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    Monte Brizzia da Pontebba
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaB30

Monte Brizzia da Pontebba

Avvicinamento

Pontebba, punto di partenza della escursione, è raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana oppure utilizzando l'autostrada A23 fino all'uscita di Pontebba. Raggiunta la via principale si imbocca la strada per passo Pramollo deviando a destra poco prima del ponte sul rio Bombaso. Seguendo le indicazioni per la chiesetta del Calvario si prende quindi la stretta stradicciola asfaltata che risale a tornantini fino al piccolo edificio (m 666, limitato parcheggio sugli ultimi tornanti).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
018
Dislivello
900
Lunghezza Km
9,8
Altitudine min
666
Altitudine max
1570
Tempi
Dati aggiornati al
2012
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  • 18/07/2016 Sentiero percorso come da descrizione il 17.07.2016 mi aggancio ai post precedenti, a inizio sentiero a Pontebba hanno appeso un cartello per escursionisti esperti, e lo stesso cartello si trova al bivio con il 501a, nel tratto interessato dall'erosione ci sono cinque-sei punti in cui è particolarmente complicato passare per il resto il sentiero e ben segnalato ed in buono stato. alle go in un paio di foto.
  • 11/11/2015 Seguo il goloso commento di Marco, lasciando il 501 per un futuro anello col Vallone degli Uccelli. La mulattiera che diparte sopra il rio Bombaso mi conquista subito. Pendenza perfetta per un ritmo sostenuto, adatto a contrastare le sferzate della fredda aria mattutina. Mi fermo solo davanti a quelle croci. Adagiate su di un letto di foglie e posate su quei fusti, trasfiguran l'orrore del macello in quiete. Dall'altra parte riecco lo Scinauz...mmmh, lo Scinauz. Poi tutto si spalanca. Incredibile come da qui lo sguardo riesca a penetrare così dolcemente l'alta val Aupa fino a sella Cereschiatis, con quelle ondate verdi a lambire boschi ormai spogli. Vengo però colpito da una copiosa fioritura. Credo si tratti del Senecione Sudafricano. Cespugli di vivissimi fiorellini gialli che sbucano dalle pietraie. A novembre! Lis varà plantadis San Martin, veh! In breve raggiungo anche il Bruca. A sinistra della cima nord, poco più in basso della vetta, noto quella formazione rocciosa. Tre spuntoni arrotondati che paion mimar profili d'altre vette. Quella in mezzo è la più alta. Su quella di destra s'è appollaiato un grande masso rotondo. Paion il banco di prova di un Gaudì nostrano. Dopo la sosta è ora di godersi il Montâs. Il sole, nel mentre, ha continuato la quotidiana transumanza di luce ed ora l'ombra prende forma ed il luccichio delle nevi ne accentua i contorni. L'ultima tappa è una visita accurata ai cocuzzoli Scalzer. A quello strano groviglio di trincee e gallerie che pian piano la natura tenta di inghiottire. Il momento più bello della giornata non si è incarnato nel panorama superbo o nei colori vivaci ma in quelle due scalette. Maridadis cul cocolâr. Già splendide di loro. Senza alcuna rifinitura, semplici frammenti di bosco azzannati dal ferro. Che il bosco ha ripreso. Uniti nel destino, addobbati dagli stessi pizzi smeraldini. Le scale e quel noce son divenuti giacigli di vite. Han seguito la sorte di quelle pietre che eran dimore. Leali nel passato a chi se ne prendeva cura, scalando quel gigante per prender fino all'ultimo mallo, cogliendo ogni frutto. Oggi son ritornate ad esser parte del tutto, spartendo la propria essenza. Riprendo la strada tuffandomi in una corsa forsennata tra le foglie. Tutto è sorriso. Tutto è caciara d'autunno. Fino alle staffe finali. Un gruppo di gioventù (di che biele, cui cjavei sal e pevar) affronta l'ultima difficoltà. Con calma. Mi propongon di passar davanti. Ma non ho fretta e provo a condividere dei biscotti. Ma l'appetito della fantate che aspetta il suo turno è pietrificato da quelle staffe che non vede l'ora di superare. Il tempo d'una mela e tutti sono sani, salvi e… inmò plui zovins.(01.11.2015)
  • 16/06/2015 Cocuzzoli Scalzer,monti Brizzia e Bruca:tutto all'insegna del vecchio nemico austro-ungarico.Saliti dalla strada per Pramollo lungo la bella mulattiera.Il piccolo cimitero dei volontari salisburghesi ci impegna in una veloce pulizia del sito.Un po' d'ordine militare all'insolito sacrario.Abbiamo poi raggiunto gli stavoli Scalzer,con quella loro scala,ormai così inglobata dall'elemento naturale,da sembrare una protesi del noce su cui poggia.Dietro i ruderi,in direzione ovest,un rilievo boscato ospita un dedalo di trincee.E' la quota 1270 del cocuzzolo Scalzer,uno dei siti che per primi sono finiti sotto il tiro dei cannoni italiani,al momento dello scoppio della guerra.La vegetazione,ormai,rende invisibile,dal basso,ogni manufatto,ma sono qui presenti numerose iscrizioni scolpite,facenti riferimento ai reparti che presidiavano la zona.Percorrendo la trincea in direzione sud-ovest,si giunge alla selletta che unisce il primo al secondo cocuzzolo(quota 1249).Sono uniti da una breve lama rocciosa esposta ma facile.Anche il secondo sito è percorso da numerose trincee ed è immerso in un bellissimo bosco.Una visita piacevole a un luogo poco frequentato,che impegna per circa un'ora.Siamo poi ritornati al sentiero e abbiamo proseguito per il Brizzia e,quindi,per il Bruca che,ora,risulta ben segnalato,con tanto di tabella CAI e numerosi bolli.La sua cima è poco frequentata(quasi parità tra Italiani e Sloveni),ma merita la visita.Ebbri di tante visioni,siamo rientrati al mondo di oggi,giusto in tempo per vedere,sulla statale 13,una colonna di moderni profughi.Sembravano gli sfollati di cento anni fa,anche se il loro viaggiare era privo di bagagli.
  • 20/05/2014 I commenti precedenti già la dicono chiara la situazione. Io ho percorso quel sentiero a maggio del 2008 ed era già in pessime condizioni. A suo tempo avevo scritto al CAI di Pontebba segnalando la situazione ma evidentemente non è molto facile o forse è inutile cercare di ripristinarlo data la natura del terreno. Non è più un sentiero E, non è neanche EE , deve semplicemente essere chiuso, prima o poi qualcuno si fa male.
  • 20/05/2014 Missione fallita.Giornata iniziata male,con autostrada bloccata per 25 minuti circa da rottame ambulante,fermatosi,per guasto,su corsia ridotta per lavori.Da Nord giungevano a tutta birra.Noi guardavamo impotenti.Seconda sorpresa a Pontebba,con la strada per Pramollo chiusa per lavori(chiusura a fasce orarie).L'attacco dal tornante dopo la galleria sfuma.Pensavo,ormai,di ripiegare per la salita al Monte Cit,partendo da Laglesie,ma un conoscente,a Pontebba,mi consigliava di salire dal ponte sul Rio Bombaso,poco dopo il bivio per il Calvario.Così parcheggiavo nel piccolo slargo e mi incamminavo.Consiglio di evitare la salita alla chiesa,con la prosecuzione lungo la tortuosa strada forestale.Si imbocca,comunque,la rotabile(Via Crucis),ma la si abbandona subito,presso la terza stazione,dove una pista per trattori si stacca a sinistra.Dopo circa 80-90 metri di dilivello si giunge a una radura con due stavoli vicini e uno più distante,sulla destra.In mezzo ai primi due una traccia si dirige ad una altana per cacciatori,al limite alto del prato.Presso una lamiera ondulata che funge da copertura a qualcosa(non ho controllato),si entra in un boschetto di noccioli.Si deve salire lungo la costa seguente(la traccia praticamente scompare).Non si può sbagliare,basta stare al centro di essa.Solo alla fine,quando si vedono i primi faggi,si nota una traccia più evidente che traversa a destra(paletto metallico giallo).Si sbuca,quindi,sulla forestale,poco prima degli sstavoli di quota 874.L'ultimo tratto impone uno stretching continuo dei polpacci,ma la variante permette di risparmiare almeno 20 minuti.Da qui,fino al circo detritico,nessun problema.La cengia,forse perché a inizio stagione,risulta assai danneggiata.Sono passato pancia alla roccia in un punto;in un altro,dove il detrito era un fine ghiaino umido,ho potuto creare dei gradini solidi,ma poco oltre,dove una colata di detrito grossolano e ramaglie si dimostravano instabili al piede,ho detto basta.A prima vista,oltre questo punto,ce n'era almeno un altro delicato.Un camminamento da ripristinare,poiché esposto.Dall'alto pioveva anche qualche piccola pietra.Da ripetere,con maggior fortuna.Ciao
  • 13/10/2013 Dopo aver preso visione dei commenti precedenti, oggi abbiamo deciso di salire al Brizzia per il sentiero 501a (dalla strada del Pramollo) per evitare il tratto franato. Segnalo qualche difficoltà tecnica proprio all'inizio, che potrebbe scoraggiare i meno esperti, ma che comunque si supera senza troppa difficoltà: nell'ordine, qualche metro di paretina a picco sul torrente che si risale grazie a staffe, l'attraversamento di una parete obliqua piuttosto umida (catena) ed infine un tratto franato che richiede un po' di attenzione. Passati questi punti (i primi 10 minuti), il sentiero comincia a salire a tornanti nel bosco ripido e non presenta più alcun problema. Escursione abbastanza breve e non troppo faticosa, che si svolge quasi interamente nel bosco. Bello il panorama dalla cima, limitato però verso nord dalla vegetazione. In vetta enorme croce con tanto di pannelli fotovoltaici, oltre a comoda panchina panoramica e libro di vetta. Poche le firme sul libro, diverse persone sono salite da Pontebba senza segnalare difficoltà.
  • 13/08/2012 Percorso (11.08.2012) il sentiero Dalla Schiava 501 in discesa proveniente dal Monte Bruca; è da considerarsi ormai inagibile nel tratto devastato dall'incendio e dalla frana; il calpestio non è sicuro, bisogna trovare degli appoggi per attraversare il fronte detritico e spesso si provocano delle cadute di sassi subito dopo il passaggio. Da usare assolutamente il 501a per salire al Brizzia in sicurezza.
  • 21/05/2012 Salita sulla cima del Brizzia il 13/06/2012 dalla strada per Pramollo (si evita in questo modo l'attraversamento della cengia detritica). Segnalo che - giunti nello spiazzo al bivio per sella Barizze dove si trovava solo un effimero ometto per il Brizzia, si trova ora un cartello CAI che indica la direzione del sentiero numerato 501 per la cima (oltre alla croce, panchina e libro di vetta).
  • 08/05/2012 Salito sul monte dal sentiero 501/a sentiero in discrete condizioni
  • 10/04/2011 Solo salito sul monte attraverso il sent.501a. Da pontebba salire lungo la strada per pramollo. All'uscita della 2^ galleria, subito a dx parte il sentiero, debitamente segnalato con cartello. Salendo da questa parte si salta la parte slavinata cui facevo riferimento nel mio precedente commento.Buona vita a tutti
  • 30/03/2011 Sono 45 anni che vado per monti e mi sento di poter affermare CHE QUESTO SENTIERO VA CHIUSO ! Provare a passare il tratto invaso da slavine detritiche, è a rischio della vita. Non scherziamo. In montagna si deve andare in sicurezza.Buona vita a tutti
  • 06/06/2010 La cengia in effetti è un po' in esposizione. L'abbiamo percorsa il 2.6.2010, dopo aver percorso il "rio degli uccelli", e non abbiamo rilevato alcuna difficoltà. Nessuno di noi ha lanciato l'idea di arrivare ad assicurarsi con la corda ed attrezzi, che avevamo al seguito a scopi precauzionali. E nessuno di noi ha affermato che il tratto era pericoloso, semplicemente che meritava tutta l'attenzione che si deve ala montagna.Premetto che prima di intraprendere ogni via o sentiero è sempre meglio sentire la sezione competente del CAI, come noi abbiamo fatto preventivamente, per non trovarsi di fronte ad ostacoli oltre le nostre possibilità.Diverso era il percorrere il sentiero 457 oltre il Monte Brizzia, che è riservato ad escursionisti esperti per la presenza di tratti cablati in esposizione.
  • 25/05/2010 Condivido i due commenti precedenti, infatti il 28/04/2010 anche io mi sono fermato davanti alla cengia artificiale franata in più punti e ricoperta di detrito mobile in altri; sarebbe utile ed opportuno un avviso all'inizio del sentiero per segnalare il problema finchè presente.
  • 25/05/2010 Sentiero CAI: 501. Da Pontebba al Monte Brizzia; più precisamente il tratto compreso tra quota 1243 e gli stavoli Scalzer.. La cengia artificiale che costituisce la parte centrale del tratto in questione è franata in più punti e nei restanti è ricoperta da detrito mobile.. Rilevazione del 28 aprile 2010.. santinstefano@alice.it
  • 24/05/2010 Sentiero CAI: 501. Sentiero dalla chiesa del Cavario nei pressi di Pontebba al monte Brizzia. Alla fine della cengia tratto franato e molto instabile, piuttosto pericoloso.. giulio.cargnelutti@libero.it
  • 23/05/2010 23-05-10Sono appena rientrato con un pò di amarezza in quanto alla fine della cengia ci siamo fermati davanti ad un tratto completamente eroso, franoso e senza appigli. Purtroppo non ci sono indicazioni che segnalino questo fatto.
  • 09/05/2010 09/05/2010Condivido l'indicazione del 08/05/2009 la cengia artificiale è particolarmente erosa, e dopo alcuni particolarmente rischiosi passaggi si arriva ad un certo punto in cui è completamente franata e non si può ASSOLUTAMENTE passare oltre se non a rischio della propria vita. Sarebbe meglio ci fosse un'indicazione all'inizio del percorso che vieti il proseguo oltre "L'areo pulpito roccioso dal quale si apre uno spendido panorama"
  • 22/11/2009 la cengia artificiale impressiona, ma in realtà non oppone nessuna difficoltà
  • 08/05/2009 La cengia artificiale è particolarmente erosa in più punti. Forse rischiando è possibile affrontarla ma ho preferito rinunciare.
  • 23/07/2006 Sentiero CAI: 501. Da Pontebba al Monte Brizzia. In data 22/7/06, mentre stavo svolgendo l'escursione sul Malvueric Alto, ho potuto tristemente osservare, con il passare delle ore, il divampare di un vasto incendio, che in serata non risultava ancora essere stato domato. E' da ritenersi, pertanto, problematica la salita al Monte Brizzia, in quanto l'incendio ha probabilmente interessato anche il tracciato del sentiero in oggetto.. g.verbi@alice.it
  • 26/07/2004 Sentiero CAI: CAI 521. Gola del Rio degli Uccelli. E' assolutamente impossibile risalire la parte bassa dell' immensa frana alla testata della gola del Rio. Anche il tratto militare che permette di raggiungere il Brizzia è completamente franato.. Variante: proseguire lungo il Rio fino ad uscire dalla zona sotto la frana e salire con il sentiero che porta a Pramollo (piccola frana evitabile salendo tra i mughi).. tgh
  • 30/06/2003 Sentiero CAI: 521. Sentiero per il Rio degli Uccelli. Probabile franamento nel tratto in cui il sentiero interseca il Rio. pecile@mail.nauta.it
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  • La foto del tratto di sentiero franato visto da Nord (ovvero ...
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  • Il monte Brizzia da Pontebba. . . archiforomontea@yahoo.it
    13/04/2005 Il monte Brizzia da Pontebba. . . archiforomontea@yahoo.it
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