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    Anello della Cima del Cacciatore da Lussari
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I percorsi di SentieriNaturaR32

Anello della Cima del Cacciatore da Lussari

Avvicinamento

Lungo la strada statale n.13 Pontebbana, giunti all'altezza di Camporosso si piega a destra verso la telecabina del monte Lussari. L'impianto, anche durante i mesi estivi, consente un veloce avvicinamento al Santuario di Lussari e al piccolo borgo che si è sviluppato attorno (m 1760).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
019
Dislivello
600
Lunghezza Km
7,7
Altitudine min
1629
Altitudine max
2071
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 29/10/2016 29-10-20 16 Salita alla Cima del Cacciatore con partenza dalla Valbruna con il sentiero 615 fino a sella Prasnig.Dal passo imboccato il sentiero 617 fino al bivio con il segnavia 613 che porta in vetta.Il cavo del canalino che conduce alla cima è molto lasco ed è più comodo,a mio avviso,salire direttamente per roccette.Discesa con il 613 verso il Lussari e quindi per la strada sterrata di nuovo fino alla Valbruna.Percorso splendido con i colori autunnali.
  • 07/10/2016 Anello della Cima del Cacciatore da Riofreddo. 5 ottobre 2016. Stavolta per salire alle Cima del Cacciatore la prendiamo molto alla larga, c’è la voglia di ammirare la splendida ed appartata Val Riofreddo in questo momento di cambio di stagione, con i faggi che cominciano a prendere colore. Parcheggiamo l’auto accanto alla chiesetta di Riofreddo, il termometro segna +3, il cielo è azzurro, la luce decisamente autunnale. I primi 5 km sono quasi in piano, oltrepassata la grande radura con il crocifisso finalmente la pendenza della pista forestale si fa più sostenuta e i tornanti ci fanno prendere quota … dopo un ultimo, lungo tratto in falsopiano arriviamo all’ampia Sella Prasnig, oltre la quale il sentiero comincia a salire ripido, prima nel bosco e, più sù, sulla roccia. L’ultimo tratto è attrezzato con un cavi vecchiotti, piuttosto sottili e anche laschi, comunque non strettamente indispensabili, almeno in salita. In cima troviamo un’altra coppia di escursionisti, panorama superlativo, anche se le cime di Jof Fuart e Montasio si nascondono a tratti tra le nubi. Tira anche un leggero venticello, quando il sole si nasconde fa decisamente freddino. Discesa per la via normale a nord, il pezzo attrezzato con cavi è breve e ci porta subito al sentierino che taglia il largo circo detritico per depositarci infine a Sella Lussari. Scendiamo alla malga per la nuova pista, proseguiamo in piano verso la partenza della seggiovia del Florianca, dietro la quale troviamo subito l’attacco del “sentiero delle croci”. Il sentiero è sempre ben marcato, ma con segnavia molto sbiaditi, nella seconda parte di trasforma in pista forestale percorsa da trattori, qualche tratto è umido e fangoso. La pista termina sulla strada in prossimità dell’abitato di Riofreddo, a poca distanza dal punto di partenza. L’anello è decisamente più lungo delle due varianti proposte da SN, ma anche molto vario e remunerativo. Il dislivello è di circa 1300 metri. Tempi impiegati: 2.30 ore a Sella Prasnig, 3.45 alle Cime del Cacciatore, 2.30 per il ritorno. Totale 6 ore e 15.
  • 09/07/2016 07/07/2016 Sembrerà strano...ma ci sono voluti diversi anni per ritornarci, in un posto fantastico che meriterebbe frequentato più spesso, e per salirci (cosa inusuale)ci serviamo della funivia,anche per provare l'emozionante "novità".Le nubi basse e nebbiose non erano un buon auspicio per la nostra esc.nascondendo la meta.Un bel percorso il sent. 613 pure rilassante,e in breve al tratto attrezzato semplice e sicuro,e ben presto in cima,accolti dal sole che ad ampi intervalli si fa largo fra le nubi...uno spettacolo !!!! da rimanere incantati alla vista delle "grandi"vette lì davanti .....una meraviglia.Una lunga sosta tra Sloveni e Italiani giunti in cima, poi la discesa verso il Mt. Lussari per una visita al Santuario, infine il ritorno a Camporosso con il sent. del Pellegrino...Mandi.
  • 03/07/2016 Percorso ieri l'anello come da relazione di SN. Alcuni schianti sul sentiero 617 ma facilmente superabili, due brevi tratti franosi da attraversare con attenzione. Abbiamo incontrato un camoscio che brucava in solitudine e solo altri tre escursionisti che hanno scelto di percorrere l'anello come noi, tutti gli altri hanno optato per salire e scendere dalla più breve via normale. Dalla vetta un panorama mozzafiato solo parzialmente rovinato dalle nuvole.
  • 16/08/2015 Salito venerdì con il 615 da Valbruna,compiuto l'aggiramento del gruppo,come proposto da SN e poi rientrato ancora col 615.Giunto in vetta da solo, in breve le truppe mi hanno raggiunto e costretto alla fuga.Un'orda incontrastabile.Proseguito per cresta fino alla quota 2048 (ometto), ho poi aperto col seghetto una traccia di circa 10 metri tra i mughi, per scendere alla selletta sottostante (due ometti nuovi nuovi).Da qui, lungo il ghiaione del circo glaciale, ho raggiunto il sentiero principale.Santuario da cui fuggire a gambe levate, risuonante di idiomi quanto Babele.L'aggiramento della cima è un'esperienza meravigliosa,con alberi magnifici e tanti camosci sul lato sud.Rilevato un dislivello di circa 1400m.Una gita piuttosto lunga
  • 11/06/2015 Salito oggi sulla Cima del Cacciatore, dopo aver risalito il sentiero del pellegrino, lungo il 613, che ho fatto anche in discesa, senza fare l'anello. Nessuna traccia di neve lungo il sentiero fino in cima. A un certo punto, verso le 11.30, ha anche incominciato a piovere debolmente. Dalla cima panorama rovinato dalla nuvolaglia. Attrezzature in buono stato. Mauro.
  • 25/09/2014 Anello fatto ieri 24-09-2014 salendo da Camporosso tramite il sent. 613 (del pellegrino). Dopo malga Lussari ho continuato lungo il 613 fino a Cima Cacciatore per poi scendere ed arrivare all'incrocio con il sent. 617 tramite il quale ho raggiunto il punto in cui il 617 e il 613 si rincontrano sotto il M.te Prasnig. Passando per malga Lussari sono quindi ridisceso fino al punto di partenza. Note:Un giro lungo e faticoso, lungo il sentiero del pellegrino si espiano le proprie colpe sia in salita che in discesa. L'ultimo tratto del sent. 613 che sale, e quello che scende da Cima Cacciatore, ripidi e con terreno instabile, sono attrezzati con funi metalliche. Il sent. 617, dal bivio con il 613 sopra sella Prasnig fino alla carrareccia che sale al Santuario dalla Val Saisera, alterna tratti in salita a tratti in discesa che aggiungono metri di dislivello al percorso.
  • 29/08/2014 Ripercorso oggi e nuovamente da Valbruna, qualche schianto aggirabile lungo la parte iniziale del sv 615; il tratto eroso mi è parso meglio dell'ultima volta, nessuno lungo il sentiero fino alla cima; lì invece si stava stretti. Attrezzature lasche in salita, in discesa maxi cavo lucente, discesa monotona lungo la pista ma almeno serve per un po' di stretching..
  • 29/07/2014 Il gruppo si divide nel piccolo borgo. Credente verso la chiesa, camminanti verso il troi. Sopra la testa, un grigiore di difficile interpretazione, davanti a noi, un verde allegro e denso. Lasciata la strada i primi passi nel bosco fungono da madeleine proustiane. Non accade sempre, però oggi tutte le sensazioni provate un anno prima riemergono con forza. Le stesse immagini, gli stessi sorrisi, la stessa dolcezza, la stessa impressione di aver scoperto un rifugio di fate e folletti. Gli occhi sono persi in un deja-vu continuo. Più avanti le prime Eufrasie mi riportano al presente. Splendidi garofani di Montpellier sbucano dall’erba alta tutti sfrangiati e spettinati. Successivamente il troi si fa più eroso e qualche aggiramento si rende necessario. Percorribile certo, ma inevitabilmente più rovinato dell’anno scorso. Sia nel primo traverso che nell’avvicinamento al tratto pietroso del sentiero. Qualche cespo di Potentilla Nitida sgretola il grigiore minerale con una rosea carezza da assaporare da vicino, senza fretta. Poco dopo si giunge a ridosso di una parete rocciosa che fonde cielo e terra. Dei licheni particolari, di un azzurro soffice, sembrano pezze di firmamento tessute nella roccia stessa. Un effetto sorprendente, acuito da una luce strana, con i raggi che filtrano a stento dalle nuvole mentre qualche goccia scende a rinfrescare. Poco dopo il troi inizia la sua serpentevole processione tra pinnacoli e monumenti di pietra regalando splendide fioriture di Linnaiola. Io mi lascio andare all’emotività, chiudo i bastoncini e parto miagolando in verticale, tralasciando il sentiero. Quanto è divertente in salita! Pure troppo! Dimentico che non è un gioco, prediligendo l’entusiasmo alla concentrazione, una velocità ludica ad una lentezza pacata. Quando parte l’appoggio a causa delle rocce sfaldate e marce, mi aggrappo come posso, “aprendomi” un dito. Atre lezion di meti in ta sachete! In vetta ci si ritrova a gustare quelle cime che sfiorano un cielo sempre grigio, mentre gli Jôfs fanno nanna tra le nubi. Nel catino sottostante permane ancora un po’ di neve, io miro ai ghiaioni, fan troppa gola. Tralascio la traccia di cresta e prendo quella che s’abbassa sulle pareti orientali. Con un’amica di monte si sceglie il glereone giusto come fosse un dolcetto per poi lasciarsi andare. Che meraviglia! Riprendiamo il troi mentre una vociante comitiva di un centinaio di persone sta arrivando dal Lussari. La nostra, ridotta ma affamata, si ritroverà al solito tavolo. (25.07.2014)
  • 06/07/2013 Ieri effettuato anello completo partendo Cima del Cacciatore per la variante in salita Salita partendo dalla Valbruna (variante di salita ) quota 860 ,percorsi i sentieri 615 fino a sella Plasnig, il 617 , il 613 fino in vetta e proseguimento fino a Monte Santo di Lussari, per la discesa la carregiata( variante di discesa ) fino al punto di partenza. Complessivi 20 km ,dislivello 1221 metri, confermo quanto scritto da Graziano Bettin, sull'impluvio franato corregendo la quota , che è 1000 metri e la traccia ormai non più sottile ma quasi scomparsa. Buone escursioni
  • 27/06/2013 Tre confini, tre generazioni (dai trentenni ai settantenni)… In quattro partiamo dalla stazione della funivia con sei gradi. Uno si rifugia subito in chiesa pregando per un pronto rientro di noialtri all’ora di pranzo.I piccoli saliscendi iniziali del 617 sembrano creati da mani giocose, mancherebbe solo un elfo o un satiro per completare il quadro..più avanti invece il sentiero risente dell’erosione. Mai pericoloso, ma a volte assottigliato. Nel tragitto, tra camosci e fioriture, rimango indietro perdendomi nel tutto mentre i più avanti in età pedalano. Ci ritroveremo in cima. Le nuvole non cancellano la bellezza del luogo e della vista che regala, donandogli la severità che merita e che (forse) gli è stata tolta da un facile accesso. Io scelgo il ritorno per la cresta. Breve ma suggestivo. Prima dell’ultima forcella, credo di aver tagliato il sentiero troppo in alto trovando un pezzo esposto e un po’ delicato. La discesa finale è sicura e divertente nonostante i dolori delle ginocchia da rottamare e i pensieri grigi, inframmezzati da fioriture di erba storna, coraggiosa pioniera e sintesi dell’effimero. L’immagine di una nonna che legge beatamente un libro sul sentiero mi rasserena per un attimo soltanto. Lo spettacolo dello sventramento del Lussari per il posizionamento delle tubature dei nuovi impianti di innevamento fa scendere le ultime nebbie sulla giornata. Per la prima volta son salito d’estate, almeno d’inverno un manto bianco e pietoso attenua gli orrori e rende tutto più sopportabile. (27.06.2013)
  • 25/08/2012 Variante in salita dalla Valbruna (E). Percorsa un paio di settimane or sono con ragazzino di dodici anni al seguito. Attenzione che sul 615, verso quota 1.100, un brevissimo passaggio su un tratto franato è diventato estremamente sottile e va affrontato con cautela dai meno esperti (il pupo mi si è piantato). Per il resto salita e discesa tranquille e ben attrezzate nei punti cruciali. Unico inconveniente la discesa infinita e monotana sulla pista forestale dal bivio per il Lussari.
  • 24/08/2012 Dopo anni che mancavo, oggi sono risalito sulla Cima del Cacciatore partendo dalla Val Saisera e seguendo il percorso più diretto alla cima, lungo il sentiero 613. Sul versante meridionale del monte, poco prima del traverso sulle ghiaie mobili, ho fatto lo strano incontro con un branco di camosci e una simil-pecora (di cui parlo nella sezione Community). Il tratto attrezzato, prima della cima, non presenta nessuna particolare difficoltà e oggi non c'era nessuno sopra di me, per cui non c'era neanche il pericolo di scariche di sassi (in ogni caso mi ero premunito di casco ...). In vetta spettacoloso panorama come da aspettative (peccato solo per qualche nuvola sulla cima del Montasio ...). Per il ritorno ho optato per la discesa lungo la interminabile carrabile che dalla sella del Lussari riporta fino al parcheggio dove avevo lasciato l'auto. Mauro.
  • 13/10/2011 Itinerario splendido, percorso in data odierna 13/10/2011 seguendo la descrizione che appare sul sito. Vorrei tuttavia evidenziare che al ritorno il sentiero 617 che staccandosi dalla carrareccia del Lussari ci riporta a sella Prasnig non é semplicemente discesa: comporta saliscendi e risalite (una particolarmente ripida) per un ulteriore dislivello da affrontare in salita di 2/300 metri. Dal momento che si arriva al bivio di cui sopra dopo buone 4 ore di cammino consiglio a chi non si sente di affrontare altre fatiche di completare la discesa continuando per la carrareccia.
  • 03/09/2011 Alba splendida, promessa di una giornata che merita una cima. Opto per Cima del Cacciatore seguendo fedelmente il percorso ad anello del sito. Al parcheggio c'è divieto di accesso perchè, scoprirò al ritornrarao, si sta girando uno spot. La pista attraversa il nuovo ponte sul torrente Saisera e poi si inoltra nel bosco; subito dopo a dx trovo l'attacco del sent.615 che sale ripidamente nel bosco dapprima fra erba alta e bagnata, poi su foglie; la salita è ripida ma comunque piacevole, arrivo alla fontana e vedo che sulla vasca si legge un anno:1924. Il sentiero prosegue su un terreno acquitrinoso fino al fienile, nei pochi tratti sgombri posso ammirare lo Jof Fuart e il puntino bianco del rif.Pellarini posto in una conca verde. A Sella Prasnig è stato posto un cartello con cui si informa che il sent.617 è stato sottoposto a manutenzione grazie al progetto Life ed è EE; al bivio prendo a destra il sentiero 613, cartello Cai, che sale fino alla cima e poi prosegue sull'altro versante. Bello il colpo d'occhio sul vallone che scende dalla cima, nessuno sul tracciato, un belato di due pecore; cerco i segnavia, il terreno in qualche tratto è eroso ma sempre percorribile. Arrivo alla base del canalino che è lungamente attrezzato con cavo fino alla cima. Vetta sovrafollata, campana che rintocca, manca il libro di vetta e il suo contenutore. Panorama estesissimo grazie al cielo limpido, cerco un pochetto di spazio per stendere la carta, la oriento e cerco di dare un nome a tutte quelle rocce. Si sta bene lassù, mi spiace scendere. Imbocco il sent.613 attrezzato nel primo tratto, fare attenzione che all'imbocco del canalino il cavo è sfilacciato e rappresenta un reale pericolo per mani e occhi. C'è un gran numero di persone che sale da questa parte, spesso mi devo fermare per cedere il passo, ma arrivata alla base la discesa è veloce, il sentiero buono, sempre ben segnalato,l'ho percorso alcuni anni or sono ma ricordo ogni particolare., al bivio prendo a sinistra la mulattiera, il sole esalta il profumo della resina e del legno tagliato. Dopo poco il sentiero entra a sinistra nel bosco per ripercorrere la via dell'andata.Bella escursione, piacevole, gratificante.Loredana
  • 06/12/2006 nel canalino detritico prima della cima ora ci sono dei cavi metallici che accompagnano la salita fino a pochi metri dalla cima.Salita da me percorsa la prima domenica di dicembre '06.Mandi!
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