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    Monte Acomizza da Camporosso
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaB33

Monte Acomizza da Camporosso

Avvicinamento

Il punto di partenza dell'escursione è situato presso Camporosso a cui si giunge percorrendo la statale 13 Pontebbana poco prima di arrivare a Tarvisio oppure lasciando l'autostrada A23 all'ultima uscita prima del confine di stato con l'Austria. Dalla strada principale che attraversa Camporosso si imbocca la via che sale verso la chiesa piegando poi a sinistra (sbiadite indicazioni in legno Passeggiata Clome poco più avanti). Dopo essere usciti dal paese fare attenzione ad un bivio a destra (segnavia CAI) dove si seguono le indicazioni per malga Acomizza e sella Pleccia. La strada si fa sterrata ma è possibile proseguire ancora per un breve tratto fino al divieto di transito dove si parcheggia (m 882).

Descrizione

Ci si incammina nella stessa direzione incontrando subito un bivio dove si lascia a sinistra la pista con il segnavia CAI n.506 e si prosegue a destra lungo il n.508. La pista forestale, a volte incassata nel terreno, guadagna quota con pendenza costante nel bosco misto di faggio e abete rosso che a novembre si presenta negli splendidi colori autunnali. Con una larga ansa si raggiunge una dorsale boscata che si orienta progressivamente verso nord. La si segue lungamente raggiungendo le pendici della quota 1436 dove la pendenza si appiana un poco e la vegetazione si dirada lasciando intravedere qualche scorcio sul fondovalle.
Successivamente la pista riprende a salire con decisione aggirando la quota 1436 e lasciando a destra una diramazione secondaria. Ci si affaccia così sulle pendici di Cima Muli, ricoperte da un fitto bosco di abete rosso e larice. Qui la pista asseconda alcune ondulazioni passando accanto ad una minuscola radura che ospita i muri perimetrali di una vecchia casera. Poco dopo si oltrepassa una insellatura immersa nella abetaia e si riprende a salire compiendo una serie di stretti tornanti piuttosto rovinati a causa del ruscellamento. La strada forestale si esaurisce sulla piazzola del rifugio forestale Cima Muli edificato su un panoramico ripiano. La costruzione è stata attrezzata esternamente con panca e tavolo ma è risultata chiusa durante la nostra visita.
Dal rifugio il percorso prosegue in forma di comoda mulattiera prendendo quota con una serie di svolte nel bosco di conifere. Più in alto il sentiero piega a destra traversando sul versante orientale di Cima Muli. Raggiunta la selletta tra la Cima Muli e l'antecima sud del monte Acomizza si abbandona la prosecuzione del segnavia CAI n.508, che verrà utilizzata al ritorno, e si risale direttamente lungo la dorsale. Superata una piccola macchia di conifere si esce sulle praterie affacciate a meridione lungo le quali ci si innalza seguendo le tracce di pascolo. In breve si guadagna la quota 1760 dove si trovano alcuni abbeveratoi e resti di costruzioni militari. Dalla antecima la visuale si apre sul cupolotto sommitale del monte Acomizza la cui vetta si guadagna senza problemi salendo il facile pendio erboso (m 1813, piccola croce, cippo di confine). La cima è situata proprio sul confine con l'Austria ed offre un panorama completo sulle vette che racchiudono la Valcanale e sulle Giulie italiane. Particolarmente istruttive sono le visuali sul vicino Osternig e sulla val Filza di cui si notano in basso le radure con gli stavoli. La presenza in zona di una fitta rete di piste forestali e sentieri consente diverse alternative anche nel periodo invernale quando l'escursione può essere percorsa con le ciaspole.
Dalla cima si scende lungo il panoramico versante opposto per gradoni erbosi e detriti con percorso un poco più impegnativo rispetto alla salita. Mirando alla sottostante Achomitzer Alm si cala alla insellatura che ospita la casera, attualmente in fase di ristrutturazione. Grazie alla presenza di una fitta rete di sentieri e piste forestali per la discesa si aprono diverse possibilità, la più semplice delle quali consiste nel riprendere a sinistra (sud) il segnavia CAI n.508 (paletti). Il sentiero taglia con percorso pressoché orizzontale tutto il pendio ovest del monte, passando accanto ai ruderi di una vecchia costruzione e si riporta alla selletta presso Cima Muli. Da qui si utilizzerà poi il medesimo itinerario. Una alternativa interessante anche se assai più lunga consiste nell'utilizzare la strada di servizio alla Achomitzer Alm scendendo lungamente in territorio austriaco (segnavia n.403) fino alla sella di Bartolo. Dopo essere rientrati in territorio italiano si attraversano i bellissimi Prati del Bartolo, caratterizzati da grandi ripiani erbosi punteggiati di baite. In moderata pendenza si scende quindi lungo la val Bartolo, a stretto contatto con il torrente, fino alla periferia orientale di Camporosso e da qui al punto di partenza. Una ultima possibilità, anch'essa più lunga, consiste infine nell'utilizzare la pista che dalla Achomitzer Alm scende verso la val Filza passando per la cosiddetta Rotonda. Dopo aver raggiunto la strada che risale la valle di Ugovizza la si segue per un brevissimo tratto imboccando quasi subito a sinistra la pista che sale verso la sella di Vuom. Dalla insellatura ci si tiene ancora a sinistra divallando nell'opposto versante e con percorso lungo e qualche modesto saliscendi ci si riporta esattamente al punto di partenza.

Avvertenze

Se decidete di utilizzare per il rientro una delle due possibilità descritte in alternativa al percorso di salita non dimenticate di portare con voi la relativa cartina Tabacco (019), pressoché indispensabile viste le frequenti deviazioni su strade, piste e sentieri.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
019
Dislivello
1000
Lunghezza Km
12,9
Altitudine min
882
Altitudine max
1813
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 26/03/2017 26-03-2016 Festeggiato il compleanno con una bella escursione nelle Alpi Carniche orientali.Da Camporosso salita al Monte Acomizza lungo il sentiero 508 e discesa dal versante settentrionale austriaco alla Bartolosattel e quindi di nuovo a Camporosso.Nebbia fitta dalla Alchomizer Alm e lungo la salita alla cima. Poca neve lungo il sentiero 508 mentre il primo tratto del 403 presenta ancora un discreto innevamento(in alcuni punti si sprofonda fino alle ginocchia).Un bell' anello da farsi preferibilmente con tempo migliore.Buona montagna a tutti!
  • 14/11/2016 13/11/2016-Saliti all'Acomizza da Camporosso, come da relazione; e ridiscesi dalla stessa parte. La neve non ancora trasformata fa la sua comparsa circa al rifugio forestale Cima Muli, impreziosisce gli alberi dai quali non riesce ancora a staccarsi e verso la cima raggiunge, a tratti, qualche decina di centimetri. Parecchi escursionisti austriaci, cielo grigio, assenza di vento.
  • 25/10/2015 Escursione fatta sabato 24 ottobre sotto un sole quasi estivo; il rosso dei larici impreziosivano i boschi e lingue di neve ricamavano le alpi Giulie; senza dubbio l'autunno è la stagione migliore per escursioni come questa, e senza dubbio escursioni di questo tipo sono le migliori per stagioni come l'autunno.
  • 23/06/2015 Anello percorso con una buona compagnia di amici domenica 21 giugno. Tempo incerto, ma alla fine ha tenuto tutto il giorno. La salita fino al Rifugio risulta un po' monotona e la pendenza della pista forestale non concede tregua. Il Rifugio si trova in una splendida posizione panoramica, ma è chiuso e, in caso di maltempo, può offrire un minimo riparo solo sotto la linda. Dalla selletta in poi si sale per i pascoli senza percorso obbligato, non ci sono comunque problemi di orientamento. Abbiamo completato l'anello scendendo per la Val Bartolo; dalla Achomitzer Alm a Sella Bartolo, anziché utilizzare la stradina, abbiamo percorso il sentiero austriaco, sempre ben segnalato, ma a tratti un po' fangoso. In tutto circa 6 ore e mezza di cammino, senza fretta. Meravigliosa la Val Bartolo in fiore!
  • 14/10/2014 Dipende! Può piacere o no, dipende da cosa ci si aspetta. E’ una tranquilla escursione nel bosco in cui i piedi van da soli mentre la mente viaggia per conto suo (solo qualche radice da evitare, un paio di alzalagambaescavalca) e oggi il sole ha regalato toni dorati e bronzati a questo bosco che porta i segni dei patimenti invernali, e poi il verde della piramide, erba verde che oramai tende al giallognolo, la terra rossa del tormentato sentiero che scende alla Achomitzer Alm, zoccoli bovini che hanno profondamente inciso e marchiato il percorso fino alla selletta di Cima Muli. Rumore di foglie calpestate, profumo di resina e funghi, vento che si alza, un bel gatto casalingo mi aspetta all’inizio sentiero, morbido, pulito, fusa senza ritegno, e, cofano aperto, insiste per darmi un aiutino a rabboccare il lava tergilunotto….questo mi resta dell’Acomizza…
  • 01/05/2014 percorso oggi, tutto come da relazione, si trova neve nel traverso finale a est di Cima Muli e a ovest dell'Acomizza (CAI 508) ma si passa comunque agevolmente senza ciaspole.Invece la cima e sia la salita diretta dalla sella sud che la discesa verso nord (Achomitzer Alm) sono già praticamente sgombre di neve.
  • 06/06/2013 Giornata promettente.. il tarvisiano dal meteo sembra un rifugio un pò più stabile..all’arrivo si scherza sull’unica piccola nuvola grigia sopra l’Acomizza, il ricordo del Rodolino è ancora vivo.. ma dai, a va vie subite… al ten! Si sale a ritmo sostenuto per una pista meno monotona del previsto. Una decina di giovani camosci si allontana con calma, chi a destra prima chi a sinistra poi.. L’arrivo al rifugio forestale, nonostante il nascondino tra le nubi di Mangart e Montasio, è emozionante. La selva di ellebori neri ormai verdastri e rossicci mi convince a ritornare il prossimo inizio stagione… Alla sella voltiamo a destra e faremo anche l’antecima per una traccia, senza volerlo. Ma anche gli errori, spesso, nascondono piccole meraviglie: nel bosco le ultime chiazze di neve si sposano con gli unici ellebori ancora candidamente bianco-rosati, alcuni appena schiusi.. I prati sommitali sono irrealmente punteggiati del blu delle genziane primaticce e distraggono, ma un rumore di archi (zan-zan-zan-zan) fa alzar la testa.. la nuvoletta ora è un nuvolone.. ma si cal ten! Figurinsi! Intorno c’è l’azzurro. Osservando le marmotte correre per i prati sottostanti, scegliamo il ritorno per la Val Bartolo.. dopo poco, verso l’una, la nube si scrolla di dosso tutto ciò che aveva. Mezz’ora di intensa grandinata e pioggia battente. Senza drammi la prendiamo tutta, ridendo come matti guardando a 500 mt in linea d’aria la val Bartolo sotto il sole… e infatti la troveremo asciutta. I suoi fiori e i suoi prati riscalderanno un ritorno fradicio ma sorridente… (carta Tabacco –come sempre- indispensabile ma variante in parte segnata da bandierine italiane e cartelli austriaci).
  • 29/12/2010 Alla Achimitze Alm si arriva anche in MB, salendo la strada per il Rifiggio Nordio e ben prima girare a dx. Le indicazione per la Val Bartolo, in effetti sono carentissime e non si capisce perchè. Siamo stati costretti a scendere in fondovalle austriaca (MB), per poi tornare a Tarvisio da Arnoldstein
  • 08/07/2010 Io mi permetto di asserire che la parte iniziale,fino a quota 1400 circa, è molto faticosa e poco remunerativa; faticosa perchè in un'ora passi da quota 900 a quota 1400 appunto, e 500 metri di dislivello in un'ora la dice lunga sula pendenza che caratterizza questa prima parte del poercorso; poco remunerativa perchè non ti offre nemmeno il conforto di poter ammirare un panorama che renderebbe forse meno impegnativo il tratto. Mi associo invece con l'amico Ivo per il consiglio scritto nella descrizione: portarsi la cartina nel caso si decida il rientro per un percorso diverso. Io ho scelto di rientrare dalla Val Bartolo. A parte la lunghezza del persorso che è pur sempre una scelta personale, mi sono trovato in una miriade di strade,stradine,scorciatoie e cartelli poco chiari. Malgrado la mia modesta esperienza, ho faticato non poco a trovare la sella che poi scende in Val Bartolo. Di certo non ho trovaro nessuna indicazione che portasse il nome " Val Bartolo" o similare.Utile quindi l'orientamento sulla cartica. Buona vita a tutti
  • 29/12/2008 Giorno 27 dicembre 2008, tanta neve già a Camporosso poi seguito l'itinerario descritto da Ivo, molto utile per trovare l'inizio della stradina forestale che sale verso il monte. L'unica cosa da aggiornare è che le tabelle in paese con la scritta Passeggiata Clome ci sono ma la scritta è illeggibile per cui seguire le tabelle in legno senza nessuna scritta poi poco più su cominciano i segni bianco rossi del CAI. Si arriva senza grossi problemi al rifugio forestale di Cima Muli, chiuso purtroppo, e poi si sale, pista abbastanza evidente fino sotto la Cima Muli poi la traccia sulla neve abbondante svanisce. Seguendo la indicazioni di Ivo abbiamo proseguito aggirando sul versante est la Cima Muli e siamo arrivati alla selletta tra questa e la cima sud dell'Acomizza. Poi per il pendio piuttosto ripido prima all'antecima e poi sull'Acomizza. La croce spuntava appena dalla coltre nevosa. Ritorno per lo stesso percorso dell'andata. Andata poco più di quattro ore, ritorno all'incirca due con sosta in un caso e nell'altro al ricovero di Cima Muli che quantomeno, grazie alle panche riparate sotto la linda del tetto, permette una sosta abbastanza confortevole.
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