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    Anello di sella Grubia da Sella Nevea
    Alpi Giulie
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    Anello di sella Grubia da Sella Nevea
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    Anello di sella Grubia da Sella Nevea
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    Anello di sella Grubia da Sella Nevea
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I percorsi di SentieriNaturaR24

Anello di sella Grubia da Sella Nevea

Avvicinamento

Da Chiusaforte risalire la strada che percorre tutta la Val Raccolana fino a Sella Nevea dove possiamo parcheggiare (ampio piazzale dove partiva un tempo la telecabina del Canin). Lasciata l'auto, scendiamo lungo la strada fino al piazzale di partenza della nuova funivia (m 1115).

Descrizione

Dalla stazione di partenza imbocchiamo il segnavia CAI n.635 mirando ai cartelli che si notano poco più in alto, sul fianco della pista. Da qui si entra nel bosco di faggio, abete rosso ed abete bianco, lascando quasi subito il segnavia principale per tenersi a destra sul 645a (Sentiero Sereno per casera Goriuda). Dopo aver superato la palestra di roccia in corrispondenza di una caratteristica parete rientrata, il sentiero comincia la lunga traversata verso la casera alternando tratti a modesta pendenza con punti decisamente ripidi. Il sentiero sfrutta mirabilmente alcuni passaggi naturali sovente attrezzati con passamani metallici e scalette in legno nei punti più esposti o malagevoli. Nonostante l'esposizione, in alcuni punti notevole, il percorso si snoda in modo piacevole e sicuro offrendo interessanti scorci sulla sottostante val Raccolana. Giunti sotto il Pic da lis Ladriis, il sentiero ne attraversa l'impervio versante nord con una spettacolare traversata lungo una serie di cengette erbose assicurate dal cavo metallico. Rientrati nuovamente nel bosco, compiere una ripida salita e continuare per un lungo tratto pressoché pianeggiante fino a raggiungere casera Goriuda (m 1404, buon panorama verso il gruppo del Montasio). Il piccolo ripiano erboso che ospita la casera, ristrutturata ma chiusa, ospita in agosto la fioritura di epilobio e parnassia.
Riprendere la salita a monte della casera alzandosi comodamente a piccole svolte in un ambiente che va gradatamente acquisendo caratteristiche più alpine. Nel sottobosco infatti si cominciano ad osservare il rododendro irsuto, la sassifraga a foglie rotonde e la silene alpestre. Dopo un ponticello in legno l'ambiente si fa più roccioso, preludio al mondo di calcare del Foran del Muss che ci attende più in alto. Proseguire circondati ora da mughi e radi larici entrando in una sorta di corridoio roccioso al termine del quale sulla destra si apre un grande ricovero naturale. Spettacolari fenomeni carsici erodono e solcano le pareti circostanti. Lasciata a sinistra la traccia che sale al Col delle Erbe, ci si affaccia su una grande conca naturale che il sentiero aggira sulla destra (m 1794). Proseguendo in salita si attraversano alcuni valloncelli erbosi, ornati dalla genziana maggiore, che interrompono le grandi distese di roccia del Foran dal Muss. Più in alto fare attenzione ad un bivio non molto marcato e prendere a sinistra in direzione di sella Grubia tralasciando a destra la traccia che conduce a sella Blasic. Si guadagna ancora quota immettendosi infine nella mulattiera con segnavia CAI n.632 che giunge da sinistra. Percorrere ancora pochi metri sulla destra fino a raggiungere l'avvallamento di sella Grubia sulla quale è posto anche il bivacco Marussich (m 2040, ampia visuale sull'altopiano del Canin). Nei pressi della sella è possibile osservare numerose specie che abitano le fessure delle rocce calcaree quali potentilla rosea, sassifraga verdazzurra, sassifraga delle dolomiti e stella alpina.
Ritornati sui propri passi si prosegue lungo la comoda mulattiera che traversa con modeste perdite di quota tutto l'altopiano del monte Canin. L'ambiente detritico e lunare, apparentemente inospitale, è sede di una flora molto interessante caratterizzata da specie adattate alla vita sulle ghiaie mobili (papavero giallo, papavero delle Alpi Giulie, sassifraga gialla e campanula dei ghiaioni). Avvicinandosi a sella Bila Pec il percorso della mulattiera si fa più ardito con diversi tratti intagliati nella roccia e qualche punto franato che si supera agevolmente. Non si tralasci qui di osservare le fessure della parete rocciosa addossata al sentiero in cerca dell'endemica campanula di Zois, uno dei gioielli della nostra flora. Si arriva così alla sella (m 2005, buon panorama) sulla quale si trovano i resti di un edificio militare.
Si scende a piccole svolte nella conca detritica sottostante raggiungendo ben presto il rifugio Gilberti (m 1850), dove hanno origine il Sentiero Botanico e il Sentiero Geologico, recentemente inaugurati dal Parco delle Prealpi Giulie. Dal rifugio vi è la possibilità di scendere con la funivia raggiungendo in pochi minuti la stazione a monte, oppure si imbocca il sentiero CAI n.635 che scende a Sella Nevea. Questo passa dapprima sotto le impressionanti pareti verticali del monte Bila Pec, per poi entrare progressivamente nel bosco. Sfruttando mirabilmente la complessa e tormentata orografia del versante, il sentiero scende a svolte raggiungendo anche l'orizzonte del faggio. Dopo avere attraversato un punto friabile, il comodo tracciato si ricongiunge al sentiero percorso all'andata uscendo definitivamente poco sopra la stazione a valle della funivia.

Variante per il Troi dai Sacs (E)

Chi volesse evitare le attrezzature del Sentiero Sereno può arrivare a casera Goriuda anche lungo il ripido Troi dai Sacs che traversa più in alto con qualche saliscendi. In questo caso si ignora il bivio iniziale a destra, proseguendo in salita lungo il segnavia principale (CAI 635). L'innesto sul Troi dai Sacs (CAI 659) si trova poco sopra i 1300 m di quota ed è indicato da cartelli. Con pendenza moderata si raggiunge un bel ripiano boscato dove si piega leggermente a destra per portarsi alla base di una fascia rocciosa. Il comodo falsopiano si interrompe bruscamente poiché i bolli ci portano ora a rimontare faticosamente una ripida valletta boscata, limitata a sinistra da una quinta rocciosa. Il sentiero disegna alcune anse su terreno accidentato guadagnando rapidamente quota. Un'ultima rampa dalla pendenza sostenuta ci conduce alla base della fascia rocciosa che cinge la vetta del Pic da lis Ladris. Esaurita la parte più impegnativa, si tratta ora di aggirare la cima traversando in quota tra le alte erbe, punteggiate dalla fioritura di aconito giallo e viola. Ben presto ha inizio la discesa che si svolge inizialmente a mezza costa in diagonale, passando sopra le alte balze che caratterizzano il versante. Oltrepassata una schiarita caotica, il sentiero prosegue a scendere in un accidentato bosco di larice, abete rosso e sorbo degli uccellatori fino a raggiungere una ulteriore radura con un grande macigno. Da qui il tracciato si fa ampio e gradinato ed in pochi minuti confluisce sul CAI 645a che, imboccato a sinistra, ci porta al pascolo di casera Goriuda.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
027
Dislivello
1200
Lunghezza Km
14
Altitudine min
1115
Altitudine max
2040
Tempi
Dati aggiornati al
2012
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  • 01/08/2017 Percorso sabato 22 luglio come indicato da SN con l’aggiunta del Picco Grubia. Il sentiero in tutto il suo sviluppo è in ordine ed è stato recentemente falciato, niente in particolare da segnalare. La salita al Picco Grubia dal Bivacco Marussich avviene per la cresta est (tracce), inizialmente ci si alza dietro al bivacco seguendo il sentiero per Forchia Terra Rossa, sentiero che va però abbandonato in breve in corrispondenza di un caratteristico rudere (muretto di pietre di forma semicircolare); in principio ci si tiene sui prati sud, poi guidati da qualche ometto si raggiunge la cresta, che si segue abbastanza fedelmente fino all’allungata cima, contrassegnata da due ometti alle due estremità. Da Sella Grubia alla cima ci sono circa una ventina di minuti per coprire 200 metri di dislivello, non ci sono punti difficili o particolarmente esposti (salvo la “normale” esposizione della cresta sullo scosceso versante nord). L’anello – anche senza la salita alla cima - nel suo complesso è piuttosto lungo, ma risulta estremamente gratificante, attraversando ambienti molto vari e caratteristici, con ricche fioriture di ogni tipo specie nel Foran dal Muss, sul poco frequentato Picco Grubia e nella lunga traversata verso sella Bila Pec … insomma, c’è veramente da rifarsi gli occhi! Stridente il contrasto tra i profondi silenzi del candido Foran dal Muss e il chiassoso e variopinto mondo che ci attende oltre Sella Bila Pec, in conca Prevala, quest’oggi animata dalle variegate attività del NOF (Nevee Outdoor Festival). Attorno al Rifugio Gilberti un accampamento di igloo multicolori, musica ad alto volume, il Bila Pec e le paretine del sentiero botanico sono prese d’assalto da numerose comitive di rocciatori di diverso livello, corde spenzolano da tutte le parti, anche sopra le amate Campanule di Zoys. Rientro a Sella Nevea per il comodo sentiero 635. Tutto il giro, compresa la salita al Picco Grubia, ci ha impegnati per 7 ore abbondanti. Mandi e buona montagna a tutti!
  • 10/07/2017 giornata bellissima, fatto il 645a (sentiero Sereno)in buone condizioni erba un po' alta nella seconda parte località casera Goriuda (questa settimana, ho saputo che falceranno i sentieri della zona)per il resto nulla da segnalare,anzi un consiglio in questo periodo, portarsi dietro tanta acqua idratarsi è fondamentale io e mia moglie abbiamo bevuto quasi 7 litri...il giro è bello ma lungo non adatto a chi poco allenato .buona vita a tutti.
  • 06/07/2017 Percorso oggi in una giornata dal clima ideale, insomma quel caldo giusto....Saliti per la variante del Troi dai Sachs, lunga e a parer mio meno interessante del Sentiero Sereno, ma andava provata anche questa via, niente di nuovo da segnalare, il ponticello oramai giace accartocciato su se stesso ma si aggira comodamente.Quando si arriva a calpestare la bianca roccia carsica se ne resta abbagliati dal candore anche se in realtà ho l'impressione che il verde si stia riprendendo un po' di roccia, soprattutto lungo il sentiero 632 dal bivacco Marussigh. Oramai al bivacco Marussigh non si poteva non andare a curiosare fino alla Forchia diTerrarossa e al soprastante Picco di Grubia, cima che si raggiunge in 15' seguendo la logica via e i numerosi ometti, rimpolpati. Cima di tutto rispetto per la posizione privilegiata e che quindi da lì l'occhio non ha che l'imbarazzo della scelta. Ridiscesi liberamente sul sottostante sentiero proseguito come da relazione, incontrato un nevaio residuo, qualche metro da attraversare ma senza problemi. Nessuno in giro a parte due giovani stambecchini che, lungo il sentiero botanico, giocavano a far la lotta, soffio gelido e molto forte presso l'abisso Novelli, da Sella giunge un gran vociare di ragazzi
  • 14/09/2015 Fatta questa escursione il 11/09/2015, con la prima parte divertente e bellissima, la seconda un po' meno almeno fino al foran dai muss, dove l'incredibile panorama tipico del Canin prende il sopravvento su qualsiasi altra considerazione. Una cosa è certa in poco più di tre ore si sale quasi di ben oltre 1000 metri e quando si inizia la discesa le senti tutti. Se le gambe reggono consiglio una cappatina sul Bila Pec per godersi un panorama raro da vedere. Itinerario da non affrontare con bambini o amici/che poco allenati.
  • 15/10/2014 Fatta domenica 12 ottobre 2014.Segnalo che sul sentiero 645, non quello attrezzato, ma quello sottostante; ad un certo punto lungo il sentiero è franato. Ponete molta attenzione sul suo attraversamento in quanto esposto e con un solo appiglio su pietra dove lo scarpone poggia a malapena. Inoltre seganlo sul sentiero 632 prima di avvicinarsi alla casermetta, vi è un nevaio molto ripigo e compatto(svivoloso). Consiglio ramponi oltre ai bastoncini essenziali. Percorso TOP!!!
  • 19/08/2013 Il gallo dorme ancora ma la mia sveglia no, colazione energetica per evitare il deperimento fisico (sia mai..) e via, ore 6 uscita a Tolmezzo, ore 7 zaino in spalla in una Sella Nevea ancor addormentata, ma intanto il sole si è alzato. A dx nel bosco sentiero 635 e poi subito dopo bivio con 645a, un cartello informa che trattasi di sentiero per escursionisti esperti, questi avvisi (ma ben vengano) mi mettono ansia, mi chiedo cosa mi aspetterà e perché mai si chiama sentiero sereno se poi invece…Tiro avanti in un bel bosco, vasca in cemento sotto la palestra di roccia, sentiero ben calpestato, il blu/viola intenso dell’aconito nappello si mischia a quello delle asclepiadi, un tocco vivace lo danno i lamponi, piccoli e polverosi che non mi invogliano, qualche elegante parnassia dalle lievi striature grigie, una tenerissima lucente salamandra alpina sgamba goffamente e va a nascondersi e sarà l’unico animale visto lungo i 14 km del giro. Iniziano subito le attrezzature, cavi abbondanti messi più per sicurezza che necessità, molto utili le scalette e il paio di staffe, ottimi i vari ponti che aggirano e superano gli ostacoli. Dal sentiero spesso esposto, posso dare un occhio al vicino Montasio (ah, il Montasio..mah, chissà), Zabus e Cimone e le pendici boscose con evidenti le recenti piaghe e un elicottero con il suo secchiello è proprio in volo. Pochi metri prima di due ponticelli posti a 90° un rumore, faccio in tempo ad accovacciarmi che alcuni sassi rotolano, un paio sullo zaino e uno sul braccio, in alto c’è evidentemente qualche curioso.. In falsopiano arrivo a casera Goriuda, il tetto rosa si confonde con gli epilobi che ricoprono letteralmente la piccola conca; da dietro la casera imbocco il sentiero 645 che mi porterà fino a Sella Grubia, è il mio sentiero, il sentiero che piace a me, salita continua ed inesorabile, con rare svolte; dal bosco si passa a qualche zona con grandi massi ed aconito giallo che ricorda un po’ il Pian delle Lope, attraverso un ponticello con un sostegno rotto e poi il candore del Foran dal Mus. Al bivacco Marussich si arriva senza difficoltà, oggi non c’è nemmeno vento, cielo terso e folla in pausa merenda. Riprendo la via verso Sella Bila Pec e un escursionista (no fauna locale)mi chiede quanto manchi alla ferrata , mi hanno detto porta sul Canin, e che …Mi sono limitata a fargli vedere sulla carta la nostra posizione. .Effettivamente, come rimarcato da Malfattore in un precedente commento, in luoghi facilmente accessibili si vede di tutto e di più, scarpe di tela e lucidissimi e costosissimi scarponi, ma le informazioni utili?Sgambettando nel catino del sentiero geologico sono poi risalita a Sella Bila Pec e fra turistici schiamazzi e richiami di genitori arrivo al rifugio, oggi pienone, e via di sentiero 635 buttando un occhio alle cabine volanti.Altro flag a questo bel giro, remunerativo, secondo me potrebbe essere usato come salita al Sart tanto in meno di 4 ore si arriva alla sella e poi il rientro magari con i mezzi volanti..
  • 06/08/2013 anello di sella grubia-percorso ieri, ho seguito il sent.659 chiamato "troi dai sacs" che probabilmente è stato modificato perchè non ho trovato i passaggi attrezzati menzionati nella relazione. Ora risulta essere un normale tracciato con alcuni punti decisamente ripidi.Va detto che dal pic da lis ladris si perdono 300 mt di quota per arrivare alla casera goriuda, casera che ora offre un piccolo ricovero attrezzato anche con brande letto.Per il resto devo dire che è risultata una escursione interessante e a tratti suggestiva. Impegnativa per il dislivello e la sua lunghezza totale, ma molto appagante.Buona vita a tutti
  • 18/08/2012 Itinerario bellissimo, ricco di paesaggi suggestivi. Tratti un pò esposti ma facili e ben assicurati, dislivello importante, perciò non adatto a persone inesperte o poco allenate. consiglio vivamente.
  • 15/09/2011 18-08-2011 Escursione lunga ma appagante x le diversità ambientali che si incontrano man mano che si sale,dal bosco al mondo di pietra del canin,dalle stupende fioriture al panorama.Tutti i punti più esposti sono ottimamente attrezzati comprese scaletta.buone montagne!!!
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