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    Anello di Cima Pala da Peonis
    Prealpi Carniche
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    Anello di Cima Pala da Peonis
    Prealpi Carniche
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    Prealpi Carniche
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    Anello di Cima Pala da Peonis
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS17

Anello di Cima Pala da Peonis

Avvicinamento

Da Majano o San Daniele del Friuli si seguono le indicazioni per Forgaria, attraversando il Tagliamento sul ponte di Cornino. Sull'altro lato ci si tiene a destra proseguendo lungo la strada che collega Cornino ad Avasinis. fino a raggiungere le prime case della frazione di Peonis (m 178, indicazioni CAI n.818 all'inizio di via Chiesa, possibilità di parcheggio poco prima del bivio che entra in paese).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
020
Dislivello
800
Lunghezza Km
11,3
Altitudine min
178
Altitudine max
909
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 14/04/2016 13/04/2016-Salita alla Cima Pala da Sompcornino, cai 817, via Somp il Ciuc e stavoli Ledrania. Poco sopra Sompcornino cominciano a fiorire i maggiociondoli e i peri corvini. Superata la salita su mulattiera gradinata si dimenticano i rumori del paese e c'è il cuculo che fa compagnia. No anima viva neanche presso gli stavoli, oggi è giorno feriale. Gironzolato attorno ruderi degli stavoli Cima Pala, immersi ormai nella vegetazione, uno ancora in piedi contiene rete per letto e carriola e un paio di sacchi di cemento pietrificati stile Pompei. Poco sotto la panoramica Cima Pala tabelli segnalano che qui arriva il sentiero da Peonis, ora segnato segnavia CAI 818. Ridiscesa, ho raggiunto anche lo spalloncino del monte Pedroc col suo piccolo ripiano in vista della pianura (gemello minore di Cima Pala). Molti grifoni in volo (e dove, se non qui?)!
  • 04/04/2016 Ripercorso oggi dopo qualche tempo, e mi è piaciuto tornarci a dispetto di quello che questa escursione pare offrire, oggi poi con quella nebbia umida...tutto ovattato, silenzioso, difficile anche individuare traccia e segni, aggiramenti e scavalcamenti di nuovi schianti, rovi che voglion comandare loro....Oltrepassati gli stavoli Ledrania e prima di arrivare allo spallone panoramico, il sentiero cammina in un bel corridoio di muretti a secco in cui si sta facendo un gran lavoro di pulizia e c'è pure la “Polse di Dario”
  • 24/03/2016 Monte Pedroc is always nice. I had planned to visit Cima Pala never again, since the summit is a little bit boring. This time we took the ascent from Peonis. The first part on Strada di Mont is one of the most beautiful old tracks I know. The flours along the trail today were primroses, ageratum in an amount never seen before, dog's tooth violets (between Monte Pedrog and Ledrania), crocuses etc. The path is clearly visible except the last part to the summit of Cima Pala. GPS helps ...Exquisite excursion even though it was a little bit misty prohibiting the view to the Adriatic Sea.
  • 10/02/2016 Mi ci ritrovo per caso quattro anni dopo a causa d’una mattutina abdicazione ad una puntata sulla Velika Baba. Nottata no. La rinuncia brucia per tutto il viaggio. Ciaspole e ramponi, seduti dietro, bofonchiano qualcosa. Il cielo verso est è limpido. Inizio a rugnare anch'io. Ma poi, una volta liberate le zampe, bastan pochi passi ed ogni tensione si scioglie. Quella mulattiera ha il potere d'ammansire ogni demone. Coccola gli occhi con le prime fioriture e la relativa scorpacciata di Primule. Dopo aver sorriso ai primi cespi, infatti, al comparir d'aurei assembramenti, svanisce il senso di colpa e non resisto ad assaggiar la primavera. Stagione multisensoriale per eccellenza, sfogo di fragranze, orgia di colori, si popola di melodie e fruscii ma anche di sapori. Quei petali si fan così dei piedi di porco proustiani, deflagrando in un'anima che attende ancora l'inverno. Il troi è foriero d'incontri. Passo dopo passo sfioro le otto fioriture tipiche del risvegliarsi della vita. Tutte abbondanti, alcune circoscritte solo in piccole aree. Una, la Polmonaria, solitaria rappresentante della propria specie. Mi fermo a lungo su quello spallone. L'erba è asciutta, il panorama è splendido ed il sole scalda. Ancor più che dalle Prealpi, si viene catturati dal Tiliment, dal suo curvare repentino a mò di boomerang, dalle sue nodosità, cun la so muse carulade. Di anno in anno, di piena in piena, i tarli di fiume incidono quella corteccia ormai spoglia che si fa culla. L'ampiezza del giaciglio è l'unica arma per tramutar il risveglio rabbioso dei monti in quiete. La foga schiumata s'implacidisce e la piana accoglie con un abbraccio il lento svestirsi delle picche. Non ancora però. Oggi non galleggia foglia alcuna su quel mare di ghiaie. Poi ritorno alle betulle e agli altri tronchi, impellicciati, animis in spiete di un abraç. Se il mont di Prât è tutto un festival della motosega, il Pedroc è silente e deserto. Scusa in più per abbandonar la strada e godersi, una volta superata una recinzione, la vista sul Cuâr distesi su quel giaciglio d'un giallo spento. Lo sguardo così ha il tempo d'intrufolarsi tra la flebile nuvolaglia, fino alle cime della val Preone. La discesa verso Val è tutto un rincorrersi di prati, basta seguire quegli immensi giardini ben curati. Nonni e nonne popolano i boschi attorno ai vari stavoli, prendendosene cura, tirandoli a lucido. Tra i saluti s'infila il solito richiamo da mamma "No sta là di bessol pas monts!". Poi ritorno tra i silenzi, interrotti dalle prime fughe dei merli. Un sorriso per ogni battito d'ali, pa ogni sberlà das fueis.(06.02.2016)
  • 05/12/2014 Percorriamoli, ripercorriamoli questi sentieri quasi dimenticati ma ben segnalati; rovi e sterpaglie non intrigano molto il passo, muretti a secco spesso ben conservati, mulattiere e trois che talvolta conducono al niente, stavoli, tanti stavoli anche di discrete dimensioni che sono lì a raccontare di fervida e faticosa vita passata
  • 25/02/2014 Ripercorso oggi, cielo limpido, sole tiepido, un picchio è già al lavoro, una festa le fioriture che rallegrano gli occhi; segni di grande pulizia effettuata lungo il percorso e segnavia abbondanti e qualche ometto. Un piccolo cartello di legno indica in 10’ il tempo necessario per raggiungere il Pues, in realtà basta qualche minuto per arrivare al punto panoramico, sul sasso dove lo scorso anno c’era la targa indicante Cima Pala n. 909 è rimasto il segno e i fori dei 4 fischer. Sgarfato allora seguendo diverse tracce fra arbusti e rovi per arrivare alla quota 909, ma in compagnia sono più prudente, penso a chi è con me perciò ridiscese al bivio sottostante e da lì rientro lungo una bella mulattiera ricoperta di muschio. Tralasciata ogni scorciatoia ci siamo dilungate lungo la pista fino agli stavoli Pecol dai Zochs non senza far provviste di profumatissima erba cipollina.
  • 26/01/2014 Percorso fatto oggi come da descrizione di SN. Fino agli Stavoli Val di Sopra non ci sono problemi. Poi pur confermando i commenti precedenti sul disordine del sottobosco, ho trovato parecchi segnavia recenti e quindi nessuna difficoltà nella salita. Come nostra abitudine nei pochi tratti incerti abbiamo costruito degli ometti di sassi. Abbondanti le primule, la pervinca e l'erba trinità, nel tratto di bosco dopo gli stavoli Val ,bucaneve ed ellebori. Non abbiamo potuto godere di un grande panorama perchè il cielo si è ingrigito sulla cima. Tanti grifoni in volo radente alla cima.
  • 15/04/2013 CIMA PALA DA SOMP CORNINOPenso che la vita vada percorsa come un sentiero: guardando avanti; domenica, mentre guido rilassata, i miei occhi piano piano si riappropriano dei profili montuosi, di quel gioiello che è S.Michele dei Pagani che spicca sul costone. A Somp Cornino i parcheggi ufficiali esauriti, mi arrangio lungo la strada la qual cosa secca parecchio un paio di cagnetti in compenso sono salutata da 6 grifoni in volo. Via Resistenza e poi sentiero 817, bella mulattiera che sale fra muretti e grandi fioriture di pervinca, la bellissima ortica falsa e la pungente vera, viole bicolori, primule e tante delicate colombine, il sentiero Ciuc da la Pale è piuttosto ripido, attraversa una prima pietraia, prime delicate fioriture di pero corvino, dopo un tratto nel bosco c’è una seconda pietraia e qui già le prime fioriture della delicata biscutella, svolazza una farfalla in tinta, silenzio rotto solamente dall’insistente cuculo. Il sentiero termina sulla strada asfaltata che conduce a Somp la Pala, ai lati bouquets di primule, dente di cane, erba trinità, scilla a due foglie, è un inno alla vita che rinasce, è così anche lungo la bella mulattiera che sale a Cima Pala, un tappeto fiorito in un fitto bosco comunque luminoso e poi il bosco si dirada, seguo la traccia a sinistra che esce allo scoperto, una decina di metri per arrivare allo spiazzo della cima, panorama assicurato perché sgombra da vegetazione. Al ritorno salgo anche al Pedroc, la stradina sembra un cantiere, un’anziana coppia ripulisce le sterpaglie, carriole, motosega, piccone, mi raccontano del furto subito, dei sentieri che tengono puliti per puro piacere di vederli frequentati…Si possono osservare le numerose mulattiere con muretti che si snodano sotto il sentiero, si intersecano, mute testimonianze della vita che qui si conduceva. Per il ritorno scendo a Val, gioiellino di stavoli ristrutturati, anche qui c’è fermento, come pure a Ledrania cui si arriva in pochi minuti; prima di scendere lungo la bellissima mulattiera gradinata che porta al punto di partenza faccio man bassa di erba cipollina. La salita a Cima Pala partendo da Somp Cornino non presenta difficoltà (forse l’orientamento in un paio di punti), le cesoie che mi sono portata (memore dei litigi con i rovi con partenza da Peonis) non mi sono servite, sicuramente una piacevole escursione complice anche la prima vera giornata primaverile.
  • 21/11/2011 Volevo festeggiare l'escursione n.100 del 2011 raggiungendo una cima, ma il freddo mi ha trattenuta, mi oriento verso quote basse.Parto che le stelle brillano ancora in cielo, aria frizzantissima, quando oltrepasso il ponte sul Tagliamento mi sembra di entrare in un girone infernale: nebbia e nebbia, lavori di manutenzione lungo la strada, piccolo spiazzo a dx per parcheggiare prima di entrare in paese. All'imbocco del sent.818 c'è un grande cartello che illustra il sentiero "la strada di mont", la mulattiera è bella, incassata fra muretti a secco, qualche fioritura di sofferenti asclepiadi, da sotto giunge qualche coccodè (ma fanno l'uovo anche quando fa freddo?) Mentre salgo, quando la vegetazione me lo consente, posso fermarmi a guardare il Tagliamento, il suo largo letto; lungo il percorso numerose piante di fiore di Natale. Arrivo al bivio degli stavoli Pecol dai Zochs, bella radura, soleggiata, salgo a dx, devo litigare con rovi e ragnatele orizzontali, poi il sentiero migliora, oltrepasso gli stavoli Val di Sotto e di Sopra. Seguo il muretto a secco, individuo a sx uno sbiaditissimi segnavia: è lì il passaggio per salire nel bosco. La traccia è pressochè inesistente, penso che sarebbe una buona idea munirsi di pennarello rosso, indelebile, costo 1€, per fare ogni tanto un bollino rosso senza imbrattare ma solo per facilitare chi verrà dopo. Il bosco è disordinato, tanti rovi, silenzio, solo il fruscio di qualche foglia che cade. Arrivo al bosco di betulle e finalmente qualche bollo rosso risalta sulla bianca corteccia, poi piùniente, perso ogni riferimento; poco male mi dico, salgo seguendo la direzione degli stavoli cima Pala e i muretti a secco. Dopo qualche litigio con i rovi giungo in cima e mi aspetta una delusione: il panorama è quasi inesistente a causa della foschia e degli alberi; neanche grifoni in volo, niente di niente. Mi affretto a scendere, trovo il sentiero che poco dopo mi conduce sulla mulattieram che aggira il monte Pedros, oltrepasso alcuni stavoli, poi Ledrania, proseguo sul sent.818 che in breve mi riporta al bivio di Pecol dai Zochs. Da lì giù fino a Peonis, massima attenzione sulla mulattiera in discesa: terreno umido, sassoso e ricoperto di foglie. Escursione che mette a prova la propria capacità di orientamento e di ottimizzazione del percorso.Loredana
  • 27/02/2011 26/02/2011confermo quello che diceva Giuseppe, dopo la fine della carrareccia si vaga Molto a caso tra gli sterpi e la boschetta. Ogni tanto, se si fa attenzione, si trova qualche puntino rosso sbiadito.Marco - Mortegliano
  • 08/02/2011 06/02/2011tutto bene fino dove si esaurisce la carrareccia che si prende agli stavoli Val di Sot - Borc dai Mamui, poi, come annunciato nella descrizione, mancano quasi completamente le segnalazioni e si vaga un po' a caso!Giuseppe - Cividale
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