però: si tratta di un sentiero abbandonato e invaso dagli arbusti che richiede qualche motivazione in più (difficoltà E). Tra boschetti e radure cosparse di eriche, in moderata discesa si esce sul vallone detritico del Rug de Muscle. Qui una traccia cala tra le ghiaie verso il greto superando il piccolo corso d’acqua su ciò che rimane del Ponte degli Alpini. Si prosegue sull’altro versante per tracce di passaggio guadagnando anche il ripiano di Pecolat (m 551) ed i resti delle abitazioni. La mulattiera prosegue ancora sempre più sconnessa fino a terminare con un salto poco praticabile sopra il greto del Silisia. Da Pecolat, quindi, si ripercorre a ritroso la variante fino a ricongiungersi con la strada principale e per questa si rientra al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
028
Dislivello
600
Lunghezza Km
16,8
Altitudine min
497
Altitudine max
603
Tempi
Dati aggiornati al
2017
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  • 01/05/2017 Percorso il 01-05-17. Percorso adatto a tutti fino alle Tronconere mentre il sentiero per Pecolat è evidente ma con rami e arbusti sul percorso. Il livello del lago è ancora basso e permette di visitare la piana di Sisilan, bellissima nella sua atmosfera lunare. Ma tutti i borghi che si incontrano lungo l'itinerario regalano delle emozioni di tempi passati. Mandi
  • 11/04/2017 Da non perdere la visita alla piana di Sisilan per calarsi nell'ambiente surreale del bacino lacustre, ora praticamente prosciugato. La ghiaia è una morbida coperta disseminata di grossi macigni e ruderi che a volte si confondono, sullo sfondo montagne selvagge creano un palcoscenico da set cinematografico! Spavalda emerge Stalurban, sulla sponda opposta, s'innalza sopra un ripido pendio ghiaioso, come una roccaforte inespugnabile. Una macchia rossa spicca tra il grigio-bianco: sono le tegole di un tetto, rimaste magicamente incollate!La mulattiera originaria per Pecolat è evidente e percorribile, nonostante qualche ramo e arbusto e un animale morto in decomposizione. Un fetore m'assale improvvisamente, tentenno ma poi la voglia matta di conquistare il Ponte degli Alpini prevale. Giunti dove termina la mulattiera a ridosso di una roccia boscosa, un'esilissima traccia diagonalmente scende, tra ripide ghiaie dalla parvenza instabili. Non pare per niente sicura. Torniamo qualche metro indietro, c'è un'altra traccia appena fuori dalla boscaglia, per scendere senza patemi al greto del Rug de Muscle. Il torrente si lascia guadare con attenzione. Raggiungiamo il ponte e anche i muretti a secco di Pecolat, per questi bisogna ravanare un pò seguendo le tracce esistenti. 9/4/17
  • 02/04/2017 We have done this hike today. Nice day, spectacular lake! The path is easy and goes mostly on a narrow road through the woods around the lake. There are several places where you can go down right to the water (and I suggestyou do!). The second half of the lake is actually almost completely dry, with just a small torrent in the middle, so you can walk right on the bottom of the lake.
  • 13/03/2017 Abbiamo percorso questo itinerario in bicicletta, ieri, domenica 12 marzo, una giornata soleggiata.Abbiamo parcheggiato l'auto su un piazzale del lago di Redona e poi da lì abbiamo inforcato la mtb. Il percorso si presta ad essere ciclabile, il fondo è quasi tutto asfaltato con brevi tratti di sassi, ma non impegnativi. E' un susseguirsi di saliscendi sia all'andata che al ritorno visto che non si tratta di un percorso circolare ma si percorre la stessa strada. Lo scenario in alcuni casi è quasi lunare, nel senso che man mano che ci si inoltra verso le montagne, i borghi abitati si diradano e spariscono, resta solo il silenzio.E' un percorso piuttosto soleggiato, con brevi tratti di ombra e ben tenuto.
  • 03/06/2014 Itinerario che sembra propedeutico alle chiacchiere ed al rilassamento, che ben si confà alle richieste di due amiche. La diga impressiona come la gemella del Ciul. Anche qui trovo un guardiano autoctono con cui scambiare quattro parole, spiluccando con orecchie attente, la particolare declinazione che la marilenghe assume in queste terre. L’acqua brilla, scura. Il lago è una gemma selvatica incastonata tra boschi verticali e pareti rocciose. Ma sa di posticcio. La sua natura artificiale lo tradisce al primo sguardo. Prima ancora che appaiano i primi ruderi, che san di memoria e mistero, che fan venir voglia di tuffarsi per raggiungerli. Il bosco è splendidamente addobbato con sassi muschiati. Incrociamo tanti epilobi, poi cinque 4x4 austriaci a cui ringhio gentilmente. Ci si perde nei dettagli del sottobosco, nei licheni arancioni, tentando di deviare l’incalzante pensiero che sia tutto asfalto e carrareccia. Alle Tranconere l’erba è alta. Osserviamo attentamente ogni rimembranza pietrosa, penetrandone i dettagli, accarezzandone ricordi che ignoriamo, stupefatti della loro essenza cangiante, quasi de-antropizzata. La natura, quando riconquista ciò che l’uomo abbandona, si veste d’artista. Ripartiamo per Pecolat. Dall’inizio la traccia è evidente, poi la aggiriamo per evitare fusti e arbusti giungendo sopra il ponte degli alpini. Scendo per il vecchio sentiero ormai eroso del tutto e in franamento perpetuo, consigliando alle amiche il troi che scende verso il greto in direzione opposta. Un’Aquilegia, azzurra come il cielo, si fa trapassare i petali dal sole, redendoli di seta. Fragile. Come quel ponticello che sembra eterno, mentre in realtà poggia solo su di un pugno di pietre. Intorno a lui, il vuoto. Sopravvissuto al tempo, è diventato un intruso del presente. Una scultura fuori posto, una memoria fuori contesto. Si pranza senza parole, lasciando sfogare l’acqua, ascoltando ipnoticamente il borbottio. Poi troviamo i muri a secco e la ricerca finisce. Non individuiamo altre tracce e si fa tardi, mentre le nuvole iniziano a confabulare un po’ troppo tra loro. Si rientra. Io, battistrada, con 16 zecche tra cui due maschi dalla splendida mezzaluna rossa. Itinerario tecnicamente per tutti e tutte, ma non per me, giacché carrareccia e asfalto fungono da isolante emotivo. Con la neve, come percorso da altri, può invece solo che guadagnarne in poesia. (31.05..2014)
  • 09/06/2013 Giornata che le previsioni davano per quasi catastrofica si è poi rivelata niente male (almeno fino al primo pomeriggio). Imponente la diga ed il lago (meritano una visita). Oltrepassato il rugo secondario, dove s'incontra l'inizio del SV 968 ho abbandonato la strada per risalire lungo il sentiero; probabilmente ho sbagliato e dovevo continuare lungo la strada. Ho così cambiato obiettivo arrivando alla C.ra Valine Alta. Bel percorso, ben segnalato. Alla C.ra volevo proseguire, ma il tempo ha iniziato a peggiorare e sono ritornato indietro per lo stesso itinerario: meglio non sfidare troppo la fortuna. Buone camminate. Bepi.
  • 26/05/2013 26/05/2013. Ripercorso il rilassante itinerario al cospetto delle cime innevate di fresco. Il Ponte degli alpini, alla fine dell'escursione, è ancora integro ma l'acqua del torrente sta lavorando alla base... Il livello delle acque del lago di Selva è molto alto e copre alcuni dei ruderi delle vecchie case. Segnalo che volendo percorrere in auto la strada, transitabile fino alle Tronconere, meglio usare un 4x4 in quanto, perlomeno ad oggi, diversi smottamenti e piccole frane invadono parzialmente la carreggiata.
  • 10/02/2013 fatto oggi, nonostante i meno 5 alla partenza è stata una soddisfacente passeggiata anzi a tratti una divertente corsa in discesa sulla neve compatta! Una bella escursione tra una natura incontaminata e spettacolari riflessi sul lago. Buona montagna a tutti!
  • 10/01/2013 Ripercorso in data odierna, giornata dal meteo incerto e che poi invece è andata al di là di ogni più rosea previsione, niente pioggia, niente nebbia, niente freddo, l’assoluto silenzio ha reso ancor più gradevole questa camminata. Rispetto ad un anno fa ho notato qualche erosione in più, più alto il livello delle acque del lago, la traccia per Pecolat visibile solo per qualche metro oltre il tornante.
  • 02/05/2012 VAL SILISIA-DAL LAGO DI SELVA ALLE TRONCONERE. Percorso domenica. Sentiero agevole, senza difficoltà di sorta, e segnalato perfettamente. Luogo solitario e silenzioso. Il bosco è uno dei più belli che io abbia mai visto e il lago è affascinante e, allo stesso tempo, inquietante. E' strano aver incontrato così pochi bipedi in un luogo così magico e con un meteo discreto. Ho tentato il Pecolat ma, fin dall'inizio, il sentiero non mi è piaciuto. Percorso giustamente consigliato a famiglie con bambini al seguito. Graziano
  • 11/03/2012 Percorso fatto ieri 10/03/2012..mentre percorrevo la strada che dalla diga porta alle tronconere cercavo di immaginare questo luogo prima della costruzione del grande sbarramento,quando molte famiglie vivevano in questa valle a contatto con la natura più selvaggia,un posto molto particolare e incantevole,con i ruderi delle tronconere a completare la bellezza del percorso..unica pecca?il sentiero che porta a pecolat,per niente simpatico!!Alessandro
  • 02/06/2011 Percorso odierno, l'iniziale tempo grigio non prometteva bene, ma in breve il sole ha prevalso. Bell'itinerario dai diversi scenari, scorci spettacolari sul lago di Selva, unici "rumori" il picchio e il cuculo; ci si incanta a guardare quei ruderi lungo le sponde e quelli che si incontrano lungo il percorso, la bellezza di ciò che si vede ripaga ampiamente della monotonia della strada. All'altezza di Stalurban di qua 3 camosci mi hanno letteralmente tagliato la strada salendo velocissimi nel bosco.Loredana
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  • Lago di Selva dalla piana di Sisilan. 9/4/17
    11/04/2017 Lago di Selva dalla piana di Sisilan. 9/4/17
  • Macigni e ruderi sulla piana di Sisilan. 9/4/17
    11/04/2017 Macigni e ruderi sulla piana di Sisilan. 9/4/17
  • Stalurban e Lago di Selva. 9/4/17
    11/04/2017 Stalurban e Lago di Selva. 9/4/17
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    11/04/2017 Rug de Muscle e il Ponte degli Alpini. 9/4/17
  • verso le tranconere...
    10/02/2013 verso le tranconere...
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