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    Passeggiata delle malghe da Piancavallo
    Prealpi Bellunesi
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I percorsi di SentieriNaturaU01

Passeggiata delle malghe da Piancavallo

Avvicinamento

Da Aviano risalire la panoramica strada che porta alla località turistica di Piancavallo. Giunti presso la grande rotonda si imbocca via Collalto percorrendola lungamente fino all’incrocio con via Capitano Maset dove vi è la possibilità di parcheggiare (m 1328).

Descrizione

Lasciata l'auto, si prosegue per pochi metri lungo la via principale incontrando quasi subito l’inizio del sentiero sulla sinistra (cartello Passeggiata delle Malghe). Una brevissima risalita nel rado bosco ci conduce a sfiorare la stazione di arrivo di un impianto di risalita poi i segnavia blu e gialli proseguono in falsopiano passando in prossimità di alcune grandi doline che il manto nevoso rende ancora più evidenti. Il sentiero incrocia ed oltrepassa una carrareccia raggiungendo la panoramica insellatura situata tra il Colle delle Lastre ed il Col Spizzat dove per la prima volta la vista si apre sulla pianura. La quota alla quale ci troviamo è modesta ma, se la giornata è limpida, il bagliore che si vede all'orizzonte è proprio quello del mare.
Seguendo le tracce di passaggio si cala in diagonale sulla sinistra, mirando alla vicina casera Caseratte che si scorge poco sotto (m 1349, tavolo con panca e cucina economica con canna fumaria). Giunti al piccolo edificio ignorare per il momento le indicazioni per la Passeggiata delle Malghe che porterebbero a scendere con un tornante e proseguire invece in direzione nord est, lungo il segnavia CAI n.985. Questo, con pendenza moderata, contorna tutto il fianco sudorientale del Col Spizzat, con percorso quasi speculare rispetto alla carrareccia che utilizzeremo in seguito per il ritorno. Tralasciare le eventuali tracce che si raccordano alla carrareccia e proseguire mirando ad una elevazione sormontata da una grande antenna. Con una ampia curva ed una risalita finale il sentiero guadagna una insellatura alla quale convergono diverse direzioni (cartello). Qui si tralascia il segnavia CAI n.985 che scende verso la forcella di Giais e si imbocca la pista che risale sulla destra. Con alcune ampie svolte su terreno sempre più aperto si guadagna in breve la quota 1542, punto più alto dell’intera escursione. Nonostante la presenza di un paio di grandi antenne, la posizione favorevole offre una magnifica visuale sul gruppo del Cimon del Cavallo, dal monte Tremol fino alla caratteristica piramide del monte Caulana. Verso nord est invece lo sguardo, pur limitato dalla vegetazione, arriva sulle vicine elevazioni della pala Fontana (ripetitore) e del Castelat. Tornati sui propri passi all’insellatura incontrata in precedenza, si prosegue scendendo in direzione sud lungo la carrareccia che contorna, ora dalla parte opposta, l’ampio catino di casera Valfredda. Con un paio di panoramiche svolte si cala a sfiorare l’edificio principale, ora adibito a ricovero sempre aperto (m 1390, tavolo con sedie, cucina economica, qualche mobile, bagno e pannelli solari). Dopo la visita a questo confortevole punto di appoggio si prosegue a scendere aggirando anche la modesta elevazione del Col Ceschet. Ancora un tornante, affacciato sull’orlo della grande piattaforma, poi la strada scende ad incrociare un evidente solco dove si lascia a sinistra la deviazione che scende a Marsure (cartello). Superato questo bivio ci si reinnesta sulla Passeggiata delle Malghe che arriva da casera Caseratte e che da qui in poi seguiremo integralmente. Su terreno ora praticamente rettilineo si contornano le pendici del monte Caseratte (assai consigliabile la breve deviazione per visitare la panoramica vetta, autentico balcone naturale sulla pianura) passando poco dopo anche in prossimità della casera del Medico (m 1220). In leggera discesa si tocca il punto più basso, in corrispondenza dei ruderi di casera Barzan (m 1153), situati al margine di una ampia dolina contornata da macchie di pino nero e pino silvestre. Si rasenta un rimboschimento ad abete rosso quindi, dopo breve contropendenza, si attraversa una strada asfaltata proseguendo diritti verso la vicina casera Collalt (m 1238, chiusa) che costituisce l’ultima tappa di questa lunga passeggiata. Infatti, poco dopo la casera, una decisa ansa ci orienta definitivamente verso l’abitato di Piancavallo. Una comoda pista all’interno di una giovane faggeta, dalla quale si apre ancora una magnifica visuale verso la val Sughet e le vette che la contornano, porta al limitare del paese. Raggiunta una piccola rotabile asfaltata la si segue in salita fino ad incrociare la strada principale e per questa, a destra, ci si ricollega direttamente al punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
012
Dislivello
400
Lunghezza Km
11,7
Altitudine min
1153
Altitudine max
1542
Tempi
Dati aggiornati al
2017
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  • 17/02/2017 16/02/2017-in una giornata dal clima primaverile ripercorso l'anello delle malghe di Piancavallo. Poco neve, molto battuta, non servono ciaspe. Unica casera aperta è Caseratte. Dal monte Caseratte (unico luogo ventoso) panoramica geografica sul mondo laggiù. Raccolte belle immagini per prossima puntata su Telefriuli.
  • 24/03/2016 La prima neve fa la sua comparsa al 13° tornante, dapprima timida e poi a Piancavallo bella tosta, compatta, muri di neve. L'attacco del percorso è posto un metro oltre il lastrico stradale, il cartello e lì dritto su, mi domando..ma che....????? meno male che lì c'è proprio l'asta per misurare la neve, tiene. Appendo le ciaspe allo zaino e staranno all'aria per tutto il giro, a guardare dall'alto e oggi a godere del sole. Traccia battuta ma tanto qui si può anche girovagare che i punti di riferimento non mancano e l'unica insidia è quella di farsi prendere dall'entusiasmo di questa giornata e vagare, gironzolare, ammirare, peccato per la pianura velata, di neve ce n'è ancora e anche tanta, casere semisommerse, c'è da perdere la cognizione del tempo a camminare così, piccolo puntino in movimento in questo silenzioso oceano bianco.
  • 26/02/2016 Passeggiata effettuata oggi con varianti. Partiti con leggero nevischio e avvolti poi in nebbie che ci hanno impedito di godere delle panoramiche che il percorso può offrire. Pazienza. Sarà per la prossima volta.Buona vita a tutti
  • 22/02/2016 Anello percorso ieri.La traccia è ben battuta. Qualche problema di orientamento dato dalla nebbia, risolto seguendo le paline blu e la traccia principale.Bel panorama dal Resettum al Duranno, il resto rimane tra le nebbie.Buone escursioni a tutti.
  • 26/01/2014 Un bosco in penombra mi dà il benvenuto lasciandosi penetrare dai raggi del sole. Il passaggio tra le doline è il momento più intenso della giornata. Tutto quel bianco non ne accentua solo la forma ma svela anche il loro carattere. Una delle prime, affamata, pare mi chiami per divorarmi nelle sue voragini, poi arrivano quelle che san di dolcezza fatte per cullare chi s’adagiasse nel loro abbraccio, alcune, introverse, sembran anfiteatri privati ove piccoli pini, grandi ciuffi d’erba e pietre che spuntan dal bianco confabulano tra loro nell’ombra. Altre più socievoli e allegre incitano a rotolarsi per le loro rive ma per fortuna non ho i pantaloni adatti. Poi il paesaggio si apre e appare, splendido il Cavallo con la sinuosa Caulana in disparte. A casera Caseratte la vista si scioglie nell’arancione riflesso del sole che si unisce al mare sfumando di colori l’orizzonte. Dal Nanos al Canin è un susseguirsi di bianchi e frastagliati ricami lontani. Intorno appaiono sempre più pietre che la nevicata ha reso ancor più vive donandogli un meraviglioso cappello bianco. Alcune contemplano il sole, altre spuntano timidamente dalla coltre per curiosare, altre ancora approfittano di quella bianca coperta per sognar la primavera. Dalla casera le tracce svaniscono, ma oggi sembra tutto intuitivo ed inoffensivo. I paletti ci sono e potrebbero essere pedissequamente seguiti ma il candore disegna altre sinuosità accondiscese da passi sorridenti. L’arrivo al Col delle Antenne è strano. Nonostante il paesaggio sento l’impulso di andarmene. Le ciaspe si rivelano utili solo per la salita al Col Ceschet visti alcuni accumuli, ma alla fine “a erin dibant” a meno di non voler arare una carrareccia a tratti addirittura pulita. Evito casera Del Medico e seguo la cresta che la sovrasta. Boscosa a sud, spettacolare balcone a nord, presenta segnavia blu e finisce per raccordarsi al 985. La strada nella faggeta perde ogni atmosfera con il sottostante scorrere delle auto ma prepara al ritorno alla “civiltà” ed ai suoi rumori. Una passeggiata semplice, emozionante nel suo tratto iniziale, il massimo che potevano permettersi due ginocchia infiammate. (25.01.2014)
  • 15/02/2013 Percorso oggi.Partito tranquillo visto che il sentiero era gia' stato battuto.Da Casera Caseratte pero' ho dovuto aprirmi la traccia con non poca fatica visto l'oltre metro di neve non assestata.Alla fine la "passeggiata" e' risultata un'escursione impegnativa ma comunque appagante.
  • 21/12/2012 Escursione oggi effettuata con uso delle cjaspe.Il percorso non è per nulla impegnativo.Facilmente individuabile grazie a delle evidenti traccie lasciate da escursionisti.Si presta anche a delle interessanti varianti, avendo un pizzico di senso di orientamento.La giornata non era tra le migliori ma comunque mi ha regalato alcuni scorci panoramici.Buona vita a tutti
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  • Il gruppo del Cavallo dal sentiero della passeggiata
    24/03/2016 Il gruppo del Cavallo dal sentiero della passeggiata
  • tra nubi, nebbia e neve
    26/02/2016 tra nubi, nebbia e neve
  • casera valfredda
    26/02/2016 casera valfredda
  • Piancavallo. . . carlo.batt@alice.it
    06/01/2011 Piancavallo. . . carlo.batt@alice.it
  • Giro delle malghe - Piancavallo. . . flavia1963@libero.it
    11/03/2010 Giro delle malghe - Piancavallo. . . flavia1963@libero.it
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