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    Anello di Faedis
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaU35

Anello di Faedis

Avvicinamento

Faedis, punto di partenza dell'escursione è raggiungibile da Udine, passando per Povoletto oppure percorrendo la statale 356 tra Tarcento e Cividale. Dal centro del paese si seguono le indicazioni per Canebola portandosi verso le ultime case della frazione di S.Anastasia. Qui, sulla sinistra, un grande cartello illustra i sentieri storici che il comune di Faedis ha voluto risistemare e segnalare (m 181, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Gennaio
Carta Tabacco
026
Dislivello
600
Lunghezza Km
10,3
Altitudine min
179
Altitudine max
818
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 19/01/2016 17/01/16 - Ottima escursione, semplice e tranquilla! Il sentiero è segnalato benissimo, e vi sono diversi punti panoramici. L'anello è stato percorso in senso orario; dopo Porzûs il sentiero si infila di nuovo nel bosco, e in un tratto è ostacolato da un albero, che si può però bypassare aggirandolo da monte. Il mese consigliato è Gennaio, pertanto consiglio un po' di attenzione nel bosco: il terreno ghiacciato può rappresentare un'insidia in certi tratti posti all'ombra. Molto belli e carini gli abitati della Val Grivò. Escursione consigliatissima!
  • 04/01/2015 Escursione effettuata oggi in un clima surreale quasi primaverile, all'attacco del sentiero il termometro segnava 13°C e nella prima parte crocus e primule ci hanno fatto compagnia.Per il resto il percorso è ottimamente descritto, direi solo di fare attenzione, per chi decide di farlo ora, parche in alcune parti la neve sciolta ha formato parecchia fanghiglia che rende difficile l'avanzamento e la salita nei punti più ripidi. Nulla di particolare, un buon paio di scarpe da trekking e due racchette ed il gioco è fatto. La seconda parte del percorso (dopo Porzus) ha pochi segnavia, fidatevi quindi della traccia GPS (molto precisa)e dei segnalini lasciati con il nastro bicolore sugli alberi. Per il resto confermo che si tratta di una camminata stupenda.
  • 07/04/2014 Askatasuna nell'intervento che mi precede ha detto già tutto e con una lirica unica ed inimitabile.Sono d'accordo con lui su tutto: dalle sorti tristi dei due castelli allo scempio radio-telefonico di Porzus, dalla pace che si avverte a Clap (dove i resti delle costruzioni testimoniano un passato fiorente) alla bellezza semplice e isolata della chiesetta dedicata a Maria Maddalena.Vorrei aggiungere solo una piccola nota sul cimitero di Clap che sorprendentemente è raggiungibile solo tramite un sentiero che inizia discretamente con dei comodi gradini, ma ben presto diventa un angusto sentiero, ed è un toccante pensiero immaginarlo percorso dai parenti ed amici del defunto, con la bara portata a spalla, monsignore a iniziare la processione e chierichetti con i ceri e gli scarponi ai piedi. Anche qui desolazione erbacce alte e addirittura un albero caduto sul muro perimetrale; solo qualche lapide di marmo lucente, la maggioranza in completo abbandono.Un temporale improvviso ci ha colti lungo la discesa verso Gradischiutta dove abbiamo dovuto interrompere il giro bagnati fradici.Tutto sommato un bel percorso, direi anche interessante per le varietà di ambienti attraversati (ovviamente mancano le alture, ma non le zecche....).Fatto il 6/4/2014
  • 05/01/2014 Dopo settimane di difficoltosa convalescenza carsolina si ripunta al nord con un itinerario cauto. L’ascesa ai castelli è uno strappo di prova. Quello di Zucco sembra avere un futuro promettente, mentre quello di Cucagna, come dimostrato da uno sguardo ravvicinato (e poco lecito) è staticamente immerso in un sonno desolante. Meravigliosi nel loro minimalismo, meriterebbero entrambi ben altre sorti, ma son cose degli uomini e mi rituffo in un bel bosco che non lascia che sbirciatine tra fessure di cielo e mari di campi e paesi. Porzus è uno scontro di sentimenti. Gli occhi non riescono ad accettare che un luogo così incantevole possa essere violentato dalle numerose antenne vicine o da quella che svetta uscendo dal tetto di una casa del paese o ancora dall’enorme costruzione adibita a sparute e rare funzioni ecclesiastico-meditative. Un cartello indica: parapendio monte Scalutta. Sperando che l’implicito balcone osservi un Gran Monte spruzzato di bianco lo seguo. Ovviamente guarderà la piana. La ricerca di varchi con andirivieni in cresta non da esiti positivi. Dal paese un sentiero porta direttamente all’imbocco di quello per Clap tagliando per il bosco. La strada da attraversare è asfaltata da poco…forse per la nuova antenna installata sul Uorh. Per fortuna la discesa è talmente varia e affascinante che i pensieri scompaiono. Il tratto più bello dell’escursione riserva altre sorprese. Le prime fioriture di primule, ellebori verdi e viole mi colgono impreparato, come se emozionalmente non fossi ancora pronto ad accogliere quei colori. Clap è un’oasi fortunata ripopolata da pecore e da un asinello che vaga mansueto per le stradine. Un edificio è oggetto di splendida ristrutturazione. L’ultima chicca è la chiesetta prima di Gradischiutta che al suo interno lascia trasparire la sua anima colorata e gioiosa attenuata dal tempo. Una passeggiata che sottovalutavo, priva di cime o grandi panorami ma con tante, semplici e piccole gioie per l’anima. (31.12.2013)
  • 01/07/2009 escursione effettuata in data 21/06/2009.escursione piacevole e divertente, caratterizzata da una notevole eterogeneità di ambienti. sentiero ben tracciato e ben mantenuto, con rovi tagliati ed erba falciata a livello della traccia del sentiero nei tratti prativi presenti.
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