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Elenco commenti

Passo di Entralais dalla Val Pesarina
N. record trovati: 4
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23-07-2019 18:50
giuseppe.venica giuseppe.venica
Percorso interamente il 21/07/2019. L’escursione ha inizio risalendo il sentiero che si alza di fronte al piccolo spiazzo per il parcheggio al termine del tratto asfaltato (non c’è più il cartello CAI). Confluiti sulla pista forestale che abbiamo lasciato al parcheggio (transitabile dai veicoli ancora per un centinaio di metri), la si segue a sx; più avanti la pista, completamente invasa dall’erba, si riduce a semplice sentiero; superato un secondo impluvio, si abbandona la pista per risalire a dx una buona traccia (cartello CAI N° 229) che per un tratto costeggia la sx orografica del rio Possal. Quasi tutto il percorso è stato ripulito e facilmente transitabile; solo dopo il Ricovero Entralais alcuni schianti obbligano ad una deviazione, ma la direzione da tenere è del tutto intuitiva. Percorso mediamente impegnativo che richiede circa sei ore e mezza tra andata e ritorno. Paesaggio molto vario; spettacolare nella parte finale. Merita fatto. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
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23-09-2018 19:33
giuseppe.venica giuseppe.venica
Escursione effettuata parzialmente il 23/09/2018. Dopo le abbondanti piogge di ieri mi pareva un percorso adatto in quanto non presenta passaggi su terreno difficile e neppure l’attraversamento di torrenti, ma le previsioni meteo mi hanno ingannato e non avevo fatto i conti con la foschia. Dopo i ruderi di quota m 1792 la foschia si è fatta più fitta ed ho deciso per il rientro. Il percorso è ben segnalato fino al Ricovero Entralais, con nuove tabelle e segnavia rinfrescati; anche oltre non è difficile seguire la traccia anche se si fa più labile. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
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23-07-2014 20:27
arno.ribotis arno.ribotis
Percorso interamente questa mattina, a parte qualche albero di traverso sul sentiero non ci sono altre cose da segnalare.
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24-07-2012 23:12
loredana.bergagna loredana.bergagna
Passo di Entralais, sentiero dei fiori ma non sfigurerebbe di certo fra i sentieri del silenzio, ne ha tutte le caratteristiche: sbilenco cartello cai seminascosto dalla vegetazione, percorso che si snoda in un ambiente solitario ed appartato, indubbiamente particolare.
La stradina che conduce all’attacco del sentiero è tutta asfaltata (si fa per dire) e percorribile con calma e dicendo qualche giaculatoria affinché nessuno scenda/salga in senso opposto. Ottimo inizio del sentiero, bosco, segnavia, sole che s’insinua a fatica tra i rami, pendenza subito marcata, attenzione al grosso cavo d’acciaio a terra che le foglie mascherano e voilà che si esce sulla strada che prima era asfaltata ed ora sterrata. Si prosegue verso sx costeggiando ora qualche parete erosa ora il bosco, dopo un impluvio, presso una curva su un albero in alto un segnavia, è il sentiero che costeggia la sx orografica del rio Possal che le piogge di ieri hanno reso rumoroso e impetuoso. Per chi volesse fare come Indiana Jones può proseguire lungo lo sterrato fino al guado citato nella relazione, non ci sono ometti ma solo una traccia fra l’erba che costeggia brevemente la dx orografica, evitare di seguire l’evidente traccia a sx che si esaurisce presso uno stavolo, presso un grosso sasso (freccia rossa e scritta guado) riguadagnare la sx orografica ed innestarsi sul vecchio sentiero che da lì in poi è sempre evidente se pur scarsamente frequentato a giudicare dai rami che lo invadono e dall’erba alta. Si rientra in un bosco buio ma che non crea ansia, si sale e si sale ancora, qualche svolta, e poi di nuovo all’aperto con rumore di cascatelle, un guado ancora e facendosi largo fra l’erba e le ortiche si arriva al ricovero di Entralais a picco sul ripiano sottostante e poi il ghiaione, tipo Coglians per interderci, ma più chiaro e breve. Da qui inizia il tratto più bello, davanti si stagliano le appuntite cime della Creta della Fuina, il sentiero attraversa un incassato vallone, zolle erbose e qualche ghiaia, tratti rovinati, dove i sassi e qualche tronco ostruiscono la via, ci si deve arrangiare a seguire la direzione giusta, comunque si ritrovano i segnavia. Nei pressi delle rovine degli stavoli grandi fioriture di aconito giallo, giglio martagone e stelle alpine in quantità, e poi da lì è una passeggiata da farsi con calma, assaporando l’ambiente, quasi centellinandolo, alternanza di verdi e ghiaie, qualche saliscendi e poi si è al passo, luogo ventoso come non mai. Banana, mela e barretta più giù, al riparo.
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