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    Monte Pramaggiore da Forni di Sopra
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR12

Monte Pramaggiore da Forni di Sopra

Avvicinamento

Dal centro di Forni di Sopra prendere la stradina che scende verso il greto del Tagliamento in direzione degli impianti sportivi. Oltrepassato il ponte, lasciare l'auto nei pressi dell'Hotel Davost (m. 885, ampia possibilità di parcheggio).

Descrizione

Seguendo le indicazioni per il passo di Suola (segnavia CAI n.362), imboccare la stretta rotabile asfaltata che si diparte in direzione sud. Questa aggira le pendici della Cimacuta raggiungendo un'area attrezzata dove si incontra anche il sentiero proveniente da Andrazza. Siamo all'imbocco della lunga Val di Suola che il sentiero inizia qui a risalire sulla sinistra orografica attraversando un boschetto di faggio, sorbo degli uccellatori ed acero di monte. Al diradarsi della vegetazione arborea fa seguito una zona detritica colonizzata da bassi mughi e qualche larice. Superato un esteso ventaglio di ghiaie, si punta al ripiano dell'ormai visibile rifugio Flaiban-Pacherini (m 1587) al quale si perviene con qualche svolta. Il rifugio è stato completamente ricostruito e, dall'estate del 2008, è di nuovo al servizio degli escursionisti. Tralasciata ora la prosecuzione del segnavia CAI n.362 verso il passo del Mus, si imbocca presso il rifugio il sentiero CAI n. 363 che risale a ripide svolte un primo erto gradone della valle. Raggiunta la zona soprastante, al cospetto di imponenti pareti dolomitiche e con pendenza più moderata, si risale per conche e dossi verdi guadagnando infine l'ampio ed erboso passo di Suola (m 1994, buon panorama), dove è già possibile notare la tranquilla presenza dello stambecco. Dalla sella si prosegue lungo la cresta in direzione sud, avvicinandosi ad uno spigolo presso il quale è bene fare attenzione all'orientamento. Lasciare a destra la traccia che sale a forcella La Sidon Bassa (alpinistico) e, poco dopo, a sinistra il segnavia CAI n.363 per forcella Rua Alta e seguire invece le indicazioni per forcella La Sidon Alta - Sentiero Barini (segnavia CAI n.363a). Dopo un piccolo gradino si entra quasi subito in un ripido canale detritico che alterna tratti rocciosi friabili a zolle erbose più comode (attenzione a non smuovere sassi, si rivela utile l'uso del caschetto). Tre spezzoni di cavo aiutano la progressione nei punti più impegnativi. Più in alto, all'uscita del canale, si traversa a destra per ripidi verdi che richiedono ancora passo sicuro, guadagnando la cresta in corrispondenza del piccolo intaglio di forcella La Sidon (m 2200) dalla quale appare finalmente la vicina mole del monte Pramaggiore. Fin da qui il panorama è d'eccezione. Nella estate inoltrata le ghiaie sottostanti sono luogo idoneo alla fioritura di statice montana, papavero giallo, sassifraga verdazzurra e sassifraga delle Dolomiti.
Calando pochi metri nel Cadin dell'Inferno ci si immette nel sentiero CAI n.366 che passa poco sotto e da qui, prendendo a sinistra, si perviene in breve a forcella Pramaggiore (m 2295), affacciata sulla conca che ospita l'omonimo ricovero. Lasciato a sinistra il n.366 che utilizzeremo al ritorno, si continua per l'esile filo di cresta presso il quale fioriscono la bellissima genziana di Froelich e la più austera genziana alata. Raggiunta la base del monte, ha inizio la parte più impegnativa della salita che si svolge per gran parte su terreno friabile e a volte insidioso. Aggirati a destra alcuni affioramenti rocciosi, ci si innalza su un pendio piuttosto ripido e sporco di fine detrito. Facendo attenzione alle frecce e ai bolli rossi, si supera qualche breve gradino con difficoltà discontinue ed infine si perviene alla cresta dove il terreno si fa via via più ripido. La salita continua poco sotto il crinale con il superamento di alcuni brevi passaggi su roccia (I, II-). In agosto le fessure delle rocce ospitano qui la fioritura di specie legate agli ambienti dolomitici quali la campanula dei ghiaioni e il raponzolo di Sieber e l'alisso di Obir. Per terreno sempre più agevole, ma facendo attenzione alla precipite parete nord est, si arriva sulla allungata vetta fino a toccare il punto più alto del monte Pramaggiore (m 2478, piccola croce, libro di vetta). L'isolata posizione e la discreta quota raggiunta permettono di godere di un amplissimo panorama che spazia dalle Alpi Giulie alle Dolomiti.
Scendere ora con la massima attenzione lungo il percorso seguito all'andata fino a ritornare alla cresta presso forcella Pramaggiore da dove si può riprendere il segnavia n.366, calando a destra a svolte ripide e un poco rovinate. Raggiunto un isolato sperone, si abbandona definitivamente il n.366 in favore del ritrovato CAI n.363 che in pochi minuti, a sinistra, ci porta a forcella Rua Alta (m 2144). Dall'intaglio ci si abbassa nell'opposto versante lungo un ampio pendio detritico toccando nuovamente la base delle rocce in corrispondenza di una aerea cengia spiovente. Il passaggio, che dalla forcella appariva impegnativo, si rivela poi più agevole del previsto. Con l'attenzione necessaria non si tralasci, tuttavia, di gettare lo sguardo sulle rocce stillanti che incombono sopra la cengia dove è custodita una spettacolare fioritura di raponzolo di roccia. Superato il successivo spigolo, si cala rasentando la parete su terreno malagevole. Per traccia più comoda e marcata si cala infine al passo di Suola, da dove poi si ripercorrerà a ritroso quanto già fatto.

Avvertenze

Dato il notevole dislivello richiesto è consigliabile dividere la salita al monte Pramaggiore in due giorni pernottando al rifugio Flaiban Pacherini. In caso di neve lungo il canale che sale a forcella La Sidon, è consigliabile intraprendere la salita passando per forcella Rua Alta.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
02
Dislivello
1600
Lunghezza Km
17,3
Altitudine min
884
Altitudine max
2478
Tempi
Dati aggiornati al
2009
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 30/07/2017 27/07/2017 Da Andrazza,raggiunto il Monte Pramaggiore, sospirata cima, da molto in lista di attesa.Con nubi minacciose, e gocce di pioggia alla partenza da casa, non presagivano un'escursione facile,poi verso Forni l'insperata apertura dava coraggio a proseguire per la meta.Dal ponticello sent.362 la salita verso il Rif. Flaiban-Pacherini, ancora "assonnato" in un misto di bosco, mughi,e lunghi tratti ghiaiosi, sempre ben segnalati. Dal Rif. la salita, lasciando a dx il Pas dal Mus, passando sotto l'imponente Torrione Comici il proseguo verso il Passo di Suola, dove due giovani stambecchi si scornavano divertiti. Per un angusto canale dietretico, sent. 363a aiutati da qualche spezzone di cavo arruginito la salita per la crestina di Forcella La Sidon Alta, da dove appare finalmente la mole del Mt. Pramaggiore.Con una semplice risalita, all'omonima Forcella, per facile crestina il proseguo fino alla base del monte,e...seguendo fedelmente i bolli rossi,prestando attenzione, ben presto sui passaggi delle roccette sommitali e l'arrivo sulla lunga cresta del Mt. Pramaggiore. Una visuale stupenda resa accativante dal cielo terso ...un vero spettacolo indescrivibile ed emozionante....Con cautela la discesa verso la Forc.Pramaggiore per l'insidioso ghiaino. Il ritorno al Passo di Suola per versante opposto scendendo per ripide balze erbose e roccette,fino a ritrovare il sent 363 per Forc Rua Alta,e passando per la famosa cengetta al verde Passo...E' stato Bellissimo.....Mandi
  • 22/06/2015 Percorso oggi in senso inverso partendo da Pian di Meluzzo. Sentiero in perfette condizioni fino alla forcella Pramaggiore. Da qui, e fino alla cima, i bolli, sempre presenti, sono un po'sbiaditi. Per il resto nulla da segnalare tranne rimarcare la bellezza dell'intero tragitto.
  • 11/08/2013 10 agosto 2013Desideravo da tempo fare questa cima in solitaria , me ne parlava con enfasi il mio maestro di montagna.L’idea originale era di salire da Val Settimana seguendo le indicazione di Roberto Mazzilis su sentieri selvaggi , ma sfogliando Sentieri della rupe di S.N. ho notato che il percorso era più lungo e partiva da Forni di Sopra e percorreva la val di Suola esposta al nord , l’ideale per un escursione lunga . Alle 0730 ero al parcheggio del ‘ Hotel Davost , piovigginava ed ero indeciso se rientrare, poi ho trovato il lato positivo, una bella passeggiata fino al Rifugio Flaiban Pacherini sotto la pioggia ,indossando il kway son partito .Lungo percorso fino al rifugio e anche noioso , il cielo sempre grigio e minaccioso. Al rifugio dopo una breve sosta mi veniva consigliato il sentiero attrezzato , ripreso il cammino presso il passo di Suola ho incontrato e fotografato dei splendidi esempi di Stambecchi . Dal passo dopo un momento di indecisione ho deciso di prendere il sentiero che porta alla forcella di Rua Alta, confermo un paio di tatti di sentiero franati e da prendere con cautela , dalla forcella di Rua Alta per la forcella di Pramaggiore con cautela viste le condizioni disastrose del sentiero fino alla crestina che lo collega al monte. Osservando il cielo che si mantiene costantemente grigio e minaccioso mi avvio alla salita sulla vetta con calma e perizia superando i salti di 1° grado e 2° fino alla cima, dove aver firmato libro di vetta( bella la cassettina a forma di casetta in legno ) e aver scattato un pò di foto sono ridisceso fino alla forcella dove ho deciso di prendere il sentiero 366 che scende nella valle dell’inferno circunavigando le pendici della croda del Sion e la cima Val di Guerra fino a ricongiungersi in val di Guerra con il 362 che sale da rifugio Pordenone . Da qui risalendo il 362 fino al Passo del Mus , dove ho ammirato il famoso “ Torrione Comici “ dalla cui base si innalza la ferrata” Cassiopea “. Dal Passo del Mus percorrendo il canalone detrittico fino a ricollegarmi con il sentiero che scende al rifugio . Dal rifugio dopo una breve rientro a Forni di Sopra, per un totale di 21 kilometri circa .Note: Escursione lunga e selvaggia ideale per gli amanti del silenzio.
  • 26/07/2013 Il Pramaggiore è uno di quei monti che "sentivo" di dover salire prima o poi, e così ieri, vinte le ultime titubanze, l'ho salito in solitaria, come al solito. Per arrivare alla forcella Pramaggiore e affrontare la parte più impegnativa con ancora una riserva d'energia, ho preferito ridurre il dislivello di un 300 metri ed evitare i tratti attrezzati, partendo dal parcheggio sotto il rifugio Pordenone. Il lento avvicinamamento lungo la val Postegae è piuttosto monotono ma lo scenario cambia completamente dopo la confluenza nel sentiero 366, fino alla forcella Pramaggiore. Visti diversi stambecchi, tutti maschi e di diverse età, che pascolavano placidamente sotto la forcella. Per quanto riguarda il tratto finale di arrampicata fino alla cima, sarebbe anche divertente (difficoltà I o II-) con percorso sempre ben appigliato, non troppo esposto, se la grande friabilità delle rocce non costringesse a un'enorme concentrazione (soprattutto in discesa) nel saggiare la consistenza degli appigli. Ogni fatica è comunque più che ricompensata dal panorama grandioso che si gode dalla cima: cime a perdita d'occhio, in tutte le direzioni! Mauro.
  • 22/08/2012 Percorso da Forni in solitaria ieri 21/08/12. Confermo totale attualità e percorribilità come da ottima descrizione Sandra&Ivo su SN R12. La tabella con indicazione No di cui a gigabeltra, l'ho trovata solo al trivio oltre il Passo di Suola e si riferisce alla via per La Sidon Bassa con l'aggiunta "solo per esperti" come noto. Consigliabile caschetto sul Barini e, aggiungo, su tratto cengia da Passo Rua, dove ho rischiato un regalino in testa nonostante lo strapiombo della parete. Tutto magnifico. Mandi.
  • 07/08/2012 Salita solitaria del 6 agosto 2012. Alcuni tratti dei sentieri intorno alla cima, sopra i duemila metri, risultano un pò rovinati. Su alcune tabelle segnavia c'è scritto "NO", per indicare i tratti sconsigliati. Escursione abbastanza lunga, oltre 17 km di cammino, ma non difficile. Un pò di cautela sul tratto che porta in cima
  • 26/08/2011 dalla forcella pramaggiore alla vetta ci vorrebbe qualche passamano per aiutarsi nella salita. è un punto per niente facile, roccia che si scretola sotto i piedi e dopo l'ascesa dalla valle le gambe non sono piu cosi stabili e sicure.
  • 24/08/2011 Ho fatto questa escursione 15 giorni fa. Condivido tutti i commenti presenti.Niente da segnalare fino a passo di suola; sentiero 363A consigliabile attrezzatura ferrata ma obbligatorio coschetto fino anche alla cima. Dalla vetta, vista imperdibile. Segnalato in loco, ho percorso la cresta fino alla punta ovest: consiglio almeno fino a clap piccolo o punta est che non hanno, secondo me, difficoltà tecniche oggettive:è una cresta su terreno friabile ma tra panorami bellissimi.C'è anche una debole traccia bassa rispetto alla cresta per il rientro. Tra punta est e ovest scendere la paretina verso la spaccatura sulla sinistra. E' un percorso che mi è piaciuto moltissimo ma attenzione alla stanchezza più della difficoltà tecnica. Sentiero in discesa per Rua alta, per me, fantastico.
  • 23/08/2010 ho compiuto l'ascensione in solitaria il 22/08/2010, da Forni di Sopra (loc. Davost) per il rif. Pacherini - Val di Suola - Forc. Rua Alta - Forc. Promaggiore - Cima. Stessa via per la discesa. Molto faticosa (ho impiegato poco meno di 4 ore) per le rapide salite in quota dal Rif. Pacherini alla Val di Suola e dal bivio in ascesa alla Forc. Pramaggiore. Bellissimi i gruppi di camosci e stambecchi visti tra la val di Suola in attraversamento verso la Forc. Rua Alta (avvistamenti garantiti). Dalla Forc. Pramaggiore alla Cima: il sentiero risulta non particolarmente difficile (mancano poco meno di 200mt di dislivello) ma la stanchezza sulle gambe impone cmq attenzione. Ho trovato impegnativa la discesa dalla cima alla Forc. Pramaggiore in almeno quattro punti dove con passo sicuro e braccia salde si devono superare dei brevi salti di roccia. La cima ed il panorama, meritano indubbiamente la fatica spesa. L'emozione è forte quando le prime parole che scorgo sulla croce sono "Dio del cielo, Signore delle Cime.." sono sul tetto del mondo.. e ci sono solo io.. io e Dio.
  • 28/09/2009 Salito ieri, 27-09-09. La traccia per la vetta è ora segnata da recenti bolli rossi (in certi punti anche troppi)
  • 27/08/2008 la eventuale discesa ad Andrazza per il sentiero della Val Rua , è ben segnato ma molto poco frequentato, erba molto alta , tratti scivolosi, faticoso e comunque poco remunerativo
  • 20/05/2007 monte non tanto impegnativo, bisogna solamente avere un po d attenzione salendo dalla forcella Pramaggiore in quanto si puo' provocare distacco e caduta di detriti , il sentiero e segnato per la vetta con dei bollini rossi quasi sbiaditi
  • 16/10/2004 ECCELLENTE MAI AVRAI PENSATO DI TROVARE INDICAZIONI COSI' ESAURIENTIGRAZIE
  • 07/09/2003 Sentiero CAI: n. 368 Val di Rua. Dal P.sso di Suola ad Andrazza. Frana a quota 1500 m circa. Sentiero franato; presenza di placca molto scivolosa a causa di scorrimento d'acqua, e rischio di caduta con salto di alcuni metri. Tutto ciò è superabile risalendo ai margini laterali della placca per circa 5 metri, e attraversandola su detriti compattati dalla presenza di tronco d'albero.. gianpispin@libero.it
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